
La fine di un'era
La Voxan chiude, e con lei si chiude un’era. Di nicchia, certo. E di cui poco si è saputo al di fuori dei confini francesi, ma il vero appassionato conosce bene l’impronta che il produttore transalpino è riuscito a lasciare nel processo evolutivo del design e delle soluzioni tecnologiche a due ruote.
Continua
- biker
- Giovedì 18 Febbraio 2010
È cominciata la produzione della Focus RS nello stabilimento di Saarlouis dove già si producono la gamma Ford Focus nelle versioni a 3 e 5 porte, station wagon e ST, nonché i modelli C-MAX e Kuga. Una notizia, questa, che rasserena un po’ il clima triste che avvolge il settore dell’auto, dato che la più sportiva delle Ford (motore turbo da 295 CV), non ha certo l’obiettivo di risollevare i conti disastrati della Casa americana, ma rilanciare l’immagine sportiva del Marchio e accogliere le richieste di tutti gli appassionati di rally. Dopo il ritiro della Subaru dal Campionato Mondiale Rally, Ford e Citroën restano gli unici Costruttori impegnati ufficialmente nella categoria WRC. Un mondo, quello delle Prove Speciali, dove Ford ha costruito la sua immagine con le vetture RS (con le famose Sierra e Escort) e dal quale la nuova Focus RS trae linfa, sia nel look che nella tecnica - ma l’auto sarà dotata di una trazione anteriore con un evoluto differenziale autobloccante e non delle quattro ruote motrici.
«Siamo molto lieti che un nuovo modello Ford targato RS sia rientrato nella nostra gamma di prodotti e che la produzione a Saarlouis venga avviata secondo il planning stabilito», ha dichiarato John Fleming, Presidente e CEO di Ford Europa. «Abbiamo riscontrato un enorme interesse per tale modello da parte degli appassionati della Ford RS, nonché di potenziali acquirenti che non hanno mai posseduto una RS. Sono sicuro che se ne innamoreranno non appena si troveranno dietro al volante». La nuova Ford Focus RS sarà venduta in oltre 20 paesi europei dalla primavera a un prezzo stimato tra i 30 e 35.000 euro, inclusa la Russia, anche se i mercati più importanti per la sportiva dell’ovale saranno sicuramente Regno Unito, Svizzera e Germania.
- Tags: 2008, auto-oggi, auto-più-vendute, Case, costruttori, crisi, economiche, fiat-500, fronzoli, italia, low-cost, mercato-auto, negative, performance, positive, razionali, recessione, skoda
-
Dando una rapida occhiata ai numeri fatti registrare dal mercato dell’auto in Italia sarebbe fin troppo facile mettersi le mani nei capelli e gridare alla disfatta. Così facendo, però, si farebbe un grosso errore. Analizzando più attentamente i dati relativi alle vendite, riportati nel numero 3 di Auto oggi, si può notare che, nel contesto deprimente segnato da una flessione del 13,4% delle vendite rispetto al 2007, ci sono delle Case costruttrici che hanno chiuso il 2008 con risultati positivi e in certo casi addirittura sorprendenti. Su tutte spicca la performance del brand low cost della Renault, la Dacia; la marca romena, semisconosciuta ai più fino a un anno fa, ha visto le immatricolazioni salire di un impressionante 58%. E non è l’unica Casa a poter festeggiare: Skoda, Nissan, Smart, Mazda e, seppur di poco, Audi e Chevrolet, hanno tutte chiuso il 2008 con segno positivo. Ora, mettendo da parte gli ottimi risultati ottenuti dai maggiori Costruttori di sportive di lusso (Ferrari, Lamborghini e Maserati) che sembrano subire meno di tutti gli influssi negativi della recessione mondiale, quello che abbiamo davanti è un panorama che caratterizzato da un forte mutamento nelle richieste dei consumatori. La maggior parte delle marche succitate, infatti, costruiscono vetture razionali e senza fronzoli, in grado di assicurare un livello di sicurezza e prestazioni più che accettabili, garantendo al contempo bassi costi di acquisto e gestione. Il terremoto che ha scosso dapprima i mercati finanziari e che sta ora causando ingenti danni all’economia reale, pare che abbia cambiato profondamente i gusti dei consumatori, che oggi sono molto più attenti al rapporto qualità/prezzo ed ai costi di mantenimento della loro vettura. L’opulenza fine a stessa è passata di moda, mentre salgono alla ribalta le piccole citycar modaiole, come 500 e Smart, nonché le Sport Utility e le monovolume di medie dimensioni e dal prezzo contenuto come la Qashqai e la C-max. Insomma se la voglia di distinguersi nonostante tutto rimane, oggi si cerca di farlo con un occhio in più al portafoglio.
