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Trent'anni fa vedeva la luce la mitica Audi quattro
Dopo aver incoronato la Pininfarina 2uettottanta regina del Salone di Ginevra 2010 vogliamo ora portarvi indietro nel tempo per scoprire le più grandi anteprime mondiali nella storia della rassegna elvetica.
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La parola d’ordine, dagli Stati Uniti all’Europa è la stessa: ridurre consumi ed emissioni inquinati. Così, non deve stupire se anche un brand di lusso come Bentley si appresta a presentare una vettura più “amica dell’ambiente”. Ancora non è dato sapere né il nome, né le specifiche del modello, ma dato che per ridurre l’impatto ambientale è stata scelta la strada del biocarburante è facile immaginare che la nuova auto sarà basata sulla Continental GT Speed, top di gamma per prestazioni della Casa alata. Una scelta che viene giustificata dal fatto che l’E85 (come è comunemente conosciuto il bioetanolo), grazie al maggior numero di ottani rispetto alle tradizionali benzine, permetterebbe di garantire un plus di potenza al W12 da 6 litri e 610 CV aumentando ulteriormente le attuali prestazioni della Speed: 326 km/h e 0-100 km/h in 4,5 secondi. Il nuovo modello che si presenterà con una veste estetica più aggressiva come lascia trapelare il teaser rilasciato dalla Casa, verrà svelato al prossimo Salone dell’auto di Ginevra, ma non è da escludere che sarà seguito da altri modelli “ecologici”. Bentley fa parte del gruppo Audi/VW e proprio dalla “banca organi” del gruppo potrebbe ricevere nell’arco dei prossimi anni il sistema di propulsione ibrido già destinato a equipaggiare la ormai prossima Porsche Panamera e l’Audi Q7.
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Tra tutte le Ferrari di oggi è sicuramente quella maggiormente sottovalutata. D’altra parte, con i suoi quasi 5 metri di lunghezza e i due posti aggiuntivi dietro, a tutto si potrebbe pensare tranne che a una vera sportiva. Anche se sulla sua levigata carrozzeria campeggia il Cavallino Rampante. Però, per ricredersi, basta premere il pulsante start posto sul volante che risveglia il V12 e innestare la marcia con la levetta di destra. Così, si scopre presto che nonostante le dimensioni generose la Scaglietti si lascia guidare in scioltezza e con un’agilità sorprendete. Merito del motore posto in posizione anteriore-centrale, ovvero: dietro all’assale delle ruote anteriori. La ripartizione delle masse viene meglio bilanciata e, grazie allo schema transaxle del cambio, il peso dell’auto grava per una percentuale maggiore sulle ruote dietro. La 612 si tuffa in curva mordendo il punto di corda, per poi uscirne con una grande trazione, anche quando si scaricano a terra tutti i suoi 540 CV. E, accompagnati dall’azione del nuovo cambio SuperFast che offre passaggi di marcia in soli 100 millisecondi, scordarsi di essere seduti a bordo di grossa e lussuosa 2+2 è facile. Mentre con l’apposito manettino si possono andare a variare il set-up di sospensioni, velocità cambio e intervento dell’ESP… D’altronde quando si possono bruciare lo 0-100 km/h in soli 4 secondi e raggiungere in tutta serenità i 320 km/h, tutto diventa relativo. Comunque, a riportare con “i piedi per terra”, nel caso ci si fosse fatti “distrarre” dalle note seducenti del 12 cilindri ci pensa l’impianto frenante con dischi carboceramici, una delle novità delle dotazioni di serie per il modello 2008 insieme al cambio SuperFast e al tetto panoramico elettrocromico. Ma, per tutti quei fortunati clienti che possono parcheggiare nel proprio garage l’elegante “coupettona” di Maranello oggi esiste anche un programma di personalizzazione ad hoc, il One to One. Affiancati da un consulente Ferrari il cliente potrà rendere la sua Scaglietti un oggetto assolutamente unico, secondo i propri gusti, ma senza modificarne l’anima. Perché la Scaglietti è una Ferrari, e come tale deve sempre rimanere.
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