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Il nuovo anno porta con sè una ventata di novità di cui il settimanale Auto oggi è pronto a farvi partecipi nel numero 2 che potete trovare in edicola. Si comincia dalla proposte del Presidente dell’ACI, Enrico Gelpi, tese a agevolare l’acquisto di auto nuove da parte dei giovani. Per aiutare i ragazzi a cambiare auto il “boss” dell’ACI ha presentando al Governo un progetto che prevede la riduzione dell’IVA al 10% per i neoproprietari tra i 18 e 25 anni e l’esenzione dal pagamento del bollo per 3 anni, o addirittura 5 se al momento dell’acquisto viene rottamata una vecchia auto Euro 3. Il tutto consentirebbe un risparmio fino a 2.000 euro. Ma non è solo l’Automobile Club d’Italia a lanciare una proposta scaccia-crisi. Sembra, infatti, che la Fiat abbia in cantiere una nuova citycar, la riedizione della Uno e una rivale della Dacia Sandero. Queste auto, che dovrebbero arrivare sul mercato a prezzi da discount entro un paio di anni, consentiranno alla Casa di Torino di sfidare a testa alta la concorrenza sul terreno a lei più congegnale: quello delle utilitarie. Infine, parte la prima puntata di un’accurata inchiesta di Auto oggi tesa a rispondere una volta per tutte alla dolorosa domanda: “auto mia, ma quanto mi costi?”. Questa settimana è stato calcolato il costo mensile di un centinaio tra citycar, berline e vetture di rappresentanza, nuove e usate. Per farlo, una volta individuati tre profili tipici di automobilista, ci si è avvalsi dei calcoli elaborati dall’ACI riguardo il costi al km, che comprendono oltre alle spese “vive” (come l’assicurazione, il bollo, i consumi e l’ammortamento) anche i costi relativi all’usura delle componenti e alla manutenzione. Volete sapere qual’è l’auto meno cara da gestire? Ma naturalmente è la reginetta della città, la Smart, che percorrendo una media di 10.000 km l’anno non vi farà spendere più di 294 euro al mese (meno della vecchia mitica ed economica Panda coi suoi 310 euro).
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Le auto bi-fuel, che oltre alla benzina possono utilizzare anche il gas, consentono di risparmiare nelle soste dal benzinaio, inquinano meno e sono immuni alle limitazioni al traffico. Per questo nell’attuale panorama automobilisico rappresentano una concreta e valida alternativa alle classiche motorizzazioni a benzina e gasolio. Se, a questo punto, siete tra quanti hanno deciso di optare per un motore bi-fuel, sappiate che dovrete affrontare una seconda scelta. Questa tecnologia, infatti, è stata declinata nelle varianti a metano e GPL. Per scoprire quale di queste due filosofie sia la più conveniente e funzionale Auto Oggi, sul numero 50, ha messo a confronto la Grande Punto Natural Power a metano con la Opel Corsa a GPL. Il risultato della sfida, però, non ha fatto emergere vincitori assoluti. Infatti, se da una parte la scelta del GPL incide in maniera minore sul prezzo di listino della Corsa e consente un’autonomia maggiore rispetto all’italiana alimentata metano, la Punto si prende la sua rivincita permettendo un maggior risparmio nelle percorrenze e rivelandosi meno inquinante della rivale tedesca. La maggiore reperibilità di del GPL, che può contare su una rete di 2.351 distributori a fronte dei soli 648 che offrono il metano, sembrerebbe essere il punto fondamentale per spostare l’ago della bilancia dalla parte di questo gas derivato dal petrolio, ma scegliendolo vi sarà preclusa la possibilità di parcheggiare al di sotto del piano interrato. In entrambi i casi, poi, per far spazio ai serbatoi supplementari bisogna rinunciare alla ruota di scorta, sostituita con un kit di riparazione. In cambio però avrete un’auto in grado di percorre ben più di 100 km con 5 euro; il che, visto il periodo, non è affatto male. Il prezzo lo abbiamo lasciato per ultimo. E’ relativamente salato per entrambi i modelli, con la Punto che costa 17.101 e la Corsa 15.951, ma fino al 31 di marzo si potrà contare su incentivi statali che arrivano fino a 2.000 euro.
