
L'Aveo RS anticipa la prossima compatta Chevrolet
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Una buona notizia in mezzo al cataclisma del mercato auto per Opel. Infatti, mentre in Germania la Casa tedesca chiede allo Stato e ai Lander aiuti finanziari importanti e decisivi per la sua sopravvivenza (Opel fa parte del gigante malato Usa General Motors), la giuria europea dell’Auto dell’anno (Car of the Year) elegge miglior vettura per il 2009 proprio una Opel: la Insignia. Una vettura che, presentata in anteprima al Salone di Londra nel luglo scorso, segna una rottura evidente con i canoni estetici del marchio, spesso non propriamente avveniristici. Certo un premio, per quanto importante (in questo caso la giuria era composta da 59 giornalisti di testate specializzate in 23 Paesi) non fa lievitare le vendite, ma è comunque un importante riconoscimento al lavoro profusi da Opel per offrire una berlina non banale. «Siamo molto contenti che Insignia si stata eletta Auto dell’Anno 2009», ha commentato Hans Demant, Amministratore Delegato di Opel e vice-presidente di General Motors Europe, responsabile Engineering. «Questo successo è la conferma della validità del duro lavoro dei nostri progettisti, ingegneri ed operai, così come del loro costante impegno sul fronte della qualità che fa oggi di Insignia un punto di riferimento per la nostra marca». Grande delusione in Ford: la Fiesta, che era data per grande favorita, è arrivata al secondo posto, staccata di un solo punto! Terza la Volkswagen Golf, però ben più staccata.
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Sarà pure un periodo di crisi, ma la vitalità del settore automobilistico non conosce sosta. Infatti, come mostra il numero 34 di Auto oggi, in edicola fino a mercoledì 27 agosto, le novità non mancano certo… E, se alcuni modelli si sono già fatti ammirare presso i passati Saloni e sono ormai prossimi alla commercializzazione, vedi la nuova Ford Fiesta (settembre), altri non arriveranno prima dell’autunno dell’anno prossimo: è il caso della 149, erede della sempre valida, ma un po’ “attempata” Alfa Romeo 147. Quello che ci attende è un carico di novità adatto a tutte le tasche ed esigenze: dalle city car come la Ford Ka e la rivoluzionaria Toyota iQ (dicembre 2008), alle compatte come la Lancia Ypsilon (estate 2009), passando per la Citroën C3 Picasso o l’Infinti FX 50, la SUV di lusso del marchio giapponese, già tanto apprezzato negli USA. Senza dimenticare sportive come la Ferrari California (gennaio) e la Lexus LF-A (autunno 2009), una supercar spinta da un V10 da 500 CV. Ma, ancora, l’inserimento in segmenti ancora inesplorati da alcuni Costuttori: è il caso dell’Audi con la A1 (autunno 2009), una compatta che andrà a rivaleggiare con l’Alfa Romeo Mito e la Mini Cooper, la cui seconda generazione della cabrio è attesa per la primavera del prossimo anno. O la prima berlina della Porsche, la Panamera (estate 2009).

Che il 2008 non sarebbe stato l’anno dei brindisi si era capito subito, a gennaio, quando le immatricolazioni di auto nuove erano partite al rallentatore. E i concessionari pur di fare un minimo di volumi erano tornati alla pratica, che si pensava ormai dismessa, dei “km zero”, cioé vetture immatricolate ai concesionari medesimi e poi rivendute scontate, quasi come fossero degli usati. Adesso dopo quattro mesi si è capito che l’Italia comprerà meno auto e che il record di quasi due milioni e mezzo di vetture del 2007 non potrà essere bissato (per i dati vai al sito Unrae). Piuttosto tutti stanno cercando di capire quante auto in meno si lasceranno per strada. Insomma non è crisi, ma certamente l’offerta supera di gran lunga la domanda. Come mai? Si è detto che gli incentivi del 2008 hanno fallito lo scopo, non coinvolgendo anche le auto Euro 2. E poi che il clima economico d’inizio d’anno era incerto e, in più, che le elezioni politiche, come sempre fanno da freno ai consumi: se regna l’incertezza si spende di meno. Le cifre sono eloquenti: da gennaio ad aprile il mercato è sceso dell’8,25%, con Case che hanno avuto flessioni a due cifre. E sembra che nessuno si salvi, nè i coreani né i tedeschi, per dire le due punte estreme, dell’auto popolare e quella di lusso. In mezzo ai segni meno ci sono dei più che però fanno capire qualcosa: Vendono bene Mini e Smart, perché i nuovi modelli fanno ancora tendenza, si rialza Nissan che ha imbroccato un Suv, il Qasqai, popolare, si è ripresa Skoda con un’auto, la Roomster che piace alle giovani famiglie. Nella Top Ten troviamo in testa tre utilitarie Fiat, Punto, Panda e nuova 500. Al quarto posto la Ford Fiesta, altra vettura popolare. E allora? Forse la conclusione è che, oggettivamente, ci sono meno soldi, ma anche che c’è una soglia d’acquisto: il grosso del mercato viaggia tra i 15 e i 20 mila euro. All’interno di questo budget l’italiano medio cerca l’auto che soddisfi al meglio le sue esigenze. O aspirazioni, che si chiami Mini o Roomster. Vedremo se la tendenza verrà confermata a maggio.
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