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Golf_VI
La sfida è di quelle dure, senza ironia: cambiare l’auto più venduta in Europa, la Volkswagen Golf, mantenendola asolutamente riconoscibile. La nuova Golf doveva restare una Golf, però con una serie di modifiche che la rendessero ancora più desiderabile. Il meccanismo è riuscito? Secondo noi sì, con una piccola riserva. Esternamente, la Golf non cresce in dimensioni, guadagna giusto un paio di centimetri in larghezza: il frontale adesso è più filante, contraddistinto da tre elementi verticali, con la griglia più sottile. I parafanghi appaiono allargati, la linea di cintura più filante. Gli specchietti, anche in tinta con la carrozzeria, guadagnano una lucina all’interno che vi avvisa quando si attivano i segnalatori di cambio di direzione. Ma è nell’abitacolo che la Golf VI sa stupire: interni nuovi, belli e funzionali, danno la sensazione chiara di essere al volante di una vettura di categoria superiore. Un ottimo lavoro è stato fatto per rendere la Golf ancora più silenziosa: una pellicola fonoassorbente posizionata nel parabrezza, nuovi supporti motore, materiale isolante nei punti strategici e guarnizioni speciali ai finestrini, contribuiscono ad abbattere i decibel, in particolare con i motori turbodiesel, per definizione più rumorosi. Una ricca dotazione di accessori potrà rendere la Golf più efficace nella guida, come il navigatore satellitare a grafica tridimensionale o il comando delle sospensioni adattive, che modifica in senso più confortevole o sportivo, la risposta anche dello sterzo e del motore, fino al Park assist che vi permette di parcheggiare in automatico, basta trovare lo spazio giusto. Quanto ai motori, al lancio previsto l’8 novembre, saranno disponibili tre turbo benzina da 102, 122 e 160 cv e due turbodiesel da 110 e 140 cv. Per chi vuole il minimo dei consumi, il Tdi 110 cv necessita di 4,5 litri di gasolio per 100 km. I prezzi: 16.800 a 26.200 euro.Per concludere. La Golf VI è un’auto che probabilmente ha raggiunto la perfezione: solida, veloce, silenziosa e funzionale, con una cura maniacale dei particolari. E sicuramente fedele a se stessa. Il suo creatore, Walter De’ Silva, sostiene che è finito il tempo dell’emozione e del dinamismo a tutti i costi, meglio semplicità, carattere e riconoscibilità. Però forse, esteticamente, avrebbe potuto osare qualcosa in più. E questa è l’unica riserva, alla quale solo il mercato potrà dare una risposta.
- Mercoledì 17 Settembre 2008






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