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Per il pranzo di Natale e il cenone di Capodanno non si bada a spese. Nonostante la contrazione dei consumi, il Codacons ha ipotizzato che, per l’abbuffata di San Silvestro, ogni famiglia spenderà almeno 175 euro. Circa 30 euro in più dell’anno scorso, a causa dell’aumento dei prezzi nel settore alimentare. Eppure, secondo una ricerca dell’Accademia italiana della cucina, il 20 per cento delle bontà cucinate finiscono nella spazzatura (in particolare, il 30 per cento degli antipasti, il 23 dei dolci, tra cui panettone e pandoro, il 18 di arrosto e zampone e il 10 per cento dei primi, in particolare i ravioli).
Per questo la stessa Accademia ha pensato bene di offrire qualche consiglio salva spesa e salva menu.“Per prima cosa basterebbe attingere all’enorme bacino di ricette umili della tradizione evitando ciò che è moda e standardizzazione” spiega Giuseppe Dell’Osso, presidente dell’Accademia. “Se per la cena della vigilia tutti comprano spigole, orate, scampi e gamberoni imperiali, non ci vuole molto a capire che il loro prezzo salirà alle stelle, magari a scapito della qualità”. Eppure anche stoccafisso e acciughe sono pesci tipici della stagione e della tradizione. “In più, sono stati di recente riscoperti dai grandi chef e non hanno nulla da invidiare ai pesci nobili e costosi che, per altro, non hanno niente a vedere con la tradizione italiana, come salmone, astici e aragoste”.
Ecco perché si può fare un figurone anche spendendo poco. Una famiglia di 6 persone può cavarsela, per esempio, con poco più di 65 euro per la cena della vigilia e meno di 100 per il cenone di Capodanno. L’Accademia ha messo quindi online una serie di ricette che permettono di conciliare il rispetto della tradizione e la necessità di contenere le spese.
Gli spaghetti con molliche di pane e acciughe, per esempio, sono un classico omaggio alla migliore cucina molisana della Vigilia, lo stoccafisso con patate di quella pisana e il fritto vegetale di quella emiliana. Se si aggiungono la romana pasta con i ceci, le patate al forno, la tipica “insalata di rinforzo” napoletana, un pandoro, un vino bianco Igt e uno spumante, si mette su un menu da 12 euro a persona.
Per il cenone di Capodanno, invece, accanto ai capisaldi della tradizione, come l’anguilla marinata, i tortellini in brodo e il cappone, si possono proporre la lasagna vegetale, i classici cotechino e lenticchie, i crostini di fegatini, un vino, uno spumante e un panettone. Totale della spesa? Solo 17 euro a persona. E il menu è tutt’altro che povero.
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C’è chi si limiterà a scegliere tra il 25 aprile o il primo maggio per star via dal lavoro il meno possibile. Chi, invece, ne approfitterà, unendo i due ponti per rilassarsi un’intera settimana. Ecco qualche meta fuori porta (per chi preferisce volare via qui i veri last minute) e per tutti i gusti, per chi, non avendo ancora organizzato nulla, vuol sfruttare al meglio le imminenti vacanze di primavera.
…chi gode dei piaceri della tavola
Dal 27 al 29 aprile, sulla costa ligure, lungo il Golfo Dianese c’è Aromatica, la rassegna gastronomica di basilico&co., con tanto di degustazioni e menu a tema nei ristoranti della zona. Chi ama i formaggi, invece, vada a Perugia: dal 28 aprile al primo maggio c’è Ditecheese, una mostra (ovviamente con assaggio) dei migliori formaggi italiani e internazionali, con convegni e persino mini corsi di caseificazione. Per i patiti degli asparagi c’è l’imbarazzo della scelta: le migliori Igp italiane si festeggiano in questi giorni a Mesola(Fe), sul delta del Po, intorno al celebre castello estense, a Cimadolmo (Tv) e ad Altedo (Bo).
…chi cerca il relax
Le terme dell’Emilia Romagna offrono tanti pacchetti benessere (intorno ai 200 euro) in tema con il periodo: da Risveglio di primavera (a Riccione Terme: visita medica, grottino pompeiano, trattamenti al sale e tanto altro) a Boccata di ossigeno (alle Terme della Savonarola: percorsi nei bagni romani e sensuali massaggi in coppia).
Oppure si può fare un salto in Sardegna, prima dell’assalto estivo: il resort Aqua dulci propone, in questi giorni, cavalcate sulle spiagge bianchissime di Chia, nel sud dell’Isola, dove Sergio Leone girava i suoi western.
…chi vuole il divertimento
Per i più piccoli c’è l’intramontabile fascino di Mirabilandia.
