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La cucina a prova di single: tra sfizio e pigrizia il piatto piange


Se nelle scuole ci fosse un’ora di educazione alimentare, probabilmente la lezione inizierebbe così: mangiare bene è un dovere verso noi stessi.

Nel Belpaese, patria della dieta mediterranea, le usanze a tavola cambiano infatti a tempo di record. Soprattutto nel caso dei single, che alternano periodi di diseducazione alimentare (con il ritorno in auge di happy hour e pranzi al bar) a periodi e tendenze di consumi equilibrati, nel senso di giusto apporto calorico e attenzione a quello che mettono nel piatto.

In base a una ricerca condotta dall’agenzia di incontri Speed Date, negli ultimi tre mesi è cresciuto l’interesse dei cuori solitari alla partecipazione di eventi legati alla buona tavola (come le iniziative Speed Date dinner e Chef per una sera). Tendenza confermata anche dalla Coldiretti, che nel periodo estivo ha rilevato un aumento del 23% degli acquisti di verdure già lavate, tagliate e pronte da consumare (complici le porzioni monodose che si trovano in tutti i supermercati).

Ma il rischio di cibarsi fuori orario, di saltare completamente un pasto al giorno, e di mischiare alimenti iper-calorici è sempre in agguato, soprattutto per i più giovani: un’inchiesta di Sitcom editore, in occasione dell’uscita dell’agenda “365 una ricetta al giorno“, rivela che solo l’11% degli intervistati sotto i 35 anni è in grado di cucinare un menù completo, dall’antipasto al dolce.

Spaghetti aglio e olio e ciambellone con l’impasto pronto sono i cibi alla portata di tutti, mentre un secondo (di carne o di pesce) è un miraggio, al pari con i dolci, che ammettono di saper preparare (con qualche eccezione per il più semplice tiramisù) solo il 34% di uomini e donne fino a 65 anni.

Predominio dei surgelati, poco tempo per la spesa e per cucinare (il 61% dei giovani passa meno di mezz’ora al giorno davanti ai fornelli). Queste le cause dell’allarme malattie cardiache, lanciato dal Prof. Annibale Sandro Montenero, dell’Istituto Scientifico MultiMedica di Sesto San Giovanni, alle porte di Milano: “Cibi di facile preparazione, ma ricchi di colesterolo, come uova, carne, formaggi andrebbero eliminati o limitati, mentre è fondamentale l’apporto di carboidrati complessi provenienti dalla frutta, dalla verdura e dai cereali”. Con buona pace del rito dell’aperitivo.

Uno studio dell’Osservatorio Federsalus (la federazione che riunisce le aziende produttrici di prodotti salutistici), relativo al 2006, svela che per 7 single su 10 la corretta alimentazione è identificata con quella che consente di mantenere un fisico asciutto e in forma, e non ha niente a che vedere con gli elementi nutritivi.

Secondo Federsalus in testa alle carenze nella dieta dei single ci sarebbero le vitamine (assunte in quantità insufficiente per il 58% degli esperti intervistati), seguite dalle fibre (52%). Di contro si registra un eccesso di carboidrati e di proteine. Il risultato? Umore nero (che può sfociare in depressione), carenze vitaminico-minerali, continue variazioni di peso e facilità a contrarre influenza e malattie.

“Mangiano bene ma bevono di più”, sintetizza Pino Malastrana, titolare di una famosa pizzeria al centro di Milano: “I single, che di giorno si arrangiano con un panino, la sera non rinunciano a mangiare al ristorante e, spesso, ordinano cibi sani, accompagnati però da qualche bicchiere di troppo”. Carne e pesce alla griglia in testa alle preferenze dei meneghini, accompagnati da antipasto e insalata: “Chi viene a cena da solo (molti uomini ma pochissime donne), sceglie sempre alimenti sani, come filetto e costata o tonno scottato. Si tratta di clienti che amano selezionare i cibi, con attenzione”. In media spendono 25 euro, e puntano su locali di qualità. Le donne sono più attente alla dieta, ma anche gli uomini non disdegnano cibi poveri di grassi. Salvo poi fare il pieno di vino e superalcolici.

