La vacanza in barca si organizza sul web

Lo Swan 90
Nasce il primo portale internazionale dedicato al turismo nautico con pagamento just in time e porta il marchio del made in Italy. Sarà on line dal prossimo 27 maggio. Si tratta di www.yatchingcharter.it. Grazie all’intraprendenza italiana si potranno prenotare via internet le proprie vacanze in yacht o in barca a vela in modalità veloce e sicura. Con alcuni click e in pochi minuti viene data la possibilità di conoscere la disponibilità del prodotto che si cerca. Novità assoluta in campo internazionale è la certezza di poter prenotare su tutta l’offerta mondiale disponibile pagando direttamente col sistema paypal ed evitando i tempi lunghi delle tradizionali procedure quali i bonifici bancari.
Yachtingcharter.it nasce dall’idea del giovane imprenditore italiano Guglielmo Mattia, già impegnato nel 2007 in ambito nautico come consulente di Morgan Yachts e della società che gestisce gli spazi del Porto di Roma Roma Brokerage.
Siamo in presenza del primo portale che offre agli operatori e agli amanti della nautica da diporto i servizi che Expedia, Lastminute, E-dreams e Venere mettono solitamente a disposizione delle strutture alberghiere in tutto il mondo. In sintesi i principali vantaggi oltre al pagamento sicuro e veloce sono anche la possibilità di prenotare yatchs e singole cabine attraverso quattro tipi di offerte speciali: first minute, last minute, week end, the best. Inoltre è assicurata l’assistenza totale agli operatori nautici.
Il portale è dedicato soprattutto ai giovani ed agli appassionati, ma anche alle famiglie ed agli operatori del settore. Secondo un’analisi di mercato sulla nautica in cifre, in passato la maggior parte dei clienti noleggiava in anticipo e dopo una lunga ed accorta pianificazione, mentre nel 2007 c’è stato il boom della prenotazione last-minute, legata alla diminuzione dell’età media dei clienti.

Soluzioni per le città, da Milano a Shanghai il miracolo della luce

Attilio Stocchi - I colori della luce

Arredare le città con la luce. Renderle più belle, più rassicuranti e più sicure. La riqualificazione urbana passa per l’illuminazione, un’arma in più a disposizione delle pubbliche amministrazioni locali. Città e paesi, singoli quartieri o intere metropoli ripensati attraverso progetti illuminotecnici e soluzioni all’insegna dell’efficienza energetica. Le 44 proposte di giovani e celebri architetti e urbanisti saranno presentate durante Urban Solutions, laboratorio aperto nell’ambito di Livinluce ed EnerMotive 2009, a Fieramilano dal 26 al 30 maggio.

I lavori della fiera verranno seguiti in diretta da una finestra aperta appositamente su Facebook. I nomi dei progettisti vanno dai più noti a quelli emergenti: tra gli altri, Massimiliano Fuksas, Aldo Cibic, Gregotti, Italo Rota, Renzo Piano, Luca Moretto, Attilio Stocchi. I progetti ridisegnano con la luce luoghi italiani ed esteri. Dalla stazione di Torino Porta Nuova al Duomo di Milano, dalle città di Benevento e Salerno all’Eur di Roma, dalla piazza principale di Vinci al Padiglione italiano dell’Esposizione universale di Shanghai, fino alla nuova città Pujiang vicino alla stessa Shanghai.