- Tags: aci, auto-low-cost, auto-oggi, citycar, crisi, enrico-gelpi, governo, incentivi, inchiesta, IVA, novità-fiat, nuove-fiat, riduzioni, risparmio, rottamazione, scaccia-crisi, utilitarie
-
Il nuovo anno porta con sè una ventata di novità di cui il settimanale Auto oggi è pronto a farvi partecipi nel numero 2 che potete trovare in edicola. Si comincia dalla proposte del Presidente dell’ACI, Enrico Gelpi, tese a agevolare l’acquisto di auto nuove da parte dei giovani. Per aiutare i ragazzi a cambiare auto il “boss” dell’ACI ha presentando al Governo un progetto che prevede la riduzione dell’IVA al 10% per i neoproprietari tra i 18 e 25 anni e l’esenzione dal pagamento del bollo per 3 anni, o addirittura 5 se al momento dell’acquisto viene rottamata una vecchia auto Euro 3. Il tutto consentirebbe un risparmio fino a 2.000 euro. Ma non è solo l’Automobile Club d’Italia a lanciare una proposta scaccia-crisi. Sembra, infatti, che la Fiat abbia in cantiere una nuova citycar, la riedizione della Uno e una rivale della Dacia Sandero. Queste auto, che dovrebbero arrivare sul mercato a prezzi da discount entro un paio di anni, consentiranno alla Casa di Torino di sfidare a testa alta la concorrenza sul terreno a lei più congegnale: quello delle utilitarie. Infine, parte la prima puntata di un’accurata inchiesta di Auto oggi tesa a rispondere una volta per tutte alla dolorosa domanda: “auto mia, ma quanto mi costi?”. Questa settimana è stato calcolato il costo mensile di un centinaio tra citycar, berline e vetture di rappresentanza, nuove e usate. Per farlo, una volta individuati tre profili tipici di automobilista, ci si è avvalsi dei calcoli elaborati dall’ACI riguardo il costi al km, che comprendono oltre alle spese “vive” (come l’assicurazione, il bollo, i consumi e l’ammortamento) anche i costi relativi all’usura delle componenti e alla manutenzione. Volete sapere qual’è l’auto meno cara da gestire? Ma naturalmente è la reginetta della città, la Smart, che percorrendo una media di 10.000 km l’anno non vi farà spendere più di 294 euro al mese (meno della vecchia mitica ed economica Panda coi suoi 310 euro).
- Tags: 2008, 2009, a4, anni, Audi, compare, crisi, meglio, mese, novembre, vendite-auto
-
Un altro mese nero per il settore dell’auto in Europa, stando ai dati rilasciati dalla Jato, leader mondiale nella ricerca automotive. Nel “vecchio continente”, rispetto al 2007 le vendite delle quattro ruote si sono contratte del 25,3% passando da 1.238.297 a 924.936 unità. Un andamento negativo che si protae in modo continuativo dagli ultimi sette mesi e fa registrare da gennaio 2008 a oggi un calo del 7,1% (pari a 1.030.584 auto), rispetto allo stesso periodo del 2007. Stando a questi dati sembrerebbe proprio che il 2008 sia destinato ad essere definito un anno “tragico” per le case automobilistiche. Ma la situazione è davvero così “pesante”, come da più parti viene definita? Non proprio… Se è vero che rispetto l’anno scorso in Italia e Spagna le vendite hanno fatto registrare una flessione del 13,6 e 25,7% rispettivamente, Francia e Germania tengono botta con un +0,8 e -1,5%, mentre Svizzera (+2,3) e i paesi dell’Europa dell’Est fanno segnare una crescita fino al 17,2%, è il caso della Slovacchia. Tutto questo cosa vuole dire? Semplicemente che paesi come l’Italia grazie a politiche volte ad incentivare gli acquisti (vedi campagne rottamazioni, prestiti a tassi agevolati e ecc…), nel 2007 hanno fatto registrare vendite record rispetto alle quali era prevedibile poi seguisse una flessione. D’altronde oggi i costruttori ci hanno abituato a sfornare nuovi modelli con un ritmo calzante, facendo affidamento su un mercato già da anni “viziato” dal credito all’acquisto, quando in realtà la vita media di un’automobile per un consumatore generico la si può stimare in media sui 5 anni e non sui 2-3 come determinato dai restyling. Inoltre, se nel mese di novembre i dieci marchi più diffusi in Europa hanno il segno - (la più “inguaiata” è la Opel con un -37,1%), è altrettanto vero che dall’inizio dell’anno alcune case fanno segnare un trend “stazionario”: Audi +0,2, Fiat -1,5, BMW -2,6 e Mercedes -5,3%. Un dato confermato dai dati di vendita della nuova gamma A4 che registra un + 16,6%. Sicuramente il 2009 sarà un anno contraddistinto sempre dal segno negativo e con valori anche più pesanti. Ma, a questo punto viene da chiedersi se tutto ciò non era prevedibile: il settore automotive si presenta in costante crescita da una decina di anni. E, se la crisi degli ultimi mesi pone e porrà un freno al ricircolo del parco auto, non si può neanche immaginare che questo possa espandersi all’infinito, considerate le problematiche legate all’ambiente e alle strade sempre più congestionate dal traffico. Insomma, si è solo accelerato un processo già in atto che chi aveva preventivato saprà affontare nel migliore - o nel meno doloroso - dei modi.
Gli ultimi commenti