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La nuova C3 Picasso piace e piacerà. Lo dicono i numeri: è lunga solo 4,07 metri ma è in grado di caricare oggetti lunghi fino a 240 cm e il suo bagagliaio varia da 385 a 1.506 litri. E lo dicono gli sguardi: perché con il suo look fresco e giovanile (specialmente nelle tinte pastello), la C3 Picasso non passa certo inosservata. Stile unito a spazio e praticità, questo il biglietto da visita della piccola monovolume francese. Una delle proposte più attese per quest anno e che si potrà “provare con mano” nelle concessionarie durante il porte aperte del 21 Marzo, meglio se con l’ottimo 1.6 HDi da 109 CV che, dotato del filtro antiparticolato di serie, sposa buone prestazioni (183 km/h e 0-100 km/h in 12,1 sec.) e bassi consumi (in media si percorrono 20 km/l nel ciclo misto), rendendo la guida sempre fluida e brillante sia in città che fuori porta. Punta di diamante di una gamma di motori in grado di soddisfare le esigenze di tutti guidatori: due benzina da 1.4 e 1.6 da 95 e 120 CV rispettivamente, per chi macina pochi chilometri l’anno, e due HDi con il già citato 1.6 e un 1.4 da 90 CV, senza filtro antiparticolato (al momento). Con un abitacolo luminoso e sfruttabile grazie all’ampia superficie vetrata e ai numerosi vani portaoggetti e i sedili posteriori scorrevoli, la più piccola delle Picasso convince per souplesse di marcia e comfort: le sospensioni tarate “alla francese” (leggi morbide), permettono di digerire senza problemi pavè cittadini e strade dissestate. Difetti? Solo lo sterzo con servoassistenza elettrica che toglie un po’ di feeling alle andature sostenute. Per i prezzi si va dai 14.801 euro della 1.4 VTi a benzina ai 20.901 della 1.6 HDi in allestimento Exclusive Style, praticamente “full-optional”.
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Auto_oggi48
Appuntamento in edicola con Auto oggi (numero 48). Tra gli articoli di questo numero vi segnaliamo la prova della nuova Megané, la guida al prossimo Motor Show ed il rapporto completo e documentato dell’Aci-Istat sulla sicurezza stradale. Dal quale risulta che noi italiani non riesiamo proprio a contenere l’esuberanza alla guida e gli incidenti aumentano. Insomma bisogna andare più piano, anche perché, oltre a una questione di sicurezza, si risparmia e non poco in fatto di consumi. Auto oggi ha provato ad affrontare lo stesso percorso con tre identiche Peogeut 308 1.6 HDi, adottando tre stili di guida molto diversi. La prima auto è stata affidata ad un tester che ha interpretato la parte dell’automobilista frettoloso, è stata guidata in maniera aggressiva tenedo una velocità massima pari a 136 km/h reali (limite oltre il quale si incorre in sanzioni). Gli altri due tester hanno rispettato scrupolosamente i limiti previsti dal Codice Stradale ma, mentre uno ha mantenuto un’andatura normale senza superare i 130 km/h, l’altro si è imposto di non superare mai i 90 km/h. Ed ecco quali sono stati i risultati dopo i 432 km percorsi in autostrada: l’auto che ha viaggiato a 90 km/h ha è arrivata dopo più di un’ora rispetto a quelle che viaggiavano a 130 km/h o più. In compenso ha realizzato un risparmio di carburante consistente, avendo consumato un terzo di gasolio in meno rispetto all’auto più veloce. A questo punto è facile pensare che il maggior consumo si può giustificare a fronte di un risparmio proporzionale di tempo, ma non è così. Il traffico delle nostre strade, infatti, non consente di tenere medie orarie elevate ed obbliga a continue frenate e riprese, che sono più utili a far felice il benzinaio che ad arrivare in anticipo. L’auto che viaggiava senza limiti, infatti, ha preceduto quella che non ha superato i 130 km/h di soli 9 minuti, ma per farlo ha consumato 4,1 litri di gasolio in più, che significa un aumento dei consumi del 14%. Morale: chi va veloce rischia di essere superato da chi rispetta i limiti perché non si è fermato a far rifornimento.
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