
Anche Honda ha presentato al 10° Auto Expo di Nuova Delhi una concept che anticipa una sua imminente piccola auto dedicata ai mercati emergenti.
- Venerdì 8 Gennaio 2010
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Anche Honda ha presentato al 10° Auto Expo di Nuova Delhi una concept che anticipa una sua imminente piccola auto dedicata ai mercati emergenti.
Dando una rapida occhiata ai numeri fatti registrare dal mercato dell’auto in Italia sarebbe fin troppo facile mettersi le mani nei capelli e gridare alla disfatta. Così facendo, però, si farebbe un grosso errore. Analizzando più attentamente i dati relativi alle vendite, riportati nel numero 3 di Auto oggi, si può notare che, nel contesto deprimente segnato da una flessione del 13,4% delle vendite rispetto al 2007, ci sono delle Case costruttrici che hanno chiuso il 2008 con risultati positivi e in certo casi addirittura sorprendenti. Su tutte spicca la performance del brand low cost della Renault, la Dacia; la marca romena, semisconosciuta ai più fino a un anno fa, ha visto le immatricolazioni salire di un impressionante 58%. E non è l’unica Casa a poter festeggiare: Skoda, Nissan, Smart, Mazda e, seppur di poco, Audi e Chevrolet, hanno tutte chiuso il 2008 con segno positivo. Ora, mettendo da parte gli ottimi risultati ottenuti dai maggiori Costruttori di sportive di lusso (Ferrari, Lamborghini e Maserati) che sembrano subire meno di tutti gli influssi negativi della recessione mondiale, quello che abbiamo davanti è un panorama che caratterizzato da un forte mutamento nelle richieste dei consumatori. La maggior parte delle marche succitate, infatti, costruiscono vetture razionali e senza fronzoli, in grado di assicurare un livello di sicurezza e prestazioni più che accettabili, garantendo al contempo bassi costi di acquisto e gestione. Il terremoto che ha scosso dapprima i mercati finanziari e che sta ora causando ingenti danni all’economia reale, pare che abbia cambiato profondamente i gusti dei consumatori, che oggi sono molto più attenti al rapporto qualità/prezzo ed ai costi di mantenimento della loro vettura. L’opulenza fine a stessa è passata di moda, mentre salgono alla ribalta le piccole citycar modaiole, come 500 e Smart, nonché le Sport Utility e le monovolume di medie dimensioni e dal prezzo contenuto come la Qashqai e la C-max. Insomma se la voglia di distinguersi nonostante tutto rimane, oggi si cerca di farlo con un occhio in più al portafoglio.

Dacia_Sandero
Siamo sempre di più. Secondo i dati di una ricerca Gpf, commissionata da Renault Italia, gli italiani aperti all’idea di acquistare un’automobile low cost è ormai il 30%, mentre addirittura il 65,1% incomincia a prenderla in considerazione. Perché, anche se l’automobile resta lo status symbol per eccellenza, deve far fare bella figura, il low cost avanza, ma - contrariamente a quel che di solito si pensa - non è più una scelta di ripiego, un rispermio subìto, una dura necessità, ma una scelta intelligente, un modo per distinguersi, in un momento storico dove la crisi economica toglie forza ai valori dell’apparire sociale. Insomma i consumatori stanno andando verso un’austerità volontaria, il prezzo basso non è più sinonimo di scarsa qualità, ma di corretteza da parte del produttore e sta diventando quasi di moda esibire l’acquisto di quel tipo di prodotti. Non diversamente si spiega la fortuna di marchi come Zara, H&M, Ryan air o Ikea. Renault, che è parte attiva nel mondo low cost con il marchio Dacia, commenta così l’indagine Gpf: “il low cost non è più soltanto un’opzione di acquisto tra tante, ma si è trasformato in un atteggiamento culturale e diffuso trasversalmente tra le classi sociali». Non a caso Dacia è uno dei pochi marchi che sta andando bene sul nostro mercato. Con un crescita esponenziale: dalle 1.500 auto vendute due anni fa si è passati alle 17 mila di quest’anno.
Per dare una risposta alla crisi economica e al calo delle vendite automobilistiche, la Fiat sta pensando di lanciare anche sui mercati dell’Europa occidentale la nuova marca di auto low cost progettata per l’Europa centrale ed orientale. Il lancio di “una vettura a basso costo potrebbe essere una soluzione per fronteggiare il declino del mercato in Italia e negli altri paesi europei”. Lo ha detto al Motor Show di Bologna il responsabile marketing del gruppo Fiat, Luca de Meo.
Nel settembre scorso la Fiat ha annunciato di aver assunto il controllo della casa automobilistica serba Zastava in cui intende fabbricare un’auto low cost, con un marchio proprio, da lanciare sui mercati dell’Europa centrale entro il 2010. Molti hanno definito questo veicolo l’anti Logan, cioe’ un concorrente dell’auto a basso costo della Renault. Ora de Meo, le cui affermazioni, confermate dalla Fiat, sono state riportate sul sito web di Les Echos, lascia intendere che l’auto low cost Fiat potrebbe essere lanciata anche in Europa occidentale, come risposta al calo delle vendite automobilistiche all’arrivo della recessione.