Purtroppo, però, la trappola del fai-da-te non risparmia neppure il ristoratore: “Quando sono a casa non cucino. Mangio quello che trovo, soprattutto surgelati e pizza”. Perché se è vero che la fame vien mangiando, a star da soli passa pure la voglia di cucinare.

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Il lusso formato card. Credit card


Tutta nera, a scanso di equivoci si chiama Black, Carta Black. Di cosa si tratta? Denaro di plastica, come qualcuno si ostina a considerare il mercato delle carte di credito, che hanno rivoluzionato le abitudini e il concetto di acquisti per i generi di consumo.

La novità del nuovo prodotto lanciato da Deutsche Bank (che sarà presentato questa sera a Milano) è che alle spalle ha un certosino lavoro sul concetto di lusso, accompagnato da una ricerca elaborata da Future Concept Lab.

In base ai dati elaborati dall’istituto di ricerche , il nero risulta essere il nuovo colore di riferimento del piacere e del comfort (in passato vinceva l’oro), e lo status di ricchezza, oggi, va oltre le “semplici” possibilità economiche. Sono infatti i servizi a fare la differenza, come si legge nell’indagine: “Prodotti e servizi acquisiscono uno spessore culturale ed emozionale e determinano una nuova estetica e cultura del consumo, dove la felicità generata dal lusso si estende a nuovi target all’insegna della qualità specifica dell’esperienza, delle emozioni e della memoria che essa può generare”.
Per questo quelli della Deutsche Bank non hanno lesinato servizi aggiuntivi a chi sottoscriverà la nuova carta di credito: un concierge disponibile tutti i giorni dell’anno per 24 ore al giorno (per prenotare ristoranti, viaggi, biglietti per concerti, spettacoli, musei) e l’accesso illimitato a oltre 500 Vip Lounge aeroportuali. Con un fido mensile che arriva a 15 mila euro.

Soldi e soldoni, in collaborazione con il mondo della moda: la presentazione ufficiale avverrà nel nuovo Teatro Versace e, a dare il benvenuto, questa sera, ci sarà lo stilista Santo Versace, presidente dell’associazione di imprese Altagamma.

Perché se i soldi sono tanti, bisogna anche suggerire come spenderli.

Squilli griffati per l’ultima generazione formato cellulare


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Belli, colorati, preziosi. I telefonini di ultima generazione scoprono il lusso della moda e diventano accessori da passeggio, da coordinare con borsa, scarpe e bijoux. Anzi, a volte, il vero gioiello è proprio il cellulare da tenere in mano, esibire in pubblico, attaccare alla tracolla come un charms di riconoscimento.
Coinvolti dalle aziende produttrici di hi-tech, gli stilisti non si sono tirati indietro e hanno disegnato nuovi modelli, adeguandoli alle singole maison.
Sarà disponibile da Natale il nuovo cellulare a marchio Alcatel, realizzato in collaborazione con Mandarina Duck. Disponibile in vari colori, è dotato di una clip e un charm sferico in tinta, per agganciarlo alla borsa. Prezzo: 149 euro.
L’ultimo nato nella serie dei famosi è il Mandarina Duck Mobile Pack, il telefono realizzato da Alcatel, caratterizzato da una variopinta gamma-colori (rosso ciliegia, lilla e verde acido) e da una clip in tinta che consente di agganciare il cellulare alla borsa per averlo sempre a portata di mano. Sarà in vendita dal prossimo dicembre, e si propone come idea regalo per le giovani metropolitane, studentesse e non.
Per il resto, ammesso che l’aspetto tecnologico sia importante in questa lotta di marketing griffato, si tratta di un telefonino dalle dimensioni ridotte, compatto, dotato di lettore Mp3, fotocamera e dispositivo Bluetooth.