Guarda la GALLERY

Grandi chef in brodo di giuggiole

Il leggendario liquore al Brodo di Giuggiole, la birra artigianale alle castagne affumicate e quella doppio malto al farro, annate introvabili di Pinot de Charente, il celebre vino dolce prodotto in Francia, la colomba allo champagne rosè con uvetta marinata sei mesi nello stesso champagne, verticali di Amarone con le migliori annate degli ultimi dieci anni: sono alcune delle prelibatezze prodotte dalla Montresor di Verona, azienda specializzata nelle enogastronomia di lusso. Si potranno degustare il 19 maggio nel corso della serata speciale Montresor live show, evento annuale nella Capitale. L’appuntamento è al roof garden del ristorante di Roma Boscolo Exedra. Ad assaggiare tali delicatessen personaggi del mondo dello spettacolo come Renzo Arbore, Alessio Di Clemente, Chiara Giallonardo, Massino Giletti, Lorena Bianchetti. Questi personaggi ed altri ancora saranno abbinati ad altrettanti Chef stellati d’Europa nove in tutto che si esibiranno ai fornelli preparando “live” specialità da abbinare a un vino a un liquore oppure ad un dolce di quelli menzionati. A inaugurare la competizione, il “guru” della cucina molecolare oggetto di recenti polemiche, Massimo Bottura (del ristorante La Francescana di Modena). Ma ci saranno anche Lucio Pompili (del ristorante Symposium di Cartoceto a Pesaro), Isidoro Consolini (del ristorante Al Caval di Torri del Benaco a Verona), Romano Tamani (del ristorante L’Ambasciata di Quistello a Mantova), Gioacchino Pontrelli (del ristorante Lorenzo a Forte dei Marmi), Michele Frandolic (del ristorante Azzurra di Riccione), Gianni D’Amato (del ristorante Il Rigoletto di Reggio Emilia), Santi Capitani (del ristorante Santi di Giglio Castello a Grossego), Ciccio Sultano (del ristorante Il Duomo di Ragusa). A fine serata saranno consegnati i Montresor cooking award, riconoscimenti al miglior chef ed alla ricetta più originale. A coordinare le esibizioni gastronomiche ci sarà Alessandro Circiello, Chef Resident del Boscolo Exedra di Roma. Ad accompagnare le speciali ricette, degustazioni di Champagne e vini d’annata, catalane di crostacei, ostriche e fois gras. Inoltre, il leggendario liquore al Brodo di Giuggiole sarà abbinato a dolci speciali e sigari Toscani di pregio preparati “in diretta”.

In crociera si gioca anche a golf

celebrity
Allenarsi al golf, su un prato di erba vera, sul ponte di poppa di una nave da crociera. Una vera esclusiva per gli ospiti della Celebrity Solstice, che dal 15 maggio al 20 novembre partirà da Civitavecchia per crociere di dieci o undici giorni nel Mediterraneo. Meta le più belle baie e isole in Italia, Grecia e Turchia, con una sosta a Istanbul. Dal 18 agosto al 23 ottobre, la Solstice sarà affiancata dalla gemella Equinox, che svolgerà crociere di 13/ 14 giorni nelle stesse aree, più una notte ad Alessandria d’Egitto. Si tratta delle ammiraglie della Celebrity Cruises, una delle compagnie della Royal Caribbean: navi da 2.850 passeggeri, destinate a chi cerca eleganza, cura dei dettagli e servizio superlativo. I 2 mila metri quadrati di prato verde, pari a 8,2 campi da tennis, sono un vero e proprio country club galleggiante, The Lawn Club. Per il presidente di Celebrity Cruises, Dan Hanrahan, un esempio di come «vogliamo celebrare e viziare i nostri ospiti con eleganza».
Sulla Solstice ci sono anche dieci ristoranti. Alcuni sono stati progettati da Adam Tihany, il designer del Le Cirque di New York. Dalla sua matita nascono il Grand Epernay, un salone a due piani intitolato alla capitale dello champagne che, oltre a una selezione delle migliori bollicine francesi, offre i migliori vini del mondo in una torre di vetro, e il Tuscan Grille, dove i vini californiani della Napa Valley incontrano la cucina italiana. Naturalmente non mancano night club, casinò e bar per ogni gusto, un centro fitness e 19 negozi sparsi su tre ponti. E per le passeggere anche un diamante esclusivo, con un taglio a 86 faccette, in vendita solo nella lussuosa Boutique C. (D.I.)

Polemiche gastronomiche: sono grandi chef o avvelenatori?

