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Nasce il profumo 1528, quando l’arte si trasforma in essenza

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“Il profumo ha una forza di persuasione più convincente delle parole, dell’apparenza, del sentimento. Non si può rifiutare la forza di persuasione del profumo, essa penetra in noi come l’aria che respiriamo penetra nei nostri polmoni, ci riempie, ci domina totalmente, non c’è modo di opporvisi”. Così Patrick Suskind, scrittore e drammaturgo tedesco, descrive nel libro “Il Profumo” (best seller tradotto in oltre 20 lingue nel mondo) il piacere di “indossare” una fraganza. Un piacere che si manifesta nella sua interezza anche per “1528″, il nuovo profumo della Zero Otto, azienda marchigiana di San Benedetto del Tronto, che vuole esportare in tutto il mondo il gusto del bello e del lusso. Destinato a diventare leader in una fascia di acquirenti molto alta, il profumo nasce dall’idea di Anna Carla De Leonardis che ha voluto trasferire la bellezza e la fragranza delle foglie di oro della tela dei suoi quadri in un’essenza a edizione limitata, ma già pronta a essere riprodotta come eau de toilette e in una linea di saponi per il corpo.

Il profumo viene presentato oggi a Roma in via Margutta (storica via della capitale luogo di gallerie d’arte e di ristoranti alla moda, che negli anni cinquanta, dopo il film Vacanze romane, divenne una strada esclusiva, residenza di personaggi famosi, come Federico Fellini) presso l’Hotel Art, un albergo “nato sotto il segno dell’arte non solo per la sua ubicazione o per l’essere stato ricavato da un antico collegio, ma perché l’arte è il trait d’union che collega tutti i suoi elementi”, dice a Panorama.it la direzione dell’albergo, che ha come caratteristica il fatto che ogni piano è realizzato con colori diversi, il blu, l’arancio, il giallo e il verde, che all’ingresso degli ospiti si fanno luce intensa e illuminano versi di poeti famosi lungo i corridoi.

Essenza calda e seducente, il profumo, unisex, sarà disponibile nella versione Or Blanc (Seduisant), dal cuore di lavanda, mughetto e patchouli e in coda dal profumo muschio d’albero, e sandalo, Or Rose (Afrodisiaque), con un cuore olfattivo di geranio, gelsomino, iris e foglia di violetta, e Or Jaune (Erotique), ambrato e alla vaniglia. “1528 nasce attraversando un sentiero, con l’idea di dare vita a qualcosa di gioioso che stimoli e parli ai sensi. Dai quadri d’oro ai profumi: l’arte si trasforma nella sua essenza”, si legge sul sito internet della Zero Otto. Un profumo esclusivo, dunque, in un mercato che non conosce crisi, come conferma l’analisi Unipro sul mercato dei cosmetici e dei profumi in Italia nel 2007, secondo cui le fragranze di alta qualità sono una leva di traino nella profumeria alcolica, con un incremento del 4,6 per cento per un valore di oltre 350 milioni di euro sui 900 a cui ammontano le vendite complessive in questo settore, che mantiene un ruolo di primaria importanza nel panorama del mercato cosmetico italiano.

Il business scivola meglio sulla saponetta griffata


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Da strumento di pulizia a elisir di bellezza il passo non è stato breve. Ma oggi, lo confermano i dati delle vendite, il sapone solido, meglio se associato a griffe di moda, ha conquistato cifre di tutto rispetto.

In base agli ultimi dati dell’Unipro, dal 2003 (anno in cui il mercato dei prodotti per l’igiene e la cura della persona ha toccato cifra 1000 milioni di euro di fatturato), il settore continua a registrare una costante crescita. E se 300 milioni di euro spesi per i saponi liquidi non sono pochi, sorprende che la stessa cifra sia impegnata dalle famiglie italiane per quelli in versione solida, meno pratici, con più spreco e più soggetti alla trasmissione di batteri, a causa dell’acqua stagnante nei portasapone.

Da un lato, certo, vince la tradizione, (la prima tavoletta detergente arriva in Italia nel 1927 ad opera di tale William L. Sims, che il 9 aprile dello stesso anno firma a Milano l’atto costitutivo della Società Anonima Palmolive), dall’altro, tuttavia, non si può negare che complicate operazioni di marketing e globalizzazione hanno reso i saponi di nuova generazione sempre più cosmetici e sempre meno detergenti contro lo sporco, incrementandone i consumi.

Oggi infatti si arricchiscono di profumazioni intense, di fragranze di lusso, di confezioni hi-tech, adatte ad arredare le stanze da bagno di grandi ville in campagna come di super attici in città.

La saponetta è diventata chic e di tendenza, meglio se con ingredienti misteriosi, provenienti da terre lontane. Tutto in chiave suadente, proprio come per i profumi: eleganza, esclusività, lusso sono le parole chiave per aumentare le vendite, e i prezzi, di ritrovati da profumeria, più che da banco del supermercato.

Ai nostalgici della tavoletta bianca, che sa semplicemente di pulito, non resta che arrendersi, pensando ai lati positivi del profumo formato sapone: lascia addosso una fragranza meno persistente dell’eau de toilette ma perfetta per rinfrescarsi durante la giornata, è un valido sostituto del docciaschiuma in caso di emergenza e può essere portato nella ventiquattrore nelle trasferte di lavoro all’estero, anche nel bagaglio a mano.

Insomma, l’unico vero inconveniente della saponetta griffata, sembra proprio quello di una classica scivolata, molto costosa.

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