
Addio ai tagliandi adesivi: tutti gli automobilisti italiani avranno gradualmente il tesserino rosa
Termina con questa puntata la nostra avventura tra le norme più importanti del Codice della Strada 2010. Ricordiamo ai lettori che la nostra è una “breve” sintesi di quanto si può trovare in maniera più approfondita su Panoramauto di settembre.
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Su alcune tratte autostradali si potrà viaggiare a 150 km/h
Continua il nostro viaggio nel Codice della Strada. La legge di iniziativa parlamentare 120/2010 è composta da 61 articoli: i dettagli più approfonditi su Panoramauto di settembre.
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Aumenta la severità per chi guida in stato di ebbrezza
Volete sapere tutto sulle modifiche al Codice della Strada? Su Panoramauto di settembre troverete una guida completa alle nuove norme, noi vi mostriamo un breve elenco (suddiviso in tre parti) dei punti più importanti analizzati nel dettaglio.
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Il nuovo Codice della Strada è stato approvato giusto in tempo per il primo grande esodo estivo
Dopo due anni di lavori la riforma del Codice della Strada è diventata legge: le nuove norme sono state approvate dal Senato con 145 voti a favore (Pdl e Lega), 122 astenuti (Pd, Idv, Udc e Svp) e nessuno contrario ed entreranno in vigore già da venerdì 30 luglio, in concomitanza con il primo grande esodo estivo.
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Dal 1995 in Italia i Comuni possono fissare un limite di 30 km/h in alcune zone urbane
Brutte notizie per chi vorrebbe aumentare i limiti di velocità in autostrada a 150 km/h. Da una ricerca inglese, pubblicata sul British Medical Journal, è emerso che sperimentando un limite cittadino di 20 miglia orarie (32,18 km/h) i morti sono calati del 40% nell’arco di vent’anni, dal 1986 al 2006.
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Alzi la mano chi allaccia sempre le cinture. Non è mai passato con un rosso e… rispetta i limiti di velocità. Nessuno? Non ci sarebbe niente di cui stupirsi: anche se gli utenti della strada conoscono (non sempre vero) il Codice della Strada, difficilmente lo rispettano. Anzi, quasi mai… Indisciplinati, distratti e poco informati: così sono gli italiani al volante di un’auto o in sella a una due ruote. É quanto emerge da una ricerca condotta dall’Ania (Associazione Nazionale fra le Compagnie Assicuratrici) e pubblicata sul settimanale Auto oggi 51/52 in edicola in questi giorni. E, se quasi tutti gli intervistati sembrano concordare che la maggior parte degli incidenti sono causati dal mancato rispetto dei limiti di velocità o dalla guida in stato di ebbrezza, oltre il 70% ammette di correre un po’ troppo e solo il 43% confida di cedere il volante se ha “alzato il gomito”. Addirittura solo 29% ha messo in pratica il “guidatore designato”, nonostante che l’idea sia ben conosciuta e a parole condivisa. Ma non sono solo i giovani a non osservare le regole e a dimostrarsi poco prudenti. Meno del 60% dichiara di indossare e allacciare correttamente il casco, mentre ben il 52% ammette di usare il telefono in auto senza auricolare o sistemi Bluetooth. Per non parlare del classico colpo di sonno: non più del 53% degli intervistati ha affermato che si ferma quando si sente stanco… Che fare allora per ridurre gli incidenti? Le risposte sono dure ma concordi: più controlli e ritiro definitivo della patente per i recidivi ed eventuale arresto (ben il 24%). In Italia le regole esistono, ma manca chi le faccia rispettare. E, allora, tutti che cerchiamo di fare i “furbi”. Insomma, sempre la solita storia: quando il gatto non c’è i topi ballano.
