
Il termine ai più dice ancora poco: quello delle medispa (o medical spa) è un fenomeno nato negli Stati Uniti, ma che sta pian piano sta conquistando l’Europa e l’Italia, dove le potenziali clienti (chiamate in gergo beauty freaks, ) non mancano.
A metà tra centri benessere e cliniche mediche, queste spa si caratterizzano per la presenza di chirurghi estetici, dermatologi e dietologi, che affiancano massaggiatori, esperti di bellezza e di estetica. Tutto in location di lusso, naturalmente.
Tra le terapie più richieste ci sono il laser, la cromo terapia, ma soprattutto le pratiche poco invasive come le maschere professionali, la micro dermoabrasione e i peeling chimici. E poi i massaggi rigeneranti, i bagni, gli impacchi estetici e tutti i trattamenti anti-età. Infine, di pari passo, una sfilza di prodotti consigliati per il mantenimento, che spesso costano come e più dei soggiorni.
“In Italia si va verso la massificazione”, dice Maurizio Priori, presidente della Società Italiana di medicina e chirurgia estetica (Sies), “le multinazionali si stanno facendo strada, con grandi e lussuosi centri, dentro o attaccati ad hotel a cinque stelle, con i quali il singolo medico non può competere. Anche per i prodotti non c’è serietà, siamo al supermarket della cosmetologia e della farmacologia”.
Facendo qualche ricerca su Internet, si trovano tante proposte, ma è difficile orientarsi nella miriade di centri benessere, e ancor più nella vastità di creme in circolazione, alcune prodotte con il nome delle spa più in voga, altre distribuite solo in farmacia, altre ancora “spacciate” per miracolose e alternative alla chirurgia: “Siamo vittime del marketing”, commenta Riccarda Serri, specialista in dermatologia e docente di Dermocosmetologia dell’Università di Milano: “siamo finiti in un suk di prodotti, dove chi più spende è solo più insicuro e meno colto”.
Ma cosa ci si aspetta da una medispa? Il vecchio patto col diavolo: ringiovanire e vivere meglio. “Il futuro è l’anti aging”, afferma il presidente della Sies: “in Italia siamo indietro rispetto, ad esempio, alla Francia, dove si investe di più nella ricerca. Oltralpe non c’è solo la cura intesa come benessere, ma si punta alla cura biologica della persona, che rende davvero diverse le spa mediche rispetto alle beauty farm tradizionali”. Gli fa eco la dottoressa Serri: “La frontiera è il ringiovanimento non chirurgico, che oggi è possibile. Potendo scegliere, tutte preferiremmo delle cure non invasive e non dolorose. In più, nelle medispa, il soggiorno spesso è piacevole e il benessere è anche psicologico, oltreché fisico”. La cura del corpo parte insomma dalla cura dell’anima: “L’interesse a vivere meglio è aumentato”, continua la Serri, “non è un caso che anche molte donne che indossano il burka si truccano e si fanno belle, per loro stesse”.
Il business delle spa mediche, oggi in Italia, sembra trovare terreno fertile: il Villa Borghese Insitute, inaugurato a Roma a fine giugno, alla presenza di numerosi volti noti, da Gigi D’Alessio a Marina Ripa di Meana, è il primo Luxury medical Insitute, dove si usano i prodotti americani Skinceuticals, apprezzati dalle celebrities e molto conosciuti negli Usa, ma una novità per l’Italia. Qui, ma anche all’Espace di Merano e al Capri Palace di Anacapri, si offre una costante consulenza medica come preparazione e seguito dei trattamenti estetici. Con soggiorni a cinque stelle, abbinati ai pacchetti di cure mediche ed estetiche.
E per chi non può concedersi un soggiorno completo, ci sono sempre i “ripieghi” fai-da-te: l’affare l’hanno fiutato le grandi case cosmetiche che, dietro ritrovati naturali e antiossidanti, stanno lanciando sul mercato prodotti costosissimi (una crema per il viso può costare anche 300 euro), associati ai grandi nomi del lusso. Armani ha “rubato” alla terra di Pantelleria i segreti rigeneranti della sua Crema Nera, in vendita da settembre; Dior si affida ai benefici delle viti di Bordeaux e Chanel al ginger dell’altopiano del Madagascar.
Insomma, per non scontentare davvero nessuno, la scelta è ampia e diversificata. Perché se la bellezza fa bene allo spirito e, si sa, un po’ meno al portafoglio.
Guarda la GALLERY.
- Martedì 24 Luglio 2007



Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.