Ritorna il contributo per trasformare l’auto e renderla meno inquinante. E se hai un motore oltre Euro 2 buone notizie: lo Stato stavolta non si è dimenticato di te.
Vuoi vincere il premio come autista più ambientalista del mondo? Allora anche la tua Euro 5 può beneficiare del contributo di 500 euro (GPL) e di 650 euro (metano) per la conversione. Se prima davi una bella mano al pianeta, adesso l’intera umanità ti sarà grata.
La nuova disposizione corregge la legge dell’anno scorso e vuole essere un incentivo ulteriore per tutti gli automobilisti con macchie alimentate a benzina.
Se nel 2008 il ’suggerimento’ statale è stato accolto da da oltre 160.000, c’è da scommettere che quest’anno batteremo ogni record: secondo Gianni Filipponi, direttore generale dell’Unrae (Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli Esteri), gli ulteriori 102 milioni di euro stanziati e la modifica apportata, potrebbero riuscire a coinvolgere altri 200.000 autisti particolarmente ‘virtuosi’ (e attenti ai consumi).
Speriamo bene.

DeMeo_Marchionne
Il vecchio continente si sta disamorando dell’auto? Una cosa sembra certa, che la crisi al di là dell’Atlantico, con le tre grandi Case americane, Ford, General Motors e Chrysler, sull’orlo del fallimento, si sta trasferendo anche da noi: i quattro grandi mercati europei, che con l’Italia rappresentano il 70% delle vendite continentali di auto nuove, cioé Francia, Germania, Spagna e Gran Bretagna, sono tutti in flessione. L’Italia ha visto ridurre le immatricolazioni, a ottobre, del 18,9%, ma in Spagna è stata la catastrofe: il 40% in meno, il che vuol dire che si spera a fine anno di contenere le perdite al 26%. Un disastro per un mercato che negli ultimi anni aveva dato invece segnali di grande vitalità. La seconda sberla l’ha presa il mercato inglese, con una frenata delle immatricolazioni del 23%, il peggior ottobre automobilistico - dicono le statistiche - da 17 anni a questa parte. E poi, perfino Francia e Germania che avevano retto bene fino a settembre, anche loro a ottobre scivolano verso il basso. La Francia incassa un meno 7,4%, la Germania rimane attonita a cifre che parlano di meno 8,2%, dopo cinque anni di continua crescita. Dunque, allarme. Gianni Filipponi, Segretario generale dell’Unrae, l’associazione che riunisce le marche estere operanti in Italia, dichiara che «i dati europei evidenziano con vigore una crisi che colpisce un settore chiave dell’economia mondiale. E si devono prendere le misure necessarie per riattivare l’accesso al credito in modo corretto e sopportabile, visto che il 75% delle vendite di auto avviene con pagamenti dilazionati». In mezzo a questa bufera il Gruppo Fiat (nella foto Luca De Meo, responsabie di Alfa e Abarth e l’ad Fiat Sergio Marchionne) tiene botta: a ottobre ha perso l’8,3%, meno 3,8% dall’inizio dell’anno, con una quota di mercato che migliora leggermente, visto che i concorrenti vanno peggio: 8.3 di share questa’anno contro 8.1 nel 2007.