Si può approfittare dell’offerta dell’Hotel Royal Plaza di Rimini: fino al 2 maggio, un pernottamento in camera doppia e prima colazione, con biglietto di ingresso al parco valido per due giorni consecutivi, costa da 46 euro a persona.
I grandi, invece, possono anticipare l’atmosfera estiva di villaggi, discoteche all’aperto, wellness sul bagnasciuga e caccia ai vip in vacanza, laddove il clima lo permette già: in Sicilia. Nell’isola di Panarea, dal 29 aprile al 1 maggio, torna l’annuale Forward island , un appuntamento con il wellness (sbarcano sull’isola 40 massaggiatori) e i suoi contorni estivi. Va da sé che gli appassionati di musica, invece, si diano appuntamento al celebre concerto del Primo maggio a Roma.
…chi non rinuncia al lusso
Per chi può spendere fino a 300 euro a notte c’è la Masseria San Domenico, un agriturismo chic in riva al mare della Puglia (a Savelletri di Fasano), un tempo torre d’avvistamento dei cavalieri di Malta, adesso lussuoso resort con spa e campo da golf. Chi può arrivare anche a 600 euro, può godersi una camera vista a mare a Positano: La sireneuse, albergo di charme sulla costa amalfitana, propone passeggiate in barca ed esclusive sessioni di shopping.
…chi insegue l’avventura
Chi vuole già tuffarsi in acqua può provare il brivido del rafting o all’hydrospeed. Chi, invece, vuole provare una tecnica sportiva nuova ed estrema si può dare al Tarzaning (percorsi aerei fatti di pendoli, ponti tibetani e traversate tirolesi). Per i più stravaganti ci sono lo Shaking e il Ponting: il primo è una nuovissima attività che consiste nello scalare un tronco alto 10 metri arrampicandosi su piccoli appigli. Il secondo è un salto a pendolo tra i boschi. Ci sono campus in tutta Italia e facilmente raggiungibili dove svolgere queste attività.
…chi ama il buon bere
Nella splendida cornice dei Colli Euganei e della Villa Beatrice d’Este di Baone (Pd), c’è la rassegna Vini euganei a primavera (tel. 800510052) dal 23 aprile al 7 maggio: una mostra di vini doc, con degustazioni guidate di vini e prodotti tipici dei Colli Euganei, laboratori di artigianato, lezioni di equitazione ed escursioni. Il buon vino ischitano, invece, si può gustare tra una sauna e un massaggio relax all’ Hotel Continental Terme dell’isola di Ischia che offre buone etichette e pacchetti speciali last minute per i ponti di primavera.
…chi è devoto all’arte e alla cultura
Cagliari , a cavallo tra i due ponti, apre tutti i suoi monumenti, dall’anfiteatro romano alle cripte ai musei. A Siena è stata prorogata fino al primo maggio la mostra Chagall-Mirò. Magia, grafia, colore, a Palazzo Squarcialupi, un’occasione per visitare anche la splendida cittadina toscana. E a Trento, dal 28 aprile al 6 maggio, c’è Trento film festival, la rassegna del cinema di montagna.
…chi ne approfitta per lo shopping
Gli outlet sono il posto ideale: quello di Serravalle, proprio in questi giorni propone sconti particolari.
Rimane aperto anche il Fidenza Village che propone una mostra d’arte contemporanea e la possibilità di partecipare a un concorso per vincere un viaggio in Polinesia.
…chi si perde nella natura
Si fa in tempo per un salto all’International Po Delta Birdwatching Fair, la rassegna tutta dedicata alla natura che si tiene ogni anno, dal 28 aprile al primo maggio, a Comacchio, nel cuore del Parco del Delta del Po.
Oppure, andare in giro per il verde italiano: sono in piena fioritura i narcisi e ce ne sono di bellissimi alll’apposito Festival in Lunigiana: 120 mila narcisi di 63 varietà diverse. L’evento si tiene nella meravigliosa Villa La Pescigola a Fivizzano (Ms), una residenza con 600 anni di storia. Più giù, c’è Parchi in festa, una manifestazione umbra che dura tutto l’anno e comincia proprio il 28 aprile alla cascata delle Marmore. Con tanti giochi naturalistici.
…chi si dedica allo sport
Gli appassionati di freeride (il mountain bike più estremo) sappiano che a Pila (Ao) sono appena state inaugurate delle nuove piste (tra cui una discesa di 11 km con dislivello 1.700 metri). Sempre in tema di due ruote, a Riva del garda, dal 28 al primo maggio c’è il a Bike festival, uno dei più importanti al mondo, con la possibilità di vedere all’opera i campioni internazionali, testare le ultime novità non ancora sul mercato, partecipare alla Rocky mountain bike marathon Garda Trentino e allo Sprint notturno.
