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Non bastano più una clip patinata e manifesti british style.
Ora per pubblicizzare le auto contano sempre più le campagne sui siti web e social network, specie se vuoi raggiungere un target giovane. E se lo fa un marchio classico come Jaguar, c’è da crederci senza più esitazioni.
Per il lancio della nuova sportiva XKR, la casa inglese ha realizzato una campagna di digital marketing intitolata “L’estasi e il gentleman”, per parlare a un pubblico che ormai predilige questi media a quelli tradizionali.
“Il cliente Jaguar è il moderno gentleman, giovane in carriera, passionale, che ama le cose belle e preziose e ritagliarsi momenti unici tutti per se”, spiega Fabio Romano, Direttore Marketing di Jaguar Italia, “Abbiamo individuato e messo in luce il mondo interiore del gentleman per intrigarlo, incuriosirlo e avvicinarlo al mondo Jaguar”.
La campagna consiste in tre video di genere emotional (Joy, Journey, Skin) che creano suggestione su esperienze, desideri, ricordi del ‘gentleman’ ma senza rivelare quale marchio si cela dietro le immagini.
I video sono poi stati messi in Rete, diffusi via community e social network (Youtube, Facebook, Myspace, Twitter, Flickr), fino alla
pubblicazione della clip finale, che svela la nuova Jaguar, e invita ad andare a informarsi sul sito www.xstatic.it.
Nella barra ai piedi del sito scorrono i commenti degli utenti, che possono anche inserire i loro suggerimenti per le nuove auto in un’area apposita.
Ma di certo la XKR è una di quelle auto da sogno che ti incollano allo schermo, che non vedi l’ora di ascoltare il rombo e che a prima vista non diresti ‘mmm, cambierei questo e quello’. È un coupé o convertibile 5.0 a V8 sovralimentato da 510 cavalli.
La linea è eccitante, muscolosa e asciutta come le sportive da competizione anni ‘60.
La struttura del telaio è realizzata interamente in alluminio, di derivazione aeronautica; ha cambio automatico, sospensioni
Adaptive Dynamics e controllo di stabilità dinamica. Una vettura da supereroe, che fa gli 0-100 km/h in 4,8 secondi, abbassando anche le emissioni di COv(2) rispetto al precedente modello da 4.8.
C’è il sistema di controllo della velocità di crociera con radar a microonde (mantiene la distanza dall’auto che sta davanti) e gli
interni sono in perfetto stile Jaguar, con sedili in pelle a grana grossa e due tipi di allestimenti in materiali pregiati (radica di noce
e alluminio a trama scura).
Il prezzo?
La coupé costa 106.000 euro chiavi in mano, mentre la convertibile 114.300 euro.
Assicurazione.it, il comparatore prezzi italiano che permette di confrontare ed acquistare polizze auto o moto, ad appena due mesi dalla presentazione ufficiale, è entrato, secondo i dati Audiweb by Nielsen Online, nella top ten dei siti assicurativi del nostro Paese e ha siglato un accordo di investimento che permetterà alla società di contare sui capitali necessari per sviluppare pienamente questa iniziativa nei prossimi tre anni.
I fondi per sostenere la crescita nei prossimi tre anni sono stati reperiti dalla compagine sociale della compagnia stessa. Dei cinque milioni di euro finanziati, tre provengono da un aumento di capitale e due da una linea di fido fornita dalla controllante Real Web SA (società che controlla in Italia i siti Immobiliare.it ed EureKasa.it, leader nel real estate online).
“Con questa operazione, la nostra società si è assicurata tutte le risorse necessarie per eseguire il proprio business plan in un’ ottica di lungo periodo, potendo investire sulla propria crescita e raggiungere il punto di pareggio previsto per la seconda metà del 2011″ dice Alberto Genovese, Ceo di Assicurazione.it. “Nei prossimi mesi aumenteremo l’offerta di prodotti e il numero di compagnie assicurative i cui preventivi sono disponibili sul nostro comparatore; la nostra scommessa sarà quella di proporre un’offerta di prodotti assicurativi sempre più ampia per abituare gli italiani a prendere decisioni più informate, consapevoli ed economicamente convenienti.”
