La lista stilata da Pierre Bayard, autore di Come parlare dei libri che non abbiamo letto, prevede libri “iniziati e mai finiti”, “di cui ha sentito parlare d’altri”, “letti e dimenticati” e “dei quali ammette di non sapere nulla”.
Tra i libri iniziati e mai finiti, L’uomo senza qualità di Robert Musil e Ulisse di James Joyce, mentre il professore francese annovera tra quelli letti e dimenticati L’interpretazione dei sogni di Sigmund Freud, e la cosa non rassicura visto che Bayard è “specializzato nel collegamento tra letteratura e psicanalisi”, e Il lupo della steppa di Herman Hesse. Bayard ha solo sentito parlare da altri delle Eneide di Virgilio e di Oliver Twist di Charles Dickens, mentre ammette di non sapere nulla de La retorica di Aristotele e delle Memorie di Joachim du Bellay.
- Venerdì 16 Marzo 2007









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Commenti
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Il 16 Marzo 2007 alle 20:20 Panorama.it – Cultura e società » Blog Archive » Tutti pazzi per i libri (non letti) ha scritto:
[...] Bayard confessa, ecco la lista dei miei libri mai letti Panorama Canali Cultura e società Tutti pazzi per i libri (non letti) [...]
Il 9 Luglio 2008 alle 13:31 Pierre Bayard contro Sherlock Holmes: indagine su un detective al di sopra di ogni sospetto » Panorama.it - Libri ha scritto:
[...] “Elementare, Watson!”. Ma se il romanzo è Il mastino dei Bskerville, scritto da Arthur Conan Doyle nel 1901, non è così semplice. Perché Sherlock Holmes potrebbe essere un detective ansioso di risolvere un caso, il suo amico Watson un osservatore fazioso e l’omicidio, in realtà, un incidente. Così Pierre Bayard nel saggio Il caso del mastino dei Baskerville (pubblicato da Excelsior 1881) rilegge il racconto dell’autore inglese. E rivela nuovi aspetti fino a scoprire un altro assassino nascosto tra le pagine della storia ambientata nella brughiera inglese. La trama: Sir Charles Baskerville muore e lascia una fortuna in eredità. Ma per James Mortimer, medico e amico dell’aristocratico inglese, è un omicidio: anzi, ricorda la leggenda di un cane mostruoso che aveva già ucciso un antenato dei Baskerville. Holmes si lancia sulla pista e parte per la brughiera di Dartmoor. Il colpevole non sarà catturato, ma scomparirà negli acquitrini della zona. Bayard, però, svela che il metodo d’indagine polizesca del detective è tutt’altro che infallibile: indizi raccolti in modo arbitrario, medie statistiche confuse con leggi scientifiche e la sistematica sottovalutazione dovuta al punto di vista del narratore. Altro che pura oggettività e fredda razionalità. Così si riapre (sia pure pure per gioco) un caso apparentemente risolto. [...]
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