Archivio per il tag “benzina”
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Nasce per piacere all’ambiente, ma farà breccia nel cuore anche di chi è interessato all’acquisto di una 500. Perché, il sistema Stop&Start del quale è dotata la nuova Pur-O2 da una parte limita le emissioni di CO2 (passano da 119 a 113 g/km), e dall’altra taglia i consumi: in città scendono del 12%. Il “trucco” è molto semplice e simile a quello proposto anche da Smart e Mini, non a caso due delle competitor della piccola torinese. Quando ci si ferma al semaforo o in coda, con il cambio in folle, il motore si spegne salvo riavviarsi prontamente non appena si preme di nuovo la frizione. Un motorino di avviamento e una batteria “potenziati” per far fronte alla maggior frequenza di utilizzo levano ogni dubbio a riguardo dell’affidabilità , mentre l’ambiente e il portafogli ringraziano. Specialmente quest ultimo, dato che non solo nell’utilizzo cittadino i consumi si riducono, ma anche perché la Pur-O2 si presenta quale “alternativa ecologica” dell’allestimento Lounge, il più ricco e dal quale differenzia solo per i sedili di tipo bi-colore della Pop (le dotazioni non cambiano), essendo offerta senza alcun sovraprezzo: 13.151 euro per la 1.2 a benzina da 69 CV. Questo è il motore che porta a debutto le versioni Pur-O2, ma nel corso dell’anno saranno poi disponibili anche il 1.4 da 100 CV e il 1.3 Mjet. Oltreché il cambio automatico Dualogic, un plus per chi è costretto a macinare chilometri in città o in mezzo al traffico.
La Volkswagen amplia la propria gamma di modelli EcoFuel, sviluppati per utilizzare il gas naturale come carburante principale. Dopo la monovolume compatta Touran e il Caddy Life (veicolo commerciale leggero), entrano in listino anche la Passat e la Passat Variant EcoFuel. Spinte dal 1.4 TSI a doppia sovralimentazione (compressore volumetrico più turbo), da 150 CV che sviluppa una coppia di 220 Nm già a soli 1.500 giri, le Passat EcoFuel assicurano buone prestazioni unite a consumi ridotti. Infatti, se il classico 0-100 km/h viene coperto in 9,7 secondi e la velocità massima si assesta sui 210 km/h, con meno di 20 euro si possono percorrere in media 500 km. Tanta è la strada che si macina grazie ai tre serbatoi (per un totale di 22 kg di gas) posti sotto il pianale in modo tale da non rubare spazio al bagagliaio o all’abitacolo… Ad ogni modo, l’autonomia totale raggiunge gli 800 km se si sommano anche i 300 km che in media si percorrono se poi si utilizza l’auto in modalità benzina (il serbatoio contiene 31 litri). La Passat EcoFuel è già disponibile negli allestimenti Trendline (28.851euro) e Comfortline (30.101 euro) e può essere richiesta anche con il cambio a doppia frizione e sette rapporti DSG - di serie manuale aa sei marce. Per le rispettive versioni Variant servono 1.076 euro in più.
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Con il prezzo dei carburanti alle stelle, oggi fermarsi presso una stazione di servizio per fare il “pieno” può costare davvero caro. E, a prescindere che alla pompa si sia selezionato il tanto di moda gasolio al posto della benzina… Tuttavia, riuscire a risparmiare è ancora possibile. È quanto dimostra uno studio condotto dalla Federmetano testando la resa chilometrica di un’auto media come la Citroën C3 che con il motore 1.4 (da circa 70 CV) e l’allestimento Elegance è disponibile sia a benzina, sia gasolio che Bi Energy a metano o GPL. Infatti, da quanto emerge da test condotto, con dieci euro di rifornimento si percorrono ben 216 km con il metano,190 con il GPL, mentre decisamente meno strada si percorre con le versioni a gasolio e benzina: 155 e soli 122 km rispettivamente. Un dato significativo e del quale conviene tenere presente se con l’auto si percorrono tanti chilometri l’anno. Tra incintivi statali per l’acquisto di auto a GPL o metano, e la miglior resa chilometrica rispetto ai rispettivi modelli a benzina o gasolio, il maggior esborso iniziale del prezzo di listino dell’auto può essere ammortizzato in breve tempo. Per esempio, i 2.600 euro della C3 1.4 Bi Energy a metano chiesti in più rispetto alla 1.4 benzina, vengono ammortizzati in meno di 24.000 km.