Dal mese di Febbraio 2009 ad oggi, Assicurazione.it ha triplicato il suo traffico passando dai 54.000 visitatori unici del secondo mese dell’anno, agli oltre 154.000 di Aprile.
La società guidata da Alberto Genovese (fondata, oltre che da Genovese, da Andrea Piccioni e Silvio Pagliani) va online nel Giugno 2008 con l’url www.assicurazione.it, ma viene presentato ufficialmente a Marzo 2009 con 817.000 pagine viste.Le rilevazioni relative al mese di Aprile certificano un ulteriore incremento delle pagine viste che sono 1.251.000
Guarda la GALLERY della Vespa Lx e della GTS 125
Scocca in acciaio stampato, sei colorazioni, cromature che richiamano alla memoria i modelli più gloriosi. Last but not least, consumi record (43,6 chilometri con un litro) abbinati a prestazioni generalmernte superiori alla media dei cinquantini. Ma soprattutto - e qui sta la novità - un nuovo propulsore a 4 tempi e 4 valvole che abbassa il livello di emissioni, aumenta la potenza del 23% rispetto al vecchio Lx 2 valvole. Al di là dei dati tecnici, però, il nuovo cinquantino Lx50 4v della casa di Pontedera si è dimostrato capace di superare la prova più dura per gli aficionados: quella del pavé milanese, assiame alla pioggia la vera bestia nera degli scooteristi. Vibrazioni, poche, comfort alla guida (grazie anche alla ruota anteriore con diametro da 11″) con gambe ben protette, buona capacità frenante grazie alla comibinazione disco/tamburo anche in mezzo al traffico.
Il tutto senza dimenticare il marchio di fabbrica di un mezzo che ha fatto la storia (anche cinematografica) del nostro Paese: lo stile elegante e sportivo, quel non-so-ché che ne ha fatto lo scooter più amato da pittori come Guttuso, registi come Nanni Moretti o scrittori come Umberto Eco che della Vespa disse quello che hanno pensato molti della sua generazione, agli albori degli anni 60: “La Vespa appariva ai miei occhi quale trasgressione, peccato e anche tentazione - non la tentazione di possedere una cosa, ma la sottile seduzione di luoghi lontani dove la Vespa era l’unico mezzo di trasporto”. Il tutto unito, ancora oggi, all’estrema maneggevolezza nel traffico urbano. Il prezzo, d’accordo, non è stracciato: 2550 euro, 2200 con gli ecoincentivi, ma a Pontedera, quartier generale della Piaggio, c’è uno dei centri di ricerca sui motori più importanti d’Europa, e, ti dicono, la qualità ha il suo prezzo. In più c’è una novità che i vespisti attendevano da tempo: un vano spazioso, sotto la sella, anche per un casco integrale. Una comodità in più, infine, per chi, smemorato, resta spesso a piedi perché si scarica la batteria o salta un fusibile: la possibilità dell’accensione a pedivella (o a spinta), come una volta. Perchè l’innovazione, in casa Piaggio, riesce ad andare spesso a braccetto con la tradizione. Sta qui uno dei segreti di un modello di scooter rimasto fedele a se stesso accettando la sfida dell’innoivazione tecnologica.
Vespa GTS 125 super. Tra le novità di casa Piaggio anche la nuova Vespa GTS 125 super, che eredita lo stile sportivo della Vespa Granturismo super. Ma con una novità: l’adozione dell’iniezione elettronica, che consente una diminuzione nei consumi di carburante e anche dei costi periodici di manutenzione (dai 6000 ai 100 km del modello precedente). Guidabile già a sedici anni con patente A1, e a diciotto con patente auto, è adatatta anche ai viaggi di media lunghezza. Scattante e con un’ottima tenuta di strada, è presente sul mercato in quattro colorazioni e, grazie agli ecoincentivi, costa 4000 euro.
LEGGI ANCHE: Le caratteristiche della Vespa Lx50 e della nuova Vespa GTS 125

Il 33% degli automobilisti italiani non ricorda il numero di targa del proprio veicolo, e la percentuale sale ancora se sono donne (43%) o guidatori più giovani (43% nella fascia 18-34 anni).