Fiat_Punto
La crisi delle vendite di auto nuove sembra aver inforcato una strada senza uscite. I dati sulle immatricolazioni nel mese di ottobre fanno infatti registrare in Italia una flessione del 18,9% rispetto allo stesso mese del 2007, 167.940 auto, il risultato peggiore negli ultimi dodici anni. Se poi si sottraggono le vetture consegnate alle flotte aziendali e si considerano unicamente quelle vendute ai privati, lo scivolone è ancora più preoccupante, meno 25,4%, un preciso segnale delle difficoltà economiche delle famiglie italiane, le quali si orientano sempre di più - inoltre - verso automobili di piccola cilindrata e dimensioni, tanto da far salire la quota delle citycar a un quarto del totale delle vetture vendute. E, infatti, nella classifica delle auto più gettonate (si fa per dire), le tre teste di serie sono Fiat Punto, Fiat Panda e Fiat 500 (il gruppo italiano migliora di un pochino la quota di mercato), seguite a ruota da Ford Fiesta, Lancia Ypsilon e Ford Focus. La prima berlina importante è la Audi A4, entrata ad ottobre in classifica al decimo posto. E se proprio ancora non ci crediamo, che è arrivato davvero il tempo delle scelte al risparmio, basti il numero di Dacia (il marchio low cost di Renault) che dall’inizio dell’anno è cresciuto del 50 per cento, passando da 4.284 a 6.458 unità vendute. E contemporaneamente, ad ottobre, la casa madre Renault ha perso il 35%. Dalla generale flessione si salvano in pochissimi, ma con risultati che non bastano di solito a pareggiare le perdite cumulate nei dieci mesi. Per capirci, Audi ad ottobre è cresciuta del 17,18%, ma su base annua perde l’1,60%; al contrario Chevrolet su base annua segna un più 4,16%, ma ad ottobre ha perso più del 25%. Come finirà? Una cosa appare evidente e cioé che la crisi finanziaria è entrata strutturalmente nel dinamiche del mercato, come sostiene Salvatore Pistola, presidente dell’Unrae, l’associazione degli importatori di vetture estere. E che la riduzione del costo del denaro e del prezzo della benzina non sembrano sufficienti a rianimare la domanda. Se il trend continuasse così a fine anno si farà fatica a fare l’obiettivo dei 2 milioni di veicoli. E, a questo punto, c’è da dubitare che perfino nuovi incentivi alla rottamazione possano servire a riportare le vendite a livelli normali. Per chi avesse la curiosità di vedere i dati complessivi, basta un click sul sito www.unrae.it
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Mercatoauto
L’estate non è mai stata un momento di particolare effervescenza per le vendite delle automobili, ma un agosto così triste non si vedeva dal 1996: 76156 immatricolazioni con una flessione sull’anno scorso del 26,4%. Negativo quindi anche il bilancio dei primi otto mesi di quest’anno, 1.531.598 auto vendute, vale a dire meno 12% sul 2007. Una situazione che è in linea con il generale andamento negativo del mercato europeo ma che in Italia sta assumendo una colorazione anche più pesante. Tanto che il presidente dell’Unrae, l’associazione delle Case automobilistiche non italiane, ha chiesto che il governo prenda atto della crisi, intervenendo con misure strutturali per rilanciare la domanda: e cioè eliminando il bollo auto e riducendo le accisi sulla benzina. Perché è opinione condivisa tra gli addetti ai lavori che tra i motivi della flessione delle vendite ci sia, oltre al caro carburante, anche il contino aumento dei costi di gestione dell’auto. E poi, per l’Unrae, sono opportuni nuove forme di incentivazione finanziaria per la rottamazione di veicoli anziani. Entrando nel dettaglio della crisi, l’unico segmento in crescita è quello delle city car, si riduce la quota del diesel, al 48,3% (era al 55,6% un anno fa) e cresce la richiesta di auto con alimentazione a gas, raddoppiate in un anno, dal 3,4% al 6,7%. Tra le Case in sofferenza, c’è anche il gruppo Fiat, Alfa, Lancia con una perdita del 22,6%, meno del mercato ma comunque pesante. Per una visione d’insieme vi rimandiamo al sito dell’Unrae. Qui vi segnaliamo le Case con le maggiori difficoltà: tra le più penalizzate in agosto le coreane Kia e Hyundai che perdono rispettivamente il 46 e il 48%, seguite dalla Peugeot con un meno 45%. Ma anche i marchi del lusso hanno preso delle sberle: BMW ha perso il 42%, Mercedes il 39%, Mini il 43%, Lexus il 56%, Porsche il 55%. Il record negativo spetta a Jeep con un pesante meno 61%. Tra le poche con segno positivo segnaliamo Audi (più 5,68%), Jaguar (più 15,85%) e la Dacia Logan che quasi raddoppia, più 91%, segnale che forse, il low cost sta prendendo piede anche da noi, più con la complicità della crisi economica, che come scelta culturale.

Caro vita, prezzi dei carburanti alle stelle e mancanza di manovre statali che incentivino l’acquisto di una nuova autovettura. Le ragioni della crisi delle vendite nel settore delle auto sono molteplici e continuano a ripercuotersi anche nel mese di luglio. Però, non tutti i Costruttori sembrano allarmarsi troppo per la situazione creatasi… Se da una parte, complice il pareggio raggiunto tra un litro di verde e uno di gasolio, per la prima volta dopo 5 anni le vendite della auto diesel sono scese sotto la barriera del 50% arrivando a 49,8% contro i 52,7 del luglio 2007, dall’altra si continua ad assistere a un continuo incremento (del 61% nel mese, dati UNRAE) di quelle alimentate a gpl o metano. Così, costruttori come la Subaru che nei propri listini ha delle versioni a basso impatto ambientale dei propri modelli, rispetto all’anno scorso fa segnare un + 156% nelle vendite. Una sorte, quella del trend positivo, che caratterizza anche Case “low cost” e che puntano sulle citycar come Dacia (nella foto il nuovo modello Sandero della casa rumena) e Tata che registrano un + 62 e +129% rispettivamente.Chissà che questa crisi generalizzata non possa portare in futuro a un’inversione di tendenza nel campo automobilistico, caratterizzato negli ultimi anni dalla crescita delle dimensioni delle auto e dalla maggior diffusione delle motorizzazioni a gasolio…
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