Un giorno a elBulli - Alla scoperta delle idee, le tecniche e la creatività di Ferran Adrià
di Fiammetta Fadda

Bel colpo Antonio Ricci. Puntando sulle ansie di telespettatori già preoccupati della salubrità del cibo, Striscia la notizia ha presentato chef eminenti come ciarlatani. Si parla di Ferran Adrià, il creatore della cucina molecolare, e Massimo Bottura, il più avanguardista tra i cuochi italiani: sono veramente delle subspecie di avvelenatori di alto profilo, dediti all’uso di «additivi chimici» nei loro piatti? La polemica incalza proprio mentre a Londra il primo risultava per la quarta volta consecutiva in testa ai 50 world top chef della classifica di Restaurant Magazine e il secondo passava con un balzo nelle prime posizioni. «Come» si è indignata la gente «nei santuari dell’alta gastronomia, dove ci aspettiamo di trovare gli ingredienti più puri e preziosi, ci propinano sostanze non diverse da quelle che troviamo al supermercato, dove ci industriamo a limitare il danno con una lettura attenta delle etichette?».
Polemiche e reazioni fra gli addetti ai lavori, centinaia di blog e forum, disinformazione, danni. «Alcuni clienti hanno disdetto la prenotazione, altri sono venuti da soli: le mogli avevano paura che le avvelenassi» commenta amaro Bottura, considerato portabandiera dell’eccellenza emiliana dai consorzi locali.
Additivi incriminati, la lecitina di soia (nota per combattere il colesterolo) e l’agar agar, una gelatina vegetale venduta nei negozi di alimentazione naturale.
L’unico che non batte ciglio è Adrià, che giudica il tutto come strumentalizzazioni del nuovo capitolo della diatriba fra tradizionalisti e innovatori, venuta a movimentare uno scenario affamato di novità, visto che l’ultimo scandalo, quello della nouvelle cuisine, è vecchio di cinquant’anni, e i piatti rivoluzionari di Gualtiero Marchesi oggi sembrano classici. Lui, Ferran, ha passato ben altro l’anno scorso quando Santi Santamaria, caposcuola degli chef spagnoli tradizionalisti, ha apertamente condannato l’impiego di tecniche e prodotti di origine chimico-industriale nell’alta cucina d’avanguardia. Risultato: 800 cuochi hanno sottoscritto un manifesto in difesa della revolución gastronomica; José Luis Zapatero è intervenuto dichiarando Adrià il più grande cuoco che la Spagna abbia mai avuto, Santamaria è stato sconfessato da alcune ricette in cui usava proprio gli ingredienti (peraltro innocui) che aveva condannato.
Certo, definizioni come cucina molecolare, tecnoemozionale, destrutturata suonano inquietanti. Un gelato che sorge a meno 196 gradi dai fumi dell’azoto liquido, gli spaghetti di lecitina di soia, l’aria di pomodoro, la sferificazione di olio d’oliva sembrano un gioco di prestigio. Ma è credibile che i fisici e i chimici eminenti, come Hervé This del College de France e Davide Cassi dell’Università di Parma, e gli scienziati che per le industrie studiano tecniche «dolci», cioè rispettose dell’integrità dei cibi, e collaborano con i cuochi, mettano nelle loro mani ingredienti e metodologie pericolosi? La direttiva europea, una delle più severe del mondo, specifica che: «Per additivo alimentare si intende qualsiasi sostanza normalmente non consumata come alimento in quanto tale». Il sale che si mette nell’acqua degli spaghetti e lo zucchero che dolcifica il caffè sono additivi.
«Dal punto di vista scientifico non ci sono additivi chimici contrapposti ad additivi naturali, anche se questo pregiudizio viene spesso sfruttato dal marketing» ha precisato Dario Bressanini, chimico che scrive su Le Scienze, edizione italiana di Scientific American. «Quando comperate un dado “biologico” senza glutammato aggiunto, state comprando un dado con del glutammato (codice E621, dove E sta per Europa e 621 è il numero della sezione specifica) che nell’etichetta viene nascosto da un più tranquillizzante estratto di lievito naturale; glutammato che, da almeno un secolo, è di uso quotidiano nella cucina giapponese e si ritrova in massima concentrazione nel parmigiano reggiano».
Naturalmente eccedere in quantità, come in tutto, può fare male (mai provata la terribile indigestione d’acqua?).
«Ferran Adrià mettendo a disposizione le sue scoperte ci ha liberato dal monopolio del primato francese» dice Carlo Cracco. «Oggi tutti possono usare questi supporti tecnologici e chimici non per copiare, ma per esprimere la propria visione». Difatti Ettore Bocchia, paladino della cucina molecolare al Mistral di Villa Serbelloni a Bellagio, si dissocia: «Io ho sviluppato un mio metodo che prescinde dai prodotti che Adrià ha messo a punto con l’industria. Mi baso soprattutto sulle cotture d’avanguardia, come la frittura con lo zucchero».
Non sono mancati cuochetti invidiosi, leggi Rocco Iannone del ristorante Pappacarbone di Cava de’ Tirreni, e cuoconi importanti, leggi Gianfranco Vissani, che si sono affrettati a intervenire a margine dichiarando tutte quelle diavolerie forse nocive e di sicuro inferiori alla cucina che fanno loro. A proposito, allora come la mettiamo con lo zucchero che in natura così non esiste?
Ultimo della serie Enrico Derflinger, cuoco da esportazione, oggi chef dell’Officina di Enrico a Tokyo, che trova molto più facile raccogliere plausi e introiti all’estero dove non serve fare ricerca perché un piatto di spaghetti al pomodoro susciti esclamazioni incantate.
Persino il torinese Giorgio Grigliatti, opinionista e gourmet di lungo corso, si rammarica: «Abbiamo perso un’occasione formidabile per fare sistema. Una categoria che non si autodifende si dimostra irresponsabile. Ognuno ha diritto di fare la cucina in cui crede, ma gettare fango su quelli che non lavorano come lui danneggia tutti».
Per noi può essere l’occasione per rispolverare i testi scolastici di chimica e fisica e non farci spingere al panico da chi sparge un po’ di disinformazione. D’altra parte è chiaro che senza qualche innocuo aiutino chimico il panorama dell’arte gastronomica apparirebbe piuttosto sguarnito: per dire, niente aspic (gelatina), niente gelati (carragenina), niente meringhe (cremor di tartaro)…