L’accordo tra l’azienda famosa per le borse e Alcatel rappresenta l’evoluzione di un fenomeno, in realtà, non nuovissimo: all’inizio si trattava solo di esperimenti, giocati per lo più sul colore. Dal nero imperante, che faceva tanto tecnologia triste, si passò all’argento, al bicolor e alle tonalità femminili: il fucsia di Motorola, solo per fare un esempio, e il rosa confetto di Hello Kitty, prodotto ora da BenQ.

Ma è con i grandi nomi della moda che il settore ha scoperto un nuovo approccio al consumo: tra i modelli più gettonati il Motorola firmato D&G (che tuttavia non è più in vendita), il nuovo Samsung disegnato da Giorgio Armani (che segue la collaborazione con Versus), e il Touch screen di Prada, prodotto da Lg. Per gli uomini, invece, ottimi riscontri del telefono Vertu, in collaborazione con Ferrari (del quale Panorama.it aveva già parlato).

Un successo di vendite, facile da intuire per il collegamento con il mondo glamour: “Oggi la moda influisce prepotentemente sul nostro stile di vita”, commenta Giorgio Armani, “non solo su come vestiamo, ma anche su come progettiamo la nostra casa, gli hotel nei quali soggiorniamo, l’auto che guidiamo e la tecnologia che compriamo. Infatti il cellulare”, continua lo stilista, “è l’affermazione della nostra personalità, tanto quanto le borse, le scarpe che indossiamo oppure i mobili che scegliamo per la nostra casa. Queste sono tutte decisioni che prendiamo per esprimere il nostro stile di vita, per le quali il design e le prestazioni rappresentano i nostri criteri guida”.
È in vendita da novembre l'ulitma novità in casa Samsung: un cellulare di alta tecnologia, disegnato da Giorgio Armani. Compatto e dotato di fotocamera da 3 megapixel, music player e browser internet completo, il telefono si caratterizza per l'eleganza delle linee e per la custodia in pelle, inclusa nella confezione, e firmata dallo stilista.

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Tornano gli anni Settanta, in punta di piedi


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La domanda sorge spontanea, come direbbe qualcuno: “Ma gli stilisti si sono messi d’accordo?”. Tomaia in camoscio, puntale tondo, para in gomma chiara, impunture a contrasto. E un’eleganza lasciata per strada nel corso delle stagioni della moda.

Le sneakers maschili dell’autunno-inverno strizzano l’occhio agli anni ‘70 e si ripropongono come calzature informali, abbandonano del tutto la competizione con il mondo sportivo. Da indossare sotto i completi, nelle tonalità più scure (su tutte il blu), le stringate in pelle, camoscio e (perché no?) qualche dettaglio in tessuto impermeabile o tecnico, riscoprono lo stile del casual. Le tonalità predominanti sono le varianti del bruciato, i marroni, il blu notte e il verdone, vero colore di stagione.

Nate come scarpe americane da college, bicolore, in lino e plastica, le sneakers si sono imposte subito per la loro comodità. Si dice che la loro origine sia legata ai sandali usati alla fine dell’ottocento per il gioco del croquet, e poi scelte per sport emergenti come il tennis e il basket (da qui: scarpe da tennis).

Oggi, dopo aver testimoniato scontri generazionali e sociali, tornano all’uso che le ha rese popolari soprattutto tra i non sportivi: camminare comodi, senza costringere i piedi in tomaie austere e modelli troppo classici per la frenesia della vita quotidiana.

Scarpe da indossare tutti i giorni, a metà tra lo stile casual e quello formale, si adattano ai gusti moderni che le vogliono sempre, anche di sera. Così l’attenzione ai materiali di qualità differenzia le sneakers di ultima generazione dalle calzature tecniche, che viceversa scelgono la strada dell’hi-tech applicato al comfort, con l’obiettivo di migliorare sempre le prestazioni per le quali sono state ideate.

