
I primi ad ammetterlo sono i produttori: parlare di bouquet, retrogusto e persistenza di un vino nella realtà virtuale sarà tutt’altro che facile. Ma la sfida è proprio questa: creare una nuova etichetta basandosi anche sulle impressioni e i desideri dei navigatori che affollano Second Life. Ci sta provando Marco Caprai, erede di Arnaldo Caprai, casa vinicola perugina nella zona del Montefalco. Già produttore del Sagrantino, un rosso autoctono doc che da anni spopola (il 25 Anni è definito come uno dei migliori rossi italiani e ha attirato l’attenzione degli americani, come si legge su RobbReport, magazine dedicato al lusso), sta lavorando alla creazione della sua versione bianca. “Si tratta di una ricerca in corso fatta tramite esperimenti di fecondazione sessuata. Grazie alla riproduzione di 250 differenti genotipi abbiamo isolato le diversità genetiche del Sagrantino e i suoi geni recessivi, fra cui quello che produce acini bianchi. Lo scorso autunno c’è stata la prima vendemmia, che abbiamo vinificato e ora stiamo sottoponendo ad analisi e prove di degustazione per capirne il valore”. Le prime bottiglie prototipo sono state aperte in occasione di Vinitaly.
Ma proprio perché la creazione del Sagrantino bianco è ancora un work in progress, i produttori stanno aprendo uno spazio su Second Life. “Ricreerà la nostra cantina; sarà possibile acquistare il vino, “degustare” virtualmente il prototipo bianco ed esprimere pareri e commenti. Vogliamo capire cosa si aspetta la gente da questo nuovo vino, imparare dalle loro considerazioni”.
Insomma, utilizzare la rete come potente strumento di marketing per produrre secondo i gusti del pubblico. Non solo: farne un vero esperimento sociologico, come dimostra la collaborazione al progetto di Raffaella Albanese, docente di Sociologia delle Emozioni alla Link Campus University di Malta a Roma.

- Lunedì 11 Giugno 2007



Commenti
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Il 12 Giugno 2007 alle 09:35 mario_portanova ha scritto:
Più si va avanti con secondlife più mi sembra una gran paraculata. Sior Caprai, mi piacerebbe capire per bene il significato dell’espressione “degustare virtualmente”, che detta così sembra solo un ossimoro. Come funziona questa desgustazione virtuale, a un certo punto esce del vino dal computer?
Il 12 Giugno 2007 alle 11:12 barbara.sgarzi ha scritto:
Per come la vedo io si tratta di una sorta di provocazione; più che di degustazioni sarà uno scambio di opinioni su come idealmente dovrebbe essere il Sagrantino Bianco, un vino che a oggi non esiste, ma di cui a Vinitaly si sono potuti assaggiare alcuni prototipi.
Il 12 Giugno 2007 alle 12:07 persefone ha scritto:
Insomma, più che una “degustazione virtuale” è una “non-degustazione”.
:-)))
Il 12 Giugno 2007 alle 16:44 kicca ha scritto:
Gentili Mario e Persefone,
vi rispondo in quanto partecipante al progetto Caprai in Second Life. Probabilmente non avete capito cos’è e come funziona Second Life. Tutto ciò che esiste all’interno di questo mondo è virtuale, il che significa NON REALE. Ciò che vale per la degustazione di un vino, vale per qualsiasi altra azione. Ad es. un rapporto sessuale….lo potete fare davvero? No, lo fate fare al vostro avatar, voi potete solo immaginarlo. Una festa, un ballo, ….potete viverli davvero? No, anche in questo caso potete solo fantasticarli, proiettandoli sul vostro personaggio.
Potete non gradire e condividere il significato, il progetto e il successo di Second Life, ma non polemizzare senza logica. Che si tratti di uno strumento di marketing, sono i produttori stessi a dirlo. C’è di buono che è un marketing costruttivo, basato su un progetto di ricerca che indaga il profilo emozionale, al fine di esaltare le abilità, le qualità e i desideri di coloro che vogliono cimentarsi in questa esperienza, tutelandone l’aspetto emozionale e quindi evitando le false illusioni del mondo virtuale.
Forse questo è l’unico problema di Second Life ad oggi: poco studio, poca tutela, poco monitoraggio; molte chiacchiere, molte dimostrazioni di disagio, molte illusioni.
Il 12 Giugno 2007 alle 17:38 persefone ha scritto:
Ullallà, come ci prendiamo sul serio.
Non era critica, solo un po’ di (auto)ironia. Guardi che Secondlife la conosco bene.
Eppoi, è che secondo me il virtuale va ancora pensato come simulazione non solo del gesto “fisico” ma del senso stesso (in questo caso, il gusto), mediato da mezzi elettronici. Forse un giorno Secondlife e internet riusciranno a fare anche questo. Ce lo auguriamo tutti.
Non mi porti rancore, dai.
Il 14 Giugno 2007 alle 14:09 kiko ha scritto:
Ciao Persefone,
Brava! Che noia questi sussiegosi personaggi convinti che “gli altri” non capiscano mai a fondo e che si sentono costantemente in dovere di fornire illuminanti delucidazioni su contenuti e significati già di per sé tautologici. Per fortuna c’é chi come te invita a sdrammatizzare…
Buon weekend,
kiko
Il 21 Giugno 2007 alle 14:04 micia ha scritto:
certo che degustare il vino virtualmente…
Il 17 Febbraio 2008 alle 10:45 Simone Rodriguez's Blog ha scritto:
Quando il vino si fa virtuale… su Second Life…
In questi giorni si sente spesso parlare di Second Life (SL), soprattutto in merito ad aziende che decidono di investire su questa piattaforma. Questa volta è il turno della famosa cantina “Arnaldo Caprai” Viticoltore di Montefalco, ed io ho parteci…
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