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Nonostante gli sforzi compiuti per sensibilizzare giovani e meno giovani a un uso responsabile dei veicoli a due e quattro ruote, ogni settimana sulle strade italiane si continua a morire. I principali imputati di questa apparentemente inarrestabile strage sono sempre gli stessi: la disattenzione, l’alta velocità e la guida sotto l’effetto di alcool o droghe. Per questo al Senato si sta lavorando a un disegno di legge che inasprisca le pene previste dal Codice della strada, così da responsabilizzare i guidatori tramite punizioni esemplari per i trasgressori. Ma vediamo cosa succederà se il testo verrà approvato anche dalla Camera. Per prima cosa il patentino per i ciclomotori verrà assimilato alla patente, sarà a punti e potrà essere ritirato, sospeso o revocato. È inoltre allo studio la costituzionalità di un provvedimento che farebbe ripercuotere le conseguenze di eventuali violazioni del Codice compiute alla guida di mezzi per i quali non è previsto il permesso di guida (come le biciclette) direttamente sulla patente dell’interessato. L’obbligo di rifare gli esami teorici e pratici di guida scatterà automaticamente per i conducenti coinvolti in sinistri ai quali è stata contestata una delle sanzioni che prevedono il ritiro della patente. Durissime le pene per chi guida in stato alterato: questi, oltre a subire le conseguenze di un processo penale, non potranno conseguire nuovamente la licenza di guida prima di 5 anni dalla data di accertamento del reato. Se poi il conducente fermato in stato di ebbrezza supera la soglia di 1,5 g/l, si applicherà il fermo amministrativo del veicolo, in forma provvisoria o definitiva. In caso di controlli che attestino la contraffazione o la totale assenza di una polizza assicurativa, invece, il veicolo sarà confiscato dalle Forze dell’Ordine che lo affideranno all’autorità giudiziaria per finalità di giustizia o, in caso di mancanza di richieste, saranno venduti o distrutti. Il numero 47 di Auto oggi non si limita a delineare il futuro della normativa relativa al Codice della strada, ampio spazio è dedicato alla presentazione delle novità a quattro ruote in arrivo da oggi al 2012, senza dimenticare la sfida tra Smart e iQ, l’inchiesta sui blocchi del traffico e tanto altro ancora.
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Che cosa ha in mente il centrodestra per gli italiani al volante? Adesso che hanno vinto dovranno mantenere gli impegni. Sul numero in edicola di Auto oggi c’è un ampio servizio su come il Pdl intende risolvere i problemi strutturali del traffico e dell’inquinamento. Fini, rispondendo all’appello lanciato a tutte le forze politiche dall’ACI, ha anticipato che l’impegno della sua coalizione si concentrerà, oltre che sulla realizzazione delle infrastrutture necessarie al Paese, su quattro punti chiave. Il futuro Presidente della Camera, ribadita la necessità di maggiori controlli, ha posto l’accento sul problema della prevenzione dei comportamenti indisciplinati. Si è dichiarato favorevole alla semplificazione del Codice della Strada ed all’introduzione di ulteriori sistemi di “formazione”, come i corsi di guida sicura, dedicati in particolare ai nuovi automobilisti. Il rispetto dell’ambiente passerà attraverso l’attuazione di politiche per eliminare i vecchi veicoli inquinanti, incentivando al contempo la loro sostituzione con vetture più sicure e rispettose dell’ambiente. Infine, nell’ambito di un più ampio progetto di decongestione e velocizzazione della burocrazia, è previsto il potenziamento delle procedure di digitalizzazione e smaterializzazione dei documenti cartacei.

Quando i governi mettono mano al Codice della strada è sempre un po’ difficile capire quanto prevalga la sincera preoccupazione per il bene comune o quanto gli interessi incrociati delle parti in gioco, non ultime le pubbliche amministrazioni. Per esempio, nel conversione in legge del decreto Bianchi da parte del Senato, avvenuta l’altro ieri, c’ è una norma che lascia perplessi: il divieto di tenere acceso il motore durante le soste per far funzionare l’aria condizionata con rischio multa da 200 a 400 euro. Ragione a favore del provvedimento: inquinare meno, vuol dire fare anche qualche piccola rinuncia, così non è un dramma stare un po’ sotto il sole (non è del tutto chiaro se vale anche per l’inverno il divieto di tenere acceso il motore…).
Ragione contro: non scherziamo, che cosa volete che incidano tre minuti in più o in meno quando in città, per tutto il giorno, le auto stanno in coda col motore acceso per ore. Siamo alla solita demagogia. E poi: bene che i figli neopatentati non possano guidare auto potenti, ma il limite di 50 kw per tonnellata non è poco? Tanto che la nuova Fiat 500 viene preclusa ai giovani. E, infati, si riparla di modificarlo, portandolo a 70 kw massimo, a prescindere dal peso. Comunque ecco le altre novità presto introdotte. Sono graditi commenti.
NEOPATENTATI - Ridotti da tre a un anno il periodo in cui i neopatentati non potranno guidare auto con potenza superiore a 50 chilowatt (prima era 60).
BAMBINI - È vietato per i genitori trasportarli in motorino prima del quinto anno d’età (e questa è una cosa , secondo noi, sacrosanta, è troppo pericoloso).
