È cominciata la produzione della Focus RS nello stabilimento di Saarlouis dove già si producono la gamma Ford Focus nelle versioni a 3 e 5 porte, station wagon e ST, nonché i modelli C-MAX e Kuga. Una notizia, questa, che rasserena un po’ il clima triste che avvolge il settore dell’auto, dato che la più sportiva delle Ford (motore turbo da 295 CV), non ha certo l’obiettivo di risollevare i conti disastrati della Casa americana, ma rilanciare l’immagine sportiva del Marchio e accogliere le richieste di tutti gli appassionati di rally. Dopo il ritiro della Subaru dal Campionato Mondiale Rally, Ford e Citroën restano gli unici Costruttori impegnati ufficialmente nella categoria WRC. Un mondo, quello delle Prove Speciali, dove Ford ha costruito la sua immagine con le vetture RS (con le famose Sierra e Escort) e dal quale la nuova Focus RS trae linfa, sia nel look che nella tecnica - ma l’auto sarà dotata di una trazione anteriore con un evoluto differenziale autobloccante e non delle quattro ruote motrici.
«Siamo molto lieti che un nuovo modello Ford targato RS sia rientrato nella nostra gamma di prodotti e che la produzione a Saarlouis venga avviata secondo il planning stabilito», ha dichiarato John Fleming, Presidente e CEO di Ford Europa. «Abbiamo riscontrato un enorme interesse per tale modello da parte degli appassionati della Ford RS, nonché di potenziali acquirenti che non hanno mai posseduto una RS. Sono sicuro che se ne innamoreranno non appena si troveranno dietro al volante». La nuova Ford Focus RS sarà venduta in oltre 20 paesi europei dalla primavera a un prezzo stimato tra i 30 e 35.000 euro, inclusa la Russia, anche se i mercati più importanti per la sportiva dell’ovale saranno sicuramente Regno Unito, Svizzera e Germania.
Con l’inizio del 2009 in casa Porsche è venuto meno anche l’ultimo tabù: quello di un’auto della cavallina spinta da un motore diesel. Qualcosa che in fondo, però, non dovrebbe stupire più di tanto: con la commercializzazione della Cayenne avvenuta nel 2003, a Zuffenhausen è stato dato il via a una rivoluzione ideologica: da quel giorno Porsche non sarebbe stato più solo un costruttore di auto sportive, strettamente intese. Così, nell’anno in cui verrà presentata anche la prima quattro porte della Casa tedesca, fa il suo debutto pure una motorizzazione a gasolio, da sempre ritenuta buona solo per chi macina tanti chilometri l’anno per lavoro, e non certo per equipaggiare auto prestazionali. Ma, negli ultimi 10 anni i motori diesel hanno saputo evolversi fino a raggiungere le performance degne dei più “nobili” benzina pluri-frazionati e la necessità di ridurre emissioni inquinanti ha “imposto” anche a Porsche di guardare con vivo interesse (per le vendite) anche a questa soluzione, in attesa che i tempi per le motorizzazioni ibride siano mature - si parla di 2010. La scelta per il motore, ovviamente non poteva che ricadere sul 3 litri TDI da 240 CV del gruppo Audi/VW, un’unità che grazie ai suoi 550 Nm di coppia si dimostra adatto a muovere agevolmente la massa della grossa SUV (da 0 a 100 km/h in 8,3 sec. e 216 km/h la velocità massima), garantendo percorrenze di quasi 11 km/l con un litro e solo 244 g/km di CO2. Dotata di serie della trasmissione automatica Tiptronic S, la Cayenne diesel sarà in vendita dal mese di febbraio a circa 60.000 euro.
Anno nuovo…motore nuovo per la Jaguar XF. Ancora non sono stati ufficializzati prezzi e inizio commercializzazione, ma l’elegante berlina del giaguaro per il 2009 si presenta più graffiante che mai. In attesa che debutti la versione R spinta dal V8 4.2 sovralimentato da circa 500 CV, si svela la S, dotata di un nuovo V6 diesel da 3 litri da 275 CV e ben 600 Nm di coppia. Merito dei due turbo che lavorano in maniera sequenziale: il primo, dotato di geometria variabile entra in funzione subito per garantire risposte pronte all’acceleratore e grande fluidità di marcia, mentre oltre i 2.800 giri subentra anche il secondo per avere il massimo delle prestazioni. Che, non potevano non essere da vera sportiva: la Jaguar per la XF S dichiara uno scatto da 0 a 100 km/h in soli 6,4 secondi e una velocità massima di 250 km/h (autolimitata). Ma, se le performance crescono altrettanto non avviene per i consumi e le emissioni. Anzi, nel ciclo misto il bisogno di carburante cala del 12% (6,8 l/100 km), rispetto al 2.7 V6 e le emissioni di CO2 vengono ridotte del 10% (179 g/km), al punto di essere già “Euro 5 ready”. In seguito del 3.0 V6 arriverà anche una versione depotenziata da 240 CV dai consumi ancora più contenuti che avrà il compito prima di affiancare e poi di mandare in pensione l’attuale 2.7 da 204 CV, e equipaggiare anche l’aristocratica XJ e le grosse fuoristrada Range Rover.
