
Dopo la passione per i loft, chi cerca casa esplora oggi un nuovo mercato: quello delle chiese. Secondo i dati diffusi oggi da Immobiliare.it, sito leader degli annunci di settore, sono diverse decine gli ex luoghi di culto, ora sconsacrati e disponibili per l’acquisto.
Il fenomeno sembra interessare tutta la penisola: ad Asti si può diventare proprietari di una chiesa settecentesca in stile barocco in pieno centro storico (trattative riservate!), a Firenze bastano 780 mila euro per comprare una chiesetta di 170 mq in zona Careggi, già dotata di angolo cottura.
A Olevano Sul Tusciano (Salerno) è in vendita una chiesa del 1300 che, per 90.000 euro, è anche dotata di terreno circostante. Sulle colline bolognesi, a Vergato, è in vendita una piccola chiesa che però è ancora priva di riscaldamento. A Lucca c’è chi ha già sviluppato un progetto per trasformare navate e sacrestia in villa a 2 piani con mansarda e possibilità di piscina e a Volterra (PI), la più antica tra quelle proposte risale all’anno 850, in un complesso completamente ristrutturato.
Carlo Giordano, Amministratore delegato di Immobiliare.it , non vede la rincorsa agli immobili un tempo sacri come segno di decadenza: “Probabilmente è invece la dimostrazione di come gli spazi occupati dalle Chiese private ormai in disuso vengono reinventati e rivissuti. Una nuova destinazione d’uso e un nuovo proprietario possono permettere a questi immobili, sicuramente particolari, di non finire vittime del logorio del tempo e di essere ancora protagonisti del presente”.

La cucina è sparita dalle case degli italiani. Secondo i dati di Immobiliare.it, sito leader degli annunci di settore, la cucina sembra essere ormai una stanza in via di estinzione.
Da un’analisi condotta sugli oltre 30 mila annunci di nuova costruzione messi in vendita sul sito da più di 8 mila agenzie immobiliari, è emerso che appena il 9% dei bilocali offerti al nord, ad esempio, ha un locale dedicato alla cucina. E la percentuale cresce di appena un punto percentuale al centro e arriva a sfiorare il 12% al sud. Secondo Carlo Giordano, amministratore delegato di Immobiliare.it, “si tratta di una razionalizzazione degli spazi. L’utilizzo dello spazio in ambienti unici è molto più efficiente e si riescono a creare appartamenti più piccoli che rispondono alle stesse funzioni del passato. Creare l’angolo cottura permette, a parità di metri quadri totali, di offrire un appartamento con una stanza in più.”
Guardando ai trilocali lo stato di salute delle cucine non sembra essere molto migliore. Meno di un quarto di questo tipo di immobili ha un locale separato dedicato ai fornelli e solo al sud si arriva al 27%. Le cucine fanno nuovamente capolino nelle case italiane se ci si trova almeno in un quadrilocale. Quando le dimensioni lo consentono, infatti, quasi il 70% degli immobili ha una stanza per questo scopo.
Ma le cucine di oggi hanno ancora la grandezza di quelle delle nostre nonne? Dove resta la cucina ha dimensioni che crescono con la superficie dell’immobile e che ne confermano l’importanza del ruolo.
Se l’appartamento ha una dimensione inferiore ai 70mq, la cucina misura, mediamente, 13mq. Se la casa arriva ai 100mq, la cucina guadagna 3mq passando a 16 e solo in case piuttosto grandi (oltre i 100 mq) la cucina è decisamente spaziosa (22mq).
“Oggi la cucina viene fusa in un unico spazio con il salotto” continua Giordano, “e diventa il grande ambiente di socializzazione della casa. Ad aver reso veloce questo cambiamento sono state le stesse società di costruzione che hanno iniziato a presentare gli immobili nuovi con planimetrie già arredate, sostanzialmente offrendo l’occhio dell’architetto per suggerire come vivere la casa nuova.”
Il 33 per cento degli italiani vorrebbe festeggiare San Valentino in un bungalow sulla spiaggia, il 25% in una baita di montagna davanti al camino e il 21% in una casa nuova da inaugurare per l’occasione. Sono i singolari risultati di un sondaggio eggettuato da
Immobiliare.it
, il principale sito di annunci immobiliari in Italia tra i suoi utenti, che hanno risposto alla domanda su quale sarebbe stata la cornice ideale per il loro weekend degli innamorati.
Dall’indagine sembrano aver perso smalto sia le gite nelle città d’arte (7%) sia gli agriturismi che raccolgono solo il 5% delle preferenze fra gli innamorati alla ricerca di un’alternativa al solito ristorante.
“È importante notare come il 21% degli intervistati sogni di comprare una casa propria” sottolinea Carlo Giordano, amministratore delegato di Immobiliare.it. Il dato è pressoché invariato nelle dimensioni sia che si guardi all’universo femminile sia a quello maschile. Sebbene l’accesso al credito in forma di mutuo è stato drasticamente ridotto da parte delle banche, in realtà l’aumento dell’offerta provoca benefici a chi vuole acquistare; lo sconto realizzato dall’acquirente sul primo prezzo di richiesta è mediamente passato da un 3-4% ad 5-6% e si comincia a verificare una riduzione del prezzo di richiesta” .
Ea mentre le donne, quando pensano alla casa dei loro sogni, immaginano una villa indipendente (28% delle intervistate), i loro compagni immaginano un appartamento in città (27%).
LEGGI ANCHE: San VAlentino, idee per tutti i gusti (e tutte le tasche) - Innamorarsi online con la webcam - Un San Valentino romantico alla portata di tutti