Archivio per autore: » federico ruffino
La parola d’ordine, dagli Stati Uniti all’Europa è la stessa: ridurre consumi ed emissioni inquinati. Così, non deve stupire se anche un brand di lusso come Bentley si appresta a presentare una vettura più “amica dell’ambiente”. Ancora non è dato sapere né il nome, né le specifiche del modello, ma dato che per ridurre l’impatto ambientale è stata scelta la strada del biocarburante è facile immaginare che la nuova auto sarà basata sulla Continental GT Speed, top di gamma per prestazioni della Casa alata. Una scelta che viene giustificata dal fatto che l’E85 (come è comunemente conosciuto il bioetanolo), grazie al maggior numero di ottani rispetto alle tradizionali benzine, permetterebbe di garantire un plus di potenza al W12 da 6 litri e 610 CV aumentando ulteriormente le attuali prestazioni della Speed: 326 km/h e 0-100 km/h in 4,5 secondi. Il nuovo modello che si presenterà con una veste estetica più aggressiva come lascia trapelare il teaser rilasciato dalla Casa, verrà svelato al prossimo Salone dell’auto di Ginevra, ma non è da escludere che sarà seguito da altri modelli “ecologici”. Bentley fa parte del gruppo Audi/VW e proprio dalla “banca organi” del gruppo potrebbe ricevere nell’arco dei prossimi anni il sistema di propulsione ibrido già destinato a equipaggiare la ormai prossima Porsche Panamera e l’Audi Q7.
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La nuova C3 Picasso piace e piacerà . Lo dicono i numeri: è lunga solo 4,07 metri ma è in grado di caricare oggetti lunghi fino a 240 cm e il suo bagagliaio varia da 385 a 1.506 litri. E lo dicono gli sguardi: perché con il suo look fresco e giovanile (specialmente nelle tinte pastello), la C3 Picasso non passa certo inosservata. Stile unito a spazio e praticità , questo il biglietto da visita della piccola monovolume francese. Una delle proposte più attese per quest anno e che si potrà “provare con mano” nelle concessionarie durante il porte aperte del 21 Marzo, meglio se con l’ottimo 1.6 HDi da 109 CV che, dotato del filtro antiparticolato di serie, sposa buone prestazioni (183 km/h e 0-100 km/h in 12,1 sec.) e bassi consumi (in media si percorrono 20 km/l nel ciclo misto), rendendo la guida sempre fluida e brillante sia in città che fuori porta. Punta di diamante di una gamma di motori in grado di soddisfare le esigenze di tutti guidatori: due benzina da 1.4 e 1.6 da 95 e 120 CV rispettivamente, per chi macina pochi chilometri l’anno, e due HDi con il già citato 1.6 e un 1.4 da 90 CV, senza filtro antiparticolato (al momento). Con un abitacolo luminoso e sfruttabile grazie all’ampia superficie vetrata e ai numerosi vani portaoggetti e i sedili posteriori scorrevoli, la più piccola delle Picasso convince per souplesse di marcia e comfort: le sospensioni tarate “alla francese” (leggi morbide), permettono di digerire senza problemi pavè cittadini e strade dissestate. Difetti? Solo lo sterzo con servoassistenza elettrica che toglie un po’ di feeling alle andature sostenute. Per i prezzi si va dai 14.801 euro della 1.4 VTi a benzina ai 20.901 della 1.6 HDi in allestimento Exclusive Style, praticamente “full-optional”.
Siete degli aspiranti giornalisti? Avete una smisurata passione per i motori? Bene, allora ci sono buone notizie per voi. Nonostante che entrare nel mondo del giornalismo non sia cosa semplice, l’iniziativa indetta anche per il 2009 dal famoso costruttore di pneumatici, offre la possibilità di muovere i primi passi in questo ambiente. Sponsor tecnico dei Campionati di Formula Uno, Moto GP e Serie GP2, la Bridgestone è in cerca di giovani da inviare come reporter a un weekend di gara dei suddetti campionati. Ma come fare? Presto detto: basta accedere al sito internet: www.bridgestone.eu/e-reporter registrarsi e inviare entro il 30 Marzo 2009 un proprio articolo seguito da una lista di possibili domande da sottoporre ai piloti della GP2 o della Moto GP. Una giuria composta da esperti del settore dei media e giornalisti internazionali eleggeranno gli 11 candidati da tutta Europa da inviare sul “campo”, gli articoli dei quali saranno poi pubblicati sul sito web della Bridgestone. Inoltre, il vincitore assoluto del concorso, scelto anche per le sue capacità di rappresentare il marchio Bridgestone e non solo produrre articoli scritti, riceverà come premio un computer notebook e, soprattutto, la possibilità di iniziare un’esperienza lavorativa. Le uniche condizioni fondamentali per accedere al concorso sono quelle di essere degli studenti a tempo pieno, con un’età compresa tra i 18 e 30 anni; il corso di studi scelto non è discriminante.

