Archivio per il tag “benzina”

Fiat 500 Pur-O2: chic e ecologica

500PUR_O2

VW EcoFuel: anche la Passat si gasa

Passat ecofuel

La Volkswagen amplia la propria gamma di modelli EcoFuel, sviluppati per utilizzare il gas naturale come carburante principale. Dopo la monovolume compatta Touran e il Caddy Life (veicolo commerciale leggero), entrano in listino anche la Passat e la Passat Variant EcoFuel. Spinte dal 1.4 TSI a doppia sovralimentazione (compressore volumetrico più turbo), da 150 CV che sviluppa una coppia di 220 Nm già a soli 1.500 giri, le Passat EcoFuel assicurano buone prestazioni unite a consumi ridotti. Infatti, se il classico 0-100 km/h viene coperto in 9,7 secondi e la velocità massima si assesta sui 210 km/h, con meno di 20 euro si possono percorrere in media 500 km. Tanta è la strada che si macina grazie ai tre serbatoi (per un totale di 22 kg di gas) posti sotto il pianale in modo tale da non rubare spazio al bagagliaio o all’abitacolo… Ad ogni modo, l’autonomia totale raggiunge gli 800 km se si sommano anche i 300 km che in media si percorrono se poi si utilizza l’auto in modalità benzina (il serbatoio contiene 31 litri). La Passat EcoFuel è già disponibile negli allestimenti Trendline (28.851euro) e Comfortline (30.101 euro) e può essere richiesta anche con il cambio a doppia frizione e sette rapporti DSG - di serie manuale aa sei marce. Per le rispettive versioni Variant servono 1.076 euro in più.

Quanta strada si percorre con 10 euro? Tanta, con il metano

metano

Assicurazioni: prezzi delle RC Auto per moto e motorini alle stelle

traffico scooter

Quando il diesel mette il turbo e… va di corsa

Audi Le Mans

Audi R8 TDI: il futuro del diesel è sportivo

Audi R8

Chissà che il futuro del gasolio non passi proprio da questa Audi R8 TDI. Con il prezzo del carburante meno “nobile” che ha raggiunto quello stellare della “verde”, scegliere un’auto con motore diesel rispetto all’analoga versione a benzina è diventato meno scontato. E le ragioni sono molteplici…I modelli a gasolio hanno un prezzo di listino superiore che per essere ammortizzato impone chilometraggi da “globetrotter”, i tagliandi sono più costosi e i moderni motori con iniezione diretta della benzina garantiscono percorrenze non lontane dai turbodiesel che, alla ricerca di sempre più cavalli, sono diventati assetati. Così, se una motorizzazione a gasolio non si sceglie più per semplici ragioni economiche, lo si potrebbe fare per le sue caratteristiche alla guida. Tanta coppia in basso, spinta costante e fluida che regalano riprese fulminee. Quanto si ritrova al volante della R8 TDI spinta da un V12 diesel da 500 CV e ben 1.000 Nm di coppia, ovviamente abbinato alla trazione integrale quattro che aiuta a mettere a terra tutti questi “numeri”. Un’auto che brucia lo 0-100 km/h in soli 4,2 secondi e s’invola fino ai 300 km/h in un silenzio surreale. Perché è questa la sensazione più strana che si percepisce alla guida di questa Audi, quando solitamente su una sportiva si è abituati ad udire il rombo del motore che suona la carica. Vi siete incuriositi? Trovate la prova completa su EVO 54 di giugno già in edicola.
La copertina di Evo numero 54

Benzinometro addio: il ministero delle Attività Produttive non pubblica più le tariffe dei carburanti

distributore benzina

Appena appresa, la notizia è di quelle che disorienta: il ministero delle Attività Produttive pubblica una tabella aggiornata quotidianamente con i prezzi consigliati delle maggiori compagnie petrolifere e l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato la vieta. Il motivo? Rendendo palese i prezzi applicati dalle diverse compagnie per un litro di carburante , incrementerebbe il rischio che queste applichino un cartello. Questa, in sintesi, la ragione che ha portato all’oscuramento del benzinometro. Così, se di fronte al dubbio che, invece, questa tabella fosse utile per scoprire quale compagnia permettesse di risparmiare qualche centesimo di euro al litro, resta la consolazione che, poi, molto spesso i prezzi indicati fossero alquanti distanti da quelli realmente applicati dai distributori. Bisogna infatti ricordare che ogni singolo gestore può scegliere il prezzo e che questo può ulteriormente diminuire presso le pompe selfservice o se nel giro di pochi chilometri sono presenti altre aree di servizio di altre compagnie. Insomma, con i prezzi dei carburanti sempre alle stelle, non resta che cercarsi da soli quello più conveniente, spesso sito in presenza di grossi centri commerciali.

Prezzi del petrolio alle stelle. L’auto a gasolio conviene ancora?


La battuta è così folgorante che vale la pena di riprenderla. Perché fotografa lo stato psicologico che ciascuno di noi avverte a sentir parlare dell’ennesimo rialzo del prezzo del petrolio, trattato oggi a 95,5 dollari al barile (un anno fa costava quasi la metà, 56 dollari. Chiede un amico al mitico Cipputi: “Petrolio alle stelle. Come andranno le macchine?” “A ramengo”, risponde il Cippù. Diciamo, allora, che proprio a ramengo non andranno, perché la nostra società è troppo “autodipendente” e alla mobilità individuale non si rinuncia. Ma a ramengo stanno andando i nostri portafogli, dissanguati dal caro benzina-gasolio, ormai virtualmente alla pari: 1,285 contro 1,377 euro.

