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Rem-Koolhaas

Transformer: a Seoul la moda è avveniristica e parla italiano

Il Transformer Prada


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di Antonella Matarrese da Seoul
A Seoul, nella Corea del Sud, in questi giorni tutte le donne sono ben truccate ed elegantemente pettinate: tra qualche giorno, il 2 maggio per la precisione, si celebrerà il compleanno del Buddha e nessuno può essere impreparato. Il tempio Jogye Sa il più grande e frequentato della citta (Seoul conta 24 milioni di abitanti) è carico di alzate di frutta votive. E non c’è via del centro che non sia addobbata da lanterne colorate raffiguranti il Buddha bambino, o a forma di fiore di loto bianco per i morti, rosa per le giovani spose, fucsia per la fecondità. Non così distante dal tempio, nella piazza accanto al Gyeonghui Palace, uno dei cinque storici palazzi più importanti di Seoul, c’è quasi lo stesso fermento, la stessa frenesia di preparativi ma in un’atmosfera diversa, meno spirituale e piu cosmopolita. È qui che questa sera del 23 aprile è stato inaugurato Transformer Prada, l’avveniristico padiglione rotante in ferro e membrana cocoon (quella che serviva per coprire gli aerei da guerra americani dopo l’uso), firmato dall’architetto olandese Rem Koolhaas. Fortemente voluto da Miuccia Prada, Transformer è uno spazio neutro polifunzionale che grazie a due gigantescha gru potrà essere girato, piu o meno ogni due mesi, su uno dei suoi quattro lati differenti, una croce, un rettangolo, un cerchio e un esagono. Perché ogni lato, quindi ogni forma, ha una funzione diversa a seconda che ospiterà mostre d’arte, rassegne cinematografiche oppure sfilate di giovani designer. Per l’inaugurazione si comincia con la base esagonale che accoglie l`allestimento Waist Down alla sua quinta edizione (la prima è stata nell’epicentro Prada di Tokyo) che mette in mostra 60 gonne Prada, presentate e intese come veri oggetti da collezione.

“Da tempo mi frullava nella mente di portare la nostra Fondazione in altri paesi, magari a Tokyo. Ma non si riusciva a trovare lo spazio giusto. Ho discusso molto con Rem Koolhaas. A dire il vero è da tre anni che ci pensiamo. A me era piaciuto il padiglione che l’architetto aveva allestito per la Serpentine gallery di Londra, ma al contrario lui non era convinto. Poi ci siamo concentrati sulla Corea perche è un Paese in grande fermento, libero, chiunque puo venirci senza visto. E anche a Rem piaceva Seoul, una citta meno scontata” cosi spiega Miuccia Prada piu loquace del solito e felice che il progetto sia piaciuto anche a Patrizio Bertelli.
“Per fortuna è entusiasta. Le cose fioriscono se a lui piacciono altrimenti è un tormento per tutti” ironizza. Intanto mentre ogni cosa è pronta per ricevere il Ministro della cultura Mr Inchon Yoo, il sindaco di Seoul Jingu Ra, I vari direttori di LG Electronics, di Hyundai Motor e l`ambasciatore d`Italia Massimo Andrea Leggeri, varie voci si rincorrono. Sul costo dell’operazione definita: “Un salasso ma molto meno di Luna Rossa”; su un probabile acquirente: “Un local affascinato dall’aspetto effimero e motorio dell’architettura” e sul futuro sito di Trasformer.
“Mi piacerebbe portarlo in una piazza di Roma, perché a Milano sarebbe difficile trovare grandi spazi e poi qui dobbiamo andare avanti con la nuova Fondazione, anche in vista di Expo. Inoltre credo che Milano non abbia l’internazionalità della capitale, è piu vicina a Monaco di Baviera che a Parigi, ma non lo dico in termini dispregiativi” esterna Bertelli. Manca pochissimo all’inizio della cerimonia, l’architetto Koolhaas, da gran perfezionista, ha gia fatto modifiche impercettibili eppure sostanziali all’allestimento, scambiando la sequenza di alcune gonne. Anche questa pignoleria olandese piace a Miuccia Prada che teorizzando sui rapporti tra arte e moda tiene a precisare: “La moda nonè arte, anzi per essere nobilitata non ha bisogno di essere ritenuta una forma d`arte. È una importante forma di espressivita che ti aiuta , grazie all`universalita del suo linguaggio, a leggere la velocita del nostro tempo. Solo in Italia questo in molti non lo hanno ancora capito e pensano che la moda sia una piacevole frivolezza. Noi comunque andiamo avanti e cerchiamo di guardare sempre un po’ piu in là”.
E per andare oltre, Miuccia anticipa che farà una mostra con l’artista cinese Chao Fei, gia presente in italia alla scorsa Biennale, che a quanto pare costruirà una finta fabbrica Prada in Cina. Quindi la finzione nel Paese dei falsi come forma d’arte? “Si, è un’azione artistica ironica e intelligente perché trovo che la nuova arte non sia piu legata alle produzione di cose ma di azioni che creano evento”.
E anche in questo Miuccia è avanti, in continuo “Transformer”.