
MiTo
La casa del biscione lancia un nuovo motore diesel per la MiTo e sarà anche la prima a proporre un filmato promozionale di un’automobile in 3D.
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- Martedì 3 Novembre 2009

MiTo
La casa del biscione lancia un nuovo motore diesel per la MiTo e sarà anche la prima a proporre un filmato promozionale di un’automobile in 3D.
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Con l’inizio del 2009 in casa Porsche è venuto meno anche l’ultimo tabù: quello di un’auto della cavallina spinta da un motore diesel. Qualcosa che in fondo, però, non dovrebbe stupire più di tanto: con la commercializzazione della Cayenne avvenuta nel 2003, a Zuffenhausen è stato dato il via a una rivoluzione ideologica: da quel giorno Porsche non sarebbe stato più solo un costruttore di auto sportive, strettamente intese. Così, nell’anno in cui verrà presentata anche la prima quattro porte della Casa tedesca, fa il suo debutto pure una motorizzazione a gasolio, da sempre ritenuta buona solo per chi macina tanti chilometri l’anno per lavoro, e non certo per equipaggiare auto prestazionali. Ma, negli ultimi 10 anni i motori diesel hanno saputo evolversi fino a raggiungere le performance degne dei più “nobili” benzina pluri-frazionati e la necessità di ridurre emissioni inquinanti ha “imposto” anche a Porsche di guardare con vivo interesse (per le vendite) anche a questa soluzione, in attesa che i tempi per le motorizzazioni ibride siano mature - si parla di 2010. La scelta per il motore, ovviamente non poteva che ricadere sul 3 litri TDI da 240 CV del gruppo Audi/VW, un’unità che grazie ai suoi 550 Nm di coppia si dimostra adatto a muovere agevolmente la massa della grossa SUV (da 0 a 100 km/h in 8,3 sec. e 216 km/h la velocità massima), garantendo percorrenze di quasi 11 km/l con un litro e solo 244 g/km di CO2. Dotata di serie della trasmissione automatica Tiptronic S, la Cayenne diesel sarà in vendita dal mese di febbraio a circa 60.000 euro.
Anno nuovo…motore nuovo per la Jaguar XF. Ancora non sono stati ufficializzati prezzi e inizio commercializzazione, ma l’elegante berlina del giaguaro per il 2009 si presenta più graffiante che mai. In attesa che debutti la versione R spinta dal V8 4.2 sovralimentato da circa 500 CV, si svela la S, dotata di un nuovo V6 diesel da 3 litri da 275 CV e ben 600 Nm di coppia. Merito dei due turbo che lavorano in maniera sequenziale: il primo, dotato di geometria variabile entra in funzione subito per garantire risposte pronte all’acceleratore e grande fluidità di marcia, mentre oltre i 2.800 giri subentra anche il secondo per avere il massimo delle prestazioni. Che, non potevano non essere da vera sportiva: la Jaguar per la XF S dichiara uno scatto da 0 a 100 km/h in soli 6,4 secondi e una velocità massima di 250 km/h (autolimitata). Ma, se le performance crescono altrettanto non avviene per i consumi e le emissioni. Anzi, nel ciclo misto il bisogno di carburante cala del 12% (6,8 l/100 km), rispetto al 2.7 V6 e le emissioni di CO2 vengono ridotte del 10% (179 g/km), al punto di essere già “Euro 5 ready”. In seguito del 3.0 V6 arriverà anche una versione depotenziata da 240 CV dai consumi ancora più contenuti che avrà il compito prima di affiancare e poi di mandare in pensione l’attuale 2.7 da 204 CV, e equipaggiare anche l’aristocratica XJ e le grosse fuoristrada Range Rover.
