
Solo l'11% dei preventivi RC Auto in Italia comprende la copertura furto e incendio
Polizze furto e incendio? No, grazie. Nonostante nel nostro Paese vengano rubate 340 auto al giorno solo un italiano su dieci si assicura contro questo evento.
Continua

In Italia le compagnie online rappresentano solo il 7% del mercato
Quasi un milione e mezzo di italiani assicura la propria auto dopo aver consultato un comparatore online. Ad avvalersene maggiormente sono soprattutto gli uomini con meno di 34 anni residenti nel Sud Italia.
Continua

Il decreto Bersani è in vigore dal 2 febbraio 2007
Il nome ufficiale è “Decreto legge n°7 del 31/01/2007″ ma tutti lo conoscono come Decreto Bersani. Dal 2 febbraio 2007, giorno della sua entrata in vigore, il panorama delle assicurazioni RC Auto in Italia non è stato più lo stesso.
Continua

Per chi non si fida della Rete alcune compagnie hanno aperto sedi reali
Dopo l’inchiesta sul “preventivatore unico” pubblicata il mese scorso, Panoramauto torna ad occuparsi di assicurazioni.
Continua

Un solo sito per confrontare diversi preventivi per una polizza RC Auto. Comodo, ma non certo economico. Questo emerge da un’inchiesta pubblicata sul numero di gennaio del mensile Panoramauto.
Continua
- Tags: ania, assicurazioni, automobili, benzina, denuncia-codacons, moto, motorini, prezzi, rc-auto, rincari, scooter, traffico
-

Le sorprese sembrano non finire mai, specialmente se sono spiacevoli… Dopo il prezzo del carburante che non accenna a diminuire e le costanti code in auto, gli italiani che hanno scelto una due ruote per gli spostamenti per risparmiare sul tempo e sui soldi devono fare in conti con le compagnie di assicurazioni. Dal 1994 ad oggi, infatti, le tariffe assicurative per uno scooter di cilindrata inferiore ai 150 cc. (quelli più venduti), sono aumentate del 413% (contro il 150% per un’auto di media cilindrata). Il Codacons, dopo una sostanziale ammissione da parte del direttore generale Ania, Giampaolo Galli, ha denunciato per estorsione lo scorso 14 agosto, alla Procura della Repubblica di Roma, chiedendo alle competenti autorità di fare chiarezza sugli aumenti delle polizze, accertando fatti e responsabilità. Se da una parte l’utente è obbligato a stipulare la polizza (la legge lo impone) e la mancata sottoscrizione può determinare il sequestro del veicolo, dall’altra le compagnie sono libere di stabilirne il prezzo. Un prezzo che secondo l’associazione è aumento ingiustificabilmente in relazione all’effetto patente a punti e ai dati che vedono diminuire la percentuale di incidenti gravi. Per questa ragione il Codacons ha chiesto all’Antitrust di indagare sull’eventuale violazione della legge sulla concorrenza, di intervenire repentinamente mediante interventi di sospensione delle autorizzazioni nei confronti delle compagnie che hanno praticato smisurati aumenti. Un altro capitolo che vede contrapposti utenti della strada e assicurazioni è stato iniziato, ma il finale della storia è ancora tutto da scrivere…

Il controllo elettronico di stabilità, l’Esp, chiamato così da chi l’ha inventato, la Bosch, ma ridenominato Esc, per non far pubblicità al colosso tedesco, funziona. E così bene che una sua diffusione generalizzata potrebbe salvare 4.000 vite umane ed evitare 100 mila feriti l’anno in Europa, almeno secondo i dati sugli incidenti stradali in Europa raccolti congiuntamente dalla Commissione Europea, dalla FIA e da EuroNCAP e che per la «Campagna europea per la sicurezza» hanno deciso di chiedere alle case automobilistiche di istallare l’Esc su tutti i modelli. Come avverrà negli Stati Uniti dal 2012 sulle automobili e i veicoli commerciali leggeri di nuova immatricolazione. La campagna si chiama ChooseESC!, e ha come testimonial nientemeno che Michael Schumacher. La classifica europea di diffusione dell’ESC è guidata dalla Danimarca, dove l’acquisto di questo dispositivo è stato favorito da sgravi fiscali, e come fanalino di coda vede l’Irlanda, dove la tassazione sugli optional è decisamente proibitiva. Ridurre gli incidenti sulle strade europee, fra l’altro, porterebbe a benefici economici non indifferenti nei risarcimenti delle compagnie di assicurazione. Si calcola che se l’ESC fosse di serie in tutti i 25 paesi dell’Unione europea il risparmio nei risarcimenti per lesioni o morti sarebbe di 9.677,5 milioni di euro, che salirebbero a 16.129,3 milioni di euro considerando anche i danni alle cose. Addirittura in molti casi l’ESC sullo stesso modello è di serie su alcuni mercati, optional su altri e non disponibile su altri ancora. Inoltre spesso non è presente sulle vetture più economiche, quelle acquistate dai giovani. Un dato allarmante, perché le statistiche dicono che proprio i neopatentati e chi ha comunque poca esperienza di guida provoca il 25% degli incidenti in Europa. Le stesse statistiche dicono che l’incidente più frequente è la sbandata in curva, che nella stragrande maggioranza dei casi potrebbe proprio essere evitata montando l’ESC.
Naturalmente anche le Case automobilistiche devono rispondere a questa campagna sulla sicurezza. In particolare, va segnalato che quasi tutte le auto di fascia medio alta del mercato hanno l’ESC di serie. Dallo scorso anno Opel lo monta sulla nuova Corsa, Ford lo dà su tutte le S-Max e Galaxy e anche sulla nuova Mondeo, mentre Toyota da maggio monta l’ESC su tutta la gamma, tranne sulla Aygo. Perché su un’auto così economica aumentare il prezzo medio industriale di circa 130 euro rischia di rendere la vettura molto meno concorrenziale. E proprio questo, al momento, è uno degli ostacoli maggiori alla diffusione definitiva del controllo elettronico di stabilità.
Gli ultimi commenti