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Gli uomini hanno scoperto quanto la compagnia di occhiaie, borse sotto gli occhi, pelle stanca, sguardo affaticato e colorito spento possa essere fastidiosa. Anche perché, così conciati, si sentono a disagio. Forse più di una donna. Confessandolo solo a se stessi, vorrebbero correre ai ripari presto e subito, soprattutto se, dopo lo stress da lavoro, ad attenderli, senza aver la possibilità di passare da casa, c’è una serata di divertimento.
Tipi così, professionalmente arrivati ed edonisticamente attivi, saranno contenti di sapere che in loro soccorso si è lanciato quel trasgressivo di Jean Paul Gaultier, con un “guardaroba di bellezza quotidiana” completo di 17 prodotti destinati al soin e, udite udite, al maquillage: la linea Monsieur (il nome racchiude uno stile di vita) si annuncia innovativa non tanto per i trattamenti per il viso, ai quali molti uomini sono abituati, quanto per quei cosmetici “pronto intervento” da usare per riprendere smalto e colore che, all’inizio, faranno arricciare il naso ai più, salvo poi trasformarli in fedelissimi del ritocco estemporaneo. In qualunque momento della giornata e in qualunque luogo, perché stanno discretamente nascosti in una tasca. E non è poco.
Andando con ordine e metodo, la giornata del monsieur contemporaneo inizia con la cura del viso: detergente, esfoliante, crema da barba, gel dopobarba, balsamo idratante, fin qui tutto come da copione. Ma con il trattamento energizzante viso, il trattamento enegizzante contorno occhi e il gel opacizzante si entra già in un campo minato: meglio sapere da subito che il primo distende i lineamenti, il secondo decongestiona borse e occhiaie, il terzo elimina gli eccessi di sebo. Più convinzione e determinazione ci vorranno per sfatare il tabù del maquillage: una vera novità per l’universo maschile, etero o omo che sia. La terra abbronzante, il gel e il fluido autoabbronzanti, ma soprattutto il correttore per nascondere le imperfezioni, l’eyeliner per sottolineare lo sguardo, la matita per ridisegnare le sopracciglia o il gel per disciplinarle e il balsamo per ammorbidire le labbra faranno fatica a diventare alleati insostituibili del bon vivre di manager, businessman, professionisti? Basta provare per gridare al miracolo. E fare propria la segreta arte del ritocco estemporaneo.

La gattina manga è arrivata on line anche in Italia. Hello Kitty ha infranto i confini virtuali sbarcando sul portale europeo declinato in sei lingue, compreso l’italiano, dove tutti i suoi innumerevoli fan possono finalmente entrare in contatto con lei e tra di loro.
Un’attesa che è sembrata lunga un secolo ai fedelissimi, più che altro alle fedelissime di tutte le età, che dopo aver visto crescere e moltiplicarsi in maniera esponenziale il mondo rosa di Kitty - ultime new entry la Smart dressed by Hello Kitty, un jet della EVA Airlines e la grintosa chitarra Stratocaster versione pink dream - erano alla disperata ricerca di un luogo ufficiale dove scambiarsi idee, pareri, umori, ma, soprattutto, dove entrare in contatto diretto, e divertirsi “a tu per tu”, con il loro piccolo idolo.
Eccoli accontentati! Il portale, concesso in licenza da Sanrio Digital a BURDA:IC, leader nel mercato dei giochi online per PC, fin dalla ricchissima home page si rivela come una grande scatola cinese dove, clic dopo clic, si entra nella community gratuita, si chatta nel forum, si blogga all’infinito, si partecipa a quiz, si condividono foto e filmati personalizzandoli con una serie di effetti speciali, ci si diverte con giochi on line, si leggono notizie dedicate, si partecipa a eventi virtuali, si fa shopping, si downlodano screeshot, desktop, temi di messenger. Tutto in stretta condivisione di intenti, emozioni e sensazioni con la dolce e buffa Kitty.
Il sito rappresenta il punto di arrivo più alto, per ora, di un fenomeno di moda e costume che dal 1973, anno di nascita a Tokio del piccolo manga per mano del designer Yuko Yamaguchi in forza alla Sanrio, non ha mai conosciuto il viale del tramonto. Anzi. È cresciuto attraverso il passaparola, accompagnando giorno dopo giorno quelle che allora erano bambine e che oggi sono donne, accomunando nello stesso spirito più di una generazione, assoldando di continuo nuove fan in ogni parte del mondo.
