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Auto ecologiche: per la nostra buona sorte (così saremo meno dipendenti dal petrolio) il tempo delle proposte concrete sembra arrivato. Il numero 40 di Auto oggi in edicola raccoglie le ultime indiscrezioni del Salone Parigi e delinea la strada che trasfomerà l’auto in un mezzo non inquinante. Toglietevi dalla testa l’arrivo delle celle a combustibile alimentate ad idrogeno che, almeno per il momento, sono troppo complesse e costose per la produzione su vasta scala. Per il futuro immediato le Case puntano sulla tecnologia ibrida che associa ad un motore termico un’unità elettrica, sulla scia aperta dalla Toyota Prius. I passi avanti nella realizzazione di batterie al litio e di sistemi plug-in, che permettono di ricaricare le “pile” direttamente dalla presa di corrente, rendono le auto ibride una realtà concreta e con una maggior autonomia. Tanto che il prossimo giugno la Mercedes lancierà una versione ibrida della sua ammiraglia, spinta da un V6 da 3,5 litri e da un motore elettrico alimentato da batterie al litio ad elevata densità energetica, prodotte insieme alla Continental. I giornalisti di Auto oggi ci sono già saliti: la riduzione dei consumi del 20% e le basse emissioni di CO2 (190 gr C02 per Km) mettono la Classe S400 BlueHybrid davanti a molte concorrenti. Da Parigi, poi, arrivano notizie anche migliori: la General Motor ha presentato la Volt, una anti-Prius che si avvicina molto alla propulsione totalmente elettrica e ricorre al suo motore termico da 1.400 cc prevalentemente per tenere cariche le batterie. Purtroppo la sua commercializzazione è prevista soltanto tra un paio di anni negli Usa. Nel frattempo arriverà la seconda generazione di Prius, con un motore elettrico dall’autonomia superiore all’attuale, capace di ricaricarsi collegandosi alla normale rete elettrica. Insomma sembra che le auto ecologiche stiano per uscire del mondo dei Saloni dell’automobilismo per debuttare nel mondo reale.
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Le quotazioni dell’idrogeno, dell’auto a idrogeno, salgono e scendono. Un paio di anni fa sembrava la soluzione vera al problema dell’inquinamento. Poi è tornata in auge l’auto elettrica, grazie allo sviluppo di nuove batterie al litio, più piccole e leggere e con maggior capacità. Ma in ogni caso sempre di protitipi si è trattato. Nel frattempo la soluzione ibrida (motore termico+elettrico) è quella che si è diffusa maggiormente. E ora, ecco di nuovo l’idrogeno. Abbastanza a sorpresa la giapponese Honda, impegnata da quasi una ventina d’anni nelle ricerche sull’auto pulita, ha annunciato di aver avviato la produzione in serie della FCX Clarity, una vettura a zero emissioni capace di combinare idrogeno ed elettricità utilizzando il sistema di celle a combustibile. Il battesino è avvenuto presso il nuovo centro giapponese di Tochigi dove Honda ha avviato una nuova linea di assemblaggio dedicata a questa berlina quattro posti in grado di emettere solo vapore acqueo dai propri tubi di scarico. Per l’assemblaggio saranno adottati nuovi processi (per ora unici al mondo) capaci installare le celle a combustibile e il serbatoio dell’idrogeno in modo automatizzato. La FCX Clarity è un veicolo a idrogeno di nuova generazione basato su una piattaforma a celle a combustibile V Flow completamente nuovo, altamente compatto, efficiente e potente. Le stesse celle a combustibile sono prodotte a Tochigi e per la loro produzione è stata messa a punto una metodologia in grado di assicurare alti standard di precisione nella produzione in massa delle celle. Ovviamente agli sforzi dei costruttori dovrà sommarsi una qualche iniziativa politica: infatti il problema dell’idrogeno non è la sicurezza, ma gli elevati costi e dunque sarebbero auspicabili incentivi finanziari ai privati da parte dei governi. Le vendite in leasing inizieranno a luglio negli Stati Uniti e quest’autunno in Giappone. Il piano di vendite conta sulla produzione di alcune dozzine di auto entro l’anno e circa 200 unità nei prossimi tre anni. Intanto le prime cinque FCX Clarity verranno affidate ad alcune celebrità, come il produttore cinematografico Ron Yerxa e l’attrice Jamie Lee Curtis.
