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L’Italia Paese dei soliti “furbetti”. Il prezzo del gasolio è rincarato? C’è chi mette mano al portafoglio e chi invece si arrangia come può. Auto oggi, infatti, ha scoperto che non pochi automobilisti riciclano l’olio utilizzato per friggere (!) diluito con il normale gasolio, per ottenere risparmi nell’ordine di 30 euro per un pieno di 50 litri. Ma questo non è l’unico metodo usato per aggirare le imposte sui carburanti. Per tagliare il costo di ogni pieno di circa 12 euro viene anche utilizzato il gasolio da riscaldamento. Sebbene attualmente il suo costo sia più vicino a quello del distributore rispetto al passato, chi è in condizione di recuperare l’IVA riesce ad ottenere un risparmio consistente. A questo punto, se vi state chiedendo in che problemi si possa incappare adottando simili comportamenti, sappiate che queste pratiche sono assolutamente illegali e se si viene “pizzicati” con un pieno clandestino, si rischiano multe che vanno dai 40 ai 200 euro. Sempre che non si superi, come nel caso dei camion, il limite dei 100 kg di carburante: in questo caso, infatti, si rischia addirittura la reclusione. Ma l’illegalità è soltanto un aspetto del problema. I redattori di Auto oggi hanno proceduto a verificare i danni provocati al motore da queste soluzioni casalinghe. Per questo sono state effettuate tre verifiche. Si è controllato in che modo il consumo varia a seconda del carburante utilizzato, sono stati analizzati in laboratorio questi carburanti alternativi per valutarne scinetificamente le proprietà ed infine si è smontato il motore delle auto coinvolte nel test per verificare i rischi per la meccanica. Il risultato lo potete trovare sul numero 44 del settimanale ACI-Mondadori. Vi possiamo però anticipare che i rischi, compresi quelli di rottura del motore, superano di gran lunga i benefici. Per lo meno per quanto riguarda il gasolio da riscaldamento. Discorso diverso vale per il combustibile provenienti dalle friggitrici. In alcuni Paesi come Germania, Lussemburgo e Svizzera viene consentito il suo utilizzo e si commercializzano appositi kit di trasformazione e filtraggio, viceversa in Italia la nostra legge non lo consente.

Dopo migliaia di ricorsi di automobilisti indispettiti per le multe ai semafori, adesso è intervenuta la Guardia di Finanza. Che, in un paese alle porte di Milano, Segrate, ha sequestrato le apparecchiature elettroniche che fotografano le auto che passano col rosso.
Per capire se, come denunciano automobilisti e associazioni dei consumatori, il giallo durava davvero troppo poco e passare col rosso quasi inevitabile.
Perché se il funzionamento delle macchinette, le T-Red (il sistema di telecamere per controllare le infrazioni ai semafori, autorizzate dal Ministero dei Trasporti), soprannominate i “vampiri rossi”, pare ineccepibile, il trucco potrebbe essere nella durata della luce gialla, ridotta a un paio di secondi.
Dal 16 novembre del 2006 al maggio di quest’anno sono state notificate, grazie al T-red, 30mila multe che però potrebbero essere salite, a oggi, fino a quota 50mila nel solo comune di Segrate ed è stata l’avvocato Maria Francesca Fuso, nel luglio scorso, a chiedere di vederci chiaro, presentando un esposto sottoscritto da circa 110 cittadini, con cui si denunciavano le presunte irregolarità nel sistema automatico di rilevazione, installato su cinque semafori lungo la strada Cassanese.

Qui sopra il dispositivo elettronico su via Cassanese, a Segrate, sequestrato dalla GdF
In tutta Italia, comunque, sta montando la protesta contro un sistema che sembra fatto apposta per rimpinguare le casse delle amministrazioni locali e quelle delle società di gestione delle apparecchiature semaforiche. Un’inchiesta dettagliata, comprese le cifre guadagnate dai comuni grazie alle multe, è pubblicata da oggi sul settimanale Mondadori Autooggi.
Che vi spiega anche come e a chi fare ricorso se si è stati vittima di un semaforo-trappola. Autooggi lancia anche un’iniziativa tra i lettori alla quale anche questo sito aderisce: sapete dove ci sono altri semafori-trappola? Segnalateceli scrivendo una mail al nostro giornale o partecipando al nostro FORUM. Per realizzare una mappa degli agguati elettronici. E sapere così dove bisogna assolutamente fermarsi al primo lampeggiare del giallo.
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