È il risultato della singolare indagine di Research International (svolta alla metà di Aprile su un campione rappresentativo della popolazione italiana) per conto di www.assicurazione.it, primo comparatore prezzi online del mercato assicurativo italiano. Nel caso poi si venga interrogati sulla propria classe di merito, i numeri sono ancora più importanti. Il 41% degli intervistati dichiara di non conoscere questo dato. La percentuale arriva al 50% nel caso in cui le intervistate siano donne.
“I numeri che comunichiamo oggi danno un’ulteriore dimostrazione di quali siano le tante difficoltà davanti a cui si trova il guidatore italiano nel fare una polizza assicurativa” dice Alberto Genovese, CEO di Assicurazione.it. Targa e classe di merito sono solo alcuni dei molti dati richiesti obbligatoriamente dalle compagnie assicurative; per questo motivo realtà come la nostra, stanno dimostrando la loro utilità e raccolgono successi importanti”.
Gli fa eco Stefano Carlin, CEO di Research International: “Nonostante l’automobile sia tuttora vissuta come uno dei beni primari e rappresenti una delle principali voci di costo all’interno del bilancio delle famiglie italiane, è sorprendente constatare quante complicazioni oggettive ne impediscano ancora una più corretta ed efficace gestione della spesa assicurativa. “
In Italia ogni anno, vengono sottoscritti 44 milioni di contratti RC Auto e il valore di questo mercato si aggira attorno ai 33 miliardi di euro. Assicurazione.it, a pochissimi mesi dalla messa online della sua versione beta, realizza oltre 2.000 preventivi al giorno, permettendo risparmi medi di 500 euro.

Chi si rivolge alla Rete per assicurare la propria auto guida veicoli molto più recenti della media nazionale. Secondo i dati diffusi oggi da Assicurazione.it, il nuovo price comparison assicurativo in grado di confrontare i preventivi RC auto e moto di 12 tra le più importanti compagnie assicurative del nostro paese, chi si serve del web si muove con auto che hanno in media 3,5 anni.
“Il dato è piuttosto importante, perché parla di un utente molto attento e sfata il mito che a rivolgersi alla Rete per la propria polizza sia un guidatore di basso profilo e che guida veicoli di scarso valore” spiega Alberto Genovese, ceo di Assicurazione.it. Che sottolinea come il dato sia ancora più sorprendente se si considera che l’età media delle auto italiane è più che doppia (7,5 anni).
Le regioni italiane che assicurano online le auto più giovani sono la Liguria, il Piemonte e il Lazio, quelle più “adulte” (comunque molto al di sotto della media nazionale) le Marche, la Valle d’Aosta e la Sardegna.
In Italia ogni anno, vengono sottoscritti 44 milioni di contratti RC Auto e il valore di questo mercato si aggira attorno ai 33 miliardi di euro.
Assicurazione.it, che ha iniziato la sua attività nel Giugno 2008 riceve circa 10.000 navigatori ogni giorno e quindi può essere considerato anche un ottimo osservatorio delle dinamiche di mercato.
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Al prossimo Salone di Ginevra debutterà, in anteprima mondiale, la Fiat 500C che sarà lanciata in primavera in tutta Europa. La versione cabriolet rende omaggio alla vettura scoperta del 1957 ma con soluzioni d’avanguardia nel campo della meccanica, dei motopropulsori e del benessere a bordo.
Con la sua innovativa capote la nuova 500C conserva le stesse dimensioni del modello di base (è lunga 355 centimetri, larga 165 cm e alta 149 cm) e condivide tutti e tre i propulsori: il turbodiesel 1.3 Multijet da 75 CV abbinato ad un cambio meccanico a 5 marce e i due benzina 1.2 da 69 CV e 1.4 da 100 CV, entrambi disponibili con cambio meccanico o robotizzato Dualogic. Ciascuno con doti diverse, i tre propulsori si segnalano per la loro generosità, per il temperamento brillante o ancora per le alte prestazioni e la tecnologia sofisticata. Tra le doti comuni, invece, una grande affidabilità e rispetto per l’ambiente.