LIMITI DI VELOCITÀ - Chi li supera di oltre 40 km/h rischia ora una bella multa, tra 370 e 1458 euro, e la sospensione della patente da 3 a 6 mesi. Per chi supererà di oltre 60 km/h i limiti la sanzione è durissima, compresa tra 500 e 2000 euro e la sopensione da 6 a 12 mesi.
USO DEL TELEFONINO - È consentito solo l’uso di apparecchi a viva voce o dotati di auricolare. A chi trasgredisce è inflitta una sanzione tra 148 e 594 euro e la sospensione della patente da uno a tre mesi se, sempre, lo stesso guidatore compie un’ulteriore violazione nel corso di un biennio.
GUIDA IN STATO DI EBBREZZA - Aumentano le sanzioni: mentre in precedenza c’era una sanzione uguale per un tasso alcolico compreso tra 0,5 e 1,5 grammi per litro, adesso c’è un limite intermedio di 0,8. È prevista l’ammenda da 500 a 2.000 euro e l’arresto fino ad un mese per il tasso compreso tra 0,5 e 0,8 grammi per litro; da 800 a 3.200 euro e l’arresto fino a 3 mesi tra 0,8 e 1,5. L’ultima fascia, superiore a 1,5 grammi per litro prevede l’ammenda tra 1500 e 6000 euro e l’arresto fino a 6 mesi. In questi casi è sempre prevista, con scaglioni graduati, la sospensione della patente. Oltre alle sanzioni già previste, ce ne sarà un’altra di 200 euro per chi ha bevuto un bicchierino di più o supera i limiti di velocità tra le 20 e le 7 del mattino. Insomma occhio a che cosa bevete al ristorante se poi dovete guidare…
GUIDA SOTTO EFFETTO DI STUPEFACENTI - Chiunque guida sotto effetto di stupefacenti è punito con l’ammenda da 100 a 4000 e l’arresto fino a 3 mesi.
GUIDA SENZA PATENTE - Aumentano le sanzioni: i trasgressori vengono puniti con un’ammenda che va da 2.257 a 9.032 euro.
PREVENZIONE - Le discoteche e i locali devono affiggere dei cartelli per indicare i tassi alcolici pericolosi e le infrazioni che si rischia di commettere. Nei locali dovrebbe essere disponibile anche l’etilometro.
STOP ALLA VENDITA DI ALCOL ALLE DUE - I titolari e i gestori di locali nei quali si svolgono spettacoli devono interrompere la somministrazione di bevande alcoliche alle due di notte. Ma non basta: compito loro assicurarsi che all’uscita dal locale sia possibile effettuare, in maniera volontaria da parte dei clienti, un test dell’alcool…

Avete presente la pubblicità che dice “Ti piace vincere facile”? Ecco, dopo aver letto il testo di modifica del Codice della strada appena approvato dal Senato, ci siamo sentiti proprio in quella situazione, di chi sta per scommettere sapendo di vincere: “vuoi vedere che lo cambiano e al più presto?” Perché? Facile: secondo il nuovo Codice della strada, i neopatentati non possono guidare, per il primo anno, automobili con un rapporto peso-potenza migliore di 50 kW a tonnellata. Bene, direte, che viaggino in Fiat 500, imparino a guidare. E, invece no, qui sta il bello, la Fiat 500 non va proprio bene per i ragazzi: ha un motore da 51 kW, col modello di base, e come se non bastasse, pesa assai meno di una tonnellata: 865 kg. Allora, vi pare possibile che Fiat si lasci sfuggire il pubblico dei neopatentati, proprio quello più affascinato dalla nuova automobilina? Alla Smart, altra vettura per i giovani, sembrano più fortunati: loro, almeno un modello con 45 kW ce l’anno, gli altri sono tutti più potenti.
Comunque ora tocca al ministro Alessandro Bianchi. Che, a quanto ci risulta, sta già lavorando per introdurre un correttivo: togliere il rapporto kW-peso, ovvero lasciare il limite di potenza, alzandolo fino a 60kW e senza vincolarlo ai chili. Sugli anni di praticantato automobilistico si vedrà.
E, poi, probabilmente si vedrà di eliminare pure qualche altra stramberia: per esempio la multa per chi si ferma in sosta col condizionatore acceso, che sembra francamente un po’ troppo talebana. Anche perché, e l’aneddoto è troppo bello per non essere vero, pare che Bianchi l’avesse pensata, all’inizio, per mettere in allarme i conducenti degli autobus. I quali hanno, specialmente nel Sud Italia, la cattiva abitudine di lasciare il bus acceso con le porte chiuse e il climatizzatore inserito nella pausa tra una corsa e l’altra. In Senato l’iniziativa ha preso un’altra direzione, punire tutti tranne loro.
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