L’intenzione di continuare a crescere, allargandosi verso nuovi lidi, è ben più che una promessa, visto che, secondo quanto affermato da Achim Kaspers, Vice Presidente Marketing BURDA:IC, nel corso del 2008 verrà lanciato il gioco ‘Hello Kitty Online’, un MMOG (Massively Multiplayer Online Game), in modo che “i fan avranno la possibilità di condividere avventure virtuali con la loro amata Kitty e i suoi amici”. Il mondo sarà sempre più rosa.

Milano, Parco Sempione, venerdì 25 e sabato 26 aprile: il mountain biking approda in città. Ma nella sua più spettacolare, spericolata e avventurosa evoluzione: l’urban freeriding. Un’esibizione in bicicletta ai limiti del possibile tra salti, piroette, giravolte e trampolini tre metri, e oltre, sopra la terra.
Parte dal cuore verde della città la seconda edizione del Nissan Qashqai Challenge 2008, il torneo di urban freeriding in mountain bike sostenuto da Nissan Sports Adventure, che tanti consensi ha raccolto lo scorso anno, coinvolgendo oltre 150.000 spettatori. Cinque tappe (dopo Milano, Madrid, Monaco di Baviera, Parigi e, infine, Londra) in cinque weekend consecutivi con 25 riders impegnati a contendersi la vittoria finale e un montepremi di 250.000 dollari. Con una novità nel già collaudato format: l’introduzione delle Open Series permetterà a moltissimi giovani atleti, che non parteciperanno a tutte le tappe del challenge, di esibirsi e gareggiare a fianco dei migliori bikers del mondo. Infatti, durante le tappe di Milano e Madrid, 10 riders avranno la possibilità di qualificarsi per le tre sfide challenge finali di Monaco di Baviera, Parigi e Londra, dove incontreranno i migliori 15 classificati del “Nissan Qashqai Challenge 2007”. Per aggiudicarsi il titolo di super “Urban Proof” gli atleti dovranno misurarsi con un mix delle più spettacolari discipline di freeriding: Big Air, North Shore, Street, Park e Dirt. Altro che giungla d’asfalto!
Questo il programma della tappa milanese del Nissan Qashqai Challenge 2008:
Venerdì 25 aprile
08.00 – 12.00 Costruzione del tracciato
12.00 – 17.00 Pratica
18.00 – 19.45 Primo round di qualifica (40 riders)
Sabato 26 aprile
07.30 – 09.00 Course inspection
09.30 – 11.30 Pratica
11.45 – 13.30 Secondo round di qualifica (40 riders)
13.30 – 15.00 Pausa
14.00 – 15.00 Sessione dedicata per autografi
15.00 – 17.15 Pratica dei 12 finalisti Open per qualifica
17.30 – 18.00 Finale 1° Run
18.00 – 18.30 Finale 2° Run
18.30 – 19.00 Finale 3° Run
19.00 – 19.15 Premiazione

La notizia era molto attesa e, quindi, non è arrivata come un fulmine a ciel sereno, ma egualmente ha dato una scossa rassicurante al mondo della moda: a disegnare la collezione donna di Gianfranco Ferré sono stati chiamati Tommaso Aquilano e Roberto Rimondi, gli stilisti noti con il nome d’arte 6267 con il quale firmano la propria linea di prêt-à-porter (il numero è quello che la mamma di Roberto ricamava sul suo corredino prima di mandarlo in colonia al mare!) .
La notizia non è arrivata come un fulmine a ciel sereno perché da due mesi la Maison era senza un direttore creativo, e così non poteva andare avanti: dopo il divorzio consensuale, inaspettato e improvviso alla vigilia delle sfilate di Milano, da Lars Nilsson (direttore creativo per una manciata di mesi) , la guida era stata presa da un team creativo interno, ma si sapeva che la ricerca di un erede del grande maestro scomparso a giugno era in corso e che un nome sarebbe ben presto uscito dalla bocca di Tonino Perna, presidente e amministratore delegato di IT Holding , a cui fa capo la griffe.