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Scatta il weekend gastronomico che prepara al Natale


Castagne, vino e olio novello. Polenta, funghi e salumi di ogni genere. E poi dolci, per iniziare al meglio il rush natalizio. Novembre è il mese dell’anno che sancisce il passaggio verso la stagione più fredda, dove la tavola perde la freschezza delle crudité estive e recupera la forza e il gusto dei piatti della tradizione.

Così proliferano da ogni parte degustazioni gastronomiche e corsi di cucina da consumare in un solo giorno o nel fine settimana, che strizzano l’occhio al mondo della moda e si infarciscono di concetti rubati alle passerelle: collezioni, eleganza, nobiltà.

Come la cucina Prét-a-porter organizzata per sabato 17 novembre dall’azienda Le Tamerici di Mantova (specializzata in confetture e mostarde), in collaborazione con Ballarini (che fa utensili per i fornelli): un corso dedicato a torte e biscotti, dal nome accattivante, Chic & Sweet. Grazie a stampini a forma di borse e décolletée (presentati già in occasione della settimana della moda a Milano), con dettagli degni della migliore sfilata, diventare esperte pasticcere sarà tutt’altro che low profile (la lezione, della durata di quattro ore, costa 50 euro).

Ma, se i dolci non sono la vostra passione, nessun problema. La scuola di cucina delle Tamerici ha un vero e proprio calendario delle lezioni: si va dal corso per fare il pane (casereccio, siciliano, pugliese e chi più ne ha più ne metta), in programma il 23 e 24 novembre al costo di 140 euro a persona, alla preparazione del gran buffet di fine anno (due lezioni per 100 euro).

Di altra natura, e di altri sapori, la seconda edizione di “Frantoi Aperti”, la rassegna dell’olio nuovo lungo le strade del Garda. Per due sabati (il 17 e il 24 novembre) i frantoi presenti lungo la Strada dei Vini dei Sapori del Garda, aprono le porte al pubblico, per una merenda all’insegna di bruschetta e vino (l’elenco dei frantoi che partecipano all’iniziativa è consultabile sul sito della strada dei vini). L’iniziativa, perfetta per gruppi e famiglie, è gratuita, ma su appuntamento.

Se, invece, siete in coppia e pensate ad un regalo speciale, ci sono delle settimane ad hoc, dedicate tutte all’arte culinaria. Come quelle organizzate dal Romantik Hotel Jolanda Sport di Gressoney, in Val d’Aosta. Qui, nel mese di dicembre, i pacchetti vacanza includono il corso di dolci tipici valdostani: hòckiené (gonfiotti), chiechené (bugie) e kanoschtrèlle (560 euro a persona, con trattamento di mezza pensione).

La Ferrari scende in pista, sulla neve


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E’ una collaborazione doc quella che ha unito il team Ferrari e la divisione ricerca e sviluppo di Dynastar e Lange. Il risultato? Degli sci dalle elevate prestazioni, ideali per chi pratica sport in montagna a livello amatoriale o semi-professionale.

Puntando sul nome del Cavallino rampante, e sui colori tipici di Maranello, il design aggressivo degli scarponi e degli altri accessori si preannuncia una scommessa di successo (e di profitto).

La velocità e il marchio vincente della Ferrari attireranno i più giovani, mentre gli esperti apprezzeranno le doti tecniche dei nuovo sci: realizzati in fibra di carbonio (lo stesso materiale usato per la Formula uno), sono leggeri e resistenti agli urti.

Impegnativi nel nome, nella media (di fascia non economica) quanto al costo: si va dai 1000 euro per gli sci, ai 500 per gli scarponi e ai 150 per i bastoni in carbonio.

