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Sembrava una razza in via d’estinzione, stritolata da crossover, suv e sav. E invece la familiare, debitamente aggiornata anche nel nome, wagon, tourer, sports tourer, continua ad avere mercato. Così la Opel propone la versione familiare della sua Insignia, denominata Sports tourer per far capire subito che si è alla guida di una familiare ma non di un cassone destinato al solo trasporto. E infatti, nonostante la mole e la lunghezza (4 metri e 91 cm), la nuova Opel si lascia portare con insospettabile agilità. Merito del motore biturbo diesel con una bella riserva di potenza e della trazione integrale (ma la Sports tourer sarà disponibile anche in versione due ruote motrici e con potenze e prezzi inferiori) che garantisce traiettorie sicure e certe e un’aderenza eccellente in ogni condizione di asfalto o terreno.
L’aspetto abitabilità è altrettanto curato: nello spazio, abbondante per i passeggeri e molto ampio per i bagagli (da 540 a 1.500 litri se si abbattono i sedili posteriori), nella qualità dei materiali e nella ricchezza della dotazione di serie. La plancia è ricoperta di gomma morbida con cornici cromate che la alleggeriscono e una miriade (forse troppi) di tasti per attivare i servizi di bordo, dal climatizzatore bizona all’impianto hi-fi, al navigatore.
Perché Sì Se vi piace l’abbondanza di forme e spazio perché avete una famiglia numerosa. Oppure perché gradite semplicemente non rinunciare ad alcunché in vacanza.
Perché no Se credete che si possa viaggiare in modo sobrio. Viva l’essenziale.
In alternativa Alla pari, Ford Mondeo e Vw Passat. Questione di gusti, più che di prezzi.

La spagnola Seat partorisce (non da sola) una berlina di qualità con linee molto classiche. Perché non da sola? Per un motivo importante: nello stabilimento Seat (appartiene al gruppo Volkswagen) di Martorell è stata spostata dalla Germania la linea di produzione della vecchia Audi A4, in modo da avere a disposizione pianale e parti meccaniche collaudate e di provata robustezza, sulle quali approntare la nuova vettura. Che, esteticamente, appare assolutamente diversa dalla Audi, con un frontale moderno e spigoloso e una coda filante e pulita.
Solo aprendo la portiera ci si rende conto dell’ascendenza: la plancia, le bocchette per l’aerazione, il volante, tutti i comandi sono palesemente teutonici, ma la cosa non dà per nulla fastidio, anzi, conferiscono alla Seat quel plus di qualità percepibile di cui aveva bisogno. Gli spagnoli però non si sono limitati a importare e rimontare. Alcuni particolari, infatti, nascono proprio per la Exeo, come il piccolo frigo anteriore per tener fresche due bottigliette d’acqua. La Exeo 2.0 tsi Sport ha il climatizzatore bizona, sedili in pelle, impianto hi-fi, cruise control, vetri oscurati. Il motore? Anche qui un trapianto: il benzina da 200 cavalli è quello della Golf Gti, potente, progressivo e poco assetato di benzina. Ma se fate tanta strada la Exeo è disponibile anche in versione turbodiesel, sempre con motori del gruppo Volkswagen.
perché sì Una berlina moderna il giusto, solida e confortevole e con un prezzo intrigante. Dedicata a chi fa scelte ragionevoli, non si fa ammaliare dai marchi blasonati.
perché no Soltanto in un caso. Se diventate rossi davanti a chi vi chiede: «ma già che c’eri non potevi comprarti un’Audi?»
che c’è di nuovo Nella stessa categoria e dimensioni ci sono Ford Mondeo, Renault Laguna e Citroën C5, a prezzi analoghi o di poco superiori.

L’auto ibrida è una soluzione ponte verso l’auto elettrica. La Honda Insight permette di partire e muoversi (per qualche chilometro) utilizzando esclusivamente la trazione elettrica, senza rumore. Sul display si legge quanta energia rimane da utilizzare. Quando si superano i 50 km/h, o la carica nelle batterie non è più sufficiente, entra in azione il motore tradizionale a benzina che, comunque, in accelerazione viene aiutato da quello elettrico e in decelerazione e frenata ricarica le batterie. Sul display, inoltre, si attiva una specie di scuola guida elettronica (Eco assist) che suggerisce il comportamento di guida più virtuoso per consumare e inquinare il meno possibile. Con una doppia indicazione sul contachilometri: in alto lo sfondo passa dal blu al verde se si è virtuosi alla guida, mentre in basso il computer di bordo fa comparire via via icone che simboleggiano un alberello.