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Le sorprese sembrano non finire mai, specialmente se sono spiacevoli… Dopo il prezzo del carburante che non accenna a diminuire e le costanti code in auto, gli italiani che hanno scelto una due ruote per gli spostamenti per risparmiare sul tempo e sui soldi devono fare in conti con le compagnie di assicurazioni. Dal 1994 ad oggi, infatti, le tariffe assicurative per uno scooter di cilindrata inferiore ai 150 cc. (quelli più venduti), sono aumentate del 413% (contro il 150% per un’auto di media cilindrata). Il Codacons, dopo una sostanziale ammissione da parte del direttore generale Ania, Giampaolo Galli, ha denunciato per estorsione lo scorso 14 agosto, alla Procura della Repubblica di Roma, chiedendo alle competenti autorità di fare chiarezza sugli aumenti delle polizze, accertando fatti e responsabilità . Se da una parte l’utente è obbligato a stipulare la polizza (la legge lo impone) e la mancata sottoscrizione può determinare il sequestro del veicolo, dall’altra le compagnie sono libere di stabilirne il prezzo. Un prezzo che secondo l’associazione è aumento ingiustificabilmente in relazione all’effetto patente a punti e ai dati che vedono diminuire la percentuale di incidenti gravi. Per questa ragione il Codacons ha chiesto all’Antitrust di indagare sull’eventuale violazione della legge sulla concorrenza, di intervenire repentinamente mediante interventi di sospensione delle autorizzazioni nei confronti delle compagnie che hanno praticato smisurati aumenti. Un altro capitolo che vede contrapposti utenti della strada e assicurazioni è stato iniziato, ma il finale della storia è ancora tutto da scrivere…

È proprio il caso di dire che i motori turbodiesel trionfano sia in pista che su strada. Da una parte l’Audi ha vinto per la terza volta la famosissima 24 Ore di Le Mans con la R10 TDI (con l’equipaggio Dindo Capello, Tom Kristensen e Alla Mc Nish), dall’altra sono diesel le auto più comprate dagli italiani. Però, in un certo qual senso, ad unire la parentela tra i motori da corsa e quelli stradali ci sono pure le prestazioni. E, in effetti, se si dà un’occhiata ai listini dei vari Costruttori ci si accorge che sono sempre di più i modelli di auto equipaggiati con potenti turbodiesel, da oltre ben 200 CV per intenderci. Motori che offrono sì prestazioni da vera sportiva, ma non garantiscono certo consumi da “globetrotter”. Ma il gasolio non era il carburante per chi voleva risparmiare perché era costretto a percorre svariate decine di migliaia di chilometri all’anno? Esatto, era proprio così… Però, da quando si è “scoperto” che su strada un’auto dotata di tanta coppia (caratteristica tipica dei motori turbodiesel) offre una guida più sciolta e riprese più pronte, è scoppiata la “diesel mania”. Tutto questo mentre la ricerca tecnologica ha portato a motori a benzina sempre più parsimoniosi e che garantiscono percorrenze per litro di carburante non lontane da quelle dei diesel… Così, viene da chiedersi se non si siano invertite le parti. Se in futuro non avremo sulle auto sportive motori turbodiesel e su quelle da “famiglia” a benzina. Che sia pure fantascienza? Forse… Intanto, in attesa di scoprirlo, per l’anno prossimo Audi si appresta a presentare con la R8 TDI, la prima supercar diesel. Segnerà la fine di un’epoca? Diteci la vostra opinione.