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Minnie e Cenerentola si rifanno il look: sì a paillettes e tacchi a spillo

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Una cosa va detta subito: lo scopo dell’iniziativa è benefico. Le creazioni di alta moda, disegnate per l’occasione dai grandi couturier italiani, sfilano infatti solo oggi al Disneyland Resort Paris) e poi saranno vendute all’asta sul sito di Ebay per raccogliere fondi a favore dell’Unicef.

Nonostante ciò, fa un certo effetto vedere i personaggi più amati dai bambini, e non solo, adeguarsi alle mode dei tempi. Così Minnie, la compagna di Topolino col fiocco in testa e la gonna a pois, diventa una fashion victim in piena regola, almeno nell’immaginazione di Iceberg: occhiali a specchio sulla fronte, abitino giallo e viola con sandali e borsa coordinata, orologio e anello in vistoso primo piano. Ben altro, e ben oltre, le classiche e rassicuranti immagini della protagonista di tante avventure.

Blugirl, invece, reinventa Trilli in lamé e paillettes oro, con tanto di nastrino luccicante tra i capelli (nell’immagine tradizionale indossa un abitino verde fasciante con orlo asimmetrico). La fatina di Peter Pan è la protagonista anche della creazione di Patrizia Pepe, che la rende pronta per una serata chic, con orecchini pendenti e foulard al collo.

Tante le grandi firme che hanno aderito all’iniziativa, che coincide con il quindicesimo anniversario del grande parco giochi francese. Qui, dopo la festa di Natale, per la quale è atteso il gran pienone, e che si concluderà con il défilé, si tornerà agli abiti di sempre.

Ma chissà cosa penserebbe Walt Disney delle nuove vesti dei suoi personaggi, anche se solo per una sera. Forse, ma non ne siamo certi, approverebbe il cambiamento. Anche se, ce lo insegnano le sue storie, per stare al passo coi tempi non è sempre necessario creare nuove favole. Quelle vecchie vanno benissimo.

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La moda va di corsa. E invade il mondo dello sport


Per i millenials (i nati dopo il 1982 e perciò maggiorenni solo nel nuovo millennio) la felpa è un capo, come la maglia, da indossare tutti i giorni. Così le sneakers, che in oltre il 70% dei casi (anche tra i non sportivi) rappresentano semplicemente le scarpe, e non quelle per fare ginnastica. Allo stesso modo il piumino è il giaccone per la stagione fredda, e ha ben poco a che vedere con la neve e la montagna.

Moda e sport, un connubio con cifre da capogiro, che rischia di far fuori le piccole aziende tecniche, se queste non dimostreranno di stare al passo coi tempi.

Questo il risultato di un’indagine condotta da Assosport (Associazione dei produttori di articoli sportivi) sugli orientamenti dei consumatori, nel settore dello sport-fashion. “C’era il bisogno di capire la reciprocità che legano il mondo della moda e quello delle aziende tecniche”, spiega Manuela Viel, direttrice di Assosport: “per seguire il consumatore bisogna tener conto dell’evoluzione storica di un prodotto, e questo è ciò che abbiamo fatto”.

Tre le generazioni analizzate dalla ricerca, che ha individuato le caratteristiche comuni (e, da qui, l’orientamento negli acquisti) dei boomers (i nati tra il 1944 e il 1960), dei genXers (nati tra il 1961 e il 1981) e dei millenials.

In base ai dati della ricerca, risulta che nell’ultimo quinquennio la spesa degli italiani nel settore dello sport-system è cresciuta del 7% (da 13,1 a 14 milioni di euro), ma l’aumento del fatturato è dovuto solo all’abbigliamento e non alla vendita di attrezzature tecniche: +5% sportswear, +29% abbigliamento neve, +12% moda mare, + 18% calzature.

In parole povere, ciò che attira i ragazzi nei negozi sportivi non è l’uso che si può fare del capo stesso, ma il suo marchio e la riconoscibilità che questo ha tra coetanei.