Inoltre la nuova 500C adotta l’innovativo sistema “Start&Stop”, il dispositivo che gestisce lo spegnimento temporaneo del motore e il suo successivo riavviamento. Infatti, quando il veicolo si ferma, mettendo la vettura in folle e rilasciando la frizione, il motore si spegne; per ripartire è sufficiente reinserire la marcia.
Realizzata dal centro Stile Fiat e prodotta nello stabilimento di Tichy (Polonia), la vettura è stata pensata con un approccio open source (cioè l’apporto di nuove funzioni su un prodotto esistente e di grande successo).
Vero oggetto di design, la capote della Fiat 500C si contraddistingue per i cinematismi raffinati del movimento con comando elettrico. Disponibile in 3 colorazioni (avorio, rosso e nero), la capote sarà abbinata a numerose tinte di carrozzeria tra le quali due create ad hoc per questa nuova vettura: Rosso Perlato e un Grigio Caldo tipico delle sportive supercar.

di Luca Sciortino con Ottavio Repetti
Ieri il suo futuro potevamo solo immaginarlo. Oggi l’abbiamo scritto. L’auto dei prossimi 10 anni ha una strada già tracciata, dopo la decisione dei governi dei paesi industrializzati di puntare su veicoli ecologici. È una strada con un traguardo: l’abbandono del motore a scoppio. Prima di raggiungerlo vivremo l’era dei carburanti alternativi, quella del motore ibrido e, infine, quella del motore elettrico. Poi sarà forse la volta dell’idrogeno.
La prima di queste epoche è dietro l’angolo: in Brasile si va a bioetanolo e gli Stati Uniti dovranno puntare a breve sul gas per rispettare il previsto taglio delle emissioni del 30 per cento entro il 2016. In Italia, grazie alla ricerca Fiat, sfrutteremo appieno le potenzialità del metano. La rete di rifornimento, ora di soli 780 distributori di gas naturale contro i 22 mila di benzina, è destinata a raddoppiare grazie a un recente decreto sulle normative di sicurezza dei distributori; e le auto a metano decuplicheranno nei prossimi 3-4 anni. Avranno emissioni di ossidi di azoto e anidride carbonica inferiori, rispettivamente, del 50 e del 25 per cento rispetto alle auto a benzina. E con l’introduzione del turbo saranno più potenti.
Nel frattempo l’auto ibrida, in circolazione (scarsa) già da qualche anno, si prepara al salto di qualità. Se finora il propulsore elettrico serviva da supporto a quello a scoppio, al fine di ridurre i consumi e viaggiare a emissioni zero per brevi tratti, nel giro di cinque anni il ruolo dei due motori sarà invertito.
Si basa su questo principio il prototipo Volkswagen, per esempio, che diventerà auto di serie tra cinque anni; o la nuova Honda Insight che viaggia in modalità elettrica fino a 50 all’ora. E stanno per arrivare le nuove Audi, dal 2010, le Mercedes e le Bmw, seguite da tutti gli altri grandi gruppi.
Il grande obiettivo è un’auto completamente elettrica con prestazioni simili alle vetture tradizionali. La strada però è ancora lunga. L’ostacolo è un umile dispositivo che non riesce a evolvere al pari degli altri strumenti tecnologici: la batteria. Il motivo è semplice: la batteria si basa su reazioni chimiche e contro le leggi dell’universo si può fare poco. Così, come nel caso delle celle solari e delle turbine eoliche, cerchiamo di produrre batterie sempre più efficienti che accumulino l’energia e la restituiscano nei momenti in cui occorre erogarla. Allo stesso modo, nel caso delle auto, l’industria tenta di andare oltre le prestazioni dei prototipi attuali, come la Bluezero Mercedes, che si carica in tre ore e percorre 200 km.
