Un altro mese nero per il settore dell’auto in Europa, stando ai dati rilasciati dalla Jato, leader mondiale nella ricerca automotive. Nel “vecchio continente”, rispetto al 2007 le vendite delle quattro ruote si sono contratte del 25,3% passando da 1.238.297 a 924.936 unità. Un andamento negativo che si protae in modo continuativo dagli ultimi sette mesi e fa registrare da gennaio 2008 a oggi un calo del 7,1% (pari a 1.030.584 auto), rispetto allo stesso periodo del 2007. Stando a questi dati sembrerebbe proprio che il 2008 sia destinato ad essere definito un anno “tragico” per le case automobilistiche. Ma la situazione è davvero così “pesante”, come da più parti viene definita? Non proprio… Se è vero che rispetto l’anno scorso in Italia e Spagna le vendite hanno fatto registrare una flessione del 13,6 e 25,7% rispettivamente, Francia e Germania tengono botta con un +0,8 e -1,5%, mentre Svizzera (+2,3) e i paesi dell’Europa dell’Est fanno segnare una crescita fino al 17,2%, è il caso della Slovacchia. Tutto questo cosa vuole dire? Semplicemente che paesi come l’Italia grazie a politiche volte ad incentivare gli acquisti (vedi campagne rottamazioni, prestiti a tassi agevolati e ecc…), nel 2007 hanno fatto registrare vendite record rispetto alle quali era prevedibile poi seguisse una flessione. D’altronde oggi i costruttori ci hanno abituato a sfornare nuovi modelli con un ritmo calzante, facendo affidamento su un mercato già da anni “viziato” dal credito all’acquisto, quando in realtà la vita media di un’automobile per un consumatore generico la si può stimare in media sui 5 anni e non sui 2-3 come determinato dai restyling. Inoltre, se nel mese di novembre i dieci marchi più diffusi in Europa hanno il segno - (la più “inguaiata” è la Opel con un -37,1%), è altrettanto vero che dall’inizio dell’anno alcune case fanno segnare un trend “stazionario”: Audi +0,2, Fiat -1,5, BMW -2,6 e Mercedes -5,3%. Un dato confermato dai dati di vendita della nuova gamma A4 che registra un + 16,6%. Sicuramente il 2009 sarà un anno contraddistinto sempre dal segno negativo e con valori anche più pesanti. Ma, a questo punto viene da chiedersi se tutto ciò non era prevedibile: il settore automotive si presenta in costante crescita da una decina di anni. E, se la crisi degli ultimi mesi pone e porrà un freno al ricircolo del parco auto, non si può neanche immaginare che questo possa espandersi all’infinito, considerate le problematiche legate all’ambiente e alle strade sempre più congestionate dal traffico. Insomma, si è solo accelerato un processo già in atto che chi aveva preventivato saprà affontare nel migliore - o nel meno doloroso - dei modi.
- Mercoledì 17 Dicembre 2008





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