
La crisi è davvero alle spalle? Presto per dirlo, intanto però una bella iniezione di fiducia ci viene dal presidente dell’ACI Enrico Gelpi: “Gli incentivi stanno portando una boccata d’ossigeno vitale all’economia dell’auto”, ha dichiarato dopo aver analizzato i dati di luglio.
Rispetto a giugno, c’è stato infatti un aumento degli acquisti dello 0,59% (oltre 113mila unità vendute) e, altro dato significativo, nel 91% dei casi gli acquirenti hanno anche gettato via la vecchia auto. Il risultato è meno vetture usate in giro e più veicoli moderni in circolazione.
Continua anche il trend che vede il sud più interessato agli ecoincentivi legati alla rottamazione. Sicilia, Calabria, Basilicata in testa, con oltre il 98% di sostituzioni di veicoli inquinanti. Al centro nord invece le regioni più attive senza radiazione, con l’Emilia Romagna in testa: ha utilizzato il 18,25% delle agevolazioni.
In generale, l’incremento maggiore nelle vendite, a luglio, riguarda la Basilicata che fa registrare un bel +21,64%.
Altri dati, meno interessanti, riguardano la cilindrata: il 63,91% delle agevolazioni è stato concesso per auto con motori da 1200 a 1500 cc.
E infine ecco le auto più vendute: vince la Fiat Panda con 14.877 immatricolazioni, seguita dalla Grande Punto e dalla Punto.
Le più demolite nell’operazione incentivi? Le Euro 2, ovviamente, seguite a ruota dalle Euro 1 e dalle sempre più rare Euro 0.
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Il nuovo anno porta con sè una ventata di novità di cui il settimanale Auto oggi è pronto a farvi partecipi nel numero 2 che potete trovare in edicola. Si comincia dalla proposte del Presidente dell’ACI, Enrico Gelpi, tese a agevolare l’acquisto di auto nuove da parte dei giovani. Per aiutare i ragazzi a cambiare auto il “boss” dell’ACI ha presentando al Governo un progetto che prevede la riduzione dell’IVA al 10% per i neoproprietari tra i 18 e 25 anni e l’esenzione dal pagamento del bollo per 3 anni, o addirittura 5 se al momento dell’acquisto viene rottamata una vecchia auto Euro 3. Il tutto consentirebbe un risparmio fino a 2.000 euro. Ma non è solo l’Automobile Club d’Italia a lanciare una proposta scaccia-crisi. Sembra, infatti, che la Fiat abbia in cantiere una nuova citycar, la riedizione della Uno e una rivale della Dacia Sandero. Queste auto, che dovrebbero arrivare sul mercato a prezzi da discount entro un paio di anni, consentiranno alla Casa di Torino di sfidare a testa alta la concorrenza sul terreno a lei più congegnale: quello delle utilitarie. Infine, parte la prima puntata di un’accurata inchiesta di Auto oggi tesa a rispondere una volta per tutte alla dolorosa domanda: “auto mia, ma quanto mi costi?”. Questa settimana è stato calcolato il costo mensile di un centinaio tra citycar, berline e vetture di rappresentanza, nuove e usate. Per farlo, una volta individuati tre profili tipici di automobilista, ci si è avvalsi dei calcoli elaborati dall’ACI riguardo il costi al km, che comprendono oltre alle spese “vive” (come l’assicurazione, il bollo, i consumi e l’ammortamento) anche i costi relativi all’usura delle componenti e alla manutenzione. Volete sapere qual’è l’auto meno cara da gestire? Ma naturalmente è la reginetta della città, la Smart, che percorrendo una media di 10.000 km l’anno non vi farà spendere più di 294 euro al mese (meno della vecchia mitica ed economica Panda coi suoi 310 euro).

Dall’ottobre del 2006 per chi rottama una vecchia automobile Euro1 o peggio, lo Stato dà un incentivo variabile a seconda della cilindrata della vettura nuova che si acquista. Ma lo Stato ci perde o ci guadagna? La seconda risposta è quella buona. Un primo bilancio, relativo a sei mesi consuntivati, quindi fino al 31 marzo 2007 (elaborazione InterAutoNews), presenta un saldo positivo di 115 milioni di euro, differenza tra Iva incassata dalle auto nuove (270 milioni) e contributi erogati ai privati (155 milioni). In sei mesi sono state demolite 635 mila auto. Quali i modelli che più sono finiti sotto le presse? Fiat Uno e Panda, seguite da Ford Fiesta, Fiat Tipo, Autobianchi Y10 e vecchie VW Golf e Renault Clio. Addirittura sono sparite per sempre 20 mila Ford Escort (quasi non ci ricordiamo com’è fatta) e 14 mila Fiat Tempra. Insomma un bel ripulisti del parco circolante. Gli incentivi durano fino a tutto il 2007, ma per le case automobilistiche è una tale manna che ne hanno chiesto il prolungamento anche per il 2008. E visto che pure per lo Stato è un bell’introito, è probabile che sarà una richiesta non difficile da esaudire.
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