Dunque, nonostante una serie di rumors delle ultime ore dessero per quasi certo l’arrivo di Francesco Scognamiglio, stilista emergente di grande valore, finalmente il nome, anzi i nomi, e la motivazione della scelta sono stati resi noti da Perna: “Sono sicuro che il talento di Tommaso Aquilano e Roberto Rimondi, ormai riconosciuto a livello internazionale, consentirà loro di interpretare al meglio i codici estetici di Gianfranco Ferré per valorizzare le straordinarie potenzialità di questo marchio nel rispetto delle sue caratteristiche di eccellenza e sofisticata contemporaneità”. In effetti, dai due ci si aspetta molto, perché di capacità ne hanno da vendere, e il curriculum lo conferma: dopo essere stati i vincitori, a pari merito con Albino, della prima edizione di “Who is on Next 2005”, il concorso organizzato da Vogue Italia e AltaRoma per cercare nuovi talenti, dopo aver superato l’esame di creatività con il loro marchio 6267, dopo aver dato prova di grande flessibilità nell’interpretare le strategie altrui disegnando Malo (altro marchio di It Holding), adesso li aspetta la madre di tutte le prove: entrare nel firmamento delle stelle del Made in Italy raccogliendo, senza stravolgerla, l’eredità dell’architetto della couture. Dalla Maison, arrivano commenti soddisfatti: “I loro disegni sono rigorosi, il senso per la qualità sicuro. Queste caratteristiche corrispondono esattamente a quelle affermate da Gianfranco Ferré”, conclude Michela Piva, amministratore delegato della Ferré. Non resta che lasciare tutti tranquilli, per godere della bella notizia, ma soprattutto per cominciare a lavorare alla collezione donna primavera-estate 2009, da presentare alle sfilate milanesi di settembre. Un traguardo non solo simbolico.

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Donna Marella Ferrera è aristocratica nell’anima e sensibile nella mano. Quando crea, si lascia prendere dal profumo della sua Terra, la Sicilia, sempre così presente in ogni collezione, fin dagli esordi. Ma senza farsi incatenare da ricordi, fantasmi o allucinazioni ancestrali. La sua è una continua sperimentazione dei sensi attraverso la materialità dei tessuti, la potenza delle lavorazioni, la corposità dei ricami. E l’introspezione culturale: ora letteraria, ora pittorica, ora scultorea. Un percorso creativo, e umano, che trova terreno fertile per la massima realizzazione soprattutto nell’Alta Moda, dove la stilista più siciliana che c’è ha esordito quindici anni fa, venendo subito incoronata come “una promessa”. Una conferma, e molto di più, diciamo oggi.
La donna di Marella Ferrera è colta nell’anima e vulcanica nel corpo. È una sorta di trait-d’union tra la stilista e il suo vissuto di siciliana, catanese per la precisione. È il suo alter ego, quello che scava nelle pieghe della storia, per tirar fuori ogni volta una nuova storia. La collezione di Alta Moda per la primavera-estate 2008 riprende, dopo 250 anni, il viaggio in Sicilia di Goethe, su per le pendici dell’Etna: “…a dorso di mulo raggiungemmo le regione delle lave ancora non dome…”. Non domata è la donna sapiens che sulle passerelle di AltaRoma (27-31 gennaio 2008) si materializza, citazione dopo citazione, incenerendo chi le sta intorno con corsetti destrutturati, pantaloni alla turca, fiammate di rosso lavico, veli di voile, “poveri” ricami metallici, pizzi incrostati in superficie, tessuti annodati, trasparenze pericolose e brumose, scene settecentesche di caccia dipinte con minuzia calligrafica. La ricerca si spinge oltre e arriva al recupero, in un mercatino di Parigi, di preziose bretelle in oro zecchino del Settecento o alla scoperta di un autentico pezzo di antiquariato, la marsina in broccato di seta verde acido, restaurata e ricamata di nuovo, per essere messa a disposizione con passione della passerella.
Per Donna Marella, la moda non è acqua: il suo progetto immediato è quello di riaprire, per trasformarlo nella sede del suo atelier, quel Museo del Prinicpe Biscari a Catania, visitato da Goethe proprio 250 anni fa. Tutto torna.