E guardate anche le idee-viaggio in Italia, proposte qui
Il menu tradizionale
Alfonzo Iaccarino chef del Don Alfonso 1980 a Sant’Agata sui due Golfi (Na)
Antipasto: prosciutto di maiale nero casertano, accompagnato da verdure (peperoni, carciofi e melanzane) sottaceto.
Primo: Zuppa di ostriche con fave, piselli e asparagi, lasagne napoletana tradizionale con mozzarella e ricotta di bufala, pomodoro San Marzano, uova e salsicce.
Secondo: capretto, possibilmente del Potentino, con le patate novelle al rosmarino e i carciofi dorati o, in alternativa, un tacchino ruspante del Tavoliere o delle Murge pugliesi.
Dessert: una bella colomba preparata artigianalmente con ingredienti genuini
Il menu melting pot
Sebastien Patrono, servizio catering Maestro di casa
Antipasto: salmone nordico scottato, accompagnato da cipolle marinate, “yuzu soia dressing” (una sorta di grosso limone giapponese mischiato con salsa di soia) e insalatina di erbe aromatiche.
Primo: dal Nord-Europa al Sud America, passando per la penisola indiana con un piatto di ravioli con astice e mango pakistano, “il migliore in assoluto”, intinti in salsa di pomodoro speziata con peperoncini messicani.
Secondo: carré di agnello, affumicato al tè verde e ricoperto da un salsa frutto dell’unione di due peperoncini peruviani, uno giallo e uno rosso.
Dessert: spariscono colomba e pastiera e spuntano, direttamente da oltreoceano, i mini-donuts alla cannella, da mangiare con semifreddo al caffè e spuma al whisky bourbon.
Il menu innovatore
Stéphane Caddeo Il Montecristo Caffè di Busto Arsizio (Va)
Antipasto: insalata di pollo nell’entrée arrichita accompagnato da peperoni, pomodoro, zucchine e avocado, giusto per dare un tocco di esotismo
Piatto unico: pollo in crosta di arachidi nel piatto unico, servito freddo con cous cous e verdure.
Dessert: immancabile il classico uovo di cioccolata, ma possibilmente “bagnato” da un bel rhum.
E chi lo avrebbe mai detto 20 anni fa, quando sulla tavola pasquale imperavano capretti e cassate? Ebbene sì: il pollo scalza l’agnello e il cous cous fa fuori il contorno di erbe di campo tipiche della nostra festa primaverile. Per non parlare della soia, regina dei condimenti a scapito dell’olio d’oliva.
Oggi le tradizioni culinarie sono sempre più incalzate da quelle dei due milioni e mezzo di immigrati che vivono nel nostro Paese. Soprattutto a Pasqua, quando le differenze religiose vanno stemperate a tavola per evitare conflitti familiari. Sono 600 mila, infatti, secondo l’Istat, le coppie miste sposate in Italia. E triplicatesi negli ultimi 10 anni. “Nelle grandi occasioni di incontri familiari, come la Pasqua o il Natale, si confrontano due o tre generazioni” spiega l’avvocato Alessandro Simeone, autore di Le nuove regole per conviventi. “Quando la giovane coppia è mista, va da sé che è più facile trovare una piattaforma comune di conversazione parlando di cous cous piuttosto che di Allah”. Insomma, è a tavola che cadono anche le barriere ideologiche. Ed è a tavola che l’Italia multirazziale si rispecchia e si incontra. La tendenza è stata dimostrata da una ricerca dal canale satellitare Alice, La televisione della casa e della cucina, sui mix multietnici a tavola. Ecco i più frequenti, sotto Pasqua: resiste l’agnello ma il contorno di patatine a forno è sostituito dallo speziato cous cous arabo o dai peperoncini verdi messicani. L’insalata fresca viene condita con la soia giapponese invece che con l’aceto. La tipica colomba pasquale è intinta nel bourbon americano.
E gli chef di tendenza, cosa ne pensano? Tra i 50 interpellati da Casa Alice, il 63 per cento si dice tradizionalista convinto, il 21 amante del melting pot e il 16 innovatore totale (qui, un assaggio dei tre diversi menu). Come Roberto Okabe, uno dei sushi man (giapponese) più famosi al mondo: in omaggio alla moglie brasiliana ha creato a Milano Finger’s, un ristorante nippo – brasiliano. Re dei tradizionalisti è il napoletano Alfonso Iaccarino, chef del Don Alfonso 1980 a Sant’Agata sui due Golfi (Na): “Fare una Pasqua senza il capretto, senza la pastiera e senza il casatiello, per noi che siamo napoletani, è inammissibile”.