
“Meno le persone sanno come sono fatte le salsicce e le leggi e meglio dormono la notte”, disse Otto von Bismarck, e da questa saggia sentenza parte Carlo Cambi per raccontare l’Italia attraverso ristoranti e trattorie famosi per la loro cucina e non per il loro nome. Mangiare bene e non alla moda, e così, dietro ad ogni sosta e ad ogni portata, vengono raccontate tante storie di paesi, cuochi e avventori, che il giornalista autore (tra gli enogastronomi più autorevoli d’Italia) raccoglie in una guida dal titolo Il Gambero Rozzo - Guida alle osterie e trattorie d’Italia. Sottotitolo: “Più che una questione d’etichetta è una questione di forchetta”, parola di buongustaio, a cui non importa nulla del nome del locale e della cittadina: quello che fa la differenza è che cosa si mangia!
Tra le tante guide insolite che vi possono capitare fra le mani in libreria, questa, appena uscita per Newton Compton Editori, unisce al dilettevole (una storia da leggere alla scoperta dell’Italia che tutti ci invidiano) all’utile (dove fermarsi a mangiare e cosa ordinare). Le guide in realtà sono due perchè, oltre a quella dedicata ai luoghi c’è quella dedicata alle ricette: una sorta di compendio della cucina italiana, con oltre mille piatti dall’ovvio titolo: Le ricette e i vini del Gambero Rozzo. Se la guida è di piacevole lettura, ma di difficile utilizzo dato che ordina i ristoranti per comune, il ricettario, al contrario, ha l’andamento ordinato di un pantagruelico pranzo. E le ricette sono descritte in modo tanto rigoroso quanto appetitoso e trasmettono a pieno l’autentico piacere italiano della tavola.
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Stufi del solito ristorante in cui si mangiano sempre e solo spaghetti e tagliata di vitello? Non ne potete più di pizza, birra, macedonia e caffé? E che dire poi dei tailleur così seriosi e delle polo sempre azzurrine? Se avete deciso di dire basta a tutto questo, allora scoprite l’altra Milano, la città più multietnica d’Italia.
Secondo una ricerca effettuata dalla Camera di commercio del capoluogo lombardo, infatti, sotto la Madonnina ci sono così tanti negozi, ristoranti, caffetterie e atelier di proprietà di stranieri che vi dimenticherete presto dei classici made in Italy. Per chi ha voglia di sperimentare è a disposizione anche una guida di 368 pagine - realizzata da Actl e Unione del Commercio di Milano - che raccoglie tutte le informazioni su ristoranti, negozi, centri benessere, bed & breakfast ed eventi dedicati al multietnico cittadino. Non che ci siano tutte le 19mila aziende registrate all’anagrafe delle imprese, certo, ma solo una selezione dei 150 più belli, curiosi o interessanti luoghi di ritrovo. Ecco quindi che chi vuole potrà gustare un buon sushi su un comodo tatami orientale sorseggiando sakè al Kandoo, al Nu-Cube o al Soho Cafè, oppure potrà cenare sotto una tenda berbera a piedi nudi sulla sabbia al Sud-Dinner Bar. Chi predilige la Russia può sempre optare per il Favorit, che ricalca nel nome e nell’arredamento la prima nave imperiale voluta dallo Zar Pietro il Grande, e per il Podkova, dove tra una vodka e l’altra potrà asssaggiare il filetto allo Stroganoff. Si mangia invece un ottimo pollo alla brace nel peruviano El Carajo, dell’anatra alla canna da zucchero dal cinese Ta Hua o del riso nero di seppie in prugne giapponesi da Finger’s. Un’ultima panoramica poi sugli spiedini con foglie di bergamotto preparate dal vietnamita Vietnamonamour, sullo stinco di maiale affumicato del bavarese Kapuziner Platz e sui magnifici gamberoni al profumo del Nilo dell’egiziano Il Faraone.
Se invece non è il palato che volete stuzzicare ma il corpo, basta fare un salto al Kalinka Russian Steamroom, dove sarete sottoposti a un bagno che aiuta a depurare l’organismo e a prevenire i raffreddori grazie ai vapori aromatizzati, al massaggio coi rami di betulla e agli impacchi balsamici o anche all’Hammam della Rosa - che propone trattamenti rigeneranti tra marmi, mosaici e fontane - o al Moresko Hammam Cafè, il più bagno turco più grande d’Italia.