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Audi R8
Chissà che il futuro del gasolio non passi proprio da questa Audi R8 TDI. Con il prezzo del carburante meno “nobile” che ha raggiunto quello stellare della “verde”, scegliere un’auto con motore diesel rispetto all’analoga versione a benzina è diventato meno scontato. E le ragioni sono molteplici…I modelli a gasolio hanno un prezzo di listino superiore che per essere ammortizzato impone chilometraggi da “globetrotter”, i tagliandi sono più costosi e i moderni motori con iniezione diretta della benzina garantiscono percorrenze non lontane dai turbodiesel che, alla ricerca di sempre più cavalli, sono diventati assetati. Così, se una motorizzazione a gasolio non si sceglie più per semplici ragioni economiche, lo si potrebbe fare per le sue caratteristiche alla guida. Tanta coppia in basso, spinta costante e fluida che regalano riprese fulminee. Quanto si ritrova al volante della R8 TDI spinta da un V12 diesel da 500 CV e ben 1.000 Nm di coppia, ovviamente abbinato alla trazione integrale quattro che aiuta a mettere a terra tutti questi “numeri”. Un’auto che brucia lo 0-100 km/h in soli 4,2 secondi e s’invola fino ai 300 km/h in un silenzio surreale. Perché è questa la sensazione più strana che si percepisce alla guida di questa Audi, quando solitamente su una sportiva si è abituati ad udire il rombo del motore che suona la carica. Vi siete incuriositi? Trovate la prova completa su EVO 54 di giugno già in edicola.
La copertina di Evo numero 54

Appena appresa, la notizia è di quelle che disorienta: il ministero delle Attività Produttive pubblica una tabella aggiornata quotidianamente con i prezzi consigliati delle maggiori compagnie petrolifere e l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato la vieta. Il motivo? Rendendo palese i prezzi applicati dalle diverse compagnie per un litro di carburante , incrementerebbe il rischio che queste applichino un cartello. Questa, in sintesi, la ragione che ha portato all’oscuramento del benzinometro. Così, se di fronte al dubbio che, invece, questa tabella fosse utile per scoprire quale compagnia permettesse di risparmiare qualche centesimo di euro al litro, resta la consolazione che, poi, molto spesso i prezzi indicati fossero alquanti distanti da quelli realmente applicati dai distributori. Bisogna infatti ricordare che ogni singolo gestore può scegliere il prezzo e che questo può ulteriormente diminuire presso le pompe selfservice o se nel giro di pochi chilometri sono presenti altre aree di servizio di altre compagnie. Insomma, con i prezzi dei carburanti sempre alle stelle, non resta che cercarsi da soli quello più conveniente, spesso sito in presenza di grossi centri commerciali.

La battuta è così folgorante che vale la pena di riprenderla. Perché fotografa lo stato psicologico che ciascuno di noi avverte a sentir parlare dell’ennesimo rialzo del prezzo del petrolio, trattato oggi a 95,5 dollari al barile (un anno fa costava quasi la metà , 56 dollari. Chiede un amico al mitico Cipputi: “Petrolio alle stelle. Come andranno le macchine?” “A ramengo”, risponde il Cippù. Diciamo, allora, che proprio a ramengo non andranno, perché la nostra società è troppo “autodipendente” e alla mobilità individuale non si rinuncia. Ma a ramengo stanno andando i nostri portafogli, dissanguati dal caro benzina-gasolio, ormai virtualmente alla pari: 1,285 contro 1,377 euro.
La domanda, ossessiva, per il momento è un’altra: che cosa mi conviene acquistare, un’auto diesel o a benzina? Risposta: dipende. Se volete un’auto di grossa cilindrata, anche se non fate troppa strada, il gasolio è l’unica via. Il risparmio è palese, già dai valori medi dichiarati dalla casa. Esempio: tra l’Alfa 159 turbodiesel e quella a benzina c’è una differenza di prezzo di 2.640 euro, il che equivale, più o meno, a 1.917 litri di carburante che moltiplicato per il consumo medio di 11 km/litro fanno 21 mila chilometri. Come dire: dopo il primo anno col diesel (che però fa 16 km con un litro) cominciate a risparmiare. Chiaro che a parità di prezzo, come offrono alcune case, non c’è neanche da scomodare la calcolatrice.