Whisky giapponese per i palati più innovativi

taketsuru

Chi beve whisky per diletto è ancora convinto che le bottiglie migliori vengano distillate in Scozia, ma chi lo fa per passione da qualche anno ha iniziato a rifornirsi in Giappone. Nel 2008, infatti, all’interno del World Whisky Awards di Glasgow, il Nikka Yoichi (20 anni) si è aggiudicato il premio di migliore whisky al malto, e Suntory Hibiki (30 anni) quello di miglior blended.

I due liquori vengono distillati a Yoichi, una deliziosa cittadina giapponese sull’isola di Hokkaido, quella più a nord del Paese.
Suntory e Nikka sono le due case di produzione più famose del Sol Levante. Orgogliose del risultato ottenuto nel 2008, quest’anno i due gruppi orientali hanno partecipato alla competizione internazionale più agguerrite che mai, convinte di essere in grado di riconfermare l’apprezzabilità delle rispettive bevande.

Dal momento che in patria la popolarità del whisky è calata in pochi anni del 75%, rimpiazzata dal vino e dal shochu, un altro liquore giapponese particolarmente forte, per sopravvivere le distillerie giapponesi devono “cercare di vendere all’estero un prodotto autentico e allo stesso tempo diverso da quello a cui gli stranieri sono abituati”, commenta un responsabile del gruppo Suntory. E in effetti dopo i primi riconoscimenti internazionali le vendite di whisky giapponese si sono moltiplicate, tanto da spingere i dirigenti dell’azienda ad immaginare di poter sfidare con un Hibiki di 12 anni il mercato di blended classici come Jhonny Walker e Chivas Regal.

Quest’anno, però, solo il Taketsuru (21 anni) di Nikka ha trionfato ai World Whisky Awards nella categoria dei whisky blended. Ai giapponesi, quindi, toccherà rimboccarsi di nuovo le maniche: Suntory ha perso nella sua categoria contro il rivale orientale, ma anche Nikka, nelle competizione tra i whisky al malto, si è trovata costretta a cedere lo scettro allo scozzese Highland Park (21 anni).