La domanda, ossessiva, per il momento è un’altra: che cosa mi conviene acquistare, un’auto diesel o a benzina? Risposta: dipende. Se volete un’auto di grossa cilindrata, anche se non fate troppa strada, il gasolio è l’unica via. Il risparmio è palese, già dai valori medi dichiarati dalla casa. Esempio: tra l’Alfa 159 turbodiesel e quella a benzina c’è una differenza di prezzo di 2.640 euro, il che equivale, più o meno, a 1.917 litri di carburante che moltiplicato per il consumo medio di 11 km/litro fanno 21 mila chilometri. Come dire: dopo il primo anno col diesel (che però fa 16 km con un litro) cominciate a risparmiare. Chiaro che a parità di prezzo, come offrono alcune case, non c’è neanche da scomodare la calcolatrice.

E infatti oltre i 2.000 cc, la quota delle vetture diesel vendute è superiore all’ottanta per cento del mercato. Un po’ diverso è il discorso sulle piccole cilindrate. Qui bisogna fare bene i conti. Facciamo un altro esempio, su un’auto che piace, la Fiat 500. Tra la versione con il 1.4 benzina e il 1.3 turbodiesel non c’è differenza di prezzo, costano entrambe 12.651 euro, però la prima fa 15,9 km con un litro di carburante, la seconda 23,8. Se guardate ai consumi, non c’è storia. Se invece vi piace il motore più scattante, il 1.4 benzina vi dà 101 Cv (contro i 75 del Mjet), una bella accelerazione e uno sprint da sportivina. Però, se guardate proprio ai consumi, e la Fiat 500 la usate molto in città, c’è anche, stesso prezzo stesso allestimento, la versione 1.200 cc a benzina, meno potente, solo 69 Cv, ma che sfiora i 20 km con un litro di verde. E che ha meno bisogno di manutenzione, è più silenziosa e d’inverno non borbotta per il freddo come fanno i diesel. Il mercato la sua risposta l’ha data: nelle piccole cilindrate, a meno di non fare trentamila km l’anno, ma bisogna essere un po’ fulminati, il 60% compra le versione a benzina.

Morale: nonostante l’aumento del prezzo del gasolio (le compagnie petrolifere seguono la logica del profitto, non sono la croce rossa dell’automobilista) il motore turbodiesel è in assoluto ancora il più conveniente. In modo esasperato nelle grosse cilindrate, meno in quelle piccole.

Su strada la 500 è un’auto che diverte. Il prezzo? Si parte da 10.500 euro

[i]4 luglio 2007[/i] - Al Lingotto di Torino è stata presentata la nuova versione della celebre utilitaria della casa torinese.<br /> [i](Credits foto: Fiat)[/i]. Vedi anche le [url=http://gallery.panorama.it/thumbnails.php?album=142][b]foto storiche[/b][/url] della 500
Il look della nuova 500 (qui la GALLERY e le FOTO della festa) colpisce, con la sua straordinaria somiglianza con l’antenata di mezzo secolo fa e le sue innumerevoli possibilità di personalizzazione.
Mescolando motori, allestimenti, accessori, finiture e colori si possono realizzare nientemeno che 549.936 auto una diversa dall’altra.

Ma impressiona ancora di più il comportamento su strada della nuova icona dell’auto italiana. Il telaio e i motori vengono direttamente dalla Panda, ma tutto è stato modificato per dare un carattere nuovo alla 500, che infatti è meno ondeggiante in curva, più pronta nella guida, in una parola più divertente.
Impressiona anche il comfort, che è lontano anni luce dalla fastidiosa rombosità dell’auto che negli Anni ‘60 motorizzò gli italiani. Persino la turbodiesel, quella con il 1.300 Multijet da 73,5 CV, potente quanto basta per affrontare un lungo viaggio, ma anche molto economico e poco inquinante, ha un interno ovattato, persino quando si tirano a fondo le marce.

Naturalmente, se ci si vuole divertire davvero, meglio orientarsi verso la 1.4 a benzina a 16 valvole da 100 CV, che oltretutto ha anche un bel cambietto a sei marce con gli innesti corti e precisi che ne esalta le doti sportiveggianti. Per gli incontentabili, poi, il prossimo anno arriverà una 500 ancora più cattiva, la Abarth da 135 CV.
La 1.2 da 69 CV ha un comportamento più tranquillo, più da citycar. Tutte, comunque, si presentano con finiture di qualità, come non si vedevano da tempo su un’automobile italiana e tutte sono molto facili da guidare, oltre che divertenti. Perché la nuova 500 non sarà più l’automobile di massa che è stata l’antenata, ma non sarà nemmeno un’auto di nicchia destinata a pochi ed eccentrici nostalgici.
I prezzi? Abbastanza competitivi: si parte dai 10.500 euro (chiavi in mano) per la versione 1.2 benzina Pop, fino ai 12.500 euro della versione 1.2 sempre benzina Chic, ai 14.500 euro della Multijett da 3,75 Kw versione 1.4 Lounge.

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