
Ebbene si, il marchio italiano è ancora il più “eco” tra le 25 maggiori case automobilistiche in Europa. Il livello medio di CO2 emesso dalle autovetture targate Fiat vendute nella prima metà del 2009 è sceso ancora ed è arrivato a 129,1 g/Km.
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Si è appena conclusa la 64a Conferenza sul traffico e sulla circolazione tenutasi a Riva del Garda. Su Auto Oggi (in edicola questa settimana) c’è un importante intervento del presidente dell’ACI Enrico Gelpi. Che è stato chiaro e deciso: «Basta con i blocchi del traffico così come li abbiamo conosciuti finora. Gli automobilisti non li sopportano perchè sono inutili e costosi». per Gelpi, infatti, i cittadini sono ormai perfettamente consapevoli del fatto che il settore dei trasporti incide solo in minima parte rispetto alle altre fonti inquinanti. I maggiori responsabili dell’immissione di sostanze nocive nell’aria sono gli impianti di riscaldamento domestici, quelli industriali e soprattutto le centrali che producono elettricità. Targhe alterne, chiusura del traffico cittadino e ticket vari per entrare in città sono percepiti solo come un oneroso obolo da pagare per utilizzare la propria vettura. Anche perchè le amministrazioni sembrano più impegnate a trovare nuovi divieti, piuttosto che offrire ai cittadini delle alternative concrete all’uso delle vetture private. Il Presidente dell’Automobile Club d’Italia si è detto contrario all’uso della macchina a tutti i costi, ma al contempo ha sollecitato un’adeguamento dell’offerta di trasporti pubblici alle reali esigenze dei cittadini, nonché l’uso di incentivi statali che permettano alle famiglie con redditi modesti di poter acquistare veicoli poco inquinanti, inclusi gli Euro 4 usati. Proposta quest’ultima apprezzata particolarmente dal titolare del dicastero delle Infrastrutture e dei Traspori, Altero Matteoli, anch’egli promotore degli incentivi per il rinnovo del parco auto circolante (il più vecchio d’Europa) quando era ministro dell’Ambiente e speranzoso in una proficua collaborazione con l’ACI nei prossimi anni. Alla conferenza, poi, era presente anche il sottosegretario alla Presidenza con delega al Turismo, Michela Vittoria Brambilla che, dopo aver sottolineato che «senza mobilità non c’è turismo», ha ricordato che, l’inesistenza di una rete di trasporti realmente efficente, costa ai cittadini, tra benzina, parcheggio e spese varie quasi 100 euro al mese. Il 7 - 8% dello stipendio di un impiegato. Troppo.
Panda_Eco
Siamo di fronte a un’inedita alleanza: il caro-petrolio e la coscienza ecologica hanno come conseguenza che le Case automobilistiche devono proporre auto sempre meno inquinanti e poco assetate di carburante. L’obiettivo è ovviamente più facile da raggiungere sulle utilitarie, ma non è così scontato. Fiat si inserisce in questa dinamica con una nuova versione della Panda, la Panda ECO che assicura un significativo contenimento delle emissioni di CO2 e una sensibile riduzione dei consumi. Fiat Panda ECO consente anche di accedere agli eco-incentivi stanziati da molti governi europei per premiare le vetture meno inquinanti: per esempio, in Italia il contributo governativo è di 800 euro, in Francia di 700 euro. Infatti, Fiat Panda Eco emette 119 g/km di CO2 (un grammo in meno rispetto alla più severa richiesta normativa europea) con una riduzione dei consumi pari all’11 per cento rispetto alla versione da cui deriva. Questo risultato è stato reso possibile grazie a numerosi interventi che hanno interessato il motore e l’aerodinamica, realizzati da Fiat Automobiles e da FPT (Fiat Powertrain Technologies) il settore di Fiat Group dove sono presenti tutte le attività di innovazione, ricerca, progettazione e produzione dei motori. La Panda ECO è equipaggiata con un propulsore 1.1 da 54 CV e viene proposta a un prezzo che parte da 8.830 euro ma, usufruendo del contributo governativo di 800 euro (quindi 100 euro in più rispetto alla versione 1.1 Actual di Panda) e di un 6 per cento di sconto, può essere acquistata a 7.550 euro. Fiat Panda ECO ha un cambio con rapporti allungati, utilizza un olio meno viscoso all’interno della trasmissione che produce minor attrito, il tutto associato a una revisione della centralina di controllo motore. Inoltre, adotta pneumatici “verdi” a basso indice di rotolamento che consentono consumi ed emissioni inferiori, e ripari specifici per diminuire la resistenza aerodinamica. Tutto ciò ha permesso di ridurre i consumi nel ciclo combinato a 5 litri per 100 km: la versione base fa registrare rispettivamente 132 g/km e 5,6 l/100 km.

Con la seconda generazione, arrivata sul mercato la scorsa primavera, la Smart entra nella piena maturità. Lo stile non è cambiato molto, ma le dimensioni si sono fatte meno lillipuziane (+ 20 cm e un vano bagagli da 340 litri) e, soprattutto, ci sono un nuovo telaio e nuovi motori a benzina, sempre a tre cilindri, ma di un litro di cilindrata e di origine Mitsubishi, che finalmente tolgono l’ansia quando si fa una puntata fuori città.
E maturità significa anche rispetto per l’ambiente. La Fortwo è già campionessa mondiale nei consumi e nelle emissioni di CO2, con solo 88 g/km per la versione cdi, la turbodiesel che, però, in fatto di prestazioni rimane abbastanza modesta. Ben altra cosa è l’annunciata mhd (micro hybrid drive) che sarà lanciata sui mercati europei fra fine anno e inizio 2008. In questo caso il motore è il brillante benzina da 71 CV con un trucco in più: un dispositivo elettronico che arresta automaticamente il motore quando si è fermi in colonna e un alternatore più potente che lo rimette in moto non appena si toglie il piede dal freno. Secondo i tecnici della Smart in questo modo si risparmia fino al 13% di benzina. E ovviamente inquinare molto meno. Per chi guida non c’è nessuna complicazione in più. All’interno, infatti, solo una spia segnala che il sistema ECO è inserito. Volendo, fra l’altro, si può disattivarlo temporaneamente premendo un pulsante. La mhd sarà disponibile con la carrozzeria coupé e cabrio e negli stessi allestimenti della Fortwo normale, a prezzi leggermente superiori rispetto ai modelli da 71 CV, che partono da 10.601 euro. E questo non è che l’inizio. Per i prossimi anni, infatti, è già stata annunciata una vera versione ibrida della Smart.
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