Per gli ultimi scampoli di vacanze datevi all’ittica

Pescatore

“Se vuoi essere felice per un ora, ubriacati. Se vuoi essere felice per tre giorni, sposati. Se vuoi essere felice per un mese, uccidi il tuo maiale e mangialo. Se vuoi essere felice per sempre impara a pescare”. Così un antico proverbio cinese. E così devono aver pensato i 200 mila italiani che nel 2007 si sono dati all’ittiturismo e alla pescaturismo.

Fra i 30 e i 40 anni, abitanti in città, impiegati generalmente in aziende, appassionati di prodotti biologici e soprattutto non amanti del turismo solo spiaggia e ombrellone: questo l’identikit di chi le ferie decide di dedicarle almeno in parte alla pesca. A strascico, con l’arpione o tradizionale poco importa. Un po’ meno dei pescatori della domenca, ma un po’ più di quelli canna di bambù e filo, i pescaturisti si imbarcano in pescherecci veri e propri e provano l’ebrezza di sentirsi dei veri predatori delle acque, seguondo l’equipaggio in una giornata di lavoro. Nato come opportunità di integrazione del reddito dei pescatori, (che grazie a una specifica autorizzazione, possono ospitare a bordo dei pescherecci un certo numero di persone diverse dall’equipaggio) si è sviluppata in maniera diversificata, a seconda delle varie specificità e vocazioni territoriali. Si va da brevi escursioni, all’osservazione delle attività di pesca professionale, fino alla possibilità di mettersi al lavoro. Può essere lungo le coste, in mezzo al mare o nelle lagune, nei laghi o sui fiumi.

Se l’estate da bikini è ormai agli sgoccioli, per chi esche e lenze a portata di mano, decide di passare le ferie a pescare, non esiste un fine stagione: tutto l’anno è sempre il momento giusto. Incuranti della sveglia all’alba, della salsedine che mangia la faccia e della pelle bruciata dal sole o dal vento, gli avventurieri dell’amo crescono costantemente: alla fine del 2008, il saldo si prevede in aumento del 3%. Se con il pescaturismo, una volta ritirate le reti, la giornata è finita, con l’ittiturismo l’esperienza è ancora più totalizzante: il programma sulla terraferma prevede il soggiorno nei borghi e nelle case dei pescatori stessi. Poi a letto presto e all’alba si deve essere di nuovo pronti per uscire in mare.
Chi dorme non prende pesci. E fino a qui siamo tutti d’accordo. Chi va in vacanza, invece, potrebbe.

Commenti

Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.

Devi aver fatto log-in per inserire un commento.