Nasce per piacere all’ambiente, ma farà breccia nel cuore anche di chi è interessato all’acquisto di una 500. Perché, il sistema Stop&Start del quale è dotata la nuova Pur-O2 da una parte limita le emissioni di CO2 (passano da 119 a 113 g/km), e dall’altra taglia i consumi: in città scendono del 12%. Il “trucco” è molto semplice e simile a quello proposto anche da Smart e Mini, non a caso due delle competitor della piccola torinese. Quando ci si ferma al semaforo o in coda, con il cambio in folle, il motore si spegne salvo riavviarsi prontamente non appena si preme di nuovo la frizione. Un motorino di avviamento e una batteria “potenziati” per far fronte alla maggior frequenza di utilizzo levano ogni dubbio a riguardo dell’affidabilità, mentre l’ambiente e il portafogli ringraziano. Specialmente quest ultimo, dato che non solo nell’utilizzo cittadino i consumi si riducono, ma anche perché la Pur-O2 si presenta quale “alternativa ecologica” dell’allestimento Lounge, il più ricco e dal quale differenzia solo per i sedili di tipo bi-colore della Pop (le dotazioni non cambiano), essendo offerta senza alcun sovraprezzo: 13.151 euro per la 1.2 a benzina da 69 CV. Questo è il motore che porta a debutto le versioni Pur-O2, ma nel corso dell’anno saranno poi disponibili anche il 1.4 da 100 CV e il 1.3 Mjet. Oltreché il cambio automatico Dualogic, un plus per chi è costretto a macinare chilometri in città o in mezzo al traffico.

Auto-oggi-44
L’Italia Paese dei soliti “furbetti”. Il prezzo del gasolio è rincarato? C’è chi mette mano al portafoglio e chi invece si arrangia come può. Auto oggi, infatti, ha scoperto che non pochi automobilisti riciclano l’olio utilizzato per friggere (!) diluito con il normale gasolio, per ottenere risparmi nell’ordine di 30 euro per un pieno di 50 litri. Ma questo non è l’unico metodo usato per aggirare le imposte sui carburanti. Per tagliare il costo di ogni pieno di circa 12 euro viene anche utilizzato il gasolio da riscaldamento. Sebbene attualmente il suo costo sia più vicino a quello del distributore rispetto al passato, chi è in condizione di recuperare l’IVA riesce ad ottenere un risparmio consistente. A questo punto, se vi state chiedendo in che problemi si possa incappare adottando simili comportamenti, sappiate che queste pratiche sono assolutamente illegali e se si viene “pizzicati” con un pieno clandestino, si rischiano multe che vanno dai 40 ai 200 euro. Sempre che non si superi, come nel caso dei camion, il limite dei 100 kg di carburante: in questo caso, infatti, si rischia addirittura la reclusione. Ma l’illegalità è soltanto un aspetto del problema. I redattori di Auto oggi hanno proceduto a verificare i danni provocati al motore da queste soluzioni casalinghe. Per questo sono state effettuate tre verifiche. Si è controllato in che modo il consumo varia a seconda del carburante utilizzato, sono stati analizzati in laboratorio questi carburanti alternativi per valutarne scinetificamente le proprietà ed infine si è smontato il motore delle auto coinvolte nel test per verificare i rischi per la meccanica. Il risultato lo potete trovare sul numero 44 del settimanale ACI-Mondadori. Vi possiamo però anticipare che i rischi, compresi quelli di rottura del motore, superano di gran lunga i benefici. Per lo meno per quanto riguarda il gasolio da riscaldamento. Discorso diverso vale per il combustibile provenienti dalle friggitrici. In alcuni Paesi come Germania, Lussemburgo e Svizzera viene consentito il suo utilizzo e si commercializzano appositi kit di trasformazione e filtraggio, viceversa in Italia la nostra legge non lo consente.