All’inizio il mercato farà affidamento sulla tecnologia E-Rev, un’auto totalmente elettrica (ma con un piccolo generatore a benzina) che si carica dalla presa di corrente per piccoli viaggi e raggiunge autonomie fino a 600 km accendendo il generatore. Avremo nel 2012 una city car elettrica della Toyota che viaggia a 80 all’ora; una Ford con autonomia fino a 2 mila km; e un’Audi che nel quinquennio 2015-2020 raggiungerà prestazioni simili a un’auto tradizionale. La concorrenza gioverà: la General Motors apre fabbriche per batterie agli ioni di litio per le sue Chevrolet Volt e Opel Ampera (le vedremo a marzo al Salone di Ginevra) e la Panasonic, che fornisce di batterie la Toyota, è in trattativa per comprare la Sanyo, a sua volta fornitrice della Honda.
Il sogno resta l’auto a idrogeno, ma ci sono svariati problemi: i costi sono ancora troppo alti; non esiste un efficiente sistema di produzione e distribuzione dell’idrogeno; l’accumulo a bordo richiede ulteriori sviluppi tecnici. Fra 10 anni ne circoleranno 120 mila nel mondo. Honda, Bmw, General Motors, Nissan, Toyota, Hyundai, Volkswagen hanno prototipi avanzati. Si spera che si possa aumentare, contemporaneamente, la produzione di idrogeno da fonti rinnovabili a basso costo.
Se queste possono considerarsi le linee generali, è anche vero che ogni casa automobilistica adotterà particolari strategie. «Puntiamo su più fronti per mantenere la prima posizione come gruppo con emissioni di CO2 più basse in Europa» anticipa Nevio Di Giusto, amministratore delegato del Centro ricerche Fiat. «Nel breve ci concentreremo sul miglioramento dei motori tradizionali, anche pensando a miscele con biocombustibili o gassose, tra cui quella metano-idrogeno, con la produzione di motori predisposti a funzionare con tali tipi di miscele». Significherà anche che si potrà scegliere di mettere solo metano, o magari idrogeno se un domani vi sarà una rete predisposta.
«Altro aspetto su cui ci stiamo impegnando è la riduzione dell’energia sprecata in attriti, in resistenza aerodinamica all’avanzamento e nel rotolamento. Prendiamo in considerazione anche l’energia del processo produttivo e le opportunità del riciclaggio». Poi, la novità: «Naturalmente, nei nostri piani di ricerca ci sono sia la trazione puramente elettrica sia l’uso di fonti alternative come quella dei pannelli fotovoltaici. Però l’auto elettrica richiede una consistente reingegnerizzazione della vettura».
Come mai la Fiat non ha puntato fin da subito su un piccolo motore elettrico? «L’ibrido oggi ha un costo ancora troppo alto per essere veramente sostenibile e può essere una realtà solo in presenza di incentivi da parte del governo» risponde Di Giusto. «Abbiamo cercato di ottenere risultati altrettanto interessanti con l’evoluzione delle tecnologie multijet e multiair, il turbocompressore e altri dispositivi per ridurre le dimensioni e i consumi del motore a parità di prestazioni». Aggiunge: «Bisogna guardare alle emissioni complessive di CO2: per costruire un’auto elettrica, per esempio, le emissioni degli attuali processi produttivi sono maggiori di quelli dei veicoli tradizionali. Oggi la migliore fonte di energia è il recupero degli sprechi che si possono ridurre intervenendo sui consumi dei sistemi, sull’aerodinamica, sul rotolamento e così via».
Il gruppo Psa (Peugeot-Citroën) ha idee differenti. La sua strategia si basa su due pilastri: microibride con sistema «stop and go», ovvero di spegnimento automatico ai semafori e in coda; abbinamento di un motore elettrico al diesel Hdi con filtro antiparticolato, per ridurre del 35 per cento circa consumi ed emissioni pur mantenendo le stesse prestazioni.
La Bmw continua la produzione di auto in cui l’idrogeno alimenta un motore a scoppio, scommessa che la casa bavarese porta avanti quasi da sola. Nel 2009 presenterà l’Active hybrid perfezionato, adattabile ai motori a benzina o diesel e in grado di ridurre del 20 per cento le emissioni rispetto al modello con motore tradizionale. Come la General Motors, punta anche alla tecnologia fuel cell, convinta che nel 2020 una su quattro vetture immatricolate sarà alimentata a idrogeno. Inoltre ha sviluppato il sistema Efficient dynamic per ridurre la CO2, con emissioni sotto i 140g, su 23 modelli.