Quelli che vedete sono due veicoli un po’ particolari. Sono stati realizzati per la Shell Ecomarathon, una competizione più unica che rara che si tiene ogni anno dal 1985, con lo scopo di incoraggiare la realizzazione di veicoli e tecnologie a bassissimo impatto ambientale. I protagonisti della gara sono i ragazzi di istituti tecnici, licei ed università provenienti da tutta Europa. Per partecipare, infatti, basta compilare il form sul sito della Shell ed attendere di essere ricontattati per completare l’iscrizione. Quest’anno l’Italia era rappresentata da sette team, che hanno schierato altrettante vetture sulla linea di partenza del circuito di Paul Armagnac nella Francia meridionale. Non essendoci nessuna limitazione riguardo alle tecnologie che si potevano utilizzare, la pista si è riempita di bizzarri veicoli dalle forme più aerodinamiche possibili, sui quali erano installati pannelli solari, propulsori ad idrogeno o motori alimentati da innovativi carburanti alternativi. Quest’ultimo è il caso del prototipo dei ragazzi dell’istituto di tecnica industriale Bucci di Faenza, che hanno approntato un veicolo mosso da un diesel sintetico, ricavato dal metano anziché dal petrolio. Gli studenti del liceo Ferrari di Maranello, invece, si sono affidati alle fuell cell, realizzando un veicolo capace di percorre, secondo quanto affermato con entusiasmo, «60 km con un bicchiere d’acqua». Alla fine la gara se l’è aggiudicata il team del liceo francese La Joliverie, grazie ad uno stranissimo prototipo capace di percorrere addirittura 3.382 km con un litro di benzina. Anche un giornalista di Auto oggi, Alessandro Marchetti Tricamo, ha partecipato al curioso evento e, sul nuovo numero del settimanale ACI-Mondadori, in edicola oggi, racconta questa giornata particolare.
Il Motor Show che apre il 7 dicembre, una lunga kermesse di dieci giorni, arriva a concludere degnamente un anno che passerà alla storia del mondo dell’auto. Il 2007, infatti, stabilirà un nuovo clamoroso record di vendite, oltre ogni attesa, grazie agli incencentivi per la rottamazione: la previsione è di arrivare a circa 2 milioni e 480 mila vetture vendute. Dunque, champagne per tutti con un Motor Show giustamente celebrativo (sopra lo stand Fiat, quest’anno interamente dedicato alla 500) e una consistente pioggia di novità: dalla Ford Focus Style Wagon alla Renault Gran Modus, dal gigantesco Hummer H3 Black Edition alla più urbana Hiunday i10. Diversamente andrà il 2007: tutte le case costruttrici fanno previsioni al ribasso anche perché, ad oggi, il meccanismo degli incentivi, entrato ed uscito dalla Finanziaria, sembra destinato a scomparire definitivamente. Previsioni comunque sopra i due milioni e 100 mila pezzi che confermano l’Italia secondo mercato europeo dopo la Germania e appena prima della Gran Bretagna. ma la lotta è serrata. Al Motor Show sono attese valanghe di visitatori (l’anno scorso sono stati venduti 1 milione e 200 mila ingressi) che si ripartiranno tra stand luccicanti di vetture e modelle e gli spettacoli e i test drive nella Shell Arena, pronti a lustrarsi gli occhi e a fare qualche pensiero sulla prossima vettura da acquistare. In fondo le automobili, nonostante tutti gli aumenti dei costi, dai carburanti alle assicurazioni, restano un grande momento emozionale, non ancora scalfito (quasi) dall’ondata dell’allarme ecologico. In fondo, secondo le ricerche delle case automobilistiche, il problema al momento è ridurre l’inquinamento salvando estetica e piacere di guida. Offrire auto sempre più verdi ma non deprimenti, in attesa che si trovi la strada vera verso l’inquinamento zero. E qui, e il Motor Show è una bella vetrina anche in questo settore, di auto più verdi ce ne sono tante: si fa strada l’ibrido (elettrico più motore tradizionale) si moltiplicano i veicoli a gas, crescono le opzioni di diesel puliti. E sullo sfondo del futuribile, l’auto alimentata a idrogeno e quella elettrica, improvvisamente resuscitata dallo sviluppo delle nuove batterie al litio. Ma di tutto questo si vedrà. Per intanto il Motor Show celebra un presente rutilante, fatto ancora di automobili veloci e sportive, belle e divertenti, e soprattutto sempre più confortevoli. Che la festa cominci. E duri il più possibile.
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Ci sono due modi per usare l’idrogeno come carburante: o lo si immette in un motore tradizionale al posto della benzina (ma il rendimento è quasi la metà) o lo si impiega per produrre l’energia necessaria per far funzionare un motore elettrico. In questo servono le famose Fuel-Cell, che trasfomano l’idrogeneo in corrente. La Honda sta seguendo questa strada e ha presentato la nuova versione della sua auto a idrogeno, siglata Fcx, una bella coupé, grande e comoda (è lunga 4,76 metri) che raggiunge i 160 km/h di velocità e ha un’autonomia media di 570 km. Il motore elettrico Honda è di tipo sincrono a corrente alternata ed è capace di erogare 95 Kw (pari a 127 cavalli) ed esprimere una coppia di 256 Nm. Abbiamo potuto guidarla in un circuito stradale svedese: l’aspetto più intrigante sono le buone prestazioni, niente a che vedere con le polentose auto elettriche a batterie, questa corre per davvero. E poi gli interni sono uno spettacolo, design avveniristico e materiali inediti. La produzione, in piccola serie, dovrebbe iniziare nel 2008 e la Fcx potrebbe essere messa in vendita già nel corso del prossimo anno negli Stati Uniti e in Giappone. (di Marina Terpolilli) Vai alla Gallery
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