Come nel passato: se negli anni 80 diventavano dei must il piumino Moncler, le felpe Best Company e le Nike modello Blazer bianche e blu, nel decennio successivo, grazie alla tv e al successo dei programmi musicali, si sono imposti le Converse consunte e i jeans in stile grunge. Oggi, invece, T-Shirt, leggings e tessuti tecnici (il negozio di articoli sportivi è il più frequentato per il 52,1% degli under 25).

E per il domani? “Il fenomeno è complesso”, dice Manuela Viel, “perché racchiude i problemi della distribuzione, della segmentazione dei produttori, delle strategie di marketing e della capacità di reggere ai cambiamenti”. Come hanno fatto e stanno cercando di fare tante realtà, pronte ad invertire la rotta: “Aziende come Timberland hanno cercato di stare dietro al fashion, ma oggi provano a tornare sui loro passi. Alla lunga”, continua la direttrice di Assosport, “si è dimostrata vincente la scelta di chi ha mantenuto la propria identità, come Colmar, che si è orientata verso la moda ma non ha esagerato, al contrario di altri”.

Ma se, da una parte, gli storici marchi sportivi cercano di fare leva sulla tradizione, dall’altra le maison non stanno a guardare: “E’ più facile che uno stilista decida di disegnare capi sportivi, con successo, che non il contrario”.

E a poco servono gli studi sui materiali: “Oggi le grandi case di moda sono all’avanguardia anche per la ricerca tecnica”, avverte Manuela Viel. “I capi sportivi sono diventati capi di vita quotidiana”. Anzi: i più giovani non sanno qual è la differenza anche se, spesso, comprano solo cose di marca (nel 43,7% dei casi).

Lunga vita alle scarpe: i trucchi per tenerle in forma

Il set completo di sapzzole, cere e panni è perfetto per conservare a lungo la lucentezza dei pellami lavorati artiginalmente. Pratico, si può portare anche in viaggio.
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Come la pelle di una donna. Per gli amanti del genere, che lo considerano antistress e piacevole alternativa alle serate davanti alla tv, il paragone rende alla perfezione: creme, sete e champagne per prendersi cura delle calzature che indossiamo quotidianamente. Così, con amorevoli attenzioni, le stringate inglesi non perderanno lucentezza e forma. E vivranno a lungo, fino a dieci anni.
Per conservare al meglio boot e mocassini, ed evitare l’effetto vecchia ciabatta, servono pochi gesti. Il primo segreto è quello di non indossare tutti i giorni le stesse calzature: l’umidità che rilascia il piede durante il giorno, infatti, bagna la tomaia, che necessita più di una notte per asciugarsi completamente.
Dopo ogni uso bisogna inoltre pulire bene le scarpe, spolverarle con cura e asciugare i ganci, se ci sono, sia all’esterno che all’interno, per scongiurare il formarsi della ruggine. Infine, per mantenere la forma, è bene riporle sempre con i tendiscarpe (in legno di cedro, grandi e pesanti), che evitano anche il formarsi di pieghe sulla tomaia.
E se le scarpe si bagnano? In questo caso, suggeriscono i maestri calzaturieri, no ad asciugature rapide, vicino a fonti di calore, che potrebbero screpolare il pellame: le scarpe vanno imbottite con carta di giornale e lasciate asciugare. Gli eventuali aloni si eliminano con un panno umido, non abrasivo (meglio acqua tiepida e shampoo specifico).
Ultimo passaggio, da ripetere però solo una volta al mese, è quello dell’ingrassamento della tomaia: così come la pelle del viso, anche quella di un bel paio di mocassini ha bisogno di idratazione, per non sembrare secca e per mantenere la morbidezza al tatto. Via libera quindi ai grassi in lattina (anche nelle nuove versioni spray), ai lucidi e alle cere (attenzione ad usare i prodotti specifici per i diversi tipi di pellami).
La cera o la crema, quest’ultima, più nutriente, è da preferire se le calzature non sono più tanto nuove, vanno stese con uno spandi-lucido. Successivamente, si tira via il lucido in eccesso con una spazzola in crine di cavallo con setole alte e, per dare brillantezza, si passa una pezza di pile o una calza di nylon. Altre varianti, più fantasiose, prevedono panno di lino e champagne, o Brunello di Montalcino al chiarore della luna.
Il suggerimento per i principianti è sempre quello di non improvvisare, ma di rivolgersi ai negozi specializzati, per non sbagliare prodotto e rovinare in maniera irreversibile il pellame.
Oggi, rispetto al passato e al fai-da-te, si può contare su kit e cofanetti completi con il necessario per pulire le proprie scarpe, perfetti da portare in vacanza: anche marchi come Church’s e Louis Vuitton hanno messo in vendita panni, lucidi e spazzole preziosi come gli accessori del beauty-case femminile. Perché il make up è un affare unisex, che va dalla testa ai piedi.

