
L'incentivo vale esclusivamente per le auto "trasformate"
Dal 9 marzo 2011 chi intende convertire a gas la propria auto potrà beneficiare degli incentivi: 500 euro per chi passa al GPL e 650 euro per chi preferisce il metano. Il fondo a disposizione, offerto dal Ministero dello Sviluppo Economico, ammonta a 24.811.266 euro.
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Grande Punto Natural Power (Credits: Fiat)
Nei primi sei mesi dell’anno sono state vendute quasi 70.000 automobili a metano.
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Ritorna il contributo per trasformare l’auto e renderla meno inquinante. E se hai un motore oltre Euro 2 buone notizie: lo Stato stavolta non si è dimenticato di te.
Vuoi vincere il premio come autista più ambientalista del mondo? Allora anche la tua Euro 5 può beneficiare del contributo di 500 euro (GPL) e di 650 euro (metano) per la conversione. Se prima davi una bella mano al pianeta, adesso l’intera umanità ti sarà grata.
La nuova disposizione corregge la legge dell’anno scorso e vuole essere un incentivo ulteriore per tutti gli automobilisti con macchie alimentate a benzina.
Se nel 2008 il ’suggerimento’ statale è stato accolto da da oltre 160.000, c’è da scommettere che quest’anno batteremo ogni record: secondo Gianni Filipponi, direttore generale dell’Unrae (Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli Esteri), gli ulteriori 102 milioni di euro stanziati e la modifica apportata, potrebbero riuscire a coinvolgere altri 200.000 autisti particolarmente ‘virtuosi’ (e attenti ai consumi).
Speriamo bene.

Circa 102 milioni di euro. A tanto ammontano gli incentivi stanziati dal Governo per le conversioni a GPL o metano per l’anno prossimo. É quanto fa sapere con una certa soddisfazione il Consorzio Ecogas. Una notizia che potrà dare un po’ di “respiro” a quanti per tagliare sul costo dei carburanti hanno intenzione di trasformare a gas la propria autovettura. In dettaglio, il contributo è pari a 350 euro per chi passa al GPL e 500 euro al metano. Comunque è allo studio per la Finanziaria 2009 anche il futuro stanziamento di 100 milioni di euro per ciascuno degli anni 2010-2011, ritenuto fondamentale per la diffusione di questi carburanti a minor impatto ambientale. Come fa sapere Alessandro Tramontato, presidente del Consorzio Ecogas, “è un’iniziativa a costo zero, in quanto il maggior gettito generato dall’incremento delle operazioni di conversione a gas dovuto agli incentivi pubblici è superiore all’importo stanziato per finanziarli”. Dall’analisi dei dati storici senza gli incentivi nel biennio 2006-2008, le conversioni a gas eseguite presso le officine sarebbero state 120.000 anziché le 258.000 stimate per il 2008, mentre quelle presso i concessionari d’auto sarebbero state 14.500 a fronte delle 19.500 stimate a fine anno. La differenza è di circa 143.000 trasformazioni, ognuna delle quali contribuisce al gettito di Iva e imposte. Inoltre, aggiunge Tramontano, “se si considera un costo medio di listino IVA inclusa di un impianto a gas di circa 1.600 euro, l’IVA al 20% prodotta è di 320 euro per ogni installazione. Questo ha comportato un maggiore gettito d’IVA di € 45.760.000, al quale si aggiunge il maggiore gettito di imposte relative ai collaudi dei veicoli, pari a € 6.151.860. Il maggior gettito totale dovuto alle trasformazioni eseguite con incentivazione nel 2008 è pari quindi a € 51.911.860, importo maggiore rispetto al finanziamento di € 50.000.000 utilizzato nel 2008 per l’erogazione dei contributi.”

I dati parlano chiaro: da gennaio a settembre 2008 le vendite delle auto a doppia alimentazione hanno subito un’impennata. Quelle benzina/metano sono passate dalle 49.385 unità del 2007 a quasi 63.000. Mentre le benzina/GPL da 18.242 a poco più di 50.000. Dai numeri si direbbe un chiaro “boom” nel vendite, ma stando a quanto dichiarato da Domenico Zannoni, Presidente Consorzio Ecogas, la situazione non è così rosea come viene dipinta. Se nell’ultimo anno si è assistito a un incremento delle immatricolazioni delle auto a doppia alimentazione già predisposte dalle Case, e una ripresa delle conversioni a GPL, è altrettanto vero che i consumi di GPL per auto ha subito un calo del 33%, passando dalle 1.424.000 tonnellate del 2000 alle 949.000 del 2007. Una flessione determinata in questi anni dal gasolio che si è rivelato una scelta conveniente dal punto di vista economico, e dal fatto che è cambiato l’utente medio del GPL. Se una volta l’auto a GPL era acquistata da chi macinava molti chilometri e voleva “tagliare” i costi, oggi viene scelta da chi si deve muovere all’interno delle città anche in occasione delle giornate di blocco del traffico parziale, e inevitabilmente non percorre lunghe distanze. Una situazione, quella della contrazione dei consumi che, invece, non ha coinvolto il metano: il suo consumo per autotrazione è passato dai 388 milioni di metri cubi del 2000 ai 533 del 2007. Un risultato positivo che deve tener presente, però, di tre fattori. Primo, le auto a metano circolanti non superano le 500.000 unità contro l’oltre milione delle GPL. Secondo, negli ultimi anni è stata implementata la rete di distribuzione di questo carburante. Terzo, la Fiat da anni propone modelli alimentati a metano di serie, mentre solo ultimamente il GPL è stato adottato da un numero crescente di costruttori esteri. Ora che il prezzo del barile è sceso a quota 50 dollari, c’è da chiedersi se le vendite delle auto a doppia alimentazione non subirà per il 2009 una battuta d’arresto. Una situazione temuta da Zannoni, il quale, per evitare che il settore entri in crisi, chiede il rifinanziamento degli incentivi all’acquisto e alla conversione di autoveicoli a gas e la riduzione dell’accisa sul GPL, più alta rispetto agli standard europei.
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