- Tags: aziende, bijoux, calze, calzini, carriera, cinzia-felicetti, collant, cravatta, doppiopetto, gessato, gioielli, l-abito-fa-il-manager, libri, lingerie, look, scarpe, tacchi, ufficio
- Un commento

Guarda la GALLERY
È vero, il Casual Friday esiste da anni e si è impossessato anche degli altri giorni della settimana, mentre le dotcom hanno ormai sdoganato l’insieme bermuda più infradito in ufficio. Ma se si vuole far carriera e affrontare indenni una riunione ai piani alti, meglio farsi aiutare da un look curato e classico.
È la tesi di Cinzia Felicetti, giornalista e scrittrice, presentata nel suo ultimo libro L’abito fa il manager. Una serie di consigli di stile in azienda per lei e lui, dettati dal buon gusto ma anche e soprattutto dal buon senso. “La prima, indelebile impressione che abbiamo di una persona si forma in sette secondi. In un battito di ciglia chi abbiamo davanti ci prende le misure e taglia letteralmente i panni addosso. Per cui, che si tratti del primo colloquio o dell’incontro per chiedere un aumento o una promozione, conviene restare sul classico”, ricorda Felicetti.
Evitando défaillances come queste:
I consigli per lui
- Sembra superfluo, ma occhio all’igiene personale; presentarsi sempre sbarbati e in ordine, con i capelli freschi di shampoo. Possibilmente senza aver fatto il bagno nel dopobarba.
- No al doppiopetto e al gessato con riga troppo larga stile Sopranos. No anche ai revers della giacca troppo ampi;
- Capitolo cravatta: si va sul sicuro con blu, grigio e bordeaux. Le stampe sono ammesse solo se contengono l’esatto colore della camicia e non sono più grandi dell’impronta di un dito. Bandite (anche se molto di moda ultimamente) le nuances stile “Omega 3″ ossia color salmone affumicato o tonno scottato; velo pietoso su quelle a mega disegni tipo cartoons.
- Le scarpe non devono mai essere più chiare dell’abito; ammessa, anche se con qualche riserva, la calzatura testa di moro con l’abito blu (preferita dagli statunitensi, mentre i londinesi non si discostano dal classico nero). L’abbinata sneakers (o stivale texano) sotto l’abito elegante è decisamente sconsigliata.
- Massimo divieto per i bijoux maschili di tutti i tipi, dalla collanina-souvenir al braccialetto brasiliano sfilacciato. Sì invece ai gemelli, ma solo su un look elegante e su camice dal polsino doppio.
- Bisogna ripeterlo ancora? No, ovviamente, al calzino bianco, corto o di spugna tipo tennis.
I consigli per lei
- Gli artigli da strega in resina accessoriati da French manicure lasciateli a veline e pornostar pentite.
- Idem per il reggiseno balconcino o push up strizzato che occhieggia da una camicetta con scollo panoramico. L’unica lingerie che davvero sparisce sotto ogni outfit è quella color carne, per cui niente colori improbabili.
- In generale no a tutto ciò che è troppo corto, troppo strizzato, troppo sexy, ma anche troppo di tendenza; riservate gli eccessi fashionisti per l’happy hour dopo l’ufficio.
- Calze e collant devono essere sempre più chiare rispetto alle calzature. Durante il giorno e con scarpe sportive a tacco medio basso, la microfibra coprente è perfetta. Un evento formale richiede invece una calza velatissima, 15 o 20 denari. Non dimenticate una confezione di ricambio in borsa per scongiurare orrende smagliature. No alle calze a rete e in generale a quelle troppo colorate, vistose, ricamate.
- Tacchi sì ma fino a 7 cm a meno che non vogliate partecipare al campionato di corsa su stiletto nei corridoi aziendali. In un ambiente molto formale meglio evitare anche sandali, scarpe modello Chanel con il tallone a vista e décolletée aperte sul davanti o troppo scollate.
- Gioielli con parsimonia; meglio uno solo, importante, che tante cianfrusaglie. Al primo posto le perle, sia per gli orecchini che per la collana. Seguono i diamanti, ma sono ammessi anche i falsi di ottima fattura, leggi zirconi top quality. Orecchini chandelier, choker e tintinnanti braccialetti con i charms sono da bandire. Dosi omeopatiche anche per gli anelli. Meglio un bel pezzo unico che mani effetto espositore di bijoux.
- Infine, un consiglio per creare un guardaroba perfetto: investire in capi basic che durino più di una stagione anziché inseguire l’ultimo trend. Almeno una volta all’anno, fare un decluttering completo del guardaroba e gettare senza pietà tutto ciò che stringe, tira, non dona e non indossiamo da più di un anno.
Guarda la GALLERY con gli esempi da imitare e da cancellare.
Anche i Vip sbagliano il look: gli Oscar 2007 dei peggio (e meglio) vestiti. Il VIDEO
- Lunedì 8 Ottobre 2007




Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Il 10 Ottobre 2007 alle 20:57 Carlalberto Iacobucci ha scritto:
Sono gli abiti che fanno i Manager o i Manager che fanno gli abiti ? Diciamola tutta, sono i lavoratori che fanno i Manager. Per loro esiste soltanto l’arte del delegare ( non tutti ovviamente e per fortuna)
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.