Transformer: a Seoul la moda è avveniristica e parla italiano

Il Transformer Prada


Guarda la GALLERY

di Antonella Matarrese da Seoul
A Seoul, nella Corea del Sud, in questi giorni tutte le donne sono ben truccate ed elegantemente pettinate: tra qualche giorno, il 2 maggio per la precisione, si celebrerà il compleanno del Buddha e nessuno può essere impreparato. Il tempio Jogye Sa il più grande e frequentato della citta (Seoul conta 24 milioni di abitanti) è carico di alzate di frutta votive. E non c’è via del centro che non sia addobbata da lanterne colorate raffiguranti il Buddha bambino, o a forma di fiore di loto bianco per i morti, rosa per le giovani spose, fucsia per la fecondità. Non così distante dal tempio, nella piazza accanto al Gyeonghui Palace, uno dei cinque storici palazzi più importanti di Seoul, c’è quasi lo stesso fermento, la stessa frenesia di preparativi ma in un’atmosfera diversa, meno spirituale e piu cosmopolita. È qui che questa sera del 23 aprile è stato inaugurato Transformer Prada, l’avveniristico padiglione rotante in ferro e membrana cocoon (quella che serviva per coprire gli aerei da guerra americani dopo l’uso), firmato dall’architetto olandese Rem Koolhaas. Fortemente voluto da Miuccia Prada, Transformer è uno spazio neutro polifunzionale che grazie a due gigantescha gru potrà essere girato, piu o meno ogni due mesi, su uno dei suoi quattro lati differenti, una croce, un rettangolo, un cerchio e un esagono. Perché ogni lato, quindi ogni forma, ha una funzione diversa a seconda che ospiterà mostre d’arte, rassegne cinematografiche oppure sfilate di giovani designer. Per l’inaugurazione si comincia con la base esagonale che accoglie l`allestimento Waist Down alla sua quinta edizione (la prima è stata nell’epicentro Prada di Tokyo) che mette in mostra 60 gonne Prada, presentate e intese come veri oggetti da collezione.

“Da tempo mi frullava nella mente di portare la nostra Fondazione in altri paesi, magari a Tokyo. Ma non si riusciva a trovare lo spazio giusto. Ho discusso molto con Rem Koolhaas. A dire il vero è da tre anni che ci pensiamo. A me era piaciuto il padiglione che l’architetto aveva allestito per la Serpentine gallery di Londra, ma al contrario lui non era convinto. Poi ci siamo concentrati sulla Corea perche è un Paese in grande fermento, libero, chiunque puo venirci senza visto. E anche a Rem piaceva Seoul, una citta meno scontata” cosi spiega Miuccia Prada piu loquace del solito e felice che il progetto sia piaciuto anche a Patrizio Bertelli.
“Per fortuna è entusiasta. Le cose fioriscono se a lui piacciono altrimenti è un tormento per tutti” ironizza. Intanto mentre ogni cosa è pronta per ricevere il Ministro della cultura Mr Inchon Yoo, il sindaco di Seoul Jingu Ra, I vari direttori di LG Electronics, di Hyundai Motor e l`ambasciatore d`Italia Massimo Andrea Leggeri, varie voci si rincorrono. Sul costo dell’operazione definita: “Un salasso ma molto meno di Luna Rossa”; su un probabile acquirente: “Un local affascinato dall’aspetto effimero e motorio dell’architettura” e sul futuro sito di Trasformer.
“Mi piacerebbe portarlo in una piazza di Roma, perché a Milano sarebbe difficile trovare grandi spazi e poi qui dobbiamo andare avanti con la nuova Fondazione, anche in vista di Expo. Inoltre credo che Milano non abbia l’internazionalità della capitale, è piu vicina a Monaco di Baviera che a Parigi, ma non lo dico in termini dispregiativi” esterna Bertelli. Manca pochissimo all’inizio della cerimonia, l’architetto Koolhaas, da gran perfezionista, ha gia fatto modifiche impercettibili eppure sostanziali all’allestimento, scambiando la sequenza di alcune gonne. Anche questa pignoleria olandese piace a Miuccia Prada che teorizzando sui rapporti tra arte e moda tiene a precisare: “La moda nonè arte, anzi per essere nobilitata non ha bisogno di essere ritenuta una forma d`arte. È una importante forma di espressivita che ti aiuta , grazie all`universalita del suo linguaggio, a leggere la velocita del nostro tempo. Solo in Italia questo in molti non lo hanno ancora capito e pensano che la moda sia una piacevole frivolezza. Noi comunque andiamo avanti e cerchiamo di guardare sempre un po’ piu in là”.
E per andare oltre, Miuccia anticipa che farà una mostra con l’artista cinese Chao Fei, gia presente in italia alla scorsa Biennale, che a quanto pare costruirà una finta fabbrica Prada in Cina. Quindi la finzione nel Paese dei falsi come forma d’arte? “Si, è un’azione artistica ironica e intelligente perché trovo che la nuova arte non sia piu legata alle produzione di cose ma di azioni che creano evento”.
E anche in questo Miuccia è avanti, in continuo “Transformer”.