La nuova Insight però non è pensata per i talebani dell’ecologia: è un’automobile che non fa rimpiangere le macchine tradizionali, è comoda per cinque persone, ha una climatizzazione efficace, un baule spazioso, prestazioni più che sufficienti e sei airbag.
perché sì Il motivo principale è unire consumi ridotti, minor inquinamento e una tecnologia sofisticata. Oggi c’è anche un prezzo di listino interessante. E può essere abbassato di 5 mila euro sommando gli ecoincentivi statali per le ibride e per la rottamazione di una vecchia auto di 10 anni fa.
perché no L’auto ibrida è più pesante e ha prestazioni non entusiasmanti.
in alternativa Per il momento una sola: la Toyota Prius, offerta in un’unica versione a un prezzo più alto: 26.200 euro.

Nel disastro di vendite di inizio 2009, la Dacia è fra le quattro case quattro che hanno incrementato le immatricolazioni (oltre ad Audi, Jaguar e Subaru). Certo i numeri non sono stratosferici, però viaggiano sulle 1.000 auto al mese. Che è un buon risultato in un paese come il nostro dove la macchina è stata finora percepita come una questione di status. La Dacia è campionessa del low profile, finora in termini di prezzo. Oltre a essere la primatista del listino, cerca di esserlo anche nelle emissioni, offrendo versioni più verdi (su tutti i modelli). Siglate Eco2 (andrebbe pronunciato alla francese, «ecòdeu»), si distinguono per buttar fuori poca CO2 (già a 120 g/km con le versioni diesel 1.5, ma col gasolio è più facile). Da questa settimana arriva la nuova Sandero 1.2 16 V che consuma meno di 5,9 litri per 100 km ed emette 139 g/km di anidride carbonica. La nuova vettura allarga la gamma, partendo da 7.350 euro, una cifra contenutissima se si pensa che è un’automobile da 4 metri di lunghezza e cinque posti, dimensioni da Fiat Grande Punto.
Perché sì L’acquisto di auto low-cost non è più una questione di solo risparmio o di ecologia. Usandola ci si rende conto che un’auto anche semplice e senza mille diavolerie elettroniche può rendere il giusto servizio, specie se usata tutti i giorni.
Perché no Proprio perché il momento non è brillante, per quale motivo aggiungere un’ulteriore rinuncia, comprando low-cost? C’è chi, piuttosto che guidare una Dacia, si compra una Golf usata, che dà comunque un po’ più di gratificazione, anche solo estetica.
In alternativa La Sandero costa meno di qualunque altra vettura, per avvicinarci agli 8-9 mila euro bisogna scendere di stazza, accontentarsi di un’auto più piccola, tipo Fiat Panda e Seicento, oppure pescare tra le minicoreane.
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Se vi batte il cuore verde ma non potete rinunciare all’automobile, ecco una serie di vetture che, oggi, possono farvi sentire in pace con la coscienza. Ma prima va ricordato che la regola per inquinare meno è elementare: la quantità di CO2 che un motore emette è direttamente proporzionale al consumo di carburante. Dunque l’automobilista virtuoso deve sapere che più piccolo è il motore della sua auto meno sarà nocivo per l’ambiente.
Entriamo allora nel concessionario dei nostri sogni, un vero multimarche, alla ricerca dell’auto più verde secondo necessità di spazio, prestazioni, comfort e status (perché no?). Per semplificarvi la vita, Panorama propone cinque profili di automobilista ecosensibile.
Ecosingle ed ecomamma. L’auto è prettamente cittadina, due posti, massimo quattro. Facile: le campionissime sono la Smart 800 Cdi e la Toyota Iq, con rispettivamente 88 e 99 grammi di CO2 emessa per chilometro. Che diventano 44 e 54,5 a testa quando si accompagna il figlio a scuola. Se poi la ecomamma sceglie la Iq (che è una 2+2 posti) perché al ritorno carica anche due amici del figlio arriva al record di meno 25 g di CO2 per persona trasportata. Meglio fa solo il tram.
Ecofamiglia due più uno. Qui le prospettive si allargano. Cominciamo col guardare in casa italiana, alla Fiat. E anche qui troviamo una campioncina dell’antiinquinamento: la Fiat 500 Pur02, con emissioni allo scarico di 113 g di CO2. L’auto ha anche il sistema di start&stop: se siete in coda o vi fermate al semaforo, basta mettere in folle e abbassare la frizione e l’auto si spegne. Per ripartire basta reinserire la prima.