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Il futuro avanza sempre con qualche ombra di incertezza. Proprio perché, per sua definizione, è quella parte di tempo che non ha ancora avuto luogo: quindi, non si sa come sarà. Ma lo si può costruire, per trasformarlo, via via, in un presente rassicurante.
Sembra così che per Zegna www.zegna.com, storica azienda di Trivero, vicino Biella, oggi una delle più importanti realtà industriali impegnate nell’abbigliamento e negli accessori maschili di lusso, sia arrivato il momento di guardare in faccia il futuro. Trasformandolo in realtà, subito. Dopo aver fatto cambiare casa al suo uomo, protagonista assoluto nelle due recenti strutture aperte a Milano – un megastore di tre piani in via Montenapoleone – e a New York – un globalstore in Quinta Strada – guarda in casa propria: e trasloca in un’avveniristica sede nel cuore dell’area modaiola di via Savona-via Tortona, sempre a Milano, dove trasferisce il proprio quartier generale. Che, progettato da Antonio Citterio e Partners con Studio Beretta, accoglie tutte le aree gestionali (direzione, stile, progettazione, marketing, vendita) in un’architettura ondeggiante tra passerelle sospese di vetro, ponti con travi di acciaio, corridoi aerei, un cortile in legno chiuso da pareti di vetro e un teatro-show-room, anche dagli scopi culturali.
La cornice ideale per presentare il suo nuovo uomo. Che diventa (ma solo nel guardaroba!) “trans”, grazie all’innovativo concetto di “trans-stagionalità” applicato alle collezioni: capi “intelligenti”, capaci di rispondere alle variazioni climatiche. La “Solar Ski Jacket” ricarica il cellulare in maniera eco-friendly; la giacca “Elements” si adatta autonomamente alle variazioni termiche; il tessuto “Trofeo” con la sua leggerezza asseconda i capricci del viaggiatore contemporaneo. Ma siccome l’uomo è uomo e, si sa, talvolta anche una piccola innovazione può fargli arricciare il naso, le collezioni “tradizionali” del brand non lo tradiranno: Ermenegildo Zegna (con le linee Couture, Su Misura, Sartoria, Upper Class), Zegna Sport con l’abbigliamento tecnico, la giovane Zzegna e una serie di accessori, anche in edizione limitata. Ma, in questo caso, bisogna aspettare che il futuro si avveri: con l’arrivo della prossima stagione autunno-inverno.
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![Due acrobati volteggiano sospesi in aria sulla passerella a fine sfilata di Antonio Marras.<br /> [url=http://gallery.panorama.it/thumbnails.php?album=1334]Guarda tutta la sfilata di Antonio Marras[/url]</p> <p>[i](Credits: Ansa)[/i]](http://gallery.panorama.it/albums/userpics/10027/normal_marras-home.jpg)
Tutti a Parigi. Il popolo della moda sbarca nella capitale francese, dove dal 23 febbraio al 3 marzo vengono presentate le collezioni per l’autunno-inverno 2008-2009, e Milano si svuota. Ma non di contenuti. Perché la settimana della moda si lascia alle spalle sì le solite polemiche su un calendario troppo affollato, sulla sovrapposizione delle sfilate, sull’incapacità, vera o presunta, degli stilisti di “fare sistema”, sulle ingerenze degli americani, prontamente respinte, ma anche tante belle collezioni, dall’alto tasso creativo e dalla sapiente lavorazione. Con i grandi buyers internazionali intenzionati a confermare, se non ad aumentare, i budget. In più, quest’anno, la settimana della moda si chiude lanciando un ponte verso il futuro.
E non solo perché l’ultimo giorno hanno sfilato quelli che dovrebbero o dovranno essere gli stilisti di domani, i giovani raccolti sotto l’etichetta “New Upcoming Designers”, ma anche perché Mario Boselli, presidente di Camera Nazionale della Moda Italiana, ha annunciato una serie di iniziative che porteranno Milano a consolidare il suo ruolo indiscusso di capitale mondiale del fashion system.
