
I pochi fortunati che se la potranno permettere dovranno aspettare la prossima primavera, quando la Spyder sarà in vendita a poco più di 193.000 euro. Nel frattempo, però, la nuova Lamborghini, dopo essersi fatta ammirare al recente Salone di Los Angeles, si mostrerà in tutta la sua bellezza a quanti si presenteranno dal 5 al 14 dicembre al Motor Show di Bologna. Rispetto al passato modello, la nuova spyder migliora le proprie prestazioni grazie all’adozione del V10 da 5,2 litri da ben 560 CV della LP 560-4: per volare da 0-100 km/h ci impiega solo 4 secondi e allunga fino a 324 km/h. La nuova auto è quindi un “toro” più forte, ma anche meno scorbutico grazie alle sospensioni un pelo meno rigide e al cambio elettroattuato e-gear, velocizzato del 40% nella modalità “Corsa” e, sopratutto, reso più fluido e dolce negli innesti quando usato in modalità automatica. Ma non solo… come per la coupé, l’aver risparmiato 25 kg sul piatto della bilancia e utilizzato il nuovo V10 dotato di iniezione diretta di benzina, ha permesso di tagliare i consumi e quindi le emissioni inquinanti di ben il 18%.

La crossover di casa Nissan piace. Al di là di ogni apsettativa, tanto che ci vogliono sei mesi per averla e alla Nissan Italia non sanno più come chiedere alla casa madre auto in rifornimento. La ricetta è semplice: metà vettura e metà Suv, linea ben riuscita e prezzi abbordabili. Si parte da una cifra che supera di poco i 18.000 euro per la versione base che offre la consueta affidabilità ma “solo” due ruote motrici. Certo, per un uso cittadino va più che bene ma non bisogna dimenticare che la gamma arriva fino alla versione 4WD Tekna in grado di soddisfare i palati più esigenti. Gli interni sono curati fin nei minimi particolari mentre l’elenco della dotazione di serie e degli optional contiene solo elementi in grado di “semplificare la vita”. Tra questi, i fari allo Xeno, i tergicristalli automatici, il navigatore satellitare, la telecamera per la visione posteriore durante la retromarcia e la connettività Bluetooth. Merita, invece, una citazione a parte il tetto in vetro panoramico che di fatto è un’opzione esclusiva di Qashqai in questo segmento di mercato. Misura 1040 mm per 880 mm, è fisso e si estende su entrambe le file di sedili per regalare grande luminosità all’abitacolo. È realizzato in vetro laminato oscurante, che filtra i raggi UV e impedisce un riscaldamento eccessivo dell’abitacolo. Per ripararsi dal sole e proteggersi ulteriormente quando fa brutto tempo, si può azionare il parasole elettrico al semplice tocco di un pulsante.
Per quanto riguarda la trazione integrale (disponibile solo sulle versioni 2.0), il sistema di All Mode 4×4 a gestione elettronica ereditato dalle sorelle maggiori permette di scegliere tra le 2 e le 4 ruote motrici con la possibilità di bloccare il differenziale. Una qualità da non sottovalutare al momento dell’acquisto, anche per il fuoristrada tranquillo. Il motore è un 2.0 litri dCi dotato di sistema di iniezione piezoelettrica Bosch che sviluppa 150 cavalli che la rendono agile e scattante. Il ricircolo dei gas di scarico (EGR) produce un aumento di temperatura controllato nella camera di combustione per abbattere gli ossidi di azoto (NOx) in modo da assicurne la conformità Euro 4. In abbinamento a questo motore, la trasmissione a variazione continua ha dimostrato un’ottima convivenza; il cambio CVT (Continuously Variable Transmission) è una combinazione tra l’automatico e il sequenziale ed è in grado di offrire un’accelerazione più fluida con consumi ridotti e minori emissioni.

Siete di quelli che alle jungle d’asfalto alternate deserti di sabbia e sentieri di fango? Allora l’ultima Cherokee potrebbe essere l’auto per voi. Non una semplice SUV. Ma una 4×4 vera, di quelle con la stoffa. La ricetta è ben nota: trazione integrale inseribile e con le marce ridotte. Sbalzi il più corti possibile e una buona altezza da terra per non toccare il terreno. E sospensioni (riviste al retrotreno) agili come gambe di ragno per tenersi aggrappati ai terreni più impervi. L’ultima Cherokee, la terza dal debutto negli anni ‘80, non tradisce le sue origini. Rivede il look, più spigoloso ma sempre dichiaratamente off road; pazienza se sono scomparsi (di nuovo?) i fari tondi stile Wrangler. Sotto il cofano c’è sempre il 2.8 common rail VM che però si aggiorna e guadagna qualche CV (da 163 a 177), il filtro antiparticolato di serie e un po’ di grinta in più. Per ora niente motori a benzina. Ma in arrivo ci sarebbero versioni ecologiche dei diesel Bluetec, quelle messe a punto con VW e Mercedes. O, chissà, un V6 common rail da 3 litri. Vedremo. Le dimensioni sono rimaste invariate: dentro adesso c’è un po’ più di spazio per le spalle, qualche millimetro in più per le ginocchia e sedili che sostengono meglio le gambe. Fra le novità spunta anche un nuovo tetto panoramico in tela, una finestra sul cielo grande quanto il tetto. E poi nuovi lussi come il navigatore con schermo touch screen e 20 GB di hard disk pronto a inghiottire 1.600 brani musicali. Convincente questa Cherokee. Qualche caduta “ergonomica” solo quando - al volante - ci si ritrova “fra i piedi” una pedaliera disassata e senza appoggio per il piede sinistro. Poi, bene il cambio manuale a 6 marce, ancor meglio l’automatico a 5, più fluido, l’unico dotato del nuovo Hill descent control per discese ardite frenate dall’elettronica. In consegna da aprile, negli allestimenti Sport e Limited e con prezzi a partire da 32.500 euro. Per vederla più da vicino vai alla Gallery.

Destinata a chi ha famiglia ma conserva un minimo spirito di avventura, quel tanto che basta per non fermarsi davanti a uno sterrato che porta a una baietta meravigliosa o all’inizio di una passeggiata nel bosco. Questa è Altea Freetrack, una grande monovolume (lunga quattro metri e mezzo) destinata a un uso prevalentemente familiare e che però, ma soltanto se ne avete voglia, si può impegnare nel fuoristrada. Non quello da Land Rover o Jeep, beninteso, però del tipo affrontabile dalle persone normali, che gradiscono non rovinare l’auto ed avere sospensioni che non ti sbatacchiano nel’abitacolo. La Freetrack è più alta da terra (22,5 cm), ha abbondanti fascioni paracolpi neri che le girano intorno, ma soprattutto ha la trazione integrale. Un sistema che in condizioni di aderenza normale trasferisce la potenza alle ruote anteriori ma in caso di fondi brutti trasmette la trazione anche alle ruote posteriori. Di serie la Freetrack, per farsi personare il prezzo un po’ alto, 30.501 euro, ha svariati gadget elettronici, dai sensori di archeggio al climatizzatore bi-zona al monitor per vedere dvd o collegarci la playstation. I vostri figli apprezzeranno, ne siamo sicuri.
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