Sempre in casa Fiat ci sono le versioni Natural power di Panda, Punto e Bravo, con doppia alimentazione a benzina e a metano. I vantaggi del gas sono molti: si può circolare anche nel caso dei blocchi del traffico perché le emissioni complessive sono inferiori a quelle di qualunque motore a benzina, costa poco, con gli stessi euro fate il doppio della strada e poi ci sono gli incentivi statali che abbassano di molto il prezzo. In alternativa c’è la Vw Polo Bluemotion che, grazie a una serie di accorgimenti tecnici e aerodinamici, alla fine fa un bel 99 g di CO2. Ed è omologata per cinque.
Ecofamiglia numerosa. Qui sorprende una proposta svedese, la Volvo S40 1.6 D Driv-e: emette col suo motore diesel meno CO2 della versione FlexiFuel a etanolo, 118 g. Oppure, se avete disponibilità più alte, la nuova Bmw serie 3, versione 318d, con sistema Efficient dynamics, che combina start&stop, recupero dell’energia frenante, batterie al gel, suggeritore di cambiata per una marcia ecovirtuosa. Nonostante i 143 cv di potenza contiene la CO2 in 125 g per chilometro.
Ecotecnologico. Gli amanti dei sistemi più avanzati trovano buone risposte nelle auto ibride. La nuova Toyota Prius, in arrivo ad aprile, con il doppio motore elettrico-termico, che però può muoversi per un quarto d’ora, in città, solo in elettrico, fa 30 km con 1 litro di benzina ed emissioni intorno a 100 g. Oppure la nuova Honda Insight, a breve in Italia, anch’essa con un nuovo accoppiamento motore benzina-elettrico che promette CO2 nell’ordine dei 101 g e un po’ di autonomia soltanto con le batterie.
Ecostatus. Perché rinunciare se si hanno le possibilità? Partiamo da un’auto «cool» per i giovani: la Mini. La versione Cooper con il 1.600 cc diesel è la più rispettosa: 104 g di CO2, grazie all’applicazione del sistema Minimalism (peraltro su tutta la gamma), analogo a quello della Bmw (di cui la Mini fa parte) che unisce start&stop, recupero energia, suggeritore di cambiata, gestione elettronica del motore.
Salendo di pretese, per gli eterni innamorati dei suv, anche in questo settore c’è l’offerta ibrida della Lexus (Toyota) con la Rx 400h. Infine, una proposta per chi guarda molto in alto: la Porsche Panamera, in arrivo entro l’anno, sofisticata sportiva a quattro posti, sarà disponibile anche in versione ibrida, elettrico più un sei cilindri a benzina. Girare silenziosamente con una Porsche sarà motivo di orgoglio in più.
E’ finita la festa. L’opulenza americana che ogni anno nel Salone di Detroit trovava l’espressione più alta, è stata sopraffatta dalla recessione economica, o meglio dalla crisi, che ha travolto sul territorio americano,e senza neppure tanti complimenti, le inattaccabili “Big Three” GM, Ford e Chrysler. Il Salone ne ha risento e pesantemente, e ha visto stralciati tutti gli show ed i teatrini (costosissimi) che accompagnavano in successione un nugolo di lanci.
