Cucina d’alto livello se lo chef è d’alta quota

Un tavolo alla malga Cant del Gal, in val Canali (Trentino) dove è di scena lo chef Marco Salvadori
Polenta e salciccia? D’annata, come gli yodel, i cori tradizionali. Ma oggi il must di una vacanza in montagna sono i ristoranti aperti da chef di grido nelle baite accoglienti in località rinomate o in villaggi di legno e pietra.

Apripista l’Alta Badia, nel cuore dell’Alto Adige, dove si concentra il numero di stelle Michelin più alto delle Alpi, che per la terza volta, dal 20 al 22 Gennaio 2008, ospiterà a San Cassiano la Chef’s Cup Südtirol, prestigiosa sfida di antichi sapori rivisitati con tocchi creativi: a confronto il gotha internazionale dei fornelli, più di 100 nomi eccellenti capeggiati dai “dolo-mitici” Norbert Niederkofler del St. Hubertus e Arturo Spicocchi della Stua de Michil di Corvara.
La malga Cant del Gal, in val Canali (Trentino) dove è di scena lo chef Marco Salvadori
Ma tra le cime innevate si nascondono i buen retiro di audaci quarantenni come Thomas Haselwanter dell’Unterwirt, a Chiusa, che delizia i palati con ravioli ripieni di fonduta di formaggio di montagna o coscia al capriolo in crosta di noci. In Trentino, in val Canali, invece, è di scena Marco Salvadori della malga Cant del Gal. Un luogo di fughe romantiche, ma soprattutto culinarie. Da ricordare gli gnocchi verdi a base di farina, uova e spinaci, imperdibile il tortino Linzer con frutta secca e composta di ribes. L’avventura gastronomica prosegue in Val d’Aosta, a Le Petit Dahu, uno chalet nel borgo di Valnontey, arredato come una casa, dove ci si affida ai coup de theatre di Tiziano Gérard: da applauso la terrina di fagiano con castagne, le lumache della Borgogna al forno con aglio e prezzemolo e la fonduta di cioccolato alla salsa di mele e vaniglia. Una festa per gli occhi e per il palato.

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