Nell’ibrido crede fermamente la Honda che, al contrario della Toyota, si concentra su motori medio-piccoli: nel 2010 presenterà una Jazz ibrida con motore di 1.400 cc dal prezzo inferiore a 20 mila euro che recupera energia dalla frenata, si spegne ai semafori e decide in automatico quale propulsore usare per un maggiore risparmio energetico. Poi, sempre a inizio 2010, vedremo una Crz, ibrido compatto dal look sportivo.
Nel più lungo termine sarà la volta di una Fcx Clarity, venduta in 200 esemplari entro i prossimi tre anni con una formula leasing che permette ai clienti di liberarsi di problemi tipici dell’elettrico, come la sostituzione delle batterie.
A puntare già ora sull’elettrico puro con batteria a ioni di litio è la Renault. Il suo obiettivo è diventare, in alleanza con la Nissan, il primo produttore al mondo di veicoli elettrici; per questo sta trattando con governi e amministratori locali per l’introduzione di incentivi fiscali. Probabilmente già dal 2011, quando la nuova Kangoo Express sarà sulle strade, vedremo un esempio di trazione puramente elettrica. Sembra che le ricariche dureranno sei ore con un’autonomia di circa 150 km, ma è prevista la possibilità di sostituire le batterie con un meccanismo di leasing.
Nel frattempo, come a dar ragione alla strategia Renault, arriva uno studio del gruppo Ibm: ipotizza che nel 2020 si produrranno solo auto elettriche. I pistoni hanno davvero gli anni contati? l
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Al Motor Show di Bologna, che apre oggi i battenti al pubblico fino al 14 dicembre, protagoniste assolute sono le automobili ecologiche. Qualche esempio: la Opel Zafira turbo a metano, la city car DR1 1.3 bi-fuel a Gpl della italiana DR e la Tata Indica EV elettrica. Persino il Gruppo Fiat, da sempre schierato sul fronte del metano come conferma il recente lancio della Punto Natural Power, ha annunciato di voler allargare l’offerta dal prossimo febbraio lanciando addirittura un’intera gamma bi-fuel a GPL che comprenderà la Bravo, la Grande Punto e la Panda. Lo chiedono i clienti, che sempre più si rivolgono a vetture a gas, e lo esige il pianeta che guarda all’obiettivo (ancora lontano, però) delle emissioni zero. Mentre l’Unione europea ancora discute sul limite di emissioni di CO2 da applicare ai nuovi veicoli (che prevede una media di 120 g/km nel 2015), le Case automobilistiche giocano d’anticipo presentando veicoli ibridi elettrici e fuel cell già pronti per la commercializzazione o per lo meno a breve. Sullo stand della Honda come anteprima italiana è arrivata la FCX Clarity, la prima vettura idrogeno fuel cell già in vendita negli Stati Uniti presentata assieme alla OSM (Open Study Model) un prototipo di spider a due posti, che si basa però sull’innovativo modello coupé ibrido Insight, che debutterà sul mercato italiano dal prossimo mese di marzo, al fine di raddoppiare l’offerta con la Civic Hybrid, che in questa occasione ha beneficiato di un restyling. A partire dal 2011 nel settore delle ibride sono attese anche Peugeot con la 308 HYbrid2, dove il motore elettrico è abbinato ad un propulsore 1.6 HDi FAP, con consumi nel ciclo misto pari a 3,4 litri /100 km inferiori del 38% rispetto ad una 308 HDi equivalente e per giunta con soli 90g/km di CO2. Ma arriveranno anche la Citroen C4 HYbrid2, la Volvo che addirittura propone l’ibrido plug-in, ovvero con le batterie ricaricabili dalla rete di casa. Ma in prima linea in questo settore c’è anche la Mercedes (elettrico/diesel pulito) con la GLK BluetecHybrid e perfino la Land Rover ibrida a quattro ruote motrici. Ancora più avanti