Quest’anno le conferenze stampa sono state di meno e molto, molto meno ricche, anche sul fronte del numero e della tipologia dei modelli presentati. L’organizzazione del Naias (North America Auto Show) ha annunciato una cinquantina di novità, ma comprendevano anche quelle locali. Di fatto il Gruppo GM ha presentato tre nuovi modelli, quali la Chevrolet Equinox, la Cadillac SRX e la Buick la Crosse ed il prototipo Cadillac Converj che in realtà ha le fattezze di una vettura reale, sebbene abbia adottato il sistema propulsivo elettrico (range-extended) che equipaggia la Chevolet Volt, quest’ultima confermata per fine 2010. I prototipi fantasmagorici superpotenti e superinquinanti, hanno lasciato il posto a qualcosa di più realistico, come ad esempio la nuova Chevrolet Spark, basata sul prototipo Beat e annunciata da Richard Wagoner, Presidente e CEO del Gruppo GM, per l’inizio del 2010 in Europa per sostituire l’attuale Chevrolet Aveo, consumando solo 40 miglia per gallone. Non manca però il classico Suv sette posti rappresentato dalla Chevrolet Orlando, attesa nel 2011 sul mercato USA. Ford, che per ora ha dichiarato di non aver bisogno di aiuti economici, segue però la stessa rotta di GM, abbandonando i prototipi di fantasia e mostrando a Detroit modelli pronti per la commercializzazione, come la Ford Shelby GT500 da 540 CV che arriverà a primavera, la grande berlina Ford Taurus dotata del V6 3,5 litri Duratec da 263 CV ed il crossover Lincoln MKT equipaggiato con il V6 3,7 litri oppure con il nuovo 3,5 EcoBoost da 355 CV. Il futuro di Ford tuttavia è legato a filo doppio con i veicoli elettrici: la casa americana ha annunciato un aggressivo piano che prevede un Van elettrico nel 2010, una piccola vettura elettrica nel 2011, che dovrà essere sviluppata assieme alla Magna International, capace di percorrere 100 miglia con una sola ricarica, e infine nel 2012 una nuova generazione di veicoli ibridi compresi i plug-in, ricaricabili dalla rete elettrica di casa. La Chrysler, al pari delle altre americane, guarda all’elettrico aggiungendo ai tre veicoli EV lanciati di recente, due inediti prototipi, come la Chrysler 200C EV Concept e il nuovo Jeep Patriot EV, con tecnologia range-extended. Il primo di questi è atteso per il 2010 e potrebbe essere il Chrysler Voyager, e altri tre si aggiungeranno entro il 2013. Le novità più sostanziose però vengono dalle Case tedesche, queste sì veramente in buona salute. La Mercedes ha addirittura presentato fuori dal Salone il suo modello più importante, la nuova Classe E, in Italia a marzo. Sullo stand invece è arrivata la SLR Stirling Moss una supersportiva “barchetta” (totalmente scoperta) prodotta in soli 75 esemplari al prezzo di 750.000 euro e il prototipo BlueZero declinato in tre modelli, sul quale si baseranno la prossima vettura fuel cell che sarà prodotta in piccola serie verso la fine di quest’anno, l’elettrica pura che andrà in piccola produzione nel 2010 e l’elettrica range-extended .che avrà un’autonomia complessiva di 600 chilometri.
Bmw invece lancia la nuova Z4 Roadster con l’hard top a scomparsa e sul fronte ecologico i due diesel Bmw 335d berlina e la X5 xDrive 35d, i primi modelli con tecnologia BluePerformance che riduce le emissioni al di sotto dei limiti imposti nei “50 Stati”, in attesa dell’ActiveHybrid prevista nel corso del 2009 e della Mini elettrica, esposta assieme alla nuova Mini Cabrio, mentre il Gruppo Volkswagen fa vedere in anteprima la sportiva Concept BlueSport, lunga circa 4 metri che consuma solo 4,3 litri di gasolio ed emette solo 113 g/Km di CO2 proponendo in aggiunta l’Audi Sportback Concept. Tra le asiatiche spiccano le giapponesi. Toyota ha lanciato la nuova Prius di terza generazione pronta per USA e Giappone già a primavera, e mostrato la FT-EV, l’elettrica su base IQ che sarà pronta per gli USA entro il 2012, mentre con il marchio Lexus continua la politica di introdurre un nuovo modello ibrido all’anno e questa è la volta dell’inedita Lexus HS 250h. La Honda, da parte sua, ha già pronta la sportiva ibrida Insight, attesa in Italia ad aprile. Mentre la Subaru mostra il concetto della nuova Legacy. Più tradizionale il prototipo della Kia, il crossover Soul’ster, un po’ roadster e un po’ pick-up. Ma sul “parterre” di Detroit ci sono in bella mostra l’elettrica Karma S della Fisker che continua la strada dell’ibrido sulle ultrasportive, e la Tesla, con il bel prototipo roadster elettrico su base Lotus. Insomma il Salone di Detroit, abbandonati i buoi, che lo scorso anno accompagnavano la nuova Dodge per le strade, e le Jeep lanciate contro le vetrate, si è orientato a stupire pubblico e giornalisti soprattutto con le nuove tecnologie indirizzate verso l’ambiente. Tuttavia non tutte le auto proposte arriveranno davvero sul mercato, perché l’anima ecologista dei brand americani è stata espressamente sollecitata dal Governo americano che avrebbe elargito i fondi richiesti per il salvataggio delle aziende, solo a fronte di una ristrutturazione delle stesse, costringendole di fatto verso la ricerca e le nuove tecnologie ecologiche, ma la strada è ancora lunga.