A maggio, partirà il “Progetto Pre-collezioni”, un appuntamento che avrà lo scopo di andare incontro alle esigenze di un mercato globale sempre più alla ricerca di stimoli commerciali e creativi: è ormai una consuetudine, soprattutto nel mercato statunitense, presentare una pre-collezione (spesso chiamata “cruise” o “holiday”) prima della collezione principale (detta “main”), che assorbe almeno due terzi del fatturato dei grandi buyers. Milano si allinea alle richieste dei mercati internazionali e alle tradizionali sfilate di settembre e febbraio affianca a maggio e a novembre la presentazione delle pre-collezioni direttamente negli show-room delle singole griffe.
Sempre in un’ottica di sviluppo della propria leadership mondiale, CNMI ha stretto un accordo con Maven Corporate, società di consulenza internazionale nel campo della moda, per lo sviluppo dell’Abu Dhabi Fashion Week, una vetrina per sostenere gli stilisti di Medio Oriente, Asia del Sud e Nord Africa, dal 15 al 18 marzo 2008 presso l’Emirates Palace Hotel negli Emirati Arabi.
Infine, la moda incontrerà il design, per stabilire un super primato tra due settori del made in Italy già primatisti a Milano e nel mondo. “Progetto Milano Moda Design” è un nuovo evento che sarà organizzato da CNMI durante il Salone del Mobile , dal 16 al 21 aprile prossimi: un calendario di presentazioni di collezioni Home Design create dalle fashion griffe. In questo modo si vuole contribuire ad accrescere la brand-awareness e a rafforzare il brand-marketing di tutte quelle aziende italiane che hanno saputo allargare il campo d’azione oltre la moda, offrendo l’opportunità di coordinare le proprie iniziative in modo più razionale.
E non è poco, in un settore in cui tutto è dato, sempre e troppo, per scontato.
![Una delle proposte della collezione donna Autunno Inverno 08/09 di Emporio Armani, presentata a Milano.<br /> [url=http://gallery.panorama.it/thumbnails.php?album=1290]Guarda tutta la sfilata di Emporio Armani[/url]</p> <p>[i](Credits: Ansa)[/i]](http://gallery.panorama.it/albums/upload/febbraio08/milano-moda-donna/normal_emporio-armani2.jpg)
Lo “Stile Italia” va rilanciato, sostenuto, diffuso. Senza compromessi, senza false alleanze e, soprattutto, senza sudditanze. Per dare smalto a un made in Italy troppo spesso dimenticato, bistrattato, malmenato da un’orda di invasioni barbariche, la moda ci mette del suo. Lanciando chiari messaggi con le collezioni per l’autunno-inverno 2008-2009.
Giorgio Armani parla con gli abiti e intitola la sfilata di Emporio Armani “Da Milano lo stile”: scarpe rasoterra, gonne ondeggianti, pantaloni morbidi e una teoria infinita di giacche e giacchini che esaltano il punto vita, aprendosi a godet, a fiore, a campana. L’eleganza ha i toni rilassati e bene educati di una tranquilla signora italiana.
Roberto Cavalli, più polemico, afferma che lui non ci pensa nemmeno a sfilare a New York: è e resta in Italia, chi lo vuole vedere, qui deve venire. E, intanto, con Just Cavalli lancia in passerella un bella rivisitazione degli anni Settanta, con una donna tutta presa a tirar fuori dal passato prossimo i miniabiti stampati, le bluse a volant, i cappotti tartan, i camicioni maculati, persino i pigiama palazzo a trapezio. E le sciarpone a righe, ma mescolate con il lurex de luxe.
Da Gianfranco Ferré non si butta via niente: tanto meno l’insegnamento del grande maestro, scomparso all’improvviso a giugno. La collezione, disegnata da uno staff creativo interno, è un tributo allo stilista che ha fatto il made in Italy, presente con i suoi meravigliosi bozzetti sullo sfondo della passerella, dove sfilano il vecchio e il nuovo, le geometrie a scatola e i volumi a uovo, i tagli al vivo e le pince strategiche: per disegnare giacche e cappotti, abiti e gonne, gilet e camicie che hanno mantenuto quasi intatta la costruzione architettonica cara alla griffe.