È cominciata la produzione della Focus RS nello stabilimento di Saarlouis dove già si producono la gamma Ford Focus nelle versioni a 3 e 5 porte, station wagon e ST, nonché i modelli C-MAX e Kuga. Una notizia, questa, che rasserena un po’ il clima triste che avvolge il settore dell’auto, dato che la più sportiva delle Ford (motore turbo da 295 CV), non ha certo l’obiettivo di risollevare i conti disastrati della Casa americana, ma rilanciare l’immagine sportiva del Marchio e accogliere le richieste di tutti gli appassionati di rally. Dopo il ritiro della Subaru dal Campionato Mondiale Rally, Ford e Citroën restano gli unici Costruttori impegnati ufficialmente nella categoria WRC. Un mondo, quello delle Prove Speciali, dove Ford ha costruito la sua immagine con le vetture RS (con le famose Sierra e Escort) e dal quale la nuova Focus RS trae linfa, sia nel look che nella tecnica - ma l’auto sarà dotata di una trazione anteriore con un evoluto differenziale autobloccante e non delle quattro ruote motrici.
«Siamo molto lieti che un nuovo modello Ford targato RS sia rientrato nella nostra gamma di prodotti e che la produzione a Saarlouis venga avviata secondo il planning stabilito», ha dichiarato John Fleming, Presidente e CEO di Ford Europa. «Abbiamo riscontrato un enorme interesse per tale modello da parte degli appassionati della Ford RS, nonché di potenziali acquirenti che non hanno mai posseduto una RS. Sono sicuro che se ne innamoreranno non appena si troveranno dietro al volante». La nuova Ford Focus RS sarà venduta in oltre 20 paesi europei dalla primavera a un prezzo stimato tra i 30 e 35.000 euro, inclusa la Russia, anche se i mercati più importanti per la sportiva dell’ovale saranno sicuramente Regno Unito, Svizzera e Germania.
Da oggi, data dell’insediamento quale 44° presidente degli Stati Uniti d’America, questa sarà l’auto di Barack Obama. Una vettura che è l’evoluzione di quella usata da George W. Bush nei precedenti mandati, migliorata nella protezione dai colpi d’alta penetrazione tipici dei tiratori scelti. I servizi segreti, infatti, temono attentati di questo tipo provenienti da milizie di estrema destra oltre ai soliti terroristi internazionali. Per questa ragione la nuova Cadillac One oltre alla carrozzeria blindata (acciaio balistico, kevlar, resina e ceramica) e a un telaio rinforzato per reggere l’esplosione di una mina anticarro, vanta cristalli dallo spessore superiore anche a 14 cm e trattati per non rendere visibili i passeggeri dall’esterno. Realizzata su base della grossa SUV Suburban della Chevrolet (insieme a Cadillac fa parte del gruppo GM), la nuova auto presidenziale è spinta da un motore a otto cilindri da 600 CV, ai quali se ne aggiungono altri 400, tramite protossido d’azoto, utili per avere avere un’accelerazione più brillante e sottrarsi a un eventuale attacco. Ovviamente, per essere “inarrestabile”, la Cadillac One è dotata di speciali pneumatici di tipo Run-flat, in grado di reggere le circa 8 tonnellate dell’auto (a tanto ammonta il peso causa blindatura e rinforzi) anche dopo aver assorbito una raffica di mitra, tipo Kalashnikov. Curiosità : la prima Cadillac blindata ad essere utilizzata dalla Casa Bianca è stata quella confiscata ad Al Capone e venne usata trasferire il presidente Franklin D. Roosevelt al congresso, il giorno dopo l’attacco di Pearl Harbor nel 1941.