Testo e foto di Marina Terpolilli
Se il vento della crisi attanaglia l’intera industria automobilistica, c’è ancora qualcuno che ne prende le distanze, organizzando nel cuore di Detroit addirittura per un giorno un salone privato, a latere di quello ufficiale, il Naias (North American International Auto Show) che aprirà ufficialmente i battenti al pubblico al Cobo Arena il prossimo 17 gennaio, fino al 25. Questo “qualcuno” è la Mercedes, che ha voluto presentare in un’anteprima mondiale riservata ad un centinaio di giornalisti internazionali la nuova Classe E che sarà presentata al pubblico solo al prossimo Salone di Ginevra. A svelare il “gioiello di famiglia”, che appunto, non sarà presente al Cobo assieme alle altre novità del Gruppo tedesco, quali la SLR Stirling Moss prodotta in solo 75 esemplari e il prototipo BlueZero, è stato il presidente del Gruppo Daimler AG, Dieter Zetsche in persona. “La Classe E per noi rappresenta il meglio del meglio. Vi chiederete perché questa ‘ordinaria’ berlina può esserlo, ed il motivo è che… non ha nulla di ordinario”. Così Zetsche ha definito il modello di punta della gamma, la berlina che per Mercedes-Benz rappresenta anche economicamente “il meglio del meglio”, poiché vale il 30% delle vendite nel proprio segmento in Europa, ed è anche uno dei modelli Mercedes più richiesti negli USA. Una presentazione speciale per un’automobile importante tanto da segnare la storia del marchio con la Stella, e venduta finora in oltre un milione e mezzo di esemplari dal lancio avvenuto sei anni or sono. L’inedita Classe E si presenta carica di contenuti su tutti i fronti, come la qualità, la sicurezza, il comfort ed il design. “Chi sceglie la Classe E – puntualizza Zetsche- avrà tutto di tutto, compreso nel prezzo, e con un design attraente”. Tra le dotazioni più importanti c’è il Night view (per una migliore visione notturna), l’Intelligent Light System (che gestisce l’illuminazione per una visione senza abbagliare), l’Attention Assist (che controlla l’attenzione del guidatore preservandolo dai colpi di sonno), oltre al noto pacchetto di sicurezza integrale Pre-Safe. Tuttavia tra le migliori qualità della nuova Classe E, spicca la maggiore efficienza dei suoi propulsori, migliorata del 23% rispetto ai precedenti, che appartengono ad una famiglia che debutta su questo modello, prima di essere diffusa su l’intera gamma. I nuovi quattro cilindri diesel vantano un consumo combinato di appena 5,3 litri ogni 100 chilometri con emissioni pari a 139 grammi di CO2 per chilometro. Inoltre tutte le motorizzazioni della nuova Classe E rispettano le direttive sui gas di scarico Euro5, e addirittura le emissioni della E 350 BlueTec (che arriverà a fine anno) sono già inferiori ai limiti prescritti dalla Euro6 che entrerà in vigore nel 2014. La nuova Classe E sarà declinata nelle varie carrozzerie come la SW e coupé, che verranno commercializzate nel corso del 2009, quando è attesa in aggiunta la trazione integrale su alcuni modelli, quali la E350 CDI, la E350 e la E500 benzina. Il lancio della nuova Classe E in Italia è previsto per fine marzo con cinque modelli, tre diesel, E220 CDI, E 250 CDI e E350 CDI, e due benzina, E350 e E500, questi ultimi con motori a 6 e a 8 cilindri, e con tre livelli di allestimento quali Executive, Elegance ed Avantgarde, e quest’ultimo potrà avere anche il “pacchetto” sportivo AMG. I prezzi sono ancora riservati, tuttavia i clienti della nuova Classe E non troveranno sorprese al rialzo nel listino, a fronte di maggiori contenuti e dell’introduzione delle più avanzate tecnologie. Entro la fine del 2009 sono attesi, in aggiunta, i modelli E200 CDI con motore 1.8 da 136 CV ed E350 CDI con un V6 da 211 CV con tecnologia BlueTec, “il diesel piu’ pulito del mondo” come lo definiscono in Mercedes. Secondo quanto annunciato dal Presidente Dieter Zetsche, anche la Classe E beneficerà di una versione ibrida che sarà pronta però nel 2011.
