- Tags: arte, Fuorisalone, MiArt, Milano, Philippe-Daverio
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La gallery delle opere in fiera
MiArt 2007. La mostra mercato dedicata all’arte contemporanea torna (a FieraMilanoCity dal 30 marzo al 2 aprile) con un obiettivo in più: vincere il complesso d’inferiorità nei confronti degli altri due eventi commerciali italiani: la fiera di Bologna e Artissima di Torino, molto più apprezzati da pubblico e critica rispetto all’evento milanese. Così, per sbaragliare la concorrenza, il MiArt tenta la carta del Fuori salone, pratica già sperimentata con fortuna da molte edizioni del Salone del mobile. Ma se l’intenzione è apprezzabile (legare l’anima commerciale della fiera a una serie di rassegne in giro per la città) la regia dell’evento sembra un po’ distratta. E anzi, lascia il sospetto che il Fuori MiArt sia semplicemente una raccolta di mostre già in programma a Milano che, per l’occasione, sono semplicemente state inserite in un elenco pubblicitario. Qualche esempio: lo spazio Assab one partecipa con un evento che si è già inaugurato venerdì scorso. Lo spazio Care of ha già inaugurato la mostra mercoledì 21, e nella stessa data c’è stata l’apertura di Db collection alla Deutsche Bank. Il Pac propone la mostra dedicata all’arte di strada, già inaugurata l’8 marzo. E Picasso illustratore è alla fondazione Stelline addirittura dal 22 febbraio.
Un’operazione un po’ sguaiata anche secondo il critico Philippe Daverio. Che a Panorama.it dice: “Poveracci, quelli del MiArt ce la mettono tutta, ma il problema è Milano, che è una Babele senza autorevolezza e senza identità culturale. In una città così è difficile mandare un messaggio chiaro e creare un coordinamento tra le varie realtà dell’arte. Bologna, ad esempio, è una città piccola e in fermento, e tutti rispondono con entusiasmo alle iniziative culturali, per questo lì la Fiera è autorevole. A Torino, che è una città sabauda, ci si organizza bene perché la mentalità è quasi militare: si seguono le direttive” continua Daverio “Ma a Milano è un’altra storia, non ci sono figure autorevoli in grado di impostare una seria regia. Tanto più che l’arte contemporanea è un terreno difficile. Si deve sempre combattere con l’ideale del business americano da una parte e il pulviscolo italiano della realtà dall’altra”.
La gallery delle opere in fiera
- Mercoledì 28 Marzo 2007









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