
Non ci sarà, per la prima volta nella storia, la maglia col numero 1.
Non ci sarà perché la vittoria del Tour de France del 2006 non è stata ancora assegnata.
Virtualmente nell’albo d’oro c’è il nome di Oscar Pereiro, secondo sui Campi Elisi lo scorso anno, ma in realtà non c’è un vero vincitore. Floyd Landis, che portò la maglia gialla di leader della classifica generale fino a Parigi e dopo un’impresa incredibile nella 17esima tappa, è sotto accusa per doping, proprio dopo quella impresa, testosterone fuori norma. Con Landis non ci sarà nemmeno la sua squadra, la Phonak.
Quindi il primo pettorale sarà quello col numero 11. Ma per doping non ci saranno, a dare battaglia a botta di pedali, Ivan Basso (squalificato per doping) e Ian Ullrich, che come Basso è stato coinvolto nella cosiddetta Operation Puerto sul doping in Spagna. Ci saranno, invece, Alejandro Valverde e Alexandre Vinokourov, possibili protagonisti, ma anche loro con mezzo piede nell’inchiesta della Guardia Civil iberica. Ciclismo senza pace verrebbe da dire.
E così sarà, anche perché mancherà anche uno dei velocisti più attesi, Alessandro Petacchi, per il quale è stata chiesta una squalifica di un anno, per doping manco a dirlo, ma, questa volta, all’ultimo Giro d’Italia (salbutamolo in eccesso, l’accusa).

Per scelta mancherà Danilo Di Luca, fresco vincitore della corsa rosa e anche lui alle prese con qualche problemino legato a un’altra inchiesta sul doping (Oil for Drug) e Damiano Cunego.
Da tutto questo ciclone, l’unico a essersi salvato, per ora, è stato Lance Armstrong, sette volte trionfatore alle Gran Boucle, e che con il mondo del ciclismo ha chiuso. Ma sui cui molti nutrono forti sospetti.
E se proprio tutta questa bufera non bastasse, sappiate che il Tour (leggi anche Inizia il tour, quello vero) partirà quest’anno, il 7 luglio, da Londra, una città blindatissima per la paura di nuovi attentati terroristici, ma con 4500 agenti pronti a garantire la sicurezza.
- Venerdì 6 Luglio 2007



Commenti
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Il 6 Luglio 2007 alle 19:14 Inizia il Tour de France. Quello vero » Panorama.it - Mondo ha scritto:
[...] Un solo corridore, niente ammiraglia, sponsor ridotti all’osso e tanta passione per lo sport. Basterebbero questi pochi, ma sani ingredienti per rendere davvero pulito il mondo del ciclismo. Ed è questa la sfida che da oggi si appresta a lanciare al Tour de France Guillaume Prébois con l’iniziativa “Autre Tour” (Altro Tour). 35 anni, collaboratore delle pagine sportive di Le Monde, il giornalista francese partirà con 24 ore di anticipo rispetto al via ufficiale del Tour per ripercorrerne tutte le tappe (comprese quelle massacranti di montagna) e mettere così a confronto i suoi tempi di percorso (umano) con quelli dei ciclisti professionisti, da tempo coinvolti in una serie infinita di scandali legati al doping (leggi anche Il Tour al via). [...]
Il 26 Luglio 2007 alle 19:57 Fermate il ciclismo prima che il doping lo uccida » Panorama.it - Cultura e società ha scritto:
[...] Non passa comunque giorno che dalle strade francesi non arrivi notizia di qualche nuovo atleta dopato. Evidentemente così non si va avanti. Anche perché, a questo punto, nemmeno i controlli antidoping , per quanto importanti, non riescono più a mantenere a un livello accettabile la soglia di pulizia per credere ancora in un ciclismo di soli sacrifici. [...]
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