Archivio per autore: » Valerio Boni

Mentre Valentino Rossi si sta divertendo al Mugello al volante della Ferrari di Formula 1, Michael Schumacher ricambia dichiarando di essere pronto a correre in moto. Le apparizioni del sette volte campione del mondo in alcune prove dei trofei monomarca del 2008 hanno lasciato il segno. Michael Schumacher ci ha infatti preso gusto e sembra seriamente intenzionato a iscriversi al campionato tedesco Superbike della prossima stagione. Il campione tedesco ha già preso confidenza in più occasioni con le migliori moto derivate dalla grande serie. Un primo contatto importante lo ha infatti avuto a fine settembre con la Honda CBR ufficiale del Team Hannspree, che per lui ha fatto un’eccezione, dato che a nessuno è di norma concesso di utilizzare le moto dei piloti prima della conclusione del campionato mondiale. Poi, una volta chiusa la serie iridata, ha avuto modo di salire in sella alle Ducati di Troy Bayliss e alla Yamaha di Noriyuki Haga, dimostrando di avere ormai acquisito una certa dimestichezza con i grossi motori a quattro tempi. Per Schumacher non è certo un problema trovare una moto valida: la Honda è già pronta a fornirgli una CBR 1000 per il campionato tedesco. Ma sarebbe disposta anche ad assecondare una sua eventuale partecipazione a livello mondiale.
Concluse le due giornate riservate a giornalisti e operatori del settore, apre al pubblico la 66a edizione dell’Eicma, il Saone del ciclo e motociclo di Milano. Tutte le novità a due ruote (ma anche a tre) per il 2009 sono in mostra fino al 9 novembre nei padiglioni fieristici di Rho, su una superficie di 50 mila metri quadri, ai queli si aggiungono gli 80 mila delle aree esterne dedicate a competizioni internazionali e test per il pubblico. Le novità esposte dagli oltre mille espositori provenienti da 33 Paesi hanno lo scopo di scacciare una crisi che si prevede possa portare un calo di circa il 6% delle immatricolazioni a fine anno. Ma se il mercato attualmente premia solo i segmenti più estremi, vale a dire i modelli fino a 125 e quelli oltre 1.000 cc, gli unici a non essere in terreno negativo, l’attenzione dei costruttori è chiaramente concentrata in tutte le direzioni. Ecco allora che all’Eicma si trova un ampio panorama di ciò che sarà sulle strade nei prossimi mesi, dagli scooter low cost, alle supersportive che continuano a infrangere record in termini di rapporto peso-potenza. Molte delle nuove proposte sono quelle già presentate un mese fa al Salone Internazionale di Colonia, ma qui sono integrate da nuovi modelli che completano la panoramica. Eleggere una vera e propria regina non è facile, poiché in ogni segmento si trovano interessanti evoluzioni, con le industrie italiane in evidenza in tutti i campi e tutte le cilindrate. Difficile scegliere tra moto reali come la Ducati Streetfighter e il prototipo Honda V4, tra la concept bike BMW LoRider e il veicolo ibrido a tre ruote Peugeot, con motore sovralimentato e due motori elettrici in ognuna delle ruote anteriori.

ApriliaRSV4
Il Salone Internazionale di Colonia ha aperto le porte al pubblico con due interessanti novità tutte italiane. Tra le numerose proposte per il 2009 provenienti da Europa, Giappone e Stati uniti, Aprilia e Moto Guzzi si sono distinte per avere presentato modelli di livello assoluto. Entrambe appartenenti al Gruppo Piaggio, le due aziende si sono impegnate nella realizzazione di nuove moto che si pongono ai vertici delle rispettive gamme. Aprilia è tornata a ribadire la sua tradizione sportiva, che ha portato a conquistare 32 titoli mondiali, con la RSV4. Si tratta di una supersportiva a quattro cilindri, progettata espressamente per le competizioni, come confermato dall’annuncio che dalla prossima stagione sarà impegnata nel campionato mondiale Superbike con Max Biaggi alla guida. Sotto la carenatura c’è un inedito motore quattro cilindri a V di 999 cc, progettato sfruttando soluzioni innovative e impiegando un’elettronica “totale”. Compatta e molto leggera, si presenta come una moto in grado di lottare da subito ad armi pari con le migliori maximoto sportive. Anche la seconda novità italiana è una sportiva, ma meno estrema. Nel realizzare la 1200 Sport 4V, Moto Guzzi ha infatti tenuto il più stretto contatto con la tradizione, che vuole le moto costruite a Mandello equipaggiate con un motore bicilindrico a V. In questo caso si tratta del più recente 1.200 della serie Quattrovalvole, che dispone di una potenza di oltre 105 cavalli. Evoluzione dei motori montati sulle Griso e Stelvio, è stato rinnovato nell’impianto d’aspirazione e scarico con lo scopo di rendere più corpose le risposte ai regimi medio-alti e renderlo adatto alla vocazione sportiva di questo modello. Una grinta che è sottolineata dalla presenza di dettagli di grande pregio che non possono passare inosservati agli occhi degli appassionati, dalla sospensione anteriore all’impianto frenante.

