La cerimonia del tè secondo le regole millenarie della Cina

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Secondo la mitologia cinese, fu l’imperatore Chen Nung, nel lontano 2737 a.C., a bere la prima tazza di tè della storia. La leggenda narra che un paio di foglie di tè caddero accidentalmente nella tazza di acqua calda che l’imperatore stava sorseggiando all’ombra di un albero nei giardini di palazzo. Chen Nung, incuriosito dalla tonalità dorata assunta dalla bevanda, la assaggiò e ne rimase estasiato.

Da allora, il tè è entrato nelle case di tutti i cinesi come una bevanda preziosa, e scandisce i momenti più importanti della giornata. I tè dai sapori più freschi accompagnano la colazione, quelli più speziati il pranzo, quelli forti sono ottimi da sorseggiare nel primo pomeriggio, mentre quelli leggeri vengono generalmente serviti a cena.

I cinesi suddividono il tè in tre macro categorie: verde, rosso e di fiori. Il tè verde in genere è preferito dai giapponesi, mentre le principali qualità di quello rosso (conosciuto in Europa come tè nero) sono due: Oolong e Pu’er. Se il primo si conserva in foglie, il secondo, soprattutto se molto stagionato, viene venduto sotto forma di “torta” compatta. I cinesi amano definire l’Oolong un tè feminile e il Pu’er un tè maschile, semplicemente perchè il sapore del secondo è molto più forte del primo.
Anche tra i tè di fiori c’è l’imbarazzo della scelta: il più diffuso è il Jasmine, mentre i più famosi sono i fiori della doppia o tripla felicità, in genere serviti in bicchieri molto alti, per permettere al piccolo bocciolo di schiudersi mostrando, rispettivamente, due o tre corolle variopinte. Agli stranieri, invece, piacciono spesso i piccoli boccioli di rosa, da miscelare con foglie di Pu’er per attenuarne l’intenso sapore di terra.

Secondo le regole della cerimonia del tè cinese, per ottenere un’ottima fragranza è necessario sciacquare le foglie di tè una prima volta con acqua tiepida o bollente (ogni qualità ha una temperatura ideale) in piccole teiere di terracotta, ripetendo poi l’infusione per un massimo di 4-5 volte. C’è infine chi ama conservare le foglie di tè già usate in un’apposita tazza dalla forma allungata, per continuare a sentirne il sapore anche quando il loro effetto è ormai svanito.

Commenti

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Il 2 Settembre 2008 alle 10:52 Nel Fujian, dove si coltiva il tè più prezioso del mondo » Panorama.it - Bellavita ha scritto:

[...] La provincia del Fujian, sulla costa orientale della Repubblica popolare cinese, è molto famosa per la sua eccellente produzione di tè. Fino ad oggi, sia il clima che le caratteristiche del suolo hanno permesso ai coltivatori della zona di accumulare elevati profitti dalle vendite di tè Oolong. Ma i più fortunati sono quelli che si occupano dei cespugli di Wuyishan. [...]

Il 30 Gennaio 2009 alle 14:02 Con la complicità americana il caffè cinese diventa un must » Panorama.it - Bellavita ha scritto:

[...] “Il caffè cinese diventerà presto famoso quanto il nostro tè“, afferma con orgoglio Wang Jinlong, presidente della filiale cinese di Starbucks. Per verificarlo, nelle 350 caffetterie del Paese le tazze di “a sud denne nuvole” stanno andando a ruba. [...]

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