Dallo scartosso di pesciolini all’oliva ripiena: ad Ascoli è Fritto Misto

oliveascolane

Abbandono ai piaceri forti, non adatto a palati nouvelle cuisine e light… Nella città che ha dato i natali alle olive ascolane esplode un festival a tutto sapore: Fritto Misto - I Grandi Fritti dall’Italia e dal Mondo.
Dalla frittura di paranza al gelato fritto, dal baccalà in pastella alla mozzarella in carrozza napoletana, ad Ascoli Piceno dal 30 aprile al 3 maggio vanno in scena tutte le declinazioni dei cibi appena scolati dall’olio bollente.
Giunto alla quinta edizione, “Fritto Misto” non è solo e soprattutto degustazioni, ma offre anche un intenso calendario di attività didattiche, laboratori, convegni e mostre sulle fritture tradizionali italiane ed internazionali.
Dei due convegni in programma uno non può che essere dedicato all’Oliva Tenera Ascolana, regina del territorio, mentre l’altro illustra le modalità di riciclo dell’olio usato in frittura.
Per chi vuole scoprire tutti i segreti del fritto in cattedra le “Lezioni di frittura”, in cui famosi chef e giovani cuochi emergenti spiegano le tecniche e gli accorgimenti di cottura, da Antonio Tubelli, titolare del locale Timpani e Tempura di Napoli, a Laura Ravaioli volto noto di Gambero Rosso Channel, da Aurelio Damiani, chef della Trattoria Damiani e Rossi di Porto San Giorgio a Rosaria Morganti del Ristorante Due Cigni di Montecosaro (Mc), fino a Irina Freguia del Vecio Fritolin di Venezia e Gepis Barbero dell’Osteria del Boccondivino di Bra (Cn).
Nel “Percorso del Fritto”, situato nel Palafritto, ospiti per la prima volta il Ristorante Vecio Fritolin di Venezia con il suo mitico scartosso di pesciolini e verdure fritte e il Ristorante Kuangsung Ling di Torino con il gelato fritto e il tradizionale fritto romanesco.
Ma le specialità fritte rappresentano una mappa davvero variegata dell’Italia e del mondo: ecco quindi anche batsoà piemontesi, il coniglio toscano, il formaggio fritto abruzzese, i fish & chips inglesi, gli scerbakie marocchini, i falafel mediorientali…
E non può mancare l’intramontabile e sempre amata patatina fritta che sarà al centro di “Siamo Fritti!”, spazio giovani caratterizzato da animazioni, degustazioni e laboratori.

Qui il programma completo di “Fritto Misto”

