Salone del Gusto, il tessuto si fa bio

di Vita Lo Russo

Partendo dal presupposto che il buongusto non è solo una questione di cibo ma anche di guardaroba, l’edizione 2008 del Salone del gusto di Torino che prende il via il prossimo 23 ottobre, dedicherà una sezione anche alle fibre tessili naturali più note come lana, seta,
cachemire, canapa, lino e cotone, e a quelle meno note come mohair, alpaca, vicuña, guanaco, lama, juta, sisal e ginestra.
Slow Food, organizzatore della manifestazione, con questa inedita iniziativa intende promuovere l’utilizzo di tessuti derivanti da sostane naturali e lavorati senza l’aggiunta di additivi chimici, i quali starebbero perdendo terreno rispetto alle fibre artificiali e sintetiche. Una scelta in linea con le intenzioni Fao, l’organizzazione alimentare delle Nazioni Unite che proprio allo scopo di tutelare l’organismo umano da eventuali intolleranze, nonché la salute dell’intero pianeta, ha eletto il 2009 come l’anno internazionale delle fibre naturali.
Al Lingotto di Torino da giovedì prossimo sarà possibile esaminare alcuni campioni di queste fibre che saranno messi a disposizione da alcuni produttori della filiera del tessile appassionati del bio. Verranno esposti infatti i semilavorati di origine animale del gruppo
Schneider, o i tessuti in cotone di Albini e i corrispettivi in lino dell’azienda Blulino. Non mancheranno poi esponenti delle griffe come Ermenegildo Zegna, come a voler dire che anche nel segmento del lusso e a valle della filiera ci sia la volontà di promuovere la fibra naturale. Per quanto però proprio il design nell’alta moda impone spesso il ricorso a materiali sintetici - si pensi ai materiali elastici - con caratteristiche irreperibili in natura. Tuttavia Albini, industria bergamasca tra le più note nella produzione di tessuti per camice (è terzista per Etro, Armani, Canali, Brioni, Kiton, Polo, Hugo Boss, Hermès, Louis Vuitton), sta destinando il 10% del fatturato all’innovazione e alla diffusione del cotone biologico.

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