- Tags: Bob-Dylan, Clarke-Gable-e-Fidel-Castro, Colazione-da-Truman, Gabriel-Garcia-Màrquez-e-Proust, Gerald-Clarke, Greta-Garbo, Jack-Kerouack, Lawrence-Grobel, libri, Marilyn Monroe, Marlon-Brando, Mick-Jagger, Minimum-Fax, Robert-De-Niro, Truman-Capote, Vladimir-Nabokov, William-Faulkner, Yukio-Mishima
- Lascia un commento
Nuovi segreti di Truman Capote. Dopo la biografia di Gerald Clarke, uscita l’anno scorso per Frassinelli, esce in Italia Colazione da Truman (Minimum fax), di Lawrence Grobel, il giornalista americano noto come il Mozart dell’intervista.
È un botta e risposta realizzato a più riprese tra il 1982 e il 1984. A Capote è lasciato campo libero su pettegolezzi, segreti e giudizi senza appello. Pagina dopo pagina si sgretolano i miti. C’è “il noioso” Mick Jagger, “un uomo d’affari accorto e astuto, che appena scende dal palco tira fuori la calcolatrice”. C’è “l’impostore” Bob Dylan, “un opportunista che non sa nemmeno cantare”. E ci sono le indiscrezioni su Marlon Brando, James Dean e Robert De Niro. Di pochi si può parlar bene. I fortunati assolti sono Marilyn Monroe, Greta Garbo, Clarke Gable e Fidel Castro.
Uno dopo l’altro, cadono anche i grandi scrittori del Novecento. Hemingway? “Una persona mediocre. Un omosessuale non dichiarato”. Faulkner? “Un autore senza stile”. Dostoevskij? “Terribile”. Borges? “Roba di second’ordine”. Promossi soltanto Nabokov, Mishima, Màrquez e Proust. Mentre Kerouack è “un buffone” e “il suo non è scrivere. È solo battere a macchina”.
Che cosa significhi scrivere Capote lo racconta attraverso la genesi di tutti i suoi romanzi. Come Altre voci, altre stanze, scritto a 24 anni. A Sangue Freddo, che lo ha consacrato come uno degli autori più importanti del Novecento. E poi Preghiere esaudite, la sua ultima, sofferta e incompiuta opera.
Poi c’è il sesso. “Non sono un promiscuo” dice “non avrei nemmeno le forze per esserlo”. Racconta delle sue poche e intense storie d’amore. Ma poi ricorda di aver frequentato un bar necrofilo nel Village: “un posto dove la gente andava a letto con persone morte”.
Fuori dalle provocazioni e dalle battute da talk show, ci sono poi i due temi che attraversano tutta la vita di Truman: la fama e la morte. Due categorie che usa - non ha caso - quando deve definire i suoi più odiati nemici: Gore Vidal e Norman Mailer. Quando non ci saranno più - dice - nessuno si ricorderà di loro.
Per Capote la morte è materia letteraria: “Ho conosciuto più di quattrocento pluriomicidi. Mi sono fatto le mie opinioni in merito. Tutti sono specializzati in un campo. Il mio è il pluriomicida”. La morte ricorre come un cappa di malinconia e come demone da esorcizzare con lo champagne e la vita frivola. È un fantasma con cui Truman deve convivere dopo l’asportazione di un tumore nel 1960. Ed è anche corteggiata con pillole, droga e alcol fino a un cocktail fatale il 28 agosto 1984 (anche se non fu mai accertato che si trattò di suicidio).
Capote aveva trascorso gli ultimi anni solo, povero e inviso a quel mondo che lo aveva coccolato e celebrato, e che lui aveva poi ridicolizzato con tanto di nomi e cognomi in Preghiere esaudite.
L’ultima battuta del libro era stata raccolta da Grobel poco prima della morte di Truman. “Mi piacerebbe reincarnarmi in un avvoltoio” aveva detto “Mi piacciono, sono esseri liberi. Tutti li odiano. A nessuno interessa quello che fanno. Se sei un avvoltoio non devi preoccuparti dei tuoi amici o nemici. Sei lì fuori, svolazzi, te la godi, cerchi qualcosa da mangiare”.
- Lunedì 2 Aprile 2007










I calendari 2012
Tutto su Belen Rodriguez
Tutto su Lady Gaga








Talent show: le 10 star internazionali più amate su Facebook
Musica, le gallery più cliccate: Jennifer Lopez e Noemi in testa, e ci sono sorprese


Le ragazze di Periscopio
Le foto più belle, settimana dopo settimana
Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.