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Piante e cioccolata per sopravvivere all’autunno in ufficio

[i](Credits: Corbis)[/i]
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L’autunno, per molti, coincide psicologicamente con l’inizio del nuovo anno. Colpa dei cicli scolastici, si dice, che ci hanno abituato all’idea che da settembre a maggio si deve pensare solo allo studio prima, e al lavoro poi.

Anno nuovo vita nuova, cambio di guardaroba e, perché no, anche occasione giusta per mettere ordine in ufficio, e dare un’aria diversa al solito posto di lavoro.

Kuno Prey, designer dalla fama internazionale e preside della facoltà di Design e Arti della Libera Università di Bolzano, descrive a Panorama.it la sua scrivania, dispensando consigli su cosa non deve mancare per affrontare bene una giornata di lavoro.

Punto fondamentale, per Kuno Prey, è l’aspetto salutistico dell’ambiente in cui passiamo molte ore al giorno: “Sulla scrivania non dovrebbero mai mancare una caraffa d’acqua con un bicchiere, una buona tisana, della cioccolata o, in alternativa, delle caramelle, da conservare in una bella scatola, e da offrire agli ospiti”. Personalità, carattere ed energia: con poco, assicura l’esperto, possiamo dire tanto di noi stessi.

“Obsoleto il telefono”, sostituito dal cellulare, la comunicazione si adegua ai tempi della tecnologia: “sì alle cuffie di Skype da collegare al laptop, e via libera alla musica, ma solo con una buona riproduzione e con supporti di piccole dimensioni”.

Il designer, esperto nella progettazione di oggetti e utensili, non tralascia l’importanza del tavolo di lavoro: “La superficie dev’essere in materiali naturali, come il linoleum, avere un buon profumo, dev’essere calda d’inverno e fresca d’estate, e avere un bel suono al contatto con gli oggetti”. Tutto insomma all’insegna del relax e dell’armonia. Un sogno, perché negli uffici, spesso, è il caos a farla da padrone.

Giornali, scartoffie, portapenne straboccanti, bigliettini e quant’altro? “Un buon sistema d’archiviazione, dietro la scrivania, garantisce l’ordine, e per prendere appunti suggerisco il consumo cosciente: io ho soltanto una stilografica, una biro rossa e una matita”.

Il professore, molto attento ai dettagli, ricorda i principi della luce “che deve entrare dal lato opposto rispetto alla mano che scrive”, assolve la presenza di piante e di lampade (rigorosamente day-light, meglio azzurrate) e consiglia di tenere sempre a portata di vista piccoli oggetti della nostra vita quotidiana, che servono a presentarci di fronte agli ospiti. Ultimo consiglio, rivolto alle donne: “Nascondere nei cassetti l’oggettistica da ufficio, soprattutto quella dai colori traslucidi, che fa tanto cosmesi”.

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