La Dakar 2009 verrà sicuramente ricordata negli annali. E, non solo perché la 31ª edizione della massacrante corsa si è spostata dalle sabbie del deserto del Sahara agli sterrati dell’America Latina tra Argentina e Cile. Ma, perché, a dominare il famoso rally raid è stata la VW che, con le fuoristrada Touareg Race, ha piazzato sui primi due gradini del podio gli equipaggi Giniel de Villiers/ Dirk von Zitzewitz e Mark Miller/Ralph Pitchford. Un grande risultato che poteva essere festeggiato da una “tripletta” se l’equipaggio Sainz/Périn non fosse stato costretto al ritiro nel corso della dodicesima tappa, quando era saldamente al comando, causa un rovinoso incidente - sembra per un errore nelle mappe. In ogni caso, le grosse 4×4 della VW, spinte da un 5 cilindri TDI da 280 CV, hanno dimostrato grande affidabilità e prestazioni riuscendo a vincere ben 10 tappe su 13: 6 conquistate Sainz, le altre 4 da de Villiers. La vittoria anche in questa competizione di un motore TDI del Gruppo Audi/VW che fa seguito a quelle della 24 Ore di Le Mans con l’Audi R10 e del campionato WTCC con la Seat Leon, ribadisce ancora una volta come questo tipo di motorizzazione abbia saputo evolversi nel corso degli anni fino a ritagliarsi uno spazio anche nel mondo delle competizioni. Resta da chiedersi, se oltre a Peugeot (per la 24 di Le Mans), anche altri costruttori guarderanno con maggiore interesse all’applicazione dei turbodiesel nel mondo motorsport, non solo nei raid e gare endurance dove questo tipo di motorizzazione fa la parte del leone.
Con l’inizio del 2009 in casa Porsche è venuto meno anche l’ultimo tabù: quello di un’auto della cavallina spinta da un motore diesel. Qualcosa che in fondo, però, non dovrebbe stupire più di tanto: con la commercializzazione della Cayenne avvenuta nel 2003, a Zuffenhausen è stato dato il via a una rivoluzione ideologica: da quel giorno Porsche non sarebbe stato più solo un costruttore di auto sportive, strettamente intese. Così, nell’anno in cui verrà presentata anche la prima quattro porte della Casa tedesca, fa il suo debutto pure una motorizzazione a gasolio, da sempre ritenuta buona solo per chi macina tanti chilometri l’anno per lavoro, e non certo per equipaggiare auto prestazionali. Ma, negli ultimi 10 anni i motori diesel hanno saputo evolversi fino a raggiungere le performance degne dei più “nobili” benzina pluri-frazionati e la necessità di ridurre emissioni inquinanti ha “imposto” anche a Porsche di guardare con vivo interesse (per le vendite) anche a questa soluzione, in attesa che i tempi per le motorizzazioni ibride siano mature - si parla di 2010. La scelta per il motore, ovviamente non poteva che ricadere sul 3 litri TDI da 240 CV del gruppo Audi/VW, un’unità che grazie ai suoi 550 Nm di coppia si dimostra adatto a muovere agevolmente la massa della grossa SUV (da 0 a 100 km/h in 8,3 sec. e 216 km/h la velocità massima), garantendo percorrenze di quasi 11 km/l con un litro e solo 244 g/km di CO2. Dotata di serie della trasmissione automatica Tiptronic S, la Cayenne diesel sarà in vendita dal mese di febbraio a circa 60.000 euro.
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Sarà che in tempo di crisi chi ha i bilanci in positivo può far la parte del leone. E sarà pure che da anni in casa VW si parlava del ritorno di una piccola sportiva come la 914 realizzata nel lontano 1969 in collaborazione con Porsche, oggi azionista di maggioranza del Gruppo Audi/VW. Fatto sta che la spiderina presentata al Naias, ha al suo arco più di una freccia per far breccia nel cuore degli automobilisti sportivi. Compatta, è lunga solo 3,99 m e leggera, si parla di meno 1.200 kg (a vuoto), la BlueSport è in grado di raggiungere i 226 km/h e scattare da 0 a 100 km/h in soli 6,6 secondi grazie al 2.0 quattro cilindri TDI da 180 CV e 350 Nm abbinato al cambio a doppia frizione DSG a sei rapporti. Buone prestazioni garantite da un motore sì potente, ma anche economo e pulito: la VW dichiara un percorrenza media di oltre 20 km/l e solo 113 g/km di CO2 emessa. E, se le linee essenziali della carrozzeria già fanno sognare, sono le novità tecniche celate sotto di essa ad essere “reali” e svelare cosa ci riserva per l’immediato futuro il gruppo VW. Perché, se ad oggi non è dato sapere se effettivamente dalla BlueSport sarà derivata un’erede per la 914 - ma sembra abbastanza probabile, sicuramente i sistemi di recupero di energia e “start/stop” che permettono di tagliare consumi e emissioni nocive su questa concept equipaggeranno presto le “auto del popolo”. Di questo potete starne certi.