Moto_Guzzi_1200 Sport 4V
Con l’Intermot, il Salone Internazionale di Colonia aperto al pubblico dall’8 al 12 ottobre, si apre la stagione degli appuntamenti invernali per le moto, e BMW non si lascia scappare l’opportunità dell’esposizione “di casa” per presentare un’importante novità. Si tratta di un’evoluzione del motore a quattro cilindri della serie K, che cresce di cilindrata, passando da 1.200 a 1.300. Uno sviluppo che permette di vedere tre nuovi modelli entrare in listino: la sport tourer GT, la naked R e la sportiva S. La prima, la K1300 GT, è stata realizzata con l’obiettivo di rafforzare la presenza BMW nel segmento delle moto da viaggio, da sempre habitat ideale della Casa tedesca. Per la più “tranquilla” delle nuove quattro cilindri è assicurato un discreto aumento di potenza (da 152 a 160 cavalli) e della coppia, tale da consentire a questo modello l’accesso di diritto nella fasci più alta di questo segmento. Più sostanzioso è l’intervento riservato alla K1300 R, rivista in numerosi dettagli oltre al motore. Se fino a oggi si era imposta come una tra le moto nude più efficaci, un concentrato di tecnologia e di essenzialità, la nuova serie risulta ancora più aggressiva, con un peso di 243 kg e una potenza di 173 cavalli. Chiude la lista delle novità la K1300 S, destinata a diventare la BMW più potente e veloce della storia. Ancora una volta l’industria tedesca vuole ribadire la svolta che l’ha portata a stabilire nuovi primati nelle ultime stagioni. Quello della S è un record assoluto per le moto costruite a Berlino, visto che mai un prodotto realizzato in grande serie ha raggiunto i 175 cavalli. Una garanzia di prestazioni assolute, favorita da un peso che è stato contenuto in soli 228 kg.
Dopo essere stato sfruttato per il lancio delle Mini e delle Fiat 500 più particolari, il car-configurator contagia anche le moto. Nasce in questi giorni quello destinato a facilitare la personalizzazione della due ruote che dispone del maggior numero di accessori dedicati: la Harley-Davidson. Se fino a oggi il tutto è stato effettuato sfogliando volumi con centinaia di pagine e migliaia di foto, da oggi la Casa madre ha allestito un minisito che permetterà di vedere immediatamente il risultato finale della trasformazione. My Dream Harley è infatti la nuova versione on-line di uno tra i cataloghi più sfogliati al mondo, in grado di offrire agli appassionati la possibilità di rendere il proprio veicolo un pezzo unico. Un’opportunità ben nota agli harleysti, orgogliosi di possedere ognuno una moto diversa dall’altra. Il sito web permette di scegliere gli accessori più in linea con le singole personalità in modo molto semplice, consentendo allo stesso tempo di partecipare alla prestigiosa comunità Harley-Davidson.
Sfogliando le pagine del minisito si incontrano varie sezioni: gallerie fotografiche che hanno lo scopo di stimolare la creatività, il capitolo “Come customizzare la tua Harley”, una zona didattica dedicata alla customizzazione e l’area di ricerca delle concessionari ufficiali. Le possibilità di navigazione e di personalizzazione sono pressoché infinite e, una volta trovata la soluzione ideale, si crea la lista definitiva attraverso la sezione Parti e Accessori.