Con il prezzo dei carburanti alle stelle, oggi fermarsi presso una stazione di servizio per fare il “pieno” può costare davvero caro. E, a prescindere che alla pompa si sia selezionato il tanto di moda gasolio al posto della benzina… Tuttavia, riuscire a risparmiare è ancora possibile. È quanto dimostra uno studio condotto dalla Federmetano testando la resa chilometrica di un’auto media come la Citroën C3 che con il motore 1.4 (da circa 70 CV) e l’allestimento Elegance è disponibile sia a benzina, sia gasolio che Bi Energy a metano o GPL. Infatti, da quanto emerge da test condotto, con dieci euro di rifornimento si percorrono ben 216 km con il metano,190 con il GPL, mentre decisamente meno strada si percorre con le versioni a gasolio e benzina: 155 e soli 122 km rispettivamente. Un dato significativo e del quale conviene tenere presente se con l’auto si percorrono tanti chilometri l’anno. Tra incintivi statali per l’acquisto di auto a GPL o metano, e la miglior resa chilometrica rispetto ai rispettivi modelli a benzina o gasolio, il maggior esborso iniziale del prezzo di listino dell’auto può essere ammortizzato in breve tempo. Per esempio, i 2.600 euro della C3 1.4 Bi Energy a metano chiesti in più rispetto alla 1.4 benzina, vengono ammortizzati in meno di 24.000 km.
Hyundai_i30
Non è un momento facile per i costruttori coreani qui in Italia. Dopo anni di crescita, grazie ad un ottimo rapporto qualità -prezzo e di Suv a buon mercato, con la necessità di proporre auto più sofisticate con inevitabili rialzi dei listini, le vendite sono diminuite e Hiundai e la sorella Kia nel 2008 stanno segnando il passo. Per di più non aiutate da un mercato che, nel 2008, è sceso dell’11%. Ora Hiunday punta molto sui modelli diesel e su vetture destinate alla famiglia low-cost. Come la serie “i”, aggiornata con la questa nuova versione della i30 siglata 1.6 CRDi Dynamique, pensata per i clienti europei attenti a comfort, qualità ma soprattutto al design. Tanto che la linea più moderna (soprattutto nella parte posteriore) fa un po’ il verso alla blasonata Bmw Serie 1. Gli spoiler appena accennati e i fari anteriori di forma allungata le conferiscono un aspetto sportivo ma non aggressivo. La nuova filosofia si nota anche all’interno dove i comandi sono funzionali e comodi da leggere. Per fare un esempio la strumentazione di bordo utilizza la stessa tecnologia Lcd con illuminazione blu utilizzata nelle sorelle di categoria superiore. Funzionali anche i vani portaoggetti ricavati in più punti mentre per quanto riguarda l’abitabilità si viaggia comodi anche in cinque persone. Il bagagliaio mette a disposizione un volume di 340 litri che possono diventare 1.250 una volta abbattuti i sedili posteriori. La i30 dispone di un equipaggiamento completo che comprende di serie l’antifurto con telecomando, il climatizzatore manuale, i fendinebbia anteriori, i retrovisori elettrici riscaldabili e in tinta con la carrozzeria, il volante regolabile in altezza, il sistema audio integrato Cd/Mp3 con attacchi Aux/Usb/i-Pod e comandi al volante. L’elenco continua con l’Abs, il servosterzo, gli alzacristalli elettrici anteriori e la chiusura centralizzata oltre ai sistemi di protezione passiva dei passeggeri. Il modello Dynamic offre poi il controllo elettronico della trazione e della stabilità (Esp+Tcs), cerchi in lega da 16 pollici e pneumatici 205/55 R16. Il motore è un quattro cilindri di 1.582 cc a iniezione diretta common-rail ad alta pressione che sviluppa 115 cavalli. Anche durante i sorpassi basta pigiare sull’acceleratore per ottenere in pochi secondi la velocità necessaria e senza scalare rapporto. Contenuti i consumi, non dovrebbe essere difficle fare più di 20 km con un litro di gasolio che con i prezzi che corrono… La Hiunday i30 è dotata di filtro antiparticolato autorigenerante ed è disponibile a 20.400 euro chiavi in mano.

