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Ogni giorno la solita storia: sveglia che suona, pronti in 5 minuti e, neache fossimo ai blocchi di partenza, tutti pronti a scattare per il classico tragitto casa-lavoro o casa-scuola. Chi a piedi, qualcuno in bici, altri con i mezzi pubblici, ma la maggioranza in auto o in moto. Ma quanto tempo perdiamo per spostarci? Secondo uno studio condotto dall’Osservatorio sulla Mobilità sostenibile dell’Airp, su un campione di popolazione con età compresa tra i 14 e gli 80 anni, nel 2007 gli italiani hanno impiegato poco più di un’ora al giorno per spostarsi. Un valore considerato come media e che può raggiungere picchi decisamente più alti per chi vivendo nell’hinterland è costretto a recarsi nelle grandi città. In cima a questa classifica si colloca la regione Lazio dove in media si perdono 77 minuti al giorno per spostarsi. La Lombardia, invece, si classifica al terzo posto con 68,9 minuti, superata dalla Liguria (74,5) che risente molto della conformazione geografica del territorio e della carenza di infrastrutture, nonostante sia presente una sola grande città: Genova. Da notare, comunque, che anche nel migliore dei casi, nelle Marche, il tempo medio dedicato per spostarsi sfiora sempre l’ora. A questo punto, sarà interessante notare come per il 2008 il calo dei consumi di carburante dovuto ai forti aumenti del prezzo alla pompa si farà sentire sul tempo medio dedicato per spostarsi. La rinuncia dell’auto a favore dei mezzi pubblici (mediamente più lenti se si considera il tempo per raggiungerli), suggerisce che il tempo medio pro-capite sarà in aumento. Però, non è da escludere che la diminuzione del traffico potrebbe determinare una maggiore velocità media e quindi un minor tempo complessivo.
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Primi in Europa e secondi nel mondo, subito dietro gli Stati Uniti. Purtroppo non stiamo parlando della quantità di medaglie conquistate alle recenti Olimpiadi, ma del rapporto auto/abitanti. Secondo uno studio condotto dall’Osservatorio per la Mobilità Sostenibile dell’Airp (Associazione Italiana Ricostruttori Pneumatici), infatti, in Italia ogni 100 abitanti ci sono ben 60 auto. Un valore che cresce fino a 69 per il Lazio, la regione con la più alta densità automobilistica, e scende a un minino di 52 auto per la Liguria. Dati che pongono l’Italia saldamente al primo posto in Europa, dato che la Germania segue con 57 auto per 100 abitanti, mentre Gran Bretagna e Austria si fermano a “sole” 51 auto. La Francia registra 50 auto per 100 abitanti, mentre tutti gli altri stati, fino alla Polonia, ultima classificata con 35 auto, restano al di sotto della soglia di un’auto ogni due abitanti. Un primato del quale, ovviamente non bisogna andare molto fieri… L’alta densità automobilistica fatta registrare in Italia determina una congestione del traffico per l’elevata quantità di veicoli circolanti che mette costantemente in crisi una rete stradale e autostradale inadeguata alla crescente mobilità che avviene con mezzi privati. Ovviamente a determinare questa situazione concorre anche la mancanza di una valida alternativa al mezzo di trasporto privato: la rete ferroviaria, al pari di quella dei mezzi di trasporto pubblici all’interno delle città, non è abbastanza sviluppata e spesso carente nel servizio. Senza dimenticare che dove è presente e adeguata alle necessità dei privati, a volte non viene sfruttata per l’abitudine consolidata degli italiani di utilizzare i mezzi privati anche per gli spostamenti più brevi. Sembra chiaro, quindi, che la lotta all’abbattimento delle emissioni inquinanti oltre che su nuove tecnologie e carburanti più rispettosi dell’ambiente, non può prescindere da un diverso rapporto con i mezzi di trasporto dei singoli abitanti.
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Le sorprese sembrano non finire mai, specialmente se sono spiacevoli… Dopo il prezzo del carburante che non accenna a diminuire e le costanti code in auto, gli italiani che hanno scelto una due ruote per gli spostamenti per risparmiare sul tempo e sui soldi devono fare in conti con le compagnie di assicurazioni. Dal 1994 ad oggi, infatti, le tariffe assicurative per uno scooter di cilindrata inferiore ai 150 cc. (quelli più venduti), sono aumentate del 413% (contro il 150% per un’auto di media cilindrata). Il Codacons, dopo una sostanziale ammissione da parte del direttore generale Ania, Giampaolo Galli, ha denunciato per estorsione lo scorso 14 agosto, alla Procura della Repubblica di Roma, chiedendo alle competenti autorità di fare chiarezza sugli aumenti delle polizze, accertando fatti e responsabilità. Se da una parte l’utente è obbligato a stipulare la polizza (la legge lo impone) e la mancata sottoscrizione può determinare il sequestro del veicolo, dall’altra le compagnie sono libere di stabilirne il prezzo. Un prezzo che secondo l’associazione è aumento ingiustificabilmente in relazione all’effetto patente a punti e ai dati che vedono diminuire la percentuale di incidenti gravi. Per questa ragione il Codacons ha chiesto all’Antitrust di indagare sull’eventuale violazione della legge sulla concorrenza, di intervenire repentinamente mediante interventi di sospensione delle autorizzazioni nei confronti delle compagnie che hanno praticato smisurati aumenti. Un altro capitolo che vede contrapposti utenti della strada e assicurazioni è stato iniziato, ma il finale della storia è ancora tutto da scrivere…
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Autooggi
L’automobile è carica e siamo pronti a partire. Finalmente è arrivato il momento per staccare la spina dal “tran-tran” quotidiano e ricaricare le batterie. Quindi è meglio pianificare per bene, in modo da poter affrontare serenamente ogni evenienza. E’ meglio porsi in anticipo domande del tipo: quali sono le giornate in cui è previsto più traffico? Dove sono installati i rilevatori di velocità media, i cosiddetti Tutor? Che leggi sono previsti negli altri paesi europei, e quanto costa la benzina al di fuori dello stivale? O ancora ci sono problemi per caricare l’auto a gas su un traghetto? Sullo speciale di questo numero di Auto oggi vengono date le risposte a queste ed a molte altre domande. Capitolo per capitolo, dai documenti di viaggio a come combattere il caldo o evitare comportamenti sciocchi. Per esempio lo sapevate che tenere un piede fuori dal finestrino è proibito e se vi beccano rischiate 30 euro di multa? E poi fatevi furbi, in tempi di caro carburante meglio non correre, tenere i finestrini chiusi e usare il condizionatore non al massimo, si risparmia il 10% nei consumi. Infine, per chi va all’estero, un vademecun sulle regole alla circolazione stradale e tutti i numeri europei del Soccorso stradale, dall’Albania all’Ungheria.
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