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Appuntamento in edicola con Auto oggi (numero 48). Tra gli articoli di questo numero vi segnaliamo la prova della nuova Megané, la guida al prossimo Motor Show ed il rapporto completo e documentato dell’Aci-Istat sulla sicurezza stradale. Dal quale risulta che noi italiani non riesiamo proprio a contenere l’esuberanza alla guida e gli incidenti aumentano. Insomma bisogna andare più piano, anche perché, oltre a una questione di sicurezza, si risparmia e non poco in fatto di consumi. Auto oggi ha provato ad affrontare lo stesso percorso con tre identiche Peogeut 308 1.6 HDi, adottando tre stili di guida molto diversi. La prima auto è stata affidata ad un tester che ha interpretato la parte dell’automobilista frettoloso, è stata guidata in maniera aggressiva tenedo una velocità massima pari a 136 km/h reali (limite oltre il quale si incorre in sanzioni). Gli altri due tester hanno rispettato scrupolosamente i limiti previsti dal Codice Stradale ma, mentre uno ha mantenuto un’andatura normale senza superare i 130 km/h, l’altro si è imposto di non superare mai i 90 km/h. Ed ecco quali sono stati i risultati dopo i 432 km percorsi in autostrada: l’auto che ha viaggiato a 90 km/h ha è arrivata dopo più di un’ora rispetto a quelle che viaggiavano a 130 km/h o più. In compenso ha realizzato un risparmio di carburante consistente, avendo consumato un terzo di gasolio in meno rispetto all’auto più veloce. A questo punto è facile pensare che il maggior consumo si può giustificare a fronte di un risparmio proporzionale di tempo, ma non è così. Il traffico delle nostre strade, infatti, non consente di tenere medie orarie elevate ed obbliga a continue frenate e riprese, che sono più utili a far felice il benzinaio che ad arrivare in anticipo. L’auto che viaggiava senza limiti, infatti, ha preceduto quella che non ha superato i 130 km/h di soli 9 minuti, ma per farlo ha consumato 4,1 litri di gasolio in più, che significa un aumento dei consumi del 14%. Morale: chi va veloce rischia di essere superato da chi rispetta i limiti perché non si è fermato a far rifornimento.
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Nel numero 46 di Auto oggi ci si occupa di un problema che sta molto a cuore agli automobilisti, specialmente in un periodo di “austerity” come questo. Visto che i costi per mantenere l’auto in perfetto stato di efficienza sono già alti, rivolgersi al meccanico sotto casa, anziché alla rete di assistenza ufficiale delle Case, può essere una buona soluzione per risparmiare qualche soldo? E soprattutto, ci si può fidare della preparazione delle tecnici delle officine indipendenti? Per scoprirlo, prese tre fatture relative al tagliando di auto di diversa categoria emesse da punti di assistenza ufficiali, i giornalisti del settimanale hanno chiesto ad un meccanico indipendente di fare altrettanti preventivi basati sugli stessi interventi. I numeri che sono usciti non lasciano molti dubbi. Rivolgersi ad una officina generica consente di risparmiare, a volte parecchio. Inoltre, grazie alla legge europea fortemente voluta da Mario Monti che regola commercio e riparazioni delle auto, le Case costruttrici sono costrette a rendere accessibili le informazioni necessarie ad effettuare in tutta sicurezza la manutenzione ordinaria e straordinaria sui veicoli. Per questo il meccanico sotto casa ha la possibilità di dotarsi di tutte le strumentazioni e le competenze necessarie per fare ben il suo lavoro. Per di più, visto che non ha un marchio alle spalle, ha tutto l’interesse a tenersi ben stretti i suoi clienti offrendo spesso un servizio più accurato e veloce. Su Auto oggi troverete l’analisi approfondita di tutte le voci delle fatture, così da togliervi ogni dubbio. Ma troverete anche altro: il confronto fratricida tra la gamma Audi e quella Volkswagen, la guida alle “km zero”, tutte le offerte che praticate dai concessionari, e, naturalmente, le ultime novità dal mercato dell’auto.
