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Bisarche_auto
Per il quinto mese consecutivo il nercato europeo dell’automobile continua a perdere colpi. I nuovi dati di settembre confermano il trend negativo con un meno 9,3 dell’intera area EU a 18 Paesi, cioé quella che comprende anche Norvegia, Islanda e Svizzera. L’incremento del 7,8% nei Paesi non membri EU, dalla Bulgaria alla Slovenia, non pareggia ovviamente i conti, date le piccole quantità di auto immatricolate in queste regioni. Tra le nazioni più colpite dalla flessione delle vendite, in testa c’è la Spagna che ha visto una contrazione del mercato del 22% e che riporta il paese indietro di dieci anni; al secondo posto c’è la Gran Bretagna che lascia sul terreno un bel 21,22%. L’Italia è scesa di un 5,5% e la germania dà segnali di fatica con una piccola flessione dell’1,5%. L’unico mercato che ha dato segni di vitalità, con una crescita dell’8%, però in direzione di una maggior diffusione di auto ecologiche, poiché le grosse cilindrate sono penalizzate dal sistema di bonus-malus francese. In questa situazione non rosea, che risente inevitabilmente del generale clima di sfiducia e di attesa dei consumatori, il Gruppo Fiat limita a settembre le perdite all’1,1% (dall’inizio dell’anno fa meno 3,3% e però siccome fa meno peggio del mercato incrementa la quota di mercato da 7,1 a 7,7). Per quanto riguarda le case straniere, il Gruppo Volkswagen mette a segno un più uno per cento dovuto essenzialmente alle ottime performance di Audi (più 18%). Per tutti gli altri vale il segno negativo: Peugeot-Citroen meno 9, Ford meno 12, GM meno 18,7, Renault meno 4,9, Bmw e Mini meno 15,7, Mercedes e Smart meno 6,7, Toyota meno 7,8, Land Rover meno 49, Chrysler meno 45,3. Jaguar e Lancia vanno in controtendenza grazie al buon riscontro di modelli nuovi: la prima guadagna un 11%, Lancia un 5,7%. Secondo la consueta analisi congiunturale del Centro Studi Promotor, «per quanto riguarda le prospettive a breve termine si può ritenere che l’impatto psicologico della crisi iniziata con la vicenda Lehman Brothers e dell’andamento delle borse sarà ancora particolarmente forte in ottobre, mentre lo scenario dei mesi successivi è strettamente condizionato dalla reale efficacia delle misure adottate per fronteggiare l’emergenza».
- Mercoledì 15 Ottobre 2008





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