Dopo la citycar lowcost, l’acquisto di Land Rover e Jaguar da parte del Gruppo Tata, l’industria indiana torna a far parlare di sé. L’operazione di questi giorni è meno sensazionale, ma è comunque degna di risalto poiché conferma il sempre più evidente legame tra il mondo dell’auto e quello delle due ruote a motore. Il gruppo industriale Mahindra & Mahindra, una tra le dieci maggiori imprese indiane, ha rilevato i beni strumentali di Kinetic Motor Company Ltd, un’industria locale fondata nel 1970 e specializzata nella produzione di scooter e moto. Al momento no è possibile prevedere un interesse per il nostro mercato, tuttavia non è escluso che dopo i cinesi, tocchi agli indiani partire alla conquista delle strade italiane. L’India è attualmente il secondo maggior produttore mondiale di veicoli a due ruote: negli ultimi dieci anni la capacità produttiva dell’industria nazionale è passata da 3 ad 8 milioni di veicoli ogni anno, il 93% dei quali assorbiti dal mercato interno. Nonostante le recenti turbolenze di mercato e la contrazione delle vendite legata alla difficile situazione economica, in India la domanda di veicoli a due ruote si è mantenuta sostenuta. C’è da sottolineare un particolare curioso di questa nuova acquisizione: uno tra i modelli di punta della gamma Kinetic è uno scooter che ha un nome singolare : si chiama Italiano. Un nome che sul mercato interno apre molte porte, anche perché lo stile è chiaramente ispirato a quello dei migliori scooter di casa nostra.
Partenza_MotoGP
Mancano ancora sette prove alla conclusione di uno tra i campionati mondiali più combattuti degli ultimi anni, e già si parla di ciò che accadrà nel 2009. Se il mercato piloti è in fermento, con voci di cambiamenti importanti, alcuni dei quali possibili anche nelle prossime settimane, cambiamenti sembrano già decisi nell’assegnazione delle 18 gare per la prossima stagione. Gli unici punti fermi sono quelli che, come quest’anno, segnano l’inizio e la fine delle ostilità, vale a dire il GP del Qatar e quello di Valencia. Il primo è stato inserito in calendario il 12 aprile (nel 2008 si è partiti il 9 marzo) e si svolgerà ancora in notturna, mentre a chiudere la serie ci sarà la terza gara spagnola, assegnata alla Comunità Valenciana l’8 novembre. Tra le novità da segnalare c’è un notevole anticipo della prova giapponese, che sarà la seconda prova del 2009, e il posticipo del GP portoghese. Sono confermate, oltre alle tre prove in terra iberica, le due in Italia (Mugello e Misano) e le due americane, con quella di Laguna Seca come di consueto riservata alla sola classe MotoGP, senza 125 e 250. La rivoluzione più importante è rappresentata dalla cancellazione della trasferta cinese, rimpiazzata da una nuova entrata europea. Il 20 settembre 2009 si disputerà il GP di Ungheria, sul circuito del Lago Balaton.
Ecco il calendario provvisorio
12 aprile GP Qatar - Doha; 26 aprile GP Giappone - Motegi; 3 maggio GP Spagna - Jerez; 17 maggio GP Francia - Le Mans; 31 maggio GP Italia - Mugello; 14 giugno GP Catalunya - Barcellona; 27 giugno GP Olanda - Assen; 5 luglio GP Stati Uniti - Laguna Seca; 19 luglio GP Germania - Sachsenring; 26 luglio GP Gran Bretagna - Donington Park; 16 agosto GP Repubblica Ceca - Brno; 30 agosto GP Indianapolis - Indianapolis; 13 settembre GP San Marino - Misano; 20 settembre GP Ungheria – Lago Balaton; 4 ottobre GP Portogallo - Estoril; 18 ottobre GP Australia - Phillip Island; 25 ottobre GP Malesia - Sepang; 8 novembre GP Comunità Valenciana - Valencia
Peugeot New Vivacity 50
Il prezzo della benzina in salita libera potrebbe ridare impulso al mercato dei ciclomotori, i veicoli fino a 50 cc di cilindrata che negli ultimi anni hanno accusato la concorrenza dei modelli più potenti. Peugeot non ha mai abbandonato questo settore, ma ora sta rafforzando la gamma con il lancio di un modello particolarmente interessante. Il New Vivacity 50 ha le caratteristiche ideali per essere apprezzato dai quattordicenni come dagli adulti. È compatto, leggero, facile da guidare ed è dotato di una capacità di carico notevole, non solo per la sua categoria. Per gli zaini di scuola e i sacchetti della spesa mette a disposizione una pedana piatta, l’immancabile vano sottosella e un particolare cassetto portaoggetti al quale si accede tramite un portello ricavato sulla parte esterna dello scudo paragambe. Il piccolo Peugeot è in listino a 1.600 euro ed è in grado di percorrere circa 30 chilometri con un litro di benzina. Percorrenze di tutto rispetto, soprattutto se si considera che sono ottenute con un brillante motore a due tempi e non con i quattro tempi utilizzati da molti concorrenti. Tuttavia, nonostante il prezzo concorrenziale, tra i più bassi per uno scooter 50, il New Vivacity non ha l’aspetto e le finiture da veicolo di fascia economica.