Il mercato dell’automobile si appresta a conoscere un anno di crisi, ma c’è una nicchia che sicuramente non ne risentirà troppo: è quella delle supercar. Al punto che il prossimo Salone dell’automobile di Detroit, ribatezzato già come il “Salone della Crisi”, potrà vantare pezzi da novanta come questa barchetta dedicata al famoso pilota Stirling Moss e realizzata su base della supercar Mercedes - McLaren SLR. Un pezzo da collezione considerato che il prezzo di listino parla di qualcosa come 750.000 euro per oguno dei soli 75 esemplari che potranno essere acquistati solo da facoltosi clienti che già hanno parcheggiato nel proprio garare una SLR. Gioielli che verranno prodotti nell’arco del 2009, da giugno a dicembre, non appena sarà completata la produzione della SLR Roadster… Spinta da un possente V8 sovralimentato da 5,4 litri e 650 CV che le permette di bruciare lo 0-100 km/h in soli 3,5 secondi e sfiorare i 350 km/h, la “Stirling Moss”ripropone sull’elegante linea della SLR alcuni stilemi classici della Mercedes SLR 300, con la quale il pilota inglese si è imposto in leggendarie gare come la Targa Florio e la Mille Miglia. Tra questi ci sono da segnalare gli ampi incavi nelle portiere dietro i passaruote anteriori con sfogli per l’aria calda e i doppi terminali di scarico laterali. Rispetto alle “normali”SLR la scocca in fibra di carbonio della “Stirling Moss” è stata ridisegnata, privata del tetto e anche di un semplice frangivento, con l’abitacolo diviso in due come sulle speedster del tempo. Dal sapore moderno, invece, il nuovo fondopiatto con estrattore posteriore e l’ala posteriore che si solleva per creare un “freno aerodinamico”, come sugli aerei, che hanno il compito di tenere incollata alla strada questa supercar.
La Volkswagen amplia la propria gamma di modelli EcoFuel, sviluppati per utilizzare il gas naturale come carburante principale. Dopo la monovolume compatta Touran e il Caddy Life (veicolo commerciale leggero), entrano in listino anche la Passat e la Passat Variant EcoFuel. Spinte dal 1.4 TSI a doppia sovralimentazione (compressore volumetrico più turbo), da 150 CV che sviluppa una coppia di 220 Nm già a soli 1.500 giri, le Passat EcoFuel assicurano buone prestazioni unite a consumi ridotti. Infatti, se il classico 0-100 km/h viene coperto in 9,7 secondi e la velocità massima si assesta sui 210 km/h, con meno di 20 euro si possono percorrere in media 500 km. Tanta è la strada che si macina grazie ai tre serbatoi (per un totale di 22 kg di gas) posti sotto il pianale in modo tale da non rubare spazio al bagagliaio o all’abitacolo… Ad ogni modo, l’autonomia totale raggiunge gli 800 km se si sommano anche i 300 km che in media si percorrono se poi si utilizza l’auto in modalità benzina (il serbatoio contiene 31 litri). La Passat EcoFuel è già disponibile negli allestimenti Trendline (28.851euro) e Comfortline (30.101 euro) e può essere richiesta anche con il cambio a doppia frizione e sette rapporti DSG - di serie manuale aa sei marce. Per le rispettive versioni Variant servono 1.076 euro in più.

Nome e dimensioni (esterne) non cambiano, ma la Z4 model year 2009 è un’auto completamente nuova. Tanto nuova da rappresentare anche una rivoluzione per la casa bavarese: è la sua prima roadster con hardtop. Al punto che, ora, viene da chiedersi se in futuro, come già avvenuto per Z3 e precedente Z4, ci sarà ancora spazio per una versione coupé. D’altra parte con il tetto chiuso (20″ il tempo richiesto per alzare e abbassare l’hardtop in due pezzi ad azionamento elettrico), che porta da 180 a 310 i litri del bagagliaio la nuova Z4 offrirà sia il comfort della coupé che il piacere di guidare con il vento tra i capelli tipico delle spider. Ovviamente, se da una parte aumenta anche la praticità grazie al maggior spazio interno per l’abitacolo ridisegnato e al vano passante con sacca che permette di trasportare anche due paia di sci fino a 170 cm di lunghezza, dall’altra la gamma motori tutti a sei cilindri (già Euro 5 ready), e il Driving Dynamic Control accentueranno il piacere di guida, tipico delle BMW. I primi, con potenze comprese tra i 204 CV della 25i e i 306 della 35i, passando per i 256 della 30i, permettono alle Z4 di raggiungere i 250 km/h autolimitati e coprire lo 0-100 km/h in un tempo compreso tra i 6,6 e i 5,2 secondi. Il secondo, invece, “cuce” l’auto su misura del guidatore dato che permette di variare la rigidità delle sospensioni (con pacchetto M), assistenza allo sterzo, risposta all’acceleratore oltre ai tempi di cambiata se tra gli optional si sceglie il nuovo cambio a doppia frizione e sette rapporti, che ha fatto recentemente il suo debutto sulle M3. Quest ultimo, però, sarà disponibile solo sulla più potente 35i, mentre per gli altri due motori si potrà avere il già apprezzato Steptronic a sei rapporti. Le nuove Z4, dotate anche del sistema multimediale iDrive saranno in vendita tra la primavera e l’estate con prezzi che stimiamo da circa 42.000 a 50.000 euro. Nel 2010, poi, anche la probabile (come da tradizione) versione M e quattro cilindri da 170 CV.

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