
Focus
Dopo la Focus ibrida da 2 litri e 145 CV, ecco la versione meno aggressiva: questa monta un 1.6 da 115 CV.
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- Martedì 3 Novembre 2009

Focus
Dopo la Focus ibrida da 2 litri e 145 CV, ecco la versione meno aggressiva: questa monta un 1.6 da 115 CV.
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Ford_Focus
La crisi finanziaria e il clima economico depresso, tra i motivi che hanno spinto al ribasso le vendite delle auto, stanno spingendo le Case costruttrici a trovare nuove soluzioni per rilanciare le vendite. A parte finanziamenti sempre più dilazionati e rate sempre più piccole, adesso è venuto il momento di mettere mano ai listini, là dove si può. Così la Ford Italia ha deciso di abbassre il prezzo di vendita della sua bestseller, la Focus, Infatti a partire dal 15 ottobre il listino della Focus avrà una riduzione di 500 euro su tutte le versioni e motorizzazioni. Il prezzo d’ingresso della Ford Focus 1.6 a benzina con 115 CV diventa di 16 mila euro secchi, compreso il climatizzatore, ESP e sei airbag di serie. Rimangono invariati i differenziali di prezzo: 1.250 euro tra le motorizzazioni (per esempio passando dal benzina 115 CV al turbodiesel da 90 CV), tra le varie versioni e per avere il cambio automatico. Infine con 750 euro in più si passa dalla versione a tre porte a quella a cinque.
Il Motor Show che apre il 7 dicembre, una lunga kermesse di dieci giorni, arriva a concludere degnamente un anno che passerà alla storia del mondo dell’auto. Il 2007, infatti, stabilirà un nuovo clamoroso record di vendite, oltre ogni attesa, grazie agli incencentivi per la rottamazione: la previsione è di arrivare a circa 2 milioni e 480 mila vetture vendute. Dunque, champagne per tutti con un Motor Show giustamente celebrativo (sopra lo stand Fiat, quest’anno interamente dedicato alla 500) e una consistente pioggia di novità: dalla Ford Focus Style Wagon alla Renault Gran Modus, dal gigantesco Hummer H3 Black Edition alla più urbana Hiunday i10. Diversamente andrà il 2007: tutte le case costruttrici fanno previsioni al ribasso anche perché, ad oggi, il meccanismo degli incentivi, entrato ed uscito dalla Finanziaria, sembra destinato a scomparire definitivamente. Previsioni comunque sopra i due milioni e 100 mila pezzi che confermano l’Italia secondo mercato europeo dopo la Germania e appena prima della Gran Bretagna. ma la lotta è serrata. Al Motor Show sono attese valanghe di visitatori (l’anno scorso sono stati venduti 1 milione e 200 mila ingressi) che si ripartiranno tra stand luccicanti di vetture e modelle e gli spettacoli e i test drive nella Shell Arena, pronti a lustrarsi gli occhi e a fare qualche pensiero sulla prossima vettura da acquistare. In fondo le automobili, nonostante tutti gli aumenti dei costi, dai carburanti alle assicurazioni, restano un grande momento emozionale, non ancora scalfito (quasi) dall’ondata dell’allarme ecologico. In fondo, secondo le ricerche delle case automobilistiche, il problema al momento è ridurre l’inquinamento salvando estetica e piacere di guida. Offrire auto sempre più verdi ma non deprimenti, in attesa che si trovi la strada vera verso l’inquinamento zero. E qui, e il Motor Show è una bella vetrina anche in questo settore, di auto più verdi ce ne sono tante: si fa strada l’ibrido (elettrico più motore tradizionale) si moltiplicano i veicoli a gas, crescono le opzioni di diesel puliti. E sullo sfondo del futuribile, l’auto alimentata a idrogeno e quella elettrica, improvvisamente resuscitata dallo sviluppo delle nuove batterie al litio. Ma di tutto questo si vedrà. Per intanto il Motor Show celebra un presente rutilante, fatto ancora di automobili veloci e sportive, belle e divertenti, e soprattutto sempre più confortevoli. Che la festa cominci. E duri il più possibile.
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