
BYD-FO
Koelliker, l’imporattore italiano del marchio coreano Hyundai (e della gemella Kia) ha ceduto l’attività alla Casa orientale che, con un comunicato, annuncia la costituzione di Hyundai Motor Company Italia. La Hyundai era almeno cinque anni che chiedeva di entrare direttamente in Italia e ora, complice un mercato negativo, è venuto il momento. Koelliker importava le auto coreane dal 1990, con un crescente successo, almeno fino a due anni fa: poi le vendite hanno iniziato a calare e anno dopo anno si sono contratte del 30 per cento.Quest’anno è andata ancora peggio, nei primi dieci mesi la riduzione delle immatricolazioni ha raggiunto il 32,25% e ad ottobre addirittura il 44,57%, vale a dire 1.491 Hyundai vendute in tutto. Molto peggio del mercato che, lo ricordiamo, in Italia è in contrazione, tanto che ad ottobre ha segnato un meno 18,9%. Il motivo della flessione è duplice: da una parte le auto coreane hanno sofferto la contrazione del mercato dei Suv (dove erano piuttosto forti) e dall’altra, paradossalmente, il miglioramento della qualità costruttiva che però ha portato a prezzi non più coreani (è diventato un modo di dire) per quanto sempre concorrenziali. In più, a volerle cercare tutte, c’è stata la ritrovata e forte competività del gruppo Fiat sulle citycar, con Seicento, Panda e nuova 500. Insomma sono mancati gli acquirenti nella fascia medio-alta e in quella d’ingresso. Koelliker continuerà a importare Kia, Ssangyong, Mitsubishi. Ma sta per arrivare un nuovo marchio e questa volta ancora più da oriente, dalla Cina, la BYD, forte nella tecnologia elettrico-elettronica che ha presentato recentemente una specie di Toyota Aigo. Vi suggerisce niente? Ne vedremo delle belle.

Una piccola grande rivoluzione è in arrivo nel mercato delle auto compatte: la Kalos, la più venduta tra le Chevrolet sul mercato europeo, si evolve. La base stilistica resta quella già nota, ma carrozzeria e interni hanno oggi uno stile che tiene in maggiore considerazione i gusti e le esigenze degli automobilisti del Vecchio Continente. Così, per sottolineare il salto generazionale cambia nome, diventando Aveo, e cambia anche nazionalità. La più nuova delle Chevrolet non sarà pertanto più costruita in Corea, ma negli stabilimenti polacchi di Varsavia. Ai ritocchi esterni, che interessano in particolare il frontale, e all’aggiornamento dell’abitacolo, rivisto nello stile e nei materiali, si aggiunge l’adozione di due nuovi motori, che almeno nella prima fase saranno esclusivamente a benzina. Sono due quattro cilindri, un 1.2 e un 1.4, con potenze di 84 e 98 cavalli, pensati prevalentemente per un impiego misto, non esclusivamente urbano. Le Aveo hanno infatti l’obiettivo di proporsi non solo nel ruolo di cittadine, ma nasce come auto uniche a misura di famiglia, per quei nuclei che dispongono di budget limitati. I listini non sono ancora pronti, saranno realizzati solo la prossima estate, quando in Italia inizierà la commercializzazione congiunta delle versioni a cinque e a tre porte, in tre livelli di allestimento: L, LS e LT. Tuttavia i prezzi non dovrebbero scostarsi molto da quelli che fino a oggi hanno caratterizzato la gamma delle coreane Kalos.

Se il Salone di Francoforte da sempre è vetrina privilegiata delle marche tedesche, è però anche un’occasione importante per chi in Europa vuole vendere le auto, come giapponesi e coreani (in attesa dei cinesi…). Ecco allora che la coreana Kia ne approfitta per allargare la famiglia della sua fortunata media, la Cee’d (è della categoria della Fiat Bravo per capirci), e ne presenterà sia la versione station wagon, denominata Sporty Wagon (cosa che Fiat con Bravo non ha ancora fatto) che quella sportiva a tre porte (foto) dedicata a un pubblico più giovane e con linee decisamente più filanti rispetto alla versione cinque porte. Della cinque porte manterrà sia le caratteristiche tecniche e i motori, tra i quali l’ottimo turbodiesel 1.600 cc da 110 CV, nonché la garanzia unica, al limite dell’esagerato: 150 mila km e 7 anni di tranquillità dalle rogne meccaniche.
SPECIALE SALONE DI FRANCOFORTE
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