La GALLERY e il VIDEO della sfilata di Ferré
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L’abito non fa il monaco: detta così, nella settimana in cui Milano celebra sulle passerelle degli stilisti le collezioni per l’autunno-inverno 2008-2009, sembra un’eresia. Ma se il vate dell’apparente contraddizione è Giorgio Armani, con la sua nuova linea di bellezza per uomini fedeli all’estetica, allora il messaggio assume un altro valore. L’abito fa il monaco e la crema per il viso lo rende, se possibile, ancora più bello. Indipendentemente dall’età e dallo stile di vita.
Skin Minerals for Men, svelata in anteprima alla stampa il 15 gennaio nella cornice sacrale dell’Armani/Teatro di Milano (per tutti i comuni mortali in vendita da aprile 2008), è maschia nell’anima: la sua formula converte la struttura epidermica, la texture e il colorito a nuova vita, rinforzando, affinando e uniformando la pelle: che dovrebbe diventare più densa e più compatta, più liscia e più morbida, più luminosa e più riposata. Un vero miracolo, pare, ottenibile grazie a una formula preziosa: un’esclusiva combinazione di minerali naturalmente presenti nelle rocce vulcaniche e racchiusi in tre fasce di prodotti destinati ai vari problemi riscontrabili nelle diverse età biologiche della vita di un uomo (per le fasi primarie della pulizia e della rasatura profonda dei più giovani, per l’idratazione e la rivitalizzazione delle pelli spente dei quarant’enni, per combattere i segni dell’età, anche del contorno occhi, sopra i cinquanta). Dedicata a tutti quelli che vogliono fare un patto con il diavolo. Che ci credano o meno.

Di certo, a Milano, nella settimana della moda c’è solo l’invasione del popolo della moda. Per il resto, è tutto un work in progress, un fare e disfare, un annunciare e disdire, un montare e smontare. Da sabato 16 a sabato 23 febbraio in città arrivano da tutto il mondo 15.000 tra buyers e compratori, ai quali vanno aggiunti un nutrito plotone di modelle e agenti, fotografi e assistenti, e una supersquadra di ben 2000 giornalisti.
Tutti schierati in ordine sparso per visionare le tendenze del prêt-à-porter femminile per la stagione autunno-inverno 2008-2009. La Camera Nazionale della Moda riassume i numeri della fashion week: 223 collezioni, 103 sfilate per 95 marchi, 137 presentazioni negli show-room, 51 delle quali solo su appuntamento. In più, bisogna segnare in agenda una decina di griffe off schedule (tra gli altri, Dolce & Gabbana, D&G, Marni, Ermanno Scervino, Belstaff, Ter et Bantine), che non appaiono nel calendario ufficiale, ma che “viaggiano” per conto loro, creando qualche volta un po’ di scompiglio a causa di inevitabili sovrapposizioni di orario. Mancheranno all’appello, invece, Amuleti J, Anna Molinari e Borbonese, mentre Alessandro De Benedetti e Moncler sono in partenza per la settimana della moda francese. Qualche polemica è nell’aria: con i soliti americani (per lo spostamento della data di inizio della settimana) e tra i soliti stilisti (per lo spostamento delle location all’ultimo minuto), ma tranquilli, tutto è nella norma, si può cominciare, segnalando anche qualche interessante novità.
Se gli show di Giorgio Armani, Versace, Gucci, Prada e Roberto Cavalli sono quelli che fanno alzare la febbre non solo della moda, ma anche della mondanità per lo spolverio di superospiti in arrivo, grande attesa si registra per la sfilata di Gianfrancio Ferré che, dopo aver licenziato qualche giorno fa con un colpo a sorpresa il neo direttore creativo Lars Nilsson, non ha ancora trovato il degno successore dello stilista scomparso improvvisamente a giugno. Confermata la presenza in passerella delle donne burrose e mediterranee di Elena Mirò, a fare concorrenza a quella calata dai paesi dell’Est di modelle filiformi ed esangui.
Infine, largo ai giovani. La settimana milanese si conferma fucina creativa per il lancio di nuovi talenti, on stage sabato 23: dai vincitori del concorso Next Generation a quelli di Regeneration fino a quelli selezionati da Massimiliano Bizzi nel White Club.
Da domenica 24, tutti a Parigi, per chiudere il lungo tour iniziato il 2 febbraio a New York. “Milano, rialzati”, l’esercito della moda è passato.
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