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L’Italia Paese dei soliti “furbetti”. Il prezzo del gasolio è rincarato? C’è chi mette mano al portafoglio e chi invece si arrangia come può. Auto oggi, infatti, ha scoperto che non pochi automobilisti riciclano l’olio utilizzato per friggere (!) diluito con il normale gasolio, per ottenere risparmi nell’ordine di 30 euro per un pieno di 50 litri. Ma questo non è l’unico metodo usato per aggirare le imposte sui carburanti. Per tagliare il costo di ogni pieno di circa 12 euro viene anche utilizzato il gasolio da riscaldamento. Sebbene attualmente il suo costo sia più vicino a quello del distributore rispetto al passato, chi è in condizione di recuperare l’IVA riesce ad ottenere un risparmio consistente. A questo punto, se vi state chiedendo in che problemi si possa incappare adottando simili comportamenti, sappiate che queste pratiche sono assolutamente illegali e se si viene “pizzicati” con un pieno clandestino, si rischiano multe che vanno dai 40 ai 200 euro. Sempre che non si superi, come nel caso dei camion, il limite dei 100 kg di carburante: in questo caso, infatti, si rischia addirittura la reclusione. Ma l’illegalità è soltanto un aspetto del problema. I redattori di Auto oggi hanno proceduto a verificare i danni provocati al motore da queste soluzioni casalinghe. Per questo sono state effettuate tre verifiche. Si è controllato in che modo il consumo varia a seconda del carburante utilizzato, sono stati analizzati in laboratorio questi carburanti alternativi per valutarne scinetificamente le proprietà ed infine si è smontato il motore delle auto coinvolte nel test per verificare i rischi per la meccanica. Il risultato lo potete trovare sul numero 44 del settimanale ACI-Mondadori. Vi possiamo però anticipare che i rischi, compresi quelli di rottura del motore, superano di gran lunga i benefici. Per lo meno per quanto riguarda il gasolio da riscaldamento. Discorso diverso vale per il combustibile provenienti dalle friggitrici. In alcuni Paesi come Germania, Lussemburgo e Svizzera viene consentito il suo utilizzo e si commercializzano appositi kit di trasformazione e filtraggio, viceversa in Italia la nostra legge non lo consente.
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Autooggi39
Quando cambiamo auto ormai la voce consumi è quella presa maggiormente in considerazione. E ci mancherebbe, visto il costo del carburante. E le Case automobilistiche fanno a gara nel proporre auto con consumi sempre più contenuti. Tutte in listino hanno uno o più modelli che promettono di far registrare medie di 20 km/l. Ma sarà vero? Il settimanale Auto Oggi (il numero attualmente in edicola) ci ha messo il naso per vericare sul campo la veridicità dei dati dichiarati. Le ottime percorrenze sbandierate da dieci modelli di altrettanti costruttori sono state messe alla prova sia su un percorso comprendente tratti autostradali, extraurbani e cittadini che in pista, seguendo le regole prescritte dal ciclo di prova ECE. Quello utilizzato dai costruttori per il calcolo dei consumi. Il risultato? Naturalmente ci sono promossi e bocciati e giusto per fare due nomi, Mini e Smart non sono riuscite ad eguagliare nella pratica le prestazioni chilometriche sbandierate, ma nemmeno la Toyota Prius e l’Audi A3. Ma la prova ha messo anche in evidenza alcuni limiti del ciclo ECE, che prevede 26 secondi per arrivare a 50 km/h ripartendo dai semafori cittadini e 35 secondi per riprendere da 70 a 100 km/h sulle strade extraurbane. Sono tempi da lumache che, se applicati nella guida di tutti i giorni, ci attirerebbero le ingiurie degli altri automobilisti esasperati dall’estrema lentezza. Nonché un sicuro tamponamento anche da parte di un ciclista.