testo di Marina Terpolilli

Dacia_Sandero
Siamo sempre di più. Secondo i dati di una ricerca Gpf, commissionata da Renault Italia, gli italiani aperti all’idea di acquistare un’automobile low cost è ormai il 30%, mentre addirittura il 65,1% incomincia a prenderla in considerazione. Perché, anche se l’automobile resta lo status symbol per eccellenza, deve far fare bella figura, il low cost avanza, ma - contrariamente a quel che di solito si pensa - non è più una scelta di ripiego, un rispermio subìto, una dura necessità, ma una scelta intelligente, un modo per distinguersi, in un momento storico dove la crisi economica toglie forza ai valori dell’apparire sociale. Insomma i consumatori stanno andando verso un’austerità volontaria, il prezzo basso non è più sinonimo di scarsa qualità, ma di corretteza da parte del produttore e sta diventando quasi di moda esibire l’acquisto di quel tipo di prodotti. Non diversamente si spiega la fortuna di marchi come Zara, H&M, Ryan air o Ikea. Renault, che è parte attiva nel mondo low cost con il marchio Dacia, commenta così l’indagine Gpf: “il low cost non è più soltanto un’opzione di acquisto tra tante, ma si è trasformato in un atteggiamento culturale e diffuso trasversalmente tra le classi sociali». Non a caso Dacia è uno dei pochi marchi che sta andando bene sul nostro mercato. Con un crescita esponenziale: dalle 1.500 auto vendute due anni fa si è passati alle 17 mila di quest’anno.

DaciaLogan2
Se si scorrono i dati di vendita, Casa per Casa, del mercato automobilistico nel mese di novembre, si ha di fronte un’ecatombe a due cifre. Una flessione delle vendite che non risparmia nessun costruttore, ad eccezione di quattro marchi: Audi, Dacia, Jaguar e Subaru. Per Dacia, il marchio low cost di Renault la spiegazione è semplice: i suoi modelli offerti a un listino competitivo e con una buona qualità generale hanno fatto breccia in una nuova categoria di automobilisti, quasi inesitente fino a qualche anno fa nel nostro Paese, dove l’auto è sempre stata uno status: quelli che guardano al concreto, che vogliono comprare una vettura spendendo il giusto e che garantisca loro spazio per la famiglia e costi di gestione contenuti e prevedibili. La Dacia Logan MCV, una station di 4 metri e mezzo, ha un listino che parte da 9.100 euro, per arrivare alla versione più ricca con turbodiesel 1.5 litri a 13.401 euro (come una Fiat 500). Così Logan da gennaio a novembre ha venduto 7.500 auto, il 54% in più dell’anno precedente. Per Subaru la ripresa (del 40%) è legata invece all’astuzia commerciale di offrire le sue auto con l’impianto GPL di serie: qui però i numeri sono piccoli davvero, 4.600 auto in undici mesi. Anche i numeri di Jaguar sono piccoli, però il nuovo modello XF, offerto full optional a poco più di 50 mila euro, ha rilanciato le vendite, cresciute in undici mesi del 25%, per un totale di 2.350 immatricolazioni. Del tutto diverso il caso Audi: qui i numeri sono importanti, siamo oltre le 57 mila auto sempre da gennaio a novembre, ma sta facendo forti risultati in quest’ultima parte dell’anno. Un più 16,39 con un mercato che perde il 30%, un risultato che sembra dovuto pià al successo delle sue vetture, in particolare la A4, che da un’aggressiva politica commerciale.
Alfa_Ducati
Da quando l’Alfa ha realizzato una versione molto speciale della sua 147, chimandola Ducati Corse, era inevitabile che prima o poi sulla sua strada l’aspettasse una Ducati, la più vicina per stile e prestazioni, la 848. Un quattro cilindri turbodiesel contro un bicilindrico, 170 Cv su quattro ruote e 134 su due. Luogo di questa sfida quasi in famiglia, una delle più belle strade del Nord Italia, la Panoramica Zegna sopra a Biella. Il servizio di questo confronto atipico, nel quale non si tratta di stabilire chi va più forte, ma quanto ci si può divertire con due mezzi straordinari, lo trovate nel numero oggi in edicola di EVO. Che ha come servizio di copertina un’altra garnde sfida in famiglia: tutte le Ferrari oggi in gamma, a cominciare dall’ultimissima California. Seguita, si fa per dire, dalla F430 Spider, dalla 430 Scuderia, dalla 599 GTB e dalla 612 Scaglietti. Una miscela esplosiva di motori a otto e dodici cilindri, centinaia di cavalli, accelerazioni mozzafiato. Un appuntamento dedicato al numeroso popolo dei ferraristi, a quelli che (beati loro) ce l’hanno e a quelli che la sognano e l’ammirano.

EVO_59
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