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Il primo vagito lo ha emesso stamattina alle 10:35 quando ha compiuto un primo giro sul tracciato del Mugello, dopo che in Casa Ferrari hanno deciso di spostare sul circuito fiorentino la presentazione della F60, causa condizioni di tempo avverse a Fiorano. Un primo giro, al quale ha fatto seguito un secondo, alle 10.55, sempre con al volante un Felipe Massa “contento ed emozionato di portare la Ferrari in pista per la prima volta”. La nuova vettura, il cui nome celebra la 60ª partecipazione della Scuderia di Maranello al Campionato Mondiale di F1, rappresenta un progetto inedito e non un’evoluzione del precedente modello per far fronte alle tante novità che ha imposto il regolamento 2009: reintroduzione dei pneumatici slick, possibilità di adottare un sistema per il recupero per l’energia cinetica (KERS) e “pulizia” dell’aerodinamica (niente più ali e alette ausiliarie come in passato), le principali. Soluzioni tecniche che hanno imposto un differente studio per l’aerodinamica della vettura (vedi foto) come mostra il profilo alare anteriore (con flap regolabili direttamente dal pilota con l’auto in movimento), la sagoma più rastremata delle pance laterali e parti superiori e posteriori della carrozzeria più ampie per agevolare l’uscita dei flussi d’aria. Modifiche che hanno interessato anche il gruppo motore-trasmissione (oltre a sospensioni e freni) con il primo, un V8 da 2,4 litri, “autolimitato” a un regime massimo di 18.000 giri/minuto per garantire la necessaria affidabilità e percorrere un chilometraggio di circa 2.500 km: i motori disponibili nell’arco della stagione per i 17 Gran Premi in calendario saranno solo 8. Una presentazione quella della nuova F60 che andrà avanti tutta la giornata fino alle 17, quando Felipe Massa verrà intervistato dai giornalisti per i primi commenti a caldo e che tutti gli appassionati di motori possono seguire anche direttamente sul sito Ferrari.
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Sedici auto, 10 sportive e 6 supercar; 5.422 CV, 104 cilindri, settegiorni, otto turbocompressori, due montagne e un’enorme quantità di benzina… questi sono i numeri dell’ECOTY (EVO Car of The Year), l’annuale comparativa tra le sportive commercializzate nel corso dell’anno, organizzata dal mensile EVO. Un tour de force che ha visto il primo gruppo di auto “del mondo reale”, ovvero con prezzi compresi tra i circa 16.000 euro della Renault Twingo RS e gli oltre 70.000 della Lexus IS-F, passando per 500 Abarth, BMW M3 berlina e Mini Cooper JCW sfidarsi nel primo “round” sulle scivolose e tortuose strade del Galles. Il tutto per eleggere la migliore sportiva del 2008 che ha successivamente raggiunto per il secondo round il gruppo di sei supercar sui tornanti del Mont Ventoux, in Francia. Tra queste ultime Alfa Romeo 8C Competizione, Porsche 997 GT2, Maserati Granturismo S, Aston Martin V8 Vantage, Nissan GT-R e Lamborghini Gallardo LP560-4. Ma sul numero 60 di EVO, già in edicola, le sfide intriganti non si fermano all’ECOTY… In casa Mercedes è stata scatenata una guerra fratricida per scoprire qual’è la AMG più esaltante, mentre l’estrema Lotus 2-Eleven ha battagliato tra i cordoli con la rivoluzionaria KTM X-Bow, la prima quattro ruote realizzata dalla nota casa motociclistica austriaca, una sicura protagonista delle giornate in pista. Ovviamente poi, non mancano test in anteprima come quelli della rinnovata Porsche Cayman S, della SL 65AMG Black Series: con i suoi 670 CV la Mercedes più potente di sempre e della nuovissima Nissan 370Z, erede entro fine anno della 350Z e temutissima rivale per le coupé europee.
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