Dopo i vari sistemi che indicano il momento migliore per passare alla marcia successiva e tagliare quindi i consumi (vedi BMW con l’Efficient Dynamic), anche la Nissan per il 2009 introdurrà, presumibilmente per tutta la gamma, un nuovo pedale dell’acceleratore “attivo” che permetterà di ridurre il consumo di carburante dal 5 al 10% in base alle condizioni del traffico e della strada. Denominato ECO Pedal, quando il guidatore preme sull’acceleratore esercitando una pressione eccessiva, si attiva un meccanismo di controllo a controspinta che informa il guidatore che sta consumando più carburante del necessario. Questo sistema calcola il tasso di accelerazione ottimale sulla base dei dati relativi al tasso di consumo di carburante e dell’efficienza della trasmissione in fase di accelerazione e a velocità di crociera. Comunque, per aiutare i guidatori a tenere un piede leggero sull’acceleratore, nella strumentazione comparirà pure un indicatore che visualizza i consumi in tempo reale, mostrando con due diversi colori (verde e ambrato), se il guidatore sta accelerando più del dovuto. La lotta ai consumi e alla riduzione di CO2 si combatte non solo con nuove tecnologie che rendano i motori più parchi e puliti, ma anche “istruendo” i guidatori a un uso più accorto dell’acceleratore.
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La benzina e il diesel sono sempre più cari, anzi possiamo tranquillamente affermare che entrambi sono ormai diventati carissimi. Persino la soglia psicologica di un euro e mezzo al litro sta per essere oltrepassata. Posto che la benzina ci serve e non possiamo sostituirla, possiamo però far rifornimento là dove costa un pochino meno. La chance si chiama distributori “no logo”, cioé benzina venduta direttamente dai centri commerciali e dalla grande distribuzione, senza passare dalle Compagnie petrolifere. Pensate che, se settimana scorsa (15 maggio) il prezzo medio alla pompa per un litro di benzina era di 1,482 euro, presso alcuni di questi distributori indipendenti lo stesso litro di carburante costava 1,340. Ma dove trovarli? Il settimanale Auto oggi ha realizzato la mappa dell’Italia con i distributori low cost. Così non si perde tempo (e non si spreca nemmeno una goccia del prezioso liquido) a cercarli…

Sembra ormai un luogo comune, qualcosa a cui arrendersi: i costi di gestione della nostra auto salgono sempre di più. Il prezzo del pieno è solo l’indicatore più emblematico, oggi il carburante è di fatto a un euro e mezzo al litro, gasolio o benzina non fa differenza, la parità è ragiunta. Ma i rincari riguardano anche l’acquisto e la manutenzione delle vetture. Per chi non vuol rassegnarsi, il settimanali Auto oggi ha consultato gli esperti del settore: ne è uscito un manuale del bravo automobilista, anzi potremmo dire del guidatore accorto. Un prontuario di 34 consigli per individuare gli spazi di manovra per spendere meno. Per esempio, lo sapevate che mantenere un’auto dotata dell’impianto GPL può costare fino al 60% in meno rispetto ad un modello uguale, ma alimentato a benzina? O che alzando la pressione degli pneumatici di 0,2 bar la riduzione della resistenza al rotolamento fa diminuire i consumi di circa il 3%? Chiaramente si può risparmiare anche al momento dell’acquisto: scegliendo un’auto di fine serie a km zero si riescono a spuntare sconti fino al 25% e non cedendo alle tentazioni offerte dai listini, pieni di optional dall’utilità discutibile, si risparmia quanto basta per acquistare gli stessi accessori after market e tenersi qualcosa da parte. Anche le spese inerenti alla manutenzione ed alle riparazioni possono essere abbassate prestando particolare attenzione al momento dell’acquisto alla durata della garanzia offerta dalla Casa. Le possibità per spendere meno, insomma, non mancano, è fondamentale però informarsi e fare gli opportuni raffronti. Gli esperti vi attendono in edicola.
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