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Hyundai_i30
Non è un momento facile per i costruttori coreani qui in Italia. Dopo anni di crescita, grazie ad un ottimo rapporto qualità -prezzo e di Suv a buon mercato, con la necessità di proporre auto più sofisticate con inevitabili rialzi dei listini, le vendite sono diminuite e Hiundai e la sorella Kia nel 2008 stanno segnando il passo. Per di più non aiutate da un mercato che, nel 2008, è sceso dell’11%. Ora Hiunday punta molto sui modelli diesel e su vetture destinate alla famiglia low-cost. Come la serie “i”, aggiornata con la questa nuova versione della i30 siglata 1.6 CRDi Dynamique, pensata per i clienti europei attenti a comfort, qualità ma soprattutto al design. Tanto che la linea più moderna (soprattutto nella parte posteriore) fa un po’ il verso alla blasonata Bmw Serie 1. Gli spoiler appena accennati e i fari anteriori di forma allungata le conferiscono un aspetto sportivo ma non aggressivo. La nuova filosofia si nota anche all’interno dove i comandi sono funzionali e comodi da leggere. Per fare un esempio la strumentazione di bordo utilizza la stessa tecnologia Lcd con illuminazione blu utilizzata nelle sorelle di categoria superiore. Funzionali anche i vani portaoggetti ricavati in più punti mentre per quanto riguarda l’abitabilità si viaggia comodi anche in cinque persone. Il bagagliaio mette a disposizione un volume di 340 litri che possono diventare 1.250 una volta abbattuti i sedili posteriori. La i30 dispone di un equipaggiamento completo che comprende di serie l’antifurto con telecomando, il climatizzatore manuale, i fendinebbia anteriori, i retrovisori elettrici riscaldabili e in tinta con la carrozzeria, il volante regolabile in altezza, il sistema audio integrato Cd/Mp3 con attacchi Aux/Usb/i-Pod e comandi al volante. L’elenco continua con l’Abs, il servosterzo, gli alzacristalli elettrici anteriori e la chiusura centralizzata oltre ai sistemi di protezione passiva dei passeggeri. Il modello Dynamic offre poi il controllo elettronico della trazione e della stabilità (Esp+Tcs), cerchi in lega da 16 pollici e pneumatici 205/55 R16. Il motore è un quattro cilindri di 1.582 cc a iniezione diretta common-rail ad alta pressione che sviluppa 115 cavalli. Anche durante i sorpassi basta pigiare sull’acceleratore per ottenere in pochi secondi la velocità necessaria e senza scalare rapporto. Contenuti i consumi, non dovrebbe essere difficle fare più di 20 km con un litro di gasolio che con i prezzi che corrono… La Hiunday i30 è dotata di filtro antiparticolato autorigenerante ed è disponibile a 20.400 euro chiavi in mano.
Nemmeno il tempo di spegnere la prima candelina e già si festeggia. Una festa con «invitati”» speciali legati dalla stessa passione per una vettura e per una filodofia di viat: la Dacia Logan e il modo di vivere low-cost. All’appello hanno risposto da tutta Italia per dare vita al primo raduno dei Loganiani che si è svolto sabato 6 ottobre a Chusi in provincia di Siena. Certo, di ritrovi automobilistici ce ne sono parecchi ma questo ha sicuramente un sapore speciale visto l’originalità di questo mezzo low cost e per la varietà trasversale dei partecipanti. Tutto è nato spontaneamente su Internet dove i primi possessori di Logan (ma anche chi l’aveva prenotata) si scambiavano pareri e consigli pratici su ogni particolare daciano. Così, i Loganiani si sono raccolti attorno all’indirizzo http://my.opera.com/fulcrum/blog/ e oggi vantano una sorta di banca dati parallela al sito ufficiale www.dacia-logan.it talmente fornita da lasciare di stucco anche i vertici della Casa del gruppo Renault. Il deus ex machina di questa iniziativa è Paolo (nickname «fulcrum») che è riuscito a costruire, loganiano dopo loganiano, questa community che ha sentito il bisogno di incontrarsi fisicamente per un giro tra le incantevoli colline toscane richiamando uno spaccato di italianità di tutte le età. «Il merito non è solo mio ma un po’ di tutti», ci tiene a sottolineare Fulcrum mentre si arrotola una sigaretta sensibilmente emozionato. Intorno al trevisano informatico una serie si possessori di MCV (la versione station wagon di Logan) si sono congratulati e gli hanno stretto la mano in segno di gratitudine. «Il gruppo c’è, e il collante è questa vettura costruita in Romania che ha nel Dna una praticità senza fronzoli» ci confida Andrea Moaro capoprogetto di Logan in Italia. I dialetti e le inflessioni hanno sottolineato le provenienze dalle varie regioni dello Stivale con un clima simile a quello di un ritrovo tra commilitoni anche se nessuno di loro si era mai incontrato se non in rete. Qualcuno, come il triestino Guglielmo, si è lanciato in descrizioni tecniche di eventuali modifiche all’interno dell’abitacolo, dimenticando gli oltre 550 km percorsi per arrivare al raduno. Rosario, infermiere di Como, invece si aggirava nel gruppo in cerca di un abbinamento con i nomi di fantasia usati nel blog mentre l’attenzione è ricaduta su una giovane coppia bresciana. Davide, Mara e il piccolo Matteo di soli due mesi hanno fatto il loro arrivo accompagnati da Laila e Erin due cagnoline che sembrano ritagliate su misura per questa macchina venduta in 52 paesi nel mondo. «Peccato per gli assenti», commenta qualcuno sottolinando (in modo velato) i lunghi tempi di consegna che superano abbondantemente i 40 giorni dichiarati dalla Casa. Ma che in realtà non si aspettava tutto questo successo. Merito del prezzo? Sicuramente, ma non solo. Evidentemente Dacia ha realizzato un modello che piace e suscita discussioni dentro e fuori il web tanto da trasformarsi in un passaparola. Positivo. E c’è anche la Gallery
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