E infatti oltre i 2.000 cc, la quota delle vetture diesel vendute è superiore all’ottanta per cento del mercato. Un po’ diverso è il discorso sulle piccole cilindrate. Qui bisogna fare bene i conti. Facciamo un altro esempio, su un’auto che piace, la Fiat 500. Tra la versione con il 1.4 benzina e il 1.3 turbodiesel non c’è differenza di prezzo, costano entrambe 12.651 euro, però la prima fa 15,9 km con un litro di carburante, la seconda 23,8. Se guardate ai consumi, non c’è storia. Se invece vi piace il motore più scattante, il 1.4 benzina vi dà 101 Cv (contro i 75 del Mjet), una bella accelerazione e uno sprint da sportivina. Però, se guardate proprio ai consumi, e la Fiat 500 la usate molto in città , c’è anche, stesso prezzo stesso allestimento, la versione 1.200 cc a benzina, meno potente, solo 69 Cv, ma che sfiora i 20 km con un litro di verde. E che ha meno bisogno di manutenzione, è più silenziosa e d’inverno non borbotta per il freddo come fanno i diesel. Il mercato la sua risposta l’ha data: nelle piccole cilindrate, a meno di non fare trentamila km l’anno, ma bisogna essere un po’ fulminati, il 60% compra le versione a benzina.
Morale: nonostante l’aumento del prezzo del gasolio (le compagnie petrolifere seguono la logica del profitto, non sono la croce rossa dell’automobilista) il motore turbodiesel è in assoluto ancora il più conveniente. In modo esasperato nelle grosse cilindrate, meno in quelle piccole.
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![[i]4 luglio 2007[/i] - Al Lingotto di Torino è stata presentata la nuova versione della celebre utilitaria della casa torinese.<br /> [i](Credits foto: Fiat)[/i]. Vedi anche le [url=http://gallery.panorama.it/thumbnails.php?album=142][b]foto storiche[/b][/url] della 500](http://gallery.panorama.it/albums/upload/fotogiugno/fiat500/normal_fiat500-01.jpg)
Il look della nuova 500 (qui la GALLERY e le FOTO della festa) colpisce, con la sua straordinaria somiglianza con l’antenata di mezzo secolo fa e le sue innumerevoli possibilità di personalizzazione.
Mescolando motori, allestimenti, accessori, finiture e colori si possono realizzare nientemeno che 549.936 auto una diversa dall’altra.
Ma impressiona ancora di più il comportamento su strada della nuova icona dell’auto italiana. Il telaio e i motori vengono direttamente dalla Panda, ma tutto è stato modificato per dare un carattere nuovo alla 500, che infatti è meno ondeggiante in curva, più pronta nella guida, in una parola più divertente.
Impressiona anche il comfort, che è lontano anni luce dalla fastidiosa rombosità dell’auto che negli Anni ‘60 motorizzò gli italiani. Persino la turbodiesel, quella con il 1.300 Multijet da 73,5 CV, potente quanto basta per affrontare un lungo viaggio, ma anche molto economico e poco inquinante, ha un interno ovattato, persino quando si tirano a fondo le marce.
Naturalmente, se ci si vuole divertire davvero, meglio orientarsi verso la 1.4 a benzina a 16 valvole da 100 CV, che oltretutto ha anche un bel cambietto a sei marce con gli innesti corti e precisi che ne esalta le doti sportiveggianti. Per gli incontentabili, poi, il prossimo anno arriverà una 500 ancora più cattiva, la Abarth da 135 CV.
La 1.2 da 69 CV ha un comportamento più tranquillo, più da citycar. Tutte, comunque, si presentano con finiture di qualità , come non si vedevano da tempo su un’automobile italiana e tutte sono molto facili da guidare, oltre che divertenti. Perché la nuova 500 non sarà più l’automobile di massa che è stata l’antenata, ma non sarà nemmeno un’auto di nicchia destinata a pochi ed eccentrici nostalgici.
I prezzi? Abbastanza competitivi: si parte dai 10.500 euro (chiavi in mano) per la versione 1.2 benzina Pop, fino ai 12.500 euro della versione 1.2 sempre benzina Chic, ai 14.500 euro della Multijett da 3,75 Kw versione 1.4 Lounge.
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