ci sono Smart, che propone la versione elettrica EV in arrivo nel 2011, come le vetture elettriche con batterie agli ioni di litio dell’alleanza Renault Nissan, (la Renault Z.E. Concept e la Nissan Nuvu) che arriveranno sul mercato con le stesse tecnologie, ma con un “vestito” diverso. Invece è già pronta la Tata Indica EV, un’elettrica capace di trasportare 4 persone ed il relativo bagaglio con costi pari a 2 litri di benzina per 200 chilometri. Per chi invece vuole vedere ancora più in là nel futuro, inevitabile è la visita all’Innovation Cube. In pratica è un luogo dove è possibile capire tutte le nuove tecnologie «con il massimo del divertimento ed il minimo della noia» come l’ha suggerito Fabio Orecchini responsabile scientifico dell’evento. All’interno del padiglione che ospita il “cubo” sono presenti, a fianco di alcuni modelli “avanzati” delle Case, anche dei prototipi realizzati da alcuni Centri ricerche italiani: e tra questi c’è la Phylla, dovuta alla Regione Piemonte e al Centro ricerche Fiat, una city car a fuel cell, con abbinato un impianto fotovoltaico per la ricarica delle batterie al litio (o a polimeri). (testo di Marina Terpolilli)

Fiat_Phylla

di Marina Terpolilli
“La versione a quattro porte, la berlina classica, non arriverà in Italia” afferma Raoul Picello amministratore delegato di Mazda Italia, scoprendo in anteprima assoluta la nuova Mazda3 al Motor Show di Bologna “per i clienti italiani dal prossimo ci saranno le più sportive tre e cinque porte, dallo vero spirito Zoom-Zoom”.
La berlina quattro porte infatti è destinata ad altri mercati, come ad esempio quello americano, dove ha debuttato recentemente al Salone di Los Angeles.
A Bologna la Mazda3 invece si è presentata al pubblico con tutta la grinta che può incarnare una cinque porte dal sapore sportivo. Più lunga del modello che andrà a sostituire, fino a 4,460 metri, la nuova due volumi giapponese gioca l’importante carta del design. Baricentro basso e marcato profilo a cuneo, infatti, ben si abbinano alle linee fluenti e tese, quasi a rivendicare l’aspetto da coupé.
Bella fuori e calorosamente avvolgente all’interno, dove conserva lo stesso livello di sportività, messa in evidenza dalla plancia rivolta verso il guidatore con i caratteristici strumenti analogici, quasi a voler simboleggiare il rapporto privilegiato che si stabilisce in quest’automobile tra pilota e macchina.
L’ergonomia degli interni si accomuna con la tecnologia, rappresentata in questo caso dal nuovo propulsore 2.2 turbodiesel che rispetta gli standard Euro5. Dotato di un nuovo tipo di filtro antiparticolato DPF è disponibile con due livelli di potenza pari a 150 e 185 Cv. E vanta consumi ridottissimi. Ad esempio, necessita di 5,6 litri di gasolio per percorrere 100 km nella configurazione 185 Cv e 5,3 con 150 Cv, scendendo inoltre come emissioni fino a 140 grammi di CO2 per km.
Al 2.2 si aggiunge il 1.6 turbodiesel con DPF, capace di raggiungere i 109 Cv con emissioni di CO2 molto contenute, pari a 119 g/km, ed i benzina 2.0 da 150 Cv Euro5 abbinato ad un cambio automatico sequenziale a 5 rapporti, ed il 1.6 da 105 Cv che si limita a consumare nel misto 6,3 l/100km con 149 g/km di CO2.
La nuova Mazda3 inoltre è ancora più sicura e più leggera (pesa circa 15 kg in meno) grazie al nuovo telaio realizzato con particolari acciai ad alta resistenza. Non solo, è equipaggiata con sei airbag ed è dotata di tutti i più avanzati sistemi elettronici di sicurezza attiva. Il prezzo? Ancora topo secret, ma non dovrebbe discostarsi molto dal modello attuale.
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