È proprio il caso di dire che i motori turbodiesel trionfano sia in pista che su strada. Da una parte l’Audi ha vinto per la terza volta la famosissima 24 Ore di Le Mans con la R10 TDI (con l’equipaggio Dindo Capello, Tom Kristensen e Alla Mc Nish), dall’altra sono diesel le auto più comprate dagli italiani. Però, in un certo qual senso, ad unire la parentela tra i motori da corsa e quelli stradali ci sono pure le prestazioni. E, in effetti, se si dà un’occhiata ai listini dei vari Costruttori ci si accorge che sono sempre di più i modelli di auto equipaggiati con potenti turbodiesel, da oltre ben 200 CV per intenderci. Motori che offrono sì prestazioni da vera sportiva, ma non garantiscono certo consumi da “globetrotter”. Ma il gasolio non era il carburante per chi voleva risparmiare perché era costretto a percorre svariate decine di migliaia di chilometri all’anno? Esatto, era proprio così… Però, da quando si è “scoperto” che su strada un’auto dotata di tanta coppia (caratteristica tipica dei motori turbodiesel) offre una guida più sciolta e riprese più pronte, è scoppiata la “diesel mania”. Tutto questo mentre la ricerca tecnologica ha portato a motori a benzina sempre più parsimoniosi e che garantiscono percorrenze per litro di carburante non lontane da quelle dei diesel… Così, viene da chiedersi se non si siano invertite le parti. Se in futuro non avremo sulle auto sportive motori turbodiesel e su quelle da “famiglia” a benzina. Che sia pure fantascienza? Forse… Intanto, in attesa di scoprirlo, per l’anno prossimo Audi si appresta a presentare con la R8 TDI, la prima supercar diesel. Segnerà la fine di un’epoca? Diteci la vostra opinione.
Audi R8
Chissà che il futuro del gasolio non passi proprio da questa Audi R8 TDI. Con il prezzo del carburante meno “nobile” che ha raggiunto quello stellare della “verde”, scegliere un’auto con motore diesel rispetto all’analoga versione a benzina è diventato meno scontato. E le ragioni sono molteplici…I modelli a gasolio hanno un prezzo di listino superiore che per essere ammortizzato impone chilometraggi da “globetrotter”, i tagliandi sono più costosi e i moderni motori con iniezione diretta della benzina garantiscono percorrenze non lontane dai turbodiesel che, alla ricerca di sempre più cavalli, sono diventati assetati. Così, se una motorizzazione a gasolio non si sceglie più per semplici ragioni economiche, lo si potrebbe fare per le sue caratteristiche alla guida. Tanta coppia in basso, spinta costante e fluida che regalano riprese fulminee. Quanto si ritrova al volante della R8 TDI spinta da un V12 diesel da 500 CV e ben 1.000 Nm di coppia, ovviamente abbinato alla trazione integrale quattro che aiuta a mettere a terra tutti questi “numeri”. Un’auto che brucia lo 0-100 km/h in soli 4,2 secondi e s’invola fino ai 300 km/h in un silenzio surreale. Perché è questa la sensazione più strana che si percepisce alla guida di questa Audi, quando solitamente su una sportiva si è abituati ad udire il rombo del motore che suona la carica. Vi siete incuriositi? Trovate la prova completa su EVO 54 di giugno già in edicola.
La copertina di Evo numero 54

Dopo anni di fedeltà ai motori a benzina e all’alternativa bifuel con il GPL, Subaru ha ceduto alle richieste del mercato e da aprile la gamma si arricchirà di nuove versioni alimentate a gasolio. Il motore scelto non è un quattro cilindri comune, è la naturale evoluzione dello schema che ha reso famosi i modelli della casa giapponese. Si tratta infatti del primo motore diesel boxer nella storia dell’auto. Un termine tecnico usato per distinguere la soluzione che prevede i cilindri contrapposti. Una terza via che completa l’offerta dei cilindri in linea e disposti a V. Reso famoso in campo motociclistico dalla BMW, questo schema è più complesso da realizzare, ma assicura una serie di vantaggi, dalla compattezza all’assenza di vibrazioni, alla capacità di mantenere il peso concentrato molto vicino a terra. Subaru ha scelto il boxer come completamento ideale della sua trasmissione integrale simmetrica, con tutti gli organi equidistanti tra loro. Una coerenza di progetto che ha portato a esportare la formula anche nel campo dei diesel, con un 2.000 da 110 kW di potenza. L’offerta delle Subaru a gasolio sarà inizialmente limitata alle Legacy e alle Outback, per essere successivamente estesa anche ad altri modelli della gamma.


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