fritto

La limousine di Obama: lusso, sicurezza e anche un missile

La limousine di Barack Obama

A vederla da fuori è una splendida limousine, di quelle che solo un presidente degli Stati Uniti potrebbe permettersi. Ma la superlimousine di Barack Obama , usata anche nel corso dell’ultimo vertice delle Americhe recentemente conclusosi a Trinidad e Tobago, fa del lusso una sorta di specchietto delle allodole. Perché al di là dell’esclusività delle proporzioni e degli interni la sua anima è molto più aggressiva di quello che esteriormente si veda. Una vera e propria macchina da guerra che le è valsa indistintamente il soprannome tra gli addetti ai lavori di “bestia” e “felino” . Nera nella carrozzeria in acciaio, alluminio e titanio, dai vetri oscurati, la limousine del presidente sembra uscita da un racconto di fantascienza. E’ infatti blindata, a prova di proiettili ma anche di attacchi chimici con in dotazione perfino un piccolo missile in caso di situazioni estreme. Questo stando a quanto è stato comunicato, il che fa supporre, dicono gli esperti di intelligence, che la limousine presidenziale sia dotata di chissà quante altre diavolerie che per motivi di sicurezza chiaramente non possono essere rivelate. Tra le altre informazioni che sono state rese note, invece, quella sul serbatoio di benzina, protetto a qualsiasi tipo di esplosione e sulle ruote i cui pneumatici sono ricoperti di un’armatura d’acciaio e di una protezione antiproiettile. Questa supertecnologica limousine è anche in grado di sparare gas lacrimogeni e ha una telecamera da usare solo per potenziare la visuale notturna. E’ costantemente in contatto con l’unità medica della Casa Bianca ma per le prime emergenze gode di una certa autonomia. Possiede, infatti, tank di ossigeno e sacche contenenti sangue dello stesso tipo di Obama per trasfusioni in caso di incidenti. Insomma, di fronte a tanto ingegno tecnologico e attenzione alla sicurezza ci si chiede solo se il Presidente trovi anche il tempo di rilassarsi durante i suoi spostamenti.

A Genova con Slow Fish va in scena il Mediterraneo

Slowfish

Il Mediterraneo sarà il protagonista assoluto della tre giorni genovese di Slow Fish 2009, dal 17 al 20 aprile alla Fiera di Genova. La manifestazione internazionale a cadenza biennale dedicata al mondo ittico e alle sue problematiche, giunta alla quarta edizione propone convegni, incontri, laboratori e degustazioni si parla di produzione ittica sostenibile e consumo responsabile relativamente al mare e agli ecosistemi acquatici.
Centrale è il ruolo giocato dall’educazione del gusto, e le buone pratiche da adottare per aiutare il Mediterraneo a vivere saranno il leitmotiv della manifestazione. La novità dell’edizione 2009 è il personal shopper, un esperto che accompagna tra i banchi del mercato i visitatori durante l’acquisto del pesce per scoprire l’immensa varietà dell’universo ittico e per dare rilievo a quelle specie che, magari poco conosciute, sono buonissime in cucina.
I momenti d’informazione e approfondimento sono affrontati nei Laboratori dell’acqua, mentre tornano le degustazioni guidate dei Laboratori del Gusto e l’Enoteca, dove poter assaggiare i vini che si sposano al meglio
con i piatti a base di pesce e le Osterie del mare, le Isole del Gusto e le Cucine di strada, per esperienze nuove alla scoperta delle specialità gastronomiche dei più svariati territori.
Sono 266 le specie di animali acquatici commestibili che vivono nel Mediterraneo (fonte Aic), ma a fronte di questa immensa varietà, poco più del 10% (una trentina) si trovano con una certa regolarità sui banchi delle pescherie. Le specie che dominano il mercato sono orate, pesce spada, tonno e branzini.
È necessario ampliare gli orizzonti del consumatore, fornendogli la possibilità di conoscere e scegliere le numerose tipologie che il mare offre: molte specie “dimenticate” dai mercati hanno notevoli qualità nutrizionali e, proprio perché poco pescate, sono presenti in abbondanza e a prezzi contenuti.
Il consumo di poche varietà ha gravi conseguenze sull’impatto ambientale della pesca. Uno studio pubblicato dalla rivista Nature sostiene che tra le 29 specie che peschiamo con maggior frequenza, 10 si sono ridotte a meno del 10% rispetto a cinquant’anni fa. Non diversificare l’offerta significa stressare enormemente alcuni stock ittici pregiudicando gli ecosistemi e la biodiversità di mari e fiumi.

  • Listino auto
  • Assicurazione online
  • Cerca lavoro
  • Cerca casa
  • Le nostre newsletter
  • Abbonati
  • First
  • Trova ora la tua prossima casa!
  • Cerca su OriginalITALY