Le moto BMW sono apprezzate in tutto il mondo per le caratteristiche di comfort e per la dotazione di accessori che le rendono le migliori due ruote per affrontare i lunghi viaggi. Ma da un paio d’anni all’interno della Casa tedesca è nata una struttura, denominata HP2, il cui compito è quello di costruire piccole serie di moto speciali, rigorosamente bicilindriche. Uno scopo evidenziato chiaramente dalla sigla, dove le lettere HP sono l’abbreviazione di High Performance e 2 è il numero dei cilindri. Sfruttando la base dello storico motore boxer della serie R, questo reparto ha già realizzato una Enduro da competizione e la Megamoto, per rispondere alla richiesta di modelli con impostazione supermotard. Il terzo progetto, battezzato Sport, ha portato a mettere in produzione la più potente e leggera bicilindrica di serie della storia BMW. Con 130 cavalli e 179 chili, rappresenta un vero e proprio primato. Anche perché mai prima d’ora era stata costruita una sportiva nel senso più stretto del termine. C’erano state e ci sono ancora le sport-tourer, veloci, ma al tempo stesso confortevoli, mai una monoposto tanto estrema. Ogni particolare trasmette sportività, dal telaio in tubi, allo scarico sotto la sella, alla strumentazione digitale, alle numerose parti in fibra di carbonio. Un ulteriore tocco è dato dal cambio, dotato di servocomando. Le marce si inseriscono quindi come sulle MotoGp, senza tirare la leva della frizione e tenendo l’acceleratore aperto, per non fare calare troppo i giri tra una cambiata e l’altra. Il tutto è chiaramente coordinato da un sistema elettronico, che gestisce accensione e alimentazione, staccandole per una frazione di secondo. È una BMW che non passa inosservata, come del resto il suo prezzo: 21.200 euro.
yamaha_vmax
Ci sono moto “intelligenti”, che si comprano per la loro razionalità, per la loro capacità di adattarsi a tutte le situazioni, con assetti confortevoli e buone capacità di carico. La VMax non appartiene a questa categoria. Al contrario è quella che i motociclisti amano definire una moto “ignorante”, proprio perché non risponde ai canoni classici dell’utilità e stimola al contrario gli istinti più brutali. Il nome non è nuovo, è lo stesso di una moto che nel 1985 aveva fatto molto parlare di sé. Era una 1.200 progettata da Yamaha per incarnare lo spirito del dragster, prodotta in versione libera, da 140 CV per il mercato americano, e arrivata in Europa depotenziata a 100 CV. Uscita di produzione dopo avere fatto la felicità dei gommisti che vedevano transitare frequentemente i clienti che non resistevano al richiamo del burnout (la fumata della ruota posteriore che pattina sull’asfalto) torna oggi in una versione ancora più muscolosa. Lo stile è rimasto vicino a quello della moto originale, e anche il motore è sempre un quattro cilindri a V in bella vista, ma le prestazioni sono decisamente evolute. Si parla infatti di 1.700 cc, 200 CV e una coppia di 166 Nm, numeri che la dicono lunga sulle possibilità della VMax di non avere alcun rivale al semaforo tra le moto di serie. Realizzata con ampio utilizzo di materiali nobili, dai carter in lega di magnesio agli scarichi in titanio, alle candele all’iridio, la moto sarà prodotta in serie limitata e le prenotazioni dovranno transitare attraverso un sito dedicato
Gli ultimi commenti