
Panorama.it per Fondazione Ania per la Sicurezza Stradale
È ciò che emerge da una ricerca demoscopica sui comportamenti alla guida promossa da Fondazione Ania in collaborazione con Ipsos. Adesso tocca a voi lasciare una testimonianza su questo importantissimo problema. Continua

Nuove "zebre" ad alta visibilità e antiscivolo per la capitale (foto ANSA)
Roma è, in Europa, una delle città più pericolose per i pedoni. I numeri parlano di 52 pedoni deceduti nel 2008 su un totale di 190 morti sulle strade della capitale. Per questo motivo, Campidoglio e Fondazione ANIA hanno cercato di individuare gli attraversamenti pedonali più pericolosi, al fine di metterli in sicurezza. Continua

S60 (Credits: Volvo)
Una nuova tecnologia testata sulla futura S60 permetterà di evitare la collisione tra auto e pedone.
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Io Dissuado (Credits: ANIA)
File di persone sdraiate a pochi passi dal Circo Massimo per dissuadere i guidatori dal mettersi in auto dopo aver bevuto o dall’andare a velocità eccessive.
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- Tags: alcol-lotta-contro, auto-oggi, controlli, droga, etilomentro, forze-dellordine, giro-di-vite, nuova-Megane, nuovi-controlli, polizia, sicurezza-stradale, stragi-sabato-sera
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Ogni sabato sera si ripete un macabro carosello fatto di incidenti, spesso fatali per gli occupanti delle vetture coinvolte, causati dall’alta velocità e dalla distrazione, che di sovente sono stimolate da una guida irresponsabile sotto l’effetto di alcol e droga. Ma l’attuale Governo ha deciso di sperimentare una linea dura per scoraggiare tali comportamenti, affiancando ai controlli con l’etilometro, test antidroga svolti in collaborazione con alcuni medici delle ASL locali. I cronisti di Auto oggi gli scorsi 29 e 30 agosto sono andati ad affiancare gli agenti e medici in una delle prime serate in cui si sperimentavano questi nuovi tipi di controlli. I risultati? Agghiaccianti. Tra i conducenti che sono stati sottoposti ai test la metà è risultata in stato non idoneo alla guida. Ma il problema forse più grande è l’atteggiamento delle persone controllate, che denota un’assenza generalizzata della consapevolezza dei rischi a cui si va incontro guidando in stato alterato. Se quindi il giro di vite può rivelarsi un ottimo metodo per mettere a nudo il problema e la sua portata, ci si chiede se questo inasprimento delle pene nonché l’aumento dei controlli sia sufficiente da solo a combattere un fenomeno di cui gli stessi interessati non sembrano avere la piena cognizione. Se non si debba passare anche per l’elaborazione, e l’insegnamento nelle sedi appropriate, di differenti modelli culturali, grazie ai quali si riesca a far interiorizzare agli interessati il concetto di rispetto per se stessi e per gli altri, nonché un diverso modello di divertimento. Comunque sul numero 37 di Auto Oggi, in edicola fino a mercoledì 17 settembre, non si parla solo di sicurezza stradale: sotto i rilettori c’è la Renault Mégane tutta nuova e poi la sfida tra i cambi automatici doppia frizione di Porsche e BMW, senza dimenticare il confronto tra 6 coppie di auto della stessa tipologia, per scoprire se le auto blasonate valgono il prezzo che richiedono rispetto alle loro rivali meno nobili.


Incidenti stradali? Siamo messi male, nonostante l’Europa ci abbia dato degli obiettivi di riduzione, non riusciamo a raggiungerli. Meglio di noi fannno in tanti, dalla Gran Bretagna alla Germania al Belgio. Siamo tredicesimi. E non è una bella posizione. In cifre questo vuol dire che abbiamo ancora seimila morti sulle strade, dei quali 7-800 sono pedoni. A contribuire alla falcidia ci si mettono soprattutto le due ruote: le moto valgono soltanto il 3,6% del parco veicoli, ma contribuiscono per il 27% agli incidenti mortali. E qual è la città più pericolosa? Roma, luogo con il più alto tasso di incidentalità: nel 2005 nella sola Capitale ci sono stati 26.693 incidenti che hanno provocato 356 morti (+59%) e 35 mila feriti (+129%). Cifre pesanti, snocciolate ieri all’ennesimo, ma sempre utile, convegno sulla Sicurezza stradale promosso dal ministero dei Trasporti, da Toyota e dall’ETSC, European Transport Safety Council, l’organismo europeo di monitoraggio della sicurezza stradale. Durante il quale ci si è anche chiesti che cosa fare, perché l’Italia, da qui al 2010 ha un obiettivo forte, ridurre del 50% gli incidenti mortali. Le cause degli incidenti sono sempre le stesse: eccesso di velocità e distrazione. Massimo Nordio, a.d di Toyota, ha ricordato che la casa giapponese si è impegnata a fare auto sempre più sicure e a dare di serie, al più presto, l’Esp su tutte le auto. Dopodiché la ricetta del governo sembra una sola: formazione all’educazione stradale e inasprimento delle sanzioni. Molto duramente, sull’esempio della Francia. Perché sembra che noi automobilisti italiani siamo veramente una categoria di persone poco responsabili. Siamo tutti d’accordo?
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