Presi per la gola: quando lo shopping entra nel piatto

L’esperienza dello shopping sale all’apice quando soddisfa una totale fusione dei sensi: vista-udito-tatto-olfatto-gusto, tutti insieme coinvolti per dare il massimo piacere ai forzati dell’acquisto voluttuario.

La tendenza, arrivata come sempre dagli Stati Uniti, dove non sono mai sazi di sperimentare, è diventata il piatto ghiotto della stagione autunno-inverno, in particolare del periodo natalizio: fare shopping, mangiando. A Milano, la Rinascente e Coin hanno rinnovato la loro immagine sulla scia dei famosi department stores internazionali, inaugurando il piano bar-restaurant dove tra breakfast, brunch, lunch e dinner (anche il vocabolario, giocoforza, si è adeguato) si può mangiare a tutte le ore, prima o dopo aver scorrazzato tra i vari reparti a suon di euro.

Ma, sempre a Milano, c’è qualcuno che ha saputo fare di più: a Brera, nel quartiere degli artisti, è nato il primo “foodesign shop”. Idea illuminata e coraggiosa dell’intraprendente designer e arredatrice Francesca Mondini che, sotto l’insegna “Altamoda Caffè-Castellinaria Fusion& Restaurant” www.altamodaitalia.it, ha identificato un nuovo modello di vendita e svago dedicato ai cinque sensi: un “concept-store fusion” con oggetti e complementi di arredo e design, completati da eccentriche incursioni di capi e accessori fashion, avvolti da un’atmosfera rilassante e conditi da un menu trendy.

Con il plus che tutto si può acquistare, persino la tazzina nella quale si è bevuto il caffè o il tavolo sul quale si è pranzato. Ogni oggetto è unico, originale ed esclusivo, messo lì proprio per essere conosciuto da vicino: toccato, guardato, ascoltato, odorato, assaggiato, prima di essere portato a casa. Ma solo dopo aver soddisfatto il palato.

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