
Happy hour, assaggi al bancone, cene in pescheria dopo aver scelto la preda del giorno. Fioriscono in tutta Italia locali alternativi dove è possibile degustare il pesce in modo diverso dal solito e senza sottoporsi necessariamente al rito di una cena a tre portate. A Milano gli amanti delle ostriche troveranno ciò che cercano da Ostriche e Vino, in viale Col di Lana. Si può cenare, certo, ma anche gustare un aperitivo con i pregiati molluschi e un bicchiere di prosecco o di Poilly Fumé. Il plus è la scelta: a seconda della stagione troverete infatti le classiche francesi come le fines e speciales de claire, le creuzes de bouzigues, una vasta scelta di bretoni e le rarissime tsarkaya. Ma anche le ottime irlandesi selvagge. Gli amanti del crudo si fermano anche alla Pescheria Claudio in via Ponte Vetero, che si trasforma in un fish bar per l’ora dell’happy hour. Oppure dalla Tana del Riccio, dove annesso al ristorante vero e proprio c’è un bistrot più informale dove degustare finger food ittico e sushi.
A Roma, piatto di frittini di pesce più drink per la formula aperitivo proposta a € 10 da Gusto al 28, in Piazza Augusto Imperatore. Sempre nella capitale, bar del pesce chic con mini creazioni servite in piattini singoli per Il Sanlorenzo, in Via dei Chiavari. Il menu degustazione è intorno a € 15 e si possono portare a casa le creazioni nei barattoli di vetro per valorizzare una cena con amici. Più popolare, ma sempre dedicato agli amanti del pesce appena pescato, Porto Maltese, in via di San Sebastianello, una delle prime e più importanti fish house romane. Tu compri il pesce scegliendolo dal bancone, loro lo cucinano. Più fresco di così… Qui altre pescherie-ristoranti della capitale.

A Genova, a pochi passi dal Porto Antico, l’happy hour di pesce è alla storica Pescheria Soziglia, nell’omonima piazza. Si degustano tartare di pescatrice o ricciola annaffiato da Pinot, Chardonnay o dalla bottiglia che gli stessi clienti portano per l’aperitivo. A Senigallia lo chef Moreno Cedroni propone il suo “susci”, scritto proprio così, all’italiana (e sulla cucina fusion nippo-italiana ha scritto anche un libro). Si trova da Anikò, un chiosco di delizie enogastronomiche dove si acquistano anche specialità di terra. Infine la Sardegna, patria del pesce fresco e di uno dei giovani chef più interessanti della nuova generazione, il trentenne Luigi Pomata. Nel suo locale, oltre alla cena placé, offre specialità fast da gustare al bancone e un piatto di crudi della casa a circa € 15.

“Meno le persone sanno come sono fatte le salsicce e le leggi e meglio dormono la notte”, disse Otto von Bismarck, e da questa saggia sentenza parte Carlo Cambi per raccontare l’Italia attraverso ristoranti e trattorie famosi per la loro cucina e non per il loro nome. Mangiare bene e non alla moda, e così, dietro ad ogni sosta e ad ogni portata, vengono raccontate tante storie di paesi, cuochi e avventori, che il giornalista autore (tra gli enogastronomi più autorevoli d’Italia) raccoglie in una guida dal titolo Il Gambero Rozzo - Guida alle osterie e trattorie d’Italia. Sottotitolo: “Più che una questione d’etichetta è una questione di forchetta”, parola di buongustaio, a cui non importa nulla del nome del locale e della cittadina: quello che fa la differenza è che cosa si mangia!
Tra le tante guide insolite che vi possono capitare fra le mani in libreria, questa, appena uscita per Newton Compton Editori, unisce al dilettevole (una storia da leggere alla scoperta dell’Italia che tutti ci invidiano) all’utile (dove fermarsi a mangiare e cosa ordinare). Le guide in realtà sono due perchè, oltre a quella dedicata ai luoghi c’è quella dedicata alle ricette: una sorta di compendio della cucina italiana, con oltre mille piatti dall’ovvio titolo: Le ricette e i vini del Gambero Rozzo. Se la guida è di piacevole lettura, ma di difficile utilizzo dato che ordina i ristoranti per comune, il ricettario, al contrario, ha l’andamento ordinato di un pantagruelico pranzo. E le ricette sono descritte in modo tanto rigoroso quanto appetitoso e trasmettono a pieno l’autentico piacere italiano della tavola.

L’appuntamento con la Fiera Nazionale del Fungo Porcino è per il secondo fine settimana di settembre, dal 6 al 9, in quel di Albareto, in provincia di Parma. Ma i preparativi per la dodicesima edizione dell’evento sono già in corso. La manifestazione, gemellata con la Fiera Internazionale del Tartufo Bianco di Alba, è infatti un punto di riferimento per tutti gli appassionati del settore enogastronomico, tanto da registrare più di 15mila presenze l’anno.
Funghi ma non solo, la quattro giorni all’insegna della buona cucina promette di guidare i visitatori in un’esperienza sensoriale fatta di assaggi di prodotti tipici, degustazioni di vini e visite culturali. In più musica, gare sportive e banchetti allestiti dai produttori locali. L’associazione che cura la Fiera ha organizzato un programma d’eccezione per la giornata di sabato 8 settembre, quella in cui è previsto il maggior numero di visitatori: al prezzo di 25 euro si potrà ammirare il Castello di Compiano, pranzare a base di funghi porcini e avere in omaggio l’ingresso agli stand enogastronomici della Fiera (info sul sito www.fieradialbareto.it). Per celebrare come si conviene uno degli ingredienti più apprezzati dagli chef di tutto il mondo.

I primi ad ammetterlo sono i produttori: parlare di bouquet, retrogusto e persistenza di un vino nella realtà virtuale sarà tutt’altro che facile. Ma la sfida è proprio questa: creare una nuova etichetta basandosi anche sulle impressioni e i desideri dei navigatori che affollano Second Life. Ci sta provando Marco Caprai, erede di Arnaldo Caprai, casa vinicola perugina nella zona del Montefalco. Già produttore del Sagrantino, un rosso autoctono doc che da anni spopola (il 25 Anni è definito come uno dei migliori rossi italiani e ha attirato l’attenzione degli americani, come si legge su RobbReport, magazine dedicato al lusso), sta lavorando alla creazione della sua versione bianca. “Si tratta di una ricerca in corso fatta tramite esperimenti di fecondazione sessuata. Grazie alla riproduzione di 250 differenti genotipi abbiamo isolato le diversità genetiche del Sagrantino e i suoi geni recessivi, fra cui quello che produce acini bianchi. Lo scorso autunno c’è stata la prima vendemmia, che abbiamo vinificato e ora stiamo sottoponendo ad analisi e prove di degustazione per capirne il valore”. Le prime bottiglie prototipo sono state aperte in occasione di Vinitaly.
Ma proprio perché la creazione del Sagrantino bianco è ancora un work in progress, i produttori stanno aprendo uno spazio su Second Life. “Ricreerà la nostra cantina; sarà possibile acquistare il vino, “degustare” virtualmente il prototipo bianco ed esprimere pareri e commenti. Vogliamo capire cosa si aspetta la gente da questo nuovo vino, imparare dalle loro considerazioni”.
Insomma, utilizzare la rete come potente strumento di marketing per produrre secondo i gusti del pubblico. Non solo: farne un vero esperimento sociologico, come dimostra la collaborazione al progetto di Raffaella Albanese, docente di Sociologia delle Emozioni alla Link Campus University di Malta a Roma.

Si brinda nella capitale. Mozzarella di bufala e Gewurztraminer. Pizza e…barolo. Sono solo due degli inconsueti e forse un po’ azzardati abbinamenti proposti agli incontri di Vinòforum 2007, a Roma fino al 10 giugno. Un appuntamento imperdibile per gourmet curiosi ma soprattutto per gli amanti del vino di qualità.Giunta alla sua quarta edizione, la manifestazione si è spostata nei giardini della Farnesina, trasformati per l’occasione in un eden sensoriale in cui perdersi per sentieri eno-gastronomici e non solo. Per gli amanti di Bacco non c’è che l’imbarazzo della scelta ma anche i patiti del tabacco non devono disperare. Curiosando tra uno stand e l’altro non ci sono solo grandi vini, ma anche un salotto dedicato al sigaro toscano, abbinato ogni giorno a cioccolato, formaggio e distillati. Oltre ad assaggi “divini” e boccate di sigaro, c’è ampio spazio anche per arte, spettacoli e cene a tema organizzati da Athenaeum in collaborazione con l’Associazione Italiana Sommelier di Roma. E ancora: concerti jazz, tango argentino, lettura di poesie e book point per godere appieno della dolce vita romana alle porte della stagione estiva.
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L’estate è vicina, cresce la voglia di mare, montagna e gite fuori porta. Tra gli innumerevoli tour enogastronomici e gli appuntamenti più diversi, dalle mostre alle pedalate in bicicletta, ecco qualche itinerario da sfruttare nel mese delle rose, per un fine settimana diverso o per qualche giorno di relax. Un’occasione per conoscere meglio il Belpaese, in compagnia della persona del cuore, della famiglia o degli amici.
In coppia. Fino al 31 maggio, l’Hotel Astor di Viareggio propone il pacchetto Benessere al mare. Il soggiorno di tre giorni e due notti all’insegna della remise en forme, in vista del rush finale prima delle vacanze, prevede, accanto alle classiche sauna e bagno turco, massaggi per il corpo al miele, al cioccolato, maschera viso energizzante alla frutta e massaggi plantari. Tutto nel Sina Wellness Club, il centro benessere recentemente inaugurato all’interno dell’hotel. Prezzi da 850 euro per la camera doppia. Per chi al mare preferisce la campagna, ci si può immergere nelle verdeggiante Tenuta Cocevola, un resort a quattro stelle che si trova in Puglia, tra Castel del Monte, Andria e il Golfo di Manfredonia. Tra escursioni a piedi e in bicicletta, è d’obbligo un tour dedicato alla scoperta dei prodotti locali: da visitare ci sono le vinerie e i frantoi di Castel del Monte, e si può assistere alla preparazione della burrata di Andria o fare un giro al Museo del Confetto. I prezzi per la camera doppia variano da 90 euro in trattamento di bed & breakfast a 150 euro per la pensione completa. Gli sportivi non perderanno invece l’occasione di un giro in bicicletta con l’Associazione Castelli del Ducato di Parma e Piacenza: una due giorni sulle ruote, o in auto per i più pigri, tra castelli, boschi e borghi immersi nel verde. Un tour di 170 chilometri che consente anche di visitare luoghi di importanza storica come, per esempio, Castell’Arquato e Chiaravalle, con la splendida Abbazia cistercense. C’è un anniversario da festeggiare? Per i più romantici è perfetto il programma alle rose dell’Hotel Pienzenau di Merano: bagni di sole nel roseto, marmellate, tisane e menù speciali a base di petali rossi, trattamenti cosmetici naturali, per lui e per lei. Prezzi da 100 euro a persona per la mezza pensione.
Con la famiglia. Se al seguito ci sono bambini di tutte le età, la montagna è la soluzione ideale per conciliare relax e divertimento formato famiglia. In Alto Adige, sull’Alpe di Siusi, il mese di maggio fa rima con appuntamenti gastronomici: si comincia con la settimana dedicata ai Manicaretti delle streghe (in programma dal 17 al 27 maggio), dove i cuochi degli alberghi della cittadina di Castelrotto prepareranno menù in onore delle streghe, che la tradizione vuole originarie proprio del Sudtirolo. A seguire l’appuntamento con la Cucina naturale: piatti a base di orzo, farro, trota di montagna, frutti di bosco e germogli freschi. Per chi potrà concedersi qualche giorno in più di relax, le Valli di Tures e Aurina, propongono dal 12 maggio le settimane degli Agriturismi Attivi, dedicate a chi vuole riscoprire le tradizioni dei masi di montagna. In alternativa ci sono i cinque giorni di Trekking a cavallo, con pernottamenti nelle baite più belle della zona. Se invece i bambini sono troppo piccoli per spostarsi da un posto all’altro, dal primo giugno ripartono gli Happy family, dedicati al divertimento infantile, con programmi studiati per far rilassare anche mamma e papà. Week end lungo anche all’Engel Dolomiten Wellness Resort: il programma Celestiali dolcezze primaverili prevede escursioni guidate alla ricerca di erbe aromatiche, utilizzo delle strutture sportive e ricreative, massaggi e trattamenti di bellezza per i più grandi. Per i bambini dagli otto anni in su, è attivo da qualche settimana il junior club, con tanto di postazione play station, ping pong e mini discoteca.

Con gli amici. Allegre scorribande in comitiva? Non c’è niente di meglio che tuffarsi nel mare magnum dei tour enogastronomici. Si comincia con la 71° Mostra Vini del trentino: dal 17 al 19 maggio al Teatro Sociale di Trento, tra degustazioni di spumanti, vini e grappe, si esibiranno attori e giullari che coinvolgeranno i partecipanti in giochi e test per individuare le capacità sensoriali di ognuno. Per chi al bere preferisce il cibo, l’appuntamento per il fine settimana è con la Strada del pesce di Cesenatico dove, protagonista il pesce azzurro dell’Adriatico, numerose manifestazioni di piazza si propongono di far conoscere meglio il pescato locale. In concomitanza, per soddisfare la clientela più esigente, l’Hotel Valverde e l’Hotel Sport organizzano tutti i giovedì sera un Gala Dinner proprio a base di sarde, acciughe, sgombri, tonni, cozze e vongole. Un’idea fantasiosa per attrarre clienti, mantenendo prezzi competitivi: a partire da 49 euro al giorno per persona, con gratuità e sconti per i bambini. Si prosegue, nel week end del 26 e 27 maggio, all’Isola d’Elba: si svolge infatti a Marciana Marina la rassegna enogastronomica Un mare di sapori, organizzata da Slow Food. Da venerdì sera a domenica, assaggi e prelibatezze della tradizione: caciucco, risotto al nero di seppia, totani alla diavola. Per seguire gli eventi, che proseguiranno durante l’estate, l’Hotel Ilio, situato a Capo Sant’Andrea, propone soggiorni a partire da 50 euro a persona, nei giorni delle manifestazioni. Infine, se ci si ritrova tra sole donne, perché non dedicare il fine settimana alla cura di sé, con dei corsi intensivi di make up? A Riccione, il Belvedere Hotel, propone un programma dedicato al gentilsesso: tre pernottamenti in regime di mezza pensione a 380 euro, inclusi due giorni di corso di automaquillage e l’ingresso alla beauty farm dell’albergo.

I pescatori di Orbetello scambiano consigli ed esperienze con le donne Imraguen che producono bottarga in Mauritania e con i pescatori della lontana isola di Robinson Crusoe, in Cile. La cifra dell’edizione 2007 di Slow Fish, la seconda, dal 4 al 7 maggio alla Fiera di Genova, è la biodiversità e la tutela di fauna ittica e acque. Non solo salate: nei 23 presidi delle 4 aree in cui è idealmente divisa la manifestazione, tra mediterraneo, mari del nord e pescatori del mondo trovano posto lagune e acque dolci mentre il Po è rappresentato in un convegno dedicato. Qui il calendario completo dei Laboratori dell’acqua. Ma è un’edizione anche particolarmente rosa: oltre alle donne Imraguen ci saranno le affumicatrici di pesce del villaggio di Chokomey nel sud ovest del Ghana e le raccoglitrici di alghe del Cile. Un incremento, quello delle imprenditrici nel settore ittico, segnalato anche dal rapporto Fao 2006 sullo Stato della pesca e dell’acquacoltura nel mondo.
Ovviamente visto il marchio SlowFood il palato sarà protagonista, con le degustazioni guidate dei Laboratori del Gusto e soprattutto la gastronomia-spettacolo del Teatro del Gusto, dove grandi chef italiani e stranieri si esibiranno ai fornelli e daranno consigli per acquistare, pulire e cucinare il pesce migliore. Trucchi da replicare a casa dopo aver fatto scorta di prodotti freschi e spesso ormai introvabili in